MDF e Chiodi: Guida Completa all'Utilizzo e alle Caratteristiche

Se ti stai chiedendo: Cos'è l'MDF? La sigla MDF è l’acronimo di “Medium Density Fiberboard”, quindi stiamo parlando di un pannello costituito da fibre finissime di legno a media densità.

MDF, acronimo di Medium Density Fibreboard, è un pannello composto da strati di materiale legnoso pressato, ottenuto dalla sfogliatura del tronco da cui si ricavano fogli dagli spessori desiderati. Il legno MDF, acronimo di Medium Density Fiberboard, è costituito da una fibra di legno di media intensità.

Il legno MDF è un legno che proviene da scarti di lavorazione. Pur essendo diventato un termine di uso comune, non tutti sanno di cosa si tratta. Vediamo dunque insieme di cosa stiamo parlando più in dettaglio.

Processo di Produzione dell'MDF

Il legno MDF si ottiene con un procedimento che assembla e compatta scarti riciclabili del legno o residui dei tronchi. Questi residui vengono scortecciati, ridotti in scagli, selezionati accuratamente, rimacinati per ottenere una pasta di fibre impiegando resine naturali e colle atossiche.

Alla sfogliatura segue l'essiccazione, processo messo in atto per diminuire l’umidità del pannello e renderlo idoneo al processo di incollaggio e all’ambiente di impiego.

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I pannelli MDF si creano tramite l’unione di tante fibre finissime di legno che si uniscono con la resina o con colla a temperature elevate.

Anche questo tipo di legno è composto da scarti di altre lavorazioni, che vengono sbriciolati e impastati tra loro grazie all’utilizzo di colle e pressanti in modo da ricavarne un pannello omogeneo di diverse dimensioni.

Caratteristiche Principali del Materiale MDF

Rispetto al legno massiccio, i pannelli MDF si caratterizzano per la loro uniformità e omogeneità in tutto il loro spessore. La densità di fibre, secondo la norma UNE-EN 316, deve essere uguale o superiore a 450 kg/mc, valore che rende il materiale molto stabile dimensionalmente, proprietà apprezzata in carpenteria e nell'arredamento. Si tratta di un materiale uniforme con una superficie omogenea dal punto di vista cromatico e strutturale.

A colpire è quindi l’estrema versatilità di questo materiale, la cui caratteristica principale è l’essere eco-friendly. In questo modo, infatti, non si userà legno massiccio, perciò si eviterà la deforestazione, a tutto vantaggio dell’ambiente a livello planetario, essendo l’MDF costituito da scarti derivanti da altri processi di lavorazione. Completa il quadro il suo essere completamente riciclabile, quindi davvero amico dell’ecologia.

Da un punto di vista di utilizzo pratico, la composizione dell’MDF lo rende estremamente resistente agli urti e all’usura della vita quotidiana ma allo stesso tempo facile da tagliare quando lo si va a lavorare per creare oggetti a livello artigianale o industriale. Gli avvezzi al fai da te segnalano anche che non si sbriciola quando si va a tranciare o incidere i pannelli: molto pratico sin dalle prime fasi di utilizzo.

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Un’altra caratteristica è che si tratta di un materiale che permette un’ottima insonorizzazione, infatti può essere utilizzato anche per questo scopo specifico.

Per concludere, le possibilità di personalizzazione dei colori per il proprio mobilio saranno infinite, visto che questo materiale è adatto alla verniciatura con le laccature e con qualsiasi tipologia di vernice. Il vantaggio ulteriore è che, essendo così leggero, facile da lavorare e versatile, si presta perfettamente anche a progetti personalizzati e su misura che possono essere realizzati in falegnameria, quando per esempio si dispone di un bagno piccolo o con spazi fuori dalle misure standard.

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Utilizzo dell'MDF e Trattamenti Speciali

Il legno MDF è molto diffuso nel settore dell’arredamento soprattutto per la costruzione di armadi, mobili da cucina e pareti divisorie per case e uffici. Negli ultimi 20 anni ha preso sempre più l’utilizzo del materiale MDF per la costruzione di mobili e complementi di arredo.

Si utilizza con grande successo nella realizzazione di mobili per il bagno (dai sottolavelli alle colonne per riporre prodotti) ma anche nella costruzione di cucine, camere da letto, pezzi per giardino e molto altro, in virtù della sua grande resistenza. Quindi, proprio negli ambienti più usati della casa, sfodera le sue potenzialità a vantaggio di facilità di pulizia, non permeabilità e leggerezza, senza rinunciare all’impatto estetico.

Arredare il bagno con mobili in questo materiale è quindi una scelta vincente, poiché risponde a diverse esigenze: anzitutto avremo a disposizione superfici perfettamente lisce, quindi facilmente igienizzabili e lavabili. Ciò eviterà polvere ma soprattutto muffe e ristagni di acqua che potrebbero crearsi invece su altri materiali porosi o con scanalature.

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Nel corso del processo di produzione dell’MDF, possono essere introdotte anche altre sostanze, in base all’uso a cui saranno destinati i pannelli.

Se, per esempio, si vorranno costruire mobili per il bagno, allora verranno addizionati composti antimuffa. Per i mobili della cucina potrebbero essere presenti soluzioni ignifughe e/o magari verranno usati mix che rendono i pannelli anche idrorepellenti: ottima soluzione anche per arredo che andrà ad essere collocato all’aperto.

Poi gli appositi trattamenti in fase di produzione dell’MDF permettono - come già spiegato - di introdurre nell’amalgama anche sostanze che rendono idrorepellenti e antifungini i pannelli da usare poi per la creazione di arredi per il bagno. I pannelli in legno MDF sono perfetti per gli infissi e per la realizzazione di mobili per arredamenti con finiture laccate lucide, opache, semi lucide e satinate.

Tipi di Materiale MDF Disponibile

In commercio esistono diversi generi di MDF ma più frequentemente - soprattutto per progetti personalizzati - si parte dal cosiddetto “MDF naturale”. Si tratta di pannelli semplici, di color marrone chiaro, lievemente ruvidi poiché utili nel caso in cui si volessero applicare successivamente altre sostanze come vernici o anche carta da parati.

Tuttavia, la tipologia “naturale” non si presta per produzioni di mobili che andranno ad essere collocati in ambienti esterni esposti ad intemperie oppure in stanze in cui si forma facilmente umidità. In questi casi, si dovrà optare per un tipo di MDF che potremmo denominare “umidità resistente”, quindi specificatamente trattato per usi particolari.

MDF e Truciolare: Differenze e Applicazioni

Stai cercando un compensato o una sostituzione di legno e non sai qual è la differenza tra mdf e truciolare? Entrambi sono dei pannelli di legno ingegnerizzato, perché sottoprodotti del legno.

Le fibre, la segatura e i trucioli sono materiali che vengono combinati insieme a prodotti chimici e colla per poi essere compressi in pannelli con spessore diverso. Devi sapere, che nonostante siano composti allo stesso modo e con lo stesso procedimento l’MDF e LDF (truciolare) hanno caratteristiche diverse.

L’ LDF è costituito dalla segatura, un sottoprodotto del legno grezzo facilmente visibile e riconoscibile perché le sue particelle sono grandi. Rispetto al legno MDF necessita una buona finitura soprattutto nei bordi che sono esposti a superfici piane. Le caratteristiche del legno truciolato sono varie, vediamole insieme. Granulometria variabile in base alle dimensioni dei trucioli.

A differenza del legno truciolato i pannelli in mdf si prestano a essere lavorati come il legno massello per questo motivo sono più che adatti alla restaurazioni di mobili o alla realizzazione di arredi.

Se ti stai chiedendo: qual è meglio l’ MDF o il truciolare per mobili? La risposta di quale sia il migliore non c’è. Entrambi sono perfetti per realizzare mobili perché si compensano a vicenda per la qualità e per la differenza dei costi, in quanto il truciolare è molto più economico rispetto all’MDF.

Spesso, queste due varietà di materiali vengono combinate insieme per creare un unico prodotto perché le loro caratteristiche si combinano e completano a vicenda.

Confronto tra MDF e Truciolare

Caratteristica MDF (Medium Density Fibreboard) Truciolare (LDF - Low Density Fibreboard)
Composizione Fibre finissime di legno, resine/colle Segatura, trucioli di legno, prodotti chimici e colla
Densità Media (≥ 450 kg/mc) Bassa
Superficie Uniforme, omogenea, liscia, ottima per finiture e laccature Meno uniforme, bordi spesso necessitano finitura
Resistenza Urti, usura, possibilità di trattamenti (idrorepellente, ignifugo, antimuffa) Meno resistente all'umidità e ai carichi puntuali
Lavorabilità Facile da tagliare, non si sbriciola, lavorabile come legno massello Meno adatto a lavorazioni di precisione e bordature complesse
Costo Superiore al truciolare Più economico dell'MDF
Applicazioni Tipiche Mobili di alta qualità, infissi, finiture laccate, arredi bagno/cucina, porte Mobili economici, pannelli interni, elementi strutturali meno esposti

I Chiodi nell'Utilizzo del Legno e del Materiale MDF

I chiodi vengono utilizzati solo in alcune situazioni, per esempio quando si devono fissare parti non soggette a sollecitazioni eccessive, oppure quando non è richiesta un’unione duratura o che abbia una funzione estetica. Nel caso dei mobili, di solito si utilizzano tipi di chiodi o graffe esclusivamente per il fissaggio dei pannelli che chiudono il retro. Inoltre, dopo aver inchiodato i pezzi, non si possono separare senza arrecare danni.

Tipi di Chiodi

  • I tipi di chiodi più conosciuti sono quelli usati in carpenteria, riconoscibili per la testa piana e la sezione cilindrica. La loro lunghezza va da 20 a 150 mm.
  • Quelli a gambo e testa ovale sono invece più adatti ai lavori di falegnameria, perché possono essere incassati sotto la superficie e si utilizzano anche per lavori cui è richiesta una certa rifinitura.
  • Guardando il chiodo di profilo si nota che la testa può essere piatta e perpendicolare al gambo, piatta ma leggermente svasata, tonda, a cuneo, o a trapezio, quest’ultima idonea a essere incassata.
  • I chiodi con forma a U o con la parte superiore ricurva si usano per bloccare cavi, tessuti o particolari simili sul piano.
  • Le bullette: sono chiodi a testa larga e gambo sottile utilizzati per fissare stoffe e passamanerie.

Tecniche di Chiodatura e Accorgimenti

Quando lavoriamo su legni teneri, che possono fessurarsi con facilità sotto l’azione di inchiodatura, pratichiamo sempre un foro d’invito di diametro un poco inferiore a quello del chiodo. Alcuni legni, come il castagno, si fendono con facilità sotto l’azione del chiodo, per via delle fibre poco congiunte.

Battendo la punta per appiattirla un poco, il chiodo strappa una parte delle fibre anziché separarle e penetra più efficacemente.

La punta del chiodo sporgente nell’unione di due elementi è fonte di pericolo e, realizzata in questo modo, non è stabile. Per risolvere entrambi gli inconvenienti si ripiega la punta nel legno con l’aiuto di una lima a triangolo. Durante questa azione bisogna che la testa del chiodo appoggi su un piano stabile.

Alla traditora: le giunzioni di elementi perpendicolari si effettuano piantando i chiodi di traverso su entrambe le facce del pezzo.

Strumenti e Fissaggi Alternativi

  • Testa magnetica: alcuni martelli da carpentiere hanno sulla testa una sede magnetizzata che permette di puntare i chiodi senza tenerli con le dita.
  • Levare il chiodo: i chiodi più tenaci si estraggono afferrandoli sotto la testa con le tenaglie o con la forcella ricavata sulla testa del martello.
  • Unione più robusta: per unire tenacemente a 90° due pannelli di truciolare o MDF possiamo utilizzare un listello posto nell’angolo interno.

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