Il teak, conosciuto scientificamente come Tectona Grandis, è un nome commerciale ampiamente diffuso per identificare un legno dalle qualità eccezionali. Questo materiale è particolarmente apprezzato per le lavorazioni strutturali che richiedono una forte resistenza agli agenti atmosferici e al passare degli anni.
La sua capacità di integrarsi con tutti gli ambienti, sia interni che esterni, grazie alle sue incredibili caratteristiche di resistenza alle sollecitazioni e agli agenti esterni, lo rende una scelta di pregio. Scegliere listelli in teak per esterno significa non accettare compromessi in tema di qualità, durabilità ed eleganza.
Proprietà Distintive del Teak Naturale
Oltre ad essere esteticamente bello, il teak in natura possiede caratteristiche molto significative legate in primo luogo alla meccanica e alla durabilità. Questo eccezionale legno è resistente all’attacco di termiti e funghi, è facilmente lavorabile, è duraturo e non si deforma o si spezza.
La componente oleosa e la presenza di silice lo rendono resistente all’acqua e all’usura nel tempo. Allo stesso tempo, è difficilmente infiammabile, non subisce deterioramenti dovuti alla salsedine e agli acidi e resiste a condizioni ambientali solitamente ostili al legno comune.
- Elevata durabilità e densità ottimale: Il teak presenta una densità media compresa tra 650 e 750 kg/m³, che, unita alla naturale presenza di oli e resine, garantisce una resistenza eccezionale agli agenti esterni.
- Resistenza meccanica naturale: La struttura compatta del teak e la sua elasticità intrinseca gli conferiscono un’eccellente resistenza a flessione, compressione e impatto.
- Stabilità dimensionale e comportamento in esterno: Il teak è noto per la sua straordinaria stabilità dimensionale: non si deforma facilmente, resiste bene alla marcatura da umidità e presenta un’elevata durabilità naturale anche senza trattamenti.
- Estetica calda e finitura pregiata: Con le sue venature eleganti e regolari, il teak si distingue per una colorazione dorata che con il tempo può virare verso toni più scuri e profondi, acquisendo patina nobile senza perdere integrità strutturale.
- Bassa manutenzione e longevità: Grazie alla sua composizione oleosa naturale, il teak richiede manutenzione minima e non necessita di trattamenti protettivi frequenti.
La colorazione del legno dipende da diversi fattori geografici e climatici, come la zona, il clima e l’esposizione. Le nuances possono variare notevolmente, anche grazie ai trattamenti eseguibili sul materiale stesso. Il colore tende tuttavia ad uniformarsi con il passare del tempo in seguito all’ossidazione, conferendo al teak un colore bruno-dorato e un aspetto ancora più elegante.
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Provenienza e Tipologie di Teak
Gli alberi da cui proviene questo legno sono la Tectona grandis, Tectona hamiltoniana e Tectona philippinensis, appartenenti alla famiglia delle Lamiacee. Le foreste naturali di teak si trovano solo in quattro paesi in tutto il mondo: India, Laos, Myanmar (Birmania) e Thailandia.
Il miglior teak da utilizzare nelle lavorazioni strutturali e di falegnameria è quello conosciuto come Birmano e proveniente dall’attuale Myanmar. È importante notare che il teak non è una specie a crescita rapida e la durabilità di quello proveniente da piantagioni è minore rispetto a quello proveniente dalle foreste naturali.
Esistono diverse tipologie di Teak asiatico, alcune delle quali sono peraltro in via di estinzione a causa dello sfruttamento intensivo degli scorsi decenni. Queste includono:
- Teak comune: è la tipologia di teak maggiormente utilizzata poiché possiede tutte le caratteristiche descritte in precedenza. Presenta delle fibre rigate con tonalità non uniformi che variano dal marrone al rosso e al giallo.
- Teak Burma: questa tipologia di legno è una tra le più pregiate al mondo, tuttavia essendo a rischio di estinzione il suo utilizzo è altamente sconsigliato. Proviene dal Myanmar ed è caratterizzato da delle fibre scure dovute ai sali minerali tipici di questo territorio.
- Teak filippino: questo legno proviene dalle Filippine e dalla pianta Tecntona philippinensis.
- Teak indonesiano: il legno di teak proveniente dall’Indonesia presenta delle sfumature irregolari e ondulate.
Oltre al teak asiatico esiste il legno di teak africano. Il teak africano è un materiale molto più simile ai legni tradizionali rispetto al teak asiatico, dovuto al fatto che la variante africana è un legno secco, privo della resina oleosa citata in precedenza.
Il ciclo del riciclo – il legno
Il Contesto Globale e la Sostenibilità del Teak
Nonostante il teak rappresenti una piccola parte della produzione e del commercio mondiale di legname con una quota di mercato stimata inferiore al 2%, in termini di valore è molto più rilevante. Infatti, per molti paesi tropicali rappresenta l’opportunità di produrre legname di qualità. Questo spiega perché la creazione e la gestione di foreste di teak ha attratto grandi investitori. A livello globale, sono l’unica risorsa di latifoglie piantate in aumento in termini di superficie.
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Data l’importanza del teak, l’Organizzazione internazionale del legno tropicale (ITTO), l’Unione internazionale delle organizzazioni per la ricerca forestale (IUFRO) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) sono state coinvolte attivamente già da molti anni, nella ricerca e nello sviluppo sostenibile delle foreste naturali e piantumate per evitare una gestione sbagliata.
Un esempio significativo è "Lo studio globale sul teak. Analisi, valutazione e potenziale futuro delle risorse in teak" nel quale è stata coinvolta anche la rete internazionale di istituzioni e individui interessati al teak (TEAKNET). Il rapporto include la conservazione e la gestione delle risorse genetiche, la selvicoltura delle foreste di teak naturale, la gestione degli standard di riferimento e la qualità del legno.
Il Teak nelle Strutture Esterne, con Focus sulla Nautica
Il teak è un materiale perfetto per gli ambienti esterni, rappresentando una combinazione di bellezza e praticità. Nelle strutture esterne, e in particolare a bordo delle imbarcazioni, il teak è sempre sinonimo di eleganza e qualità estetiche. Essendo un materiale vivo e naturale, si adatta perfettamente alla vita di bordo e anzi migliora con l’esposizione agli agenti atmosferici.
Il Teak Sintetico: Un'Alternativa per l'Esterno
Negli ultimi anni, complici i costi elevati del teak naturale, la sua scarsità a livello mondiale e i relativi lavori di manutenzione piuttosto impegnativi, il mercato nautico ha proposto soluzioni alternative per il rivestimento di coperta e interni delle barche da diporto, come il teak sintetico. Questo rivestimento sta cominciando a comparire sui moderni cabinati, anche perché il legno di buona fattura è ormai a rischio estinzione in molti Paesi. Queste alternative hanno riscosso un certo successo per questioni pratiche.
Il teak sintetico è un rivestimento realizzato a livello industriale sotto forma di pannelli e listelli con componenti plastici. Non ha nulla a che vedere con il legno, se non nella forma esteriore che viene perfettamente imitata sulla superficie esterna, così come nelle dimensioni e nel colore delle doghe. Si tratta a tutti gli effetti di plastica, anche se nel tempo si è evoluto a livello di costruzione con notevoli miglioramenti che hanno contribuito ad ampliarne l’utilizzo nella nautica da diporto.
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Viene impiegato soprattutto su barche di piccole dimensioni, sulla coperta o su piccole porzioni di questa, come il pozzetto, le sedute e i passavanti. Sul mercato esistono diversi tipi di teak sintetico. Alcuni dei più conosciuti, importati anche in Italia, sono il Flexiteek, il Dea King, il PlasDek, il Breons e il Tek Dek. Si tratta di prodotti simili che presentano le medesime caratteristiche. Sono realizzati in una miscela di PVC o resine sintetiche disponibili in diversi colori che riprendono le essenze del legno naturale.
Solitamente le doghe più utilizzate sono larghe 45 o 75 mm, di cui 5 mm sono il finto comento, ma sono disponibili anche larghezze di 60 o 96 mm in tagli da 100-125 mm senza finto comento per ottenere curve e parti sagomate. Lo spessore più comune è quello di 5 mm.
Vantaggi del Teak Sintetico
Il suo principale punto di forza è che praticamente non ha bisogno di manutenzione, con notevole risparmio sui costi necessari per eseguirla. Un’altra caratteristica che lo distingue dal legno è la sua flessibilità che permette di impiegarlo anche per rivestire superfici non proprio piane o che presentano spigoli e angoli. È anche elastico, qualità che concorre a renderlo più resistente.
Altre qualità interessanti sono che resiste ai raggi UV ed è antiscivolo, anche se la superficie è bagnata. Essendo un materiale impermeabile e non poroso ha anche il pregio di non assorbire liquidi che lo potrebbero macchiare. In caso di aloni a livello superficiale, questi possono essere facilmente rimossi con passate di carta vetrata e la carteggiatura permette anche di ripristinare il colore originale delle doghe che nel tempo si potrebbero leggermente scolorire.
Il ciclo del riciclo – il legno
Svantaggi e Considerazioni sul Teak Sintetico
Uno dei più importanti svantaggi del teak sintetico è che la sua superficie si riscalda parecchio. Quando è esposta al sole raggiunge infatti una temperatura superiore a quella del legno. È difficile quantificare perché dipende dalle ore di esposizione e dalle zone in cui si naviga, ma ai Caraibi, ma anche in Mediterraneo, può essere un problema di non poco conto, soprattutto d’estate.
A determinare la maggiore temperatura concorre innanzitutto la mescola con cui sono realizzati i listelli e i reagenti con i quali sono trattati per renderli resistenti ai raggi UV. A questo si aggiunge anche il colore, per esempio le tonalità scure si riscaldano di più rispetto a quelle chiare.
Un altro svantaggio è che non sempre costa meno del legno naturale. Il costo di installazione va dai 300 ai 400 euro al metro quadrato e comprende la manodopera. Non è facile stabilire un rapporto con il legno naturale perché quest’ultimo ha un prezzo influenzato da diverse variabili: qualità, spessore, zona di provenienza, manodopera.
C’è infine l’aspetto ecologico da considerare. Oggi il fabbisogno di legno di teak è tale da richiedere l’abbattimento di decine di ettari di foreste al giorno; un ritmo insostenibile che sta portando all’estinzione di questo albero in Birmania e Laos. Il teak sintetico è quindi utile a contrastare il disboscamento, ma è pur sempre un prodotto chimico e industriale che va smaltito, operazione non priva di conseguenze nefaste per l’ambiente.
Si tratta dunque di un’alternativa che può essere presa in considerazione da quei diportisti che hanno imbarcazioni di piccole dimensioni e amano la praticità, nonché una vita a bordo senza troppi impegni e costi di manutenzione.
Teak Naturale vs. Teak Sintetico: Un Confronto
Per una scelta informata, è utile confrontare le principali caratteristiche di entrambi i materiali:
| Caratteristica | Teak Naturale | Teak Sintetico |
|---|---|---|
| Materiale | Legno (Tectona Grandis) | PVC o resine sintetiche |
| Resistenza a funghi/termiti | Eccellente (oli naturali, silice) | Intrinseca (materiale inerte) |
| Resistenza all'acqua | Eccellente (oli naturali) | Eccellente (impermeabile, non poroso) |
| Deformazione/rottura | Resistente, stabile dimensionalmente | Flessibile, elastico, non si deforma/spezza |
| Manutenzione | Minima, ma richiede trattamenti periodici | Praticamente nulla, facile da pulire/riparare |
| Esposizione al sole | Migliora con il tempo (patina nobile) | Si riscalda notevolmente, il colore può sbiadire leggermente nel tempo |
| Costo | Variabile (qualità, provenienza, spessore) | Costo installazione: 300-400 €/m² (non sempre meno del naturale) |
| Impatto ecologico | Rischio disboscamento, ma biodegradabile | Prodotto industriale, smaltimento problematico |
| Flessibilità | Limitata | Elevata (adatto a superfici non piane o con angoli) |
| Antiscivolo | Naturale | Sì, anche bagnato |
| Estetica | Unico, venature eleganti, colore dorato che evolve | Imitazione fedele dell'aspetto, disponibile in vari colori |