I Migliori Tipi di Legno per la Costruzione degli Archi: Una Guida Completa

Mai pensato a come costruire un arco? In tempi antichi la sua invenzione e introduzione rivoluziona il modo in cui l'uomo va a caccia, poiché un arco è molto preciso e ha una lunga gittata. Oggi è un oggetto associato prevalentemente allo sport.

Provare a costruire un arco diventa una sfida quasi formativa, da veri boy scout, che unisce nozioni di fisica basilari alla conoscenza dei legni migliori. Un arco, infatti, deve essere abbastanza flessibile per sopportare tensioni e compressioni, tenendo sempre a mente le modificazioni dei materiali impiegati al variare delle condizioni climatiche.

L'Importanza del Legno nella Costruzione di un Arco

Molti vogliono costruirsi il loro arco da soli, però a volte è difficile ottenere il legno adatto. Non solo è cruciale una crescita dritta e senza rami, ma per di più anche una buona architettura degli anelli annuali.

Per essere utile alla fabbricazione di archi da tiro, un legno dovrebbe riassumere una serie di caratteristiche meccaniche ideali che consentono all'attrezzo di immagazzinare energia e restituirla con efficacia sulla freccia. Un'altra caratteristica essenziale è quella dell'affidabilità, ovvero della durata nel tempo delle prestazioni e dell'integrità dell'arma. Quando il materiale è uno solo, come negli archi semplici in legno, questo dovrà tollerare nel contempo forze diametralmente opposte.

Millenni di sperimentazioni precedenti al periodo esaminato avevano portato gli artigiani europei a selezionare i materiali più idonei tra quelli disponibili in relazione alle tecniche e agli usi per cui l'attrezzo veniva costruito. La maggior parte delle specie documentate dagli antichi autori sono piccoli alberi o arbusti. Tutte le documentazioni, nonché i reperti archeologici concordano che gli archi in legno europei venivano ricavati da piccoli fusti, tronchetti o grossi rami e non da alberi ad alto fusto. L'abbattimento, la sfrondatura e il taglio in parti trasportabili di un grande albero sul ripido pendio di una montagna rappresenta un duro lavoro per un boscaiolo armato di un'ascia di ferro. Oltre a ciò dobbiamo tenere presente che in una economia medievale l'autarchia prevale nettamente sullo scambio e ogni comunità dispone di un quantitativo limitato di risorse sul proprio territorio.

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Quali Sono i Legni Migliori per un Arco?

Il primo elemento necessario è il legno: pertanto è legittimo chiedersi qual è il legno migliore per costruire un arco? Sotto questo aspetto i legni più adatti allo scopo sono quello di frassino, di quercia, di tasso, di olmo, d'acero, di faggio e di nocciolo: il motivo? La loro densità, poiché essa permette di ottenere un arco più sottile e maggiormente flettente.

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Gli esperti in materia fanno stagionare il legno per un periodo che oscilla tra i sei e i dodici mesi, per far sì che le fibre siano asciutte. Tuttavia, immaginando di essere davvero uomini primitivi e volendo realizzare un arco d'emergenza, si può usare anche il legno verde. In tal caso le prestazioni potrebbero essere inferiori ma, se si tratta di un gioco, andrà bene. Per costruire l'arco si possono utilizzare tronchi di piccole dimensioni oppure rami del diametro di circa cinque centimetri e non meno lunghi di un metro e mezzo o un metro e ottanta. Il legno raccolto deve essere ripulito dai ramoscelli che partono dalla sezione principale e dai nodi: tuttavia non occorre mirare alla perfezione.

Panoramica sui Legni Specifici per Archi

Hickory

Hickory è dotato di una buona struttura interna e per questo non è obbligatorio lavorare secondo l'architettura degli anelli annuali. Offerta come quadro.

Olmo

Uno dei legni più antichi usato per archi. Molto dritto e senza rami. A causa della moria degli Olmi al livello europeo, diventa sempre più difficile trovare questo legno in buona qualità. Gli olmi crescono allo stato spontaneo soltanto nell'emisfero boreale. Reperti fossili ritrovati in Asia dai paleobotanici hanno permesso di appurare la presenza di queste piante sul nostro pianeta nel periodo Miocene inferiore. In Italia, vi sono più specie di olmi spontanei. L'olmo campestre ha il legno rosso, ricercato per lavori di ebanisteria; con corteccia screpolata, foglie caduche, ovali-appuntite, doppiamente seghettate, ispide, fiori precoci in fascetti, rossicci, frutto a samara quasi circolare. Queste piante crescono ai margini dei boschi e il loro fogliame, disposto a mosaico, può captare meglio i raggi solari. E' un albero che si riproduce per dissemina anemofila, per mezzo dei semi alati, dispersi dal vento. Le condizioni di crescita di questa specie molto adattabile influiscono fortemente sulla qualità del legname che produce. La distanza tra un anello di crescita e l'altro può misurare 5 millimetri nei casi di esemplari sviluppatisi in suoli profondi e ben irrigati, oppure ridursi a meno di un millimetro in quelli vissuti su pendii ripidi e asciutti, con conseguente influenza sulle caratteristiche meccaniche. Prendendo come riferimento una situazione media il legno, di tipo differenziato con alburno chiaro e durame rosso-bruno, si presenta fibroso, tenace e relativamente leggero. La flessibilità è buona ma non equiparabile a quella del sambuco e del nocciolo mentre la resistenza simile a quella del frassino. Di colore bruno, fibroso, è preferibile usarlo per archi con flettenti piatti e lunghi.

Robinia

Ottimo legno per archi, ma non sempre di crescita molto dritta. Ha spesso dei nodi di ramo, i cui devono essere integrati adeguatamente nell'arco.

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Osage Orange

Ottimo legno per archi, ma non sempre di crescita molto dritta. Ha spesso dei nodi di ramo, i cui devono essere integrati adeguatamente nell'arco.

Noce Nera

è una sottospecie della noce. Il massello ha una bella tintura marrone scuro.

Ciliegio

Il massello è di tintura rossiccia. Tronchi molto dritti con 10 a 20 cm in diametro. Offerta di mezzi tronchi. Sono segati in modo di poter essere ricoperti anche di bambù.

Tasso

E' un albero sempreverde di medie dimensioni (10-15 metri), ad accrescimento molto lento, con tronco robusto e corteccia bruna che desquama in sottili lembi; è l'unica conifera che non possiede canali resiniferi e quindi non produce resina. Ha una longevità molto elevata, che può arrivare oltre i 1000 anni. Le foglie sono disposte a spirale, spesse, lineari con un apice appuntito, verdi superiormente e biancastre inferiormente dove è visibile la sola nervatura principale. Uno dei migliori legni per arco, adatto ad ogni tipo di geometria, documentato ininterrottamente dal neolitico al rinascimento. Contrariamente a ciò che talvolta è stato affermato, non può essere definito un legno duro. La struttura e la risposta agli strumenti da taglio ricordano più da vicino i caratteri dei legni di conifera come il pino o il larice, da cui si differenzia per le particolari qualità meccaniche. Il legno di tasso è infatti notevolmente flessibile ed elastico. In altre parole un'assicella o doga di questo legno sottoposta a flessione mostra una buona resistenza sia alla rottura che alla deformazione. La tecnica più comune nel Medioevo per l'utilizzo del legno di tasso consisteva nel realizzare l'arco da uno spicchio longitudinale di tronco o ramo, in modo che il dorso dell'arma fosse costituito da alburno e il ventre da durame. Questa espediente non era causale ma dettato da una conoscenza precisa del materiale grezzo. L'esperienza pratica ha dimostrato che la proporzione tra alburno e durame in un arco di tasso non influisce sensibilmente sull'efficacia dell'arma. L'alburno, che nel tasso contrariamente alle latifoglie presenta delle caratteristiche da legno perfetto, quali la resistenza alle sollecitazioni e al deperimento, può costituire da un quarto sino alla metà del volume dell'arco stesso.

Maggiociondolo

L'origine del nome maggiociondolo è evidente: si riferisce alla cascata di fiori gialli in grappoli penduli che orna la pianta nel mese di maggio. Il nome latino compare in Plinio, che lo cita come "arboscello fetente" forse perché velenoso. Nome italiano del Cytisus Laburnum detto anche Citiso e Avorniello, diffuso nelle regioni del Mediterraneo. Ha foglie trifogliate e fiori gialli, in racemi penduli; i semi sono velenosi per la presenza di citisina, alcaloide contenuto anche nelle altre parti della pianta. Si tratta di un piccolo albero, i cui fusti raramente superano i 15 centimetri di diametro. Il legno è differenziato al pari del tasso ma, contrariamente a quest'ultimo, l'alburno giallastro non presenta caratteristiche da legno perfettamente sviluppato, in netta contrapposizione con il durame bruno scuro, molto duro, pesante e tenace. Perciò un arco di maggiociondolo l'alburno, quando presente, non svolgerà una funzione protettiva come in un arco di tasso e sarà ridotto ad una sottile superficie sul dorso dell'arco costituito essenzialmente da durame. Il legno di maggiociondolo è molto elastico e nervoso, resistente alla deformazione anche più del tasso ma più fragile in trazione. Ne consegue che gli archi in maggiociondolo in solo legno debbono essere di modesto libbraggio o lunghi e poco sollecitati per mantenere affidabilità.

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Nocciolo

Il nocciolo è considerato uno dei vegetali preistorici, infatti, esisteva già nell'era terziaria. E' un arbusto o un piccolo albero alto fino a ca. 8 m, con foglie arrotondate, a margine seghettato; i fiori sono piccoli, unisessuali, quelli maschili riuniti in amenti cilindrici molto precoci, quelli femminili in gruppi gemmiformi dai quali sporgono gli stili color porporino. La caratteristica meccanica più interessante del legno di nocciolo è inequivocabilmente la sua rimarchevole flessibilità, senza dubbio superiore a quella degli altri legni per arco europei. Ciò consente di ottenere archi semplici mediamente più sollecitati rispetto a quelli costruiti con altre essenze. Sebbene il legno tenda a subire una sensibile deformazione durante la fase di bilanciamento e di collaudo dell'arco, questa si stabilizza senza che si manifesti una perdita della nervosità e dell'elasticità del materiale. Perciò gli archi in nocciolo, se progettati in relazione alle caratteristiche meccaniche del legno garantiscono il contempo efficacia e affidabilità. Largamente usato nell'Italia medievale per archi semplici.

Sambuco

Il sambuco ha una storia lunga quanto quella dell'uomo; ciò è confermato da tracce di questo albero, risalenti all'età della pietra, scoperte in Svizzera e in Italia. La sambuca era uno strumento musicale a corde, di legno, in uso presso Greci e Romani: sembra che abbia dato il nome alla pianta. Questa pianta è molto comune e riconoscibile, sia in fiore, sia durante il periodo della fruttificazione. Diffusa nei boschi della fascia mediterranea sino all'orizzonte, inferiore del piano montano. E' un arbusto alto fino a 10 m, con corteccia grigia chiara e foglie opposte, formate da cinque-sette foglioline ovate e seghettate. I fiori sono bianchi, lievemente profumati e raccolti in corimbi, i frutti sono piccoli e globosi, di colore nero a maturazione. Contrariamente all'opinione generale, il legno di sambuco presenta interessanti qualità meccaniche ed è stato utilizzato sino a tempi recenti per lavori di ebanisteria e falegnameria, nonché per impugnature di tridenti agricoli. Indifferenziato, di colore giallo, talvolta con venature più scure al centro dei vecchi fusti, il legno del sambuco è leggero, molto flessibile, nervoso ed elastico, e si presta alla fabbricazione di archi semplici di medio carico con flettenti larghi e piatti, molto affidabili.

Corniolo

Arbusto o piccolo alberello della famiglia delle ornacee, (a foglie caduche) sporadico nei boschi di latifoglie dell'Europa e dell'Asia occidentale. Ha foglie ovali-acute, opposte, leggermente pubescenti, e fiori piccoli, gialli, sbocciati prima della comparsa delle foglie, riuniti in ombrelle cinte alla base da 4 brattee. Il frutto (corniola) è una drupa rosso-scura, oblunga, mangereccia. Fiorisce in aprile marzo. Il legno è indifferenziato, di colore bianco, sebbene nella parte centrale dei grossi fusti sia presente talvolta un ossidazione che lo porta al rossastro. E' uno dei legni europei più duri, compatti e pesanti. Il corniolo è però poco resistente alla trazione e una volta completamente secco si frattura con facilità sul dorso anche in presenza di situazioni ottimali di continuità delle fibre e degli anelli di accrescimento. Per questo motivo il corniolo si presta egregiamente alla fabbricazione di archi potenti e durevoli se rinforzati con tendine e pelle grezza ma non altrettanto affidabili se di tipo semplice.

Frassino

Il frassino fa parte di un gruppo di piante evolute, le Angiosperme, i cui semi sono inseriti in un ovario chiuso. Il Fraxinus excelsior L., la specie più alta che cresce nel nostro clima (fino a 35 m), è il più bello: ha tronco slanciato, dal fusto cilindrico con corteccia dapprima liscia e olivastra poi grigia e infine ruvida e screpolata, rami gracili e fogliame leggero. Le foglie sono composte da un numero dispari di foglioline non spicciolate, che compaiono tardivamente, dopo i fiori. Cresce in tutta l'Europa e in Italia è più frequente al piano montano, dove raggiunge i 1800 m di altitudine. Legno di colore bianco (gialliccio), con anelli di crescita molto evidenti e un aspetto splendente quando è lavorato da poco. Nei vecchi fusti è presente talvolta un ossidazione che imbrunisce il legno ma che non deve confondersi come durame (il legno è in realtà indifferenziato). Le caratteristiche meccaniche delle due specie sono simili, sebbene la varietà Ornus di più piccole dimensioni produca senza dubbio un legno più compatto e tenace. Una caratteristica abbastanza comune degli archi di frassino è quella di snervarsi con l'uso continuato, ovvero di subire una riduzione permanente della reazione elastica, tanto che l'arco accumula gran parte dell'energia nel tratto finale dell'apertura, divenendo spiacevole da usare e molto sensibile alle variazioni di allungo dell'arciere. Questo legno può essere agevolmente curvato con l'ausilio del calore.

Tabella Comparativa dei Legni per Archi

Di seguito una tabella riassuntiva delle caratteristiche principali dei legni menzionati, utili per la costruzione di archi.

Legno Caratteristiche principali per archi Note aggiuntive
Hickory Buona struttura interna, non obbligatorio seguire architettura anelli. Offerta come quadro.
Olmo Tra i più antichi usati, molto dritto e senza rami. Fibroso, tenace, relativamente leggero. Flessibilità buona, resistenza simile al frassino. Preferibile per flettenti piatti e lunghi. Difficile da trovare in buona qualità (moria europea). Legno differenziato con alburno chiaro e durame rosso-bruno. Qualità dipende dalle condizioni di crescita (anelli 1-5 mm).
Robinia Ottimo legno per archi. Non sempre di crescita molto dritta, ha spesso nodi di ramo da integrare.
Osage Orange Ottimo legno per archi. Non sempre di crescita molto dritta, ha spesso nodi di ramo da integrare.
Tasso Notoriamente flessibile ed elastico. Resiste a rottura e deformazione. Eccellente per ogni tipo di geometria, documentato dal Neolitico. Alburno resistente e duraturo. Non è un legno duro. Tecnica medievale: arco da spicchio longitudinale con dorso in alburno e ventre in durame. Alburno può costituire 1/4 - 1/2 del volume. Sempreverde, accrescimento lento, longevità elevata.
Maggiociondolo Molto elastico e nervoso, resistente alla deformazione (anche più del tasso) ma più fragile in trazione. Fusti raramente > 15 cm di diametro. Legno differenziato: alburno giallastro non protettivo, durame bruno scuro, molto duro, pesante e tenace. Archi in solo legno devono essere di modesto libbraggio o lunghi. Pianta velenosa (semi, citisina).
Nocciolo Flessibilità rimarchevole, superiore ad altri legni europei. Consente archi semplici più sollecitati. Stabile dopo deformazione iniziale (bilanciamento), senza perdita di nervosità ed elasticità. Garanzia di efficacia e affidabilità. Largamente usato nell'Italia medievale. Arbusto o piccolo albero, con foglie arrotondate. Considerato vegetale preistorico.
Sambuco Leggero, molto flessibile, nervoso ed elastico. Si presta a fabbricazione di archi semplici di medio carico con flettenti larghi e piatti, molto affidabili. Indifferenziato, di colore giallo. Utilizzato sino a tempi recenti per ebanisteria. Molto comune.
Corniolo Uno dei legni europei più duri, compatti e pesanti. Ottimo per archi potenti e durevoli se rinforzati con tendine e pelle grezza. Poco resistente alla trazione, si frattura facilmente da secco sul dorso. Legno indifferenziato, bianco (rossastro al centro). Non affidabile come arco semplice senza rinforzi. Arbusto/piccolo alberello.
Frassino Colore bianco/gialliccio, anelli di crescita evidenti. Può essere agevolmente curvato con calore. Tendenza a snervarsi con uso continuato (riduzione permanente reazione elastica), l'arco accumula energia nel tratto finale. Specie alta (fino a 35m). Legno indifferenziato.

Come Costruire un Arco in Legno: Le Fasi Preliminari

Non bisogna temere: riguardo a come si costruisce un arco, sfruttando delle tecniche prevalentemente di tipo primitivo è possibile andare sul sicuro. Per questo capire come costruire un arco in legno è la soluzione migliore: può trattarsi di una sorta di riproduzione di un oggetto storico, ad esempio da rievocazione medievale, oppure si può imparare come costruire un arco da caccia o giocattolo.

Una volta che il tronchetto o il ramo è pronto bisogna suddividerlo idealmente nelle tre sezioni principali di un qualsiasi arco, cioè ventre, dorso e impugnatura. Come primo step, per fare ciò, si prende il pezzo di legno e si spinge nel terreno, in posizione verticale, mentre all'altra estremità si tiene fermo con una mano: ruotando e curvandosi secondo la direzione delle fibre, il legno automaticamente descrive una parte concava, ossia il ventre, e una convessa, cioè il dorso. Poiché il dorso è la parte dell'arco maggiormente sollecitata, deve essere lasciata quanto più possibile intatta, andando a lavorare e rimuovere eccesso di legno sul ventre dell'arco. Fatto ciò si definisce l'impugnatura, indicativamente a sette centimetri di distanza dal centro dell'arco, sopra e sotto a tale punto. Di solito, quante libbre pesa un arco? Un modello level si aggira intorno alle quindici libbre, un peso pari a circa sei chili.

Lavorazione e Tillering dell'Arco

Entrando nella pratica della lavorazione dell'arco, lo scopo è far in modo che sia curvato in maniera dolce e omogenea. Il concetto è semplice: togliere legno con estrema gradualità dove il ramo è più spesso, per renderlo maggiormente flessibile. Di norma si lavorano il ventre e i fianchi poco alla volta, i flettenti dovrebbero essere larghi all'altezza dell'impugnatura e più stretti alle estremità, con gli ultimi quindici centimetri pressoché incurvabili, mantenendo rigide anche le impugnature. Si può proseguire la lavorazione quando i flettenti assumono una curvatura di circa dieci centimetri: a questo punto si creano le loro parti finali, ossia dove si allaccia la corda dell'arco, dette tips. Per farlo s'incide il legno non troppo in profondità, solo per far in modo che la corda rimanga in posizione. La corda da utilizzare è detta corda da tillering: dopo l'incordatura bisogna porre il legno su di un piano orizzontale, tendendo la corda, per valutare la curvatura del dorso e del ventre. La fase di tillering si può dire terminata quando i due flettenti si curvano uniformemente. Se si desidera rifinire l'arco, è possibile levigarlo con delle pietre, modellare l'impugnatura per renderla più pratica e cospargere la struttura di olio o grasso per rendere il legno impermeabile.

La Costruzione delle Frecce

Poiché è molto difficile dedicarsi alla costruzione delle frecce di precisione, un rametto di legno dritto e con la punta, privato dei nodi e ben levigato può andare bene allo scopo. Per adattare un pezzetto di legno un po' storto, ad esempio un ramo di nocciolo senza corteccia, si può utilizzare il calore: basta avvicinarlo a una fiamma qualche istante, avendo cura di non bruciarlo, e modellarlo con le mani.

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