Costruire Tavole da Surf in Legno: Guida Completa all'Uso dei Listelli

Le tavole da surf in legno ultimamente sono tornate di moda, nonostante fossero state abbandonate da decine di anni, e sempre più surfisti vogliono sapere come costruire una tavola da surf in legno da soli. Questo tipo di tavole erano largamente usate negli anni cinquanta, quando il surf muoveva i primi passi ed iniziava a diventare famoso. Si trattava di tavole pesanti e poco maneggevoli, ma il problema erano anche i tipi di legno usati e la scarsa tecnologia dell'epoca. Dopo che le tavole da surf in legno erano state completamente dimenticate, negli ultimi anni invece qualche surfista solitario ha iniziato ha costruirsi le sue tavole sperimentando nuovi tipi di legno, con risultati niente male. La rinascita dell'attenzione per le tavole da surf in legno è da attribuirsi al costo veramente molto basso della materia prima ed alla lavorazione molto più semplice rispetto agli altri materiali, che rende possibile tentare di crearsi la propria tavola da soli.

Perché Scegliere il Legno per la Tua Tavola da Surf?

Il legno, come accennato, è stato uno dei primi materiali utilizzati per la fabbricazione delle tavole da surf. Di solito si utilizzavano legni come la balsa e il redwood per via della loro galleggiabilità e stabilità. Inoltre sono facili da riparare, robuste e completamente naturali.

Considerazioni Preliminari per la Costruzione

Costruire una tavola da surf di legno da soli non è affatto facile come potrebbe sembrare, infatti bisogna prendere in considerazione diversi fattori ancor prima di iniziare. Dovete tenere conto della aerodinamica della tavola, della forma, della curva e del peso finale. A questo punto dovreste aver messo appunto gli strumenti, il progetto, il modello e l'area di lavoro. È importante adesso una programmazione dei tempi prima di partire con il lavoro. Non esiste un tempo oggettivo necessario alla costruzione di una tavola da surf. Per lo shape della tavola i tempi variano da un'oretta scarsa di un Proshaper alle 10 ore o più di una persona alle prime armi. L'importante è prendersi il proprio tempo.

Tipologie di Costruzione delle Tavole da Surf in Legno con Listelli

Esistono due modi per costruire una tavola da surf in legno, che differiscono principalmente per la struttura interna e il peso finale del prodotto. Entrambi i metodi sfruttano l'uso di listelli di legno, ma con approcci diversi.

Costruzione di Tavole Piene con Listelli Affiancati

Un metodo prevede di sovrapporre listelli uno a fianco all'altro e ritagliare poi la sagoma finale, ottenendo una tavola piena ma piuttosto pesante. Iniziamo dalla costruzione della tavola piena. Procuratevi dei listelli di legno della lunghezza desiderata, a seconda che vogliate costruire un long o uno short. Vi consiglio di usare seghe elettriche e non a mano, come la sega circolare che permette un taglio netto e super preciso, basta disegnare la linea da seguire e bloccare il pezzo in una morsa. È molto importante scegliere una colla di qualità, altrimenti rischiereste di vanificare tutto il lavoro fatto per pochi euro. Una volta incollate tutte le tavole tra loro dovete stringerle con una morsa, lasciando asciugare la colla per almeno 24 o 48 ore a seconda del tipo.

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Ho costruito la mia nuova TAVOLA DA SURF da ZERO [ft.@Prochimaresin ]

Costruzione di Tavole Vuote con Struttura Interna in Listelli (Hollow Core)

L'altro modo è più difficile e consiste nel sovrapporre due fogli di legno sorretti al centro da listelli perpendicolari alla tavola che creino uno spessore. Andiamo ora a vedere come costruire da soli una tavola da surf in legno vuota. Una volta fatto ciò dovete preparare degli spessori perpendicolari, che andranno inseriti ogni 15-20 cm di distanza incollandoli sulla parte inferiore della tavola. Gli spessori devono far in modo che la tavola formi la classica curva, quindi dovrete lavorarli con cura. Vi consiglio di collocare anche uno spessore centrale parallelo alla tavola, che aumenterà notevolmente la stabilità della tavola e la sua resistenza. Fatto ciò collocate anche la parte superiore ed incollatela sugli spessori, stringendo tutto con delle morse e lasciando asciugare. L'idea è quella di mettere assieme tre fogli da 8 o 10 mm, quello centrale invece di farlo pieno sarà tagliato in modo da avere il centro vuoto longitudinalmente. Incollo il primo strato a quello tagliato usando l'epoxy e facendogli fare un arco, poi lamino con VTR fino a riempire l'incasso ed infine incollo l'ultimo strato. Con listelli in legno da 5 mm, questa tavola è ultraresistente.

La Scelta del Legno: Quali Listelli e Materiali Usare?

In ogni caso bisogna valutare bene tutte le varie tipologie di legno che possono essere utilizzate per lo scopo, iniziando a cercare quello giusto anche in base alla facilità di reperimento del materiale ed al suo costo. Ricordate: resistenza, leggerezza ma soprattutto malleabilità. Listelli di legno e le tavole in abete sono una soluzione versatile per lavori di fai da te, falegnameria, rifinitura e piccole strutture. In questa categoria trovi listelli in abete, tavole, travetti e sezioni piallate adatte a realizzare telai, cornici, pannellature, rivestimenti, montanti e piccoli elementi di arredo. In pagina sono presenti soprattutto listelli e tavole in abete piallato, con sezioni standard e lunghezze ricorrenti pensate per semplificare i progetti di falegnameria e bricolage.

Compensato: Versatilità e Resistenza

Un tipo di legno perfetto per lo scopo è il compensato, magari usato a strati sovrapposti. Si tratta di un materiale composito realizzato sovrapponendo ed incollando almeno 3 fogli di legno tra loro dello spessore di 1-3 mm. Le venature dei vari strati vengono poste ad incrocio, operazione che ne aumenta notevolmente la resistenza. Esistono vari tipi di compensato, impiallacciato, paniforte lamellare o listellato e composto, realizzati con legni economici come l'abete, la betulla, il pioppo o di maggior pregio come il faggio o il teak. Vanno bene anche i più economici compensati; qui il problema sarà la sagomatura con la vostra lama del pialletto o del vostro spoke shave che non verrà così perfetta. Io non userei massello (flessione, venature...) ma compensato marino, credo vada bene okoume.

Listelli per Stringer e Strutture Interne

I blanks in PU hanno già uno stringer all'interno. Normalmente si tratta di un compensato nelle shortboard oppure legno nobile nelle tavole lunghe, ma potrete optare per altri legni che sappiano combinare leggerezza, resistenza e malleabilità. Se optate per un blocco in EPS il vostro legno dovrà contenere il profilo rocker del vostro progetto. Andate presso un venditore di legno e cercate cosa può fare al caso vostro. Legni morbidi come il tiglio, paulonia o balsa sarebbero perfetti, ma vi accorgerete che non è poi così facile trovarli. Per lo spessore, vedete voi in base alle necessità, in genere in una short viene utilizzato un 4mm. Ricordate che non è poi così necessario porre una trave da muratore per dare resistenza alla vostra tavola. In un longboard classico si può certamente utilizzare spessori più grandi, perchè non abbiamo particolari esigenze sul peso. La difficoltà per fare un longboard sarà quella di trovare un pannello sopra i 2 metri e 75cm, ovvero i 9 piedi. Potrete farvi tagliare in diagonale da un pannello intero di legno. Qui il prezzo aumenterà sicuramente.

Dimensioni e Finiture dei Listelli

La categoria include diversi formati, tra cui 10x10, 10x20, 10x30, 20x20, 20x40 e 20x60 mm, con lunghezze frequentemente pari a 2500 mm. Alcune tavole sono disponibili anche piallate su 4 lati. Se la parte resta a vista, una sezione piallata o piallata 4 lati offre un risultato più ordinato e pronto alla finitura. Come tutti i prodotti in vero legno, anche listelli, tavole e travetti in abete possono presentare nodi, leggere variazioni di colore, venature visibili o piccole microfessurazioni superficiali. Per applicazioni outdoor è sempre meglio verificare destinazione d’uso e trattamento del prodotto. Fatevi consigliare il legno dalla vostra falegnameria.

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Per aiutarvi nella scelta, ecco una panoramica di formati e tipi comuni di legno utilizzabili per le tavole da surf:

Tipo di Legno Formati Comuni Listelli (mm) Caratteristiche Utilizzo Consigliato
Abete 10x10, 10x20, 10x30, 20x20, 20x40, 20x60 (Lunghezza: 2500 mm) Economico, facilmente reperibile, leggere variazioni di colore, nodi possibili. Piallato 4 lati per finitura. Strutture interne (tavole cave), telai, elementi di rinforzo.
Compensato (Okoumè, Betulla, Pioppo) Fogli di 1-3 mm (spessore strato) Resistente grazie alle venature incrociate, stabile. Okoumè per uso marino. Rivestimento esterno (tavole cave), stringer, pannelli per tavole piene.
Paulonia, Balsa, Tiglio Vari (spessori 4mm per shortboard, maggiori per longboard) Morbidi, leggeri, malleabili. Talvolta difficili da reperire. Stringer, elementi interni per ridurre peso e aumentare flessibilità.
Faggio, Teak Vari Maggiore pregio, resistenza, durabilità. Dettagli estetici, stringer per longboard dove il peso è meno critico.

Sagomatura e Rifinitura della Tavola

Una volta che avete pronte le tavole di legno ed un progetto potete iniziare a costruire la vostra prima tavola da surf in legno da soli. Vi consiglio di realizzare una sagoma in carta o cartone a grandezza naturale, posizionarla sopra e disegnare la sagoma sulla tavola con la massima attenzione. Dopodiché potete iniziare a ritagliare la vostra tavola con un seghetto elettrico, procedendo con cautela. Una volta ottenuta la forma dovrete arrotondare i bordi. Per la forma solitamente le tavole da surf in legno sono realizzate con un tail a doppia punta piuttosto pronunciate, che rende queste tavole più stabili e manovrabili.

Impermeabilizzazione e Resine Protettive

Per impermeabilizzare la tavola vi consiglio di usare una resina naturale a prova d'acqua, in questo modo avrete una tavola pulita e biocompatibile al 100%. L'ultima tavola che ho fatto, per aumentare la rigidità, gli ho dato una leggera flessione prima di resinare, inoltre nel lato superiore ho resinato un normale foglio di fibra di vetro per proteggerla e per rendere la superficie non scivolosa anche se bagnata (tipo tavola da surf). La finitura in resina epossidica conferisce a questa tavola maggiore rigidità sotto i piedi e minore sensibilità alle ammaccature.

Ricordiamo inoltre che la resina poliestere non può essere utilizzata con blanks in EPS, poichè lo stirene contenuto scioglierebbe il vostro pane. Se scegliete la poliestere dovrete acquistare la parafina in stirene, un additivo da utilizzare esclusivamente in fase di hot coat o gloss, che vi faciliterà la carteggiatura. Lo stirene monomero, da non confondere con la paraffina in stirene, viene utilizzato in aggiunta alla resina per favorire uno stato di maggior liquidità della resina qualora ve ne fosse bisogno, come ad esempio per un gloss-coat. Per portare la resina poliestere all'indurimento si deve utilizzare catalizzatore MEPK. In sostituzione può essere utilizzato catalizzatore a raggi UV. Resin Research ha ideato l'Additivo F, un additivo chimico che consente alla resina di ridurre la possibilità che si formino quelle fastidiose bollicine o spazi di tessuto scoperti, tipico delle resine epossidiche.

La spatola da utilizzare dovrà essere resistente agli agenti corrosivi e flessibile. La dimensione può variare, noi consigliamo intorno ai 15 cm. Per il miscelamento di resina e rispettivi indurenti e additivi sono ideali degli stecchi di legno con forma piatta, tipo quelli che utilizzano i pediatri per osservare la gola. Va bene il riciclo di stecchi gelato o altro. La scelta dell'attrezzo per mixare è fondamentale nel caso dell'epossidica, in quanto deve essere efficiente nello smuovere tutto il contenuto di resina. Per questo motivo, anche il recipiente dovrà essere, nel caso dell'epossidica, piatto, senza rigonfiamenti o sporgenze. In caso di piccoli ritocchi, i bicchieri di carta si rivelano ottimi, mentre nel caso di quantitativi più grandi, meglio andare sul sicuro con recipienti in plastica più resistenti.

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I tessuti in fibra di vetro più usati in commercio hanno generalmente una grammatura pari a 4 once e 6 once. È possibile scegliere la larghezza del tessuto, normalmente 65 o 80 cm, in base al tipo di tavola che si deve laminare. Per una shortboard sarà sufficiente un 65 cm, mentre per una funboard o longboard sopra i 21” di larghezza, sarà necessario un tessuto più largo, di 80 cm appunto. Normalmente si tende a mettere uno strato sul bottom, e due sul deck per resistere alla pressione dei vostri piedi. Se sul deck si scelgono due strati a grammatura differente, è consigliabile porre al di sopra il tessuto da 4 once, quello più leggero. Potete tagliare a filo rail il 6 once, e voltare sul rail il tessuto più fine per facilitare l'impregnazione soprattutto nella zona dei rails. Oltre ad una variabilità di tessuti disponibili sul mercato, esistono molte possibilità di aggiungere resistenza, con l'utilizzo di patch in fiberglass, fibra di carbonio o kevlar. Per esempio è importante aggiungere resistenza nella zona dei plug, normalmente con patch di normale fiberglass, e nella zona del tail, attraverso tape in carbonio o ibridi da inserire sotto il tessuto di fiberglass nelle zone maggiormente sollecitate.

Le Pinne (Fins): Dettagli e Installazione

Sia che abbiate realizzato una tavola da surf vuota dentro o piena ora dovrete creare le pinne. Per le pinne realizzate delle sagome in cartone e poi ritagliatele usando una tavola o un ritaglio. Ricordatevi che la parte inferiore dovrà essere piatta per poter incollare la pinna alla tavola con la colla. Il numero delle pinne e la loro posizione dipende da cosa volete ottenere dalla tavola. In questo caso vi consiglio di studiare le diverse soluzioni e procedere. Il bello delle tavole da surf in legno è proprio che se non vi piace la posizione della pinna potete sempre tagliarla via e riposizionarla da un'altra parte. A meno che non pensiate di installare delle pinne fisse, la scelta della configurazione delle pinne, il tipo di installazione preferita (pre o post laminazione) e la disponibilità di strumenti di lavoro dovranno orientare la scelta tra una moltitudine di sistemi di pinne.

Le configurazioni più comuni includono:

  • Thruster: il settaggio più comune nelle shortboard moderne.
  • Quad: configurazione 4 pinne (quad), senza nessuna pinna centrale.
  • Finless: alcune tipologie di tavole sono configurate senza pinne.

Esistono poi altre tipo di configurazioni, e tante altre se ne stanno studiando e sperimentando. In definitiva non esiste un sistema meglio dell'altro. I vecchi bicchierini FCS sono i più facili da montare, e con una attrezzatura richiesta comune a chiunque abbia pochi attrezzi a casa.

La Scienza Dietro la Forma e la Flessibilità

La tavola da surf Minibu 6'8 Manatee è una tavola versatile che si adatta a tutti i tipi di onde, dalle più vivaci e reattive in condizioni morbide alle più nervose e radicali nelle sezioni più ripide. È ideale per onde da 0,5 a 2 metri e si adatta a rider da principianti a esperti. Questa tavola dalle coste generose permetterà ai surfisti principianti e intermedi di posizionarsi bene sulla tavola in modo da poterla controllare in tutta tranquillità. L'ampia punta della tavola rende la pagaiata facile ed efficiente. La coda ha la forma di un pintail più flessibile, in grado di adattarsi a tutte le condizioni. Le curve saranno più fluide e la transizione "rail to rail" più facile. È una tavola per tutti, praticamente in tutte le condizioni. Versatile, si adatta a tutti i tipi di onde, dimostrandosi vivace e reattiva in condizioni morbide, ma anche più nervosa e radicale nelle sezioni più ripide. Costruita in EPS HD da 30Kg/m3 per garantire la massima resistenza agli impatti e all'assestamento della coperta. Con listelli in legno da 5 mm, questa tavola è ultraresistente. La finitura in resina epossidica conferisce a questa tavola maggiore rigidità sotto i piedi e minore sensibilità alle ammaccature. Volume: 46 litri. Peso della tavola con le pinne: 6,2 kg.

Sostenibilità e Innovazione nei Materiali per le Tavole da Surf

Con l’avvento delle tecnologie moderne, i materiali utilizzati sono diventati molti di più. Oggi, la fibra di vetro e le resine epossidiche offrono un eccellente equilibrio tra leggerezza e resistenza. La scelta della tavola da surf passa dunque anche dal materiale usato, che va valutato secondo una serie di fattori, per esempio il tipo di onde che si prevede di cavalcare, lo stile di surf e le condizioni fisiche del surfista. La fibra di vetro è un altro materiale molto utilizzato, per via della sua resistenza e flessibilità, nella costruzione delle tavole da surf, anche di quelle moderne: viene usata spesso per rivestire un nucleo di schiuma e creare una struttura esterna robusta.

La ricerca di soluzioni sostenibili ha portato allo sviluppo di schiume come l’Envirofoam e il Myco Foam. L’Envirofoam è una schiuma riciclata che riduce l’impatto ambientale, mentre il Myco Foam, derivato dai funghi, è addirittura biodegradabile. La nanotecnologia sta rivoluzionando il settore delle tavole da surf attraverso la creazione di prodotti più leggeri, resistenti e performanti. Anche il design delle tavole da surf continua a evolversi con l’introduzione di tecnologie come la stampa 3D e le tavole “intelligenti”. La stampa 3D permette di personalizzare la tavola e creare nuovi prototipi rapidamente rendendo possibile la produzione di tavole da surf con design complessi fino a qualche tempo fa impossibili da realizzare.

La scelta dei materiali per la costruzione delle tavole da surf non è solo una questione di performance e longevità, ma diventa sempre più una faccenda di sostenibilità e impatto ambientale. D’altra parte, l’adozione di tecnologie avanzate come la nanotecnologia e la stampa 3D sta “allargando” i confini del design delle tavole da surf, consentendo una personalizzazione senza precedenti e miglioramenti significativi in termini di resistenza e leggerezza. Originariamente realizzate in legno, le tavole da surf hanno visto un’evoluzione significativa nei materiali usati, passando alla fibra di vetro e alle resine epossidiche. L’industria del surf sta esplorando attivamente materiali sostenibili come l’Envirofoam, il Myco Foam e le schiume a base di alghe, così come resine bio-based come il Super-Sap. La stampa 3D permette la creazione di prototipi complessi e personalizzati rapidamente, rivoluzionando il design delle tavole da surf.

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