Un metodo antico per proteggere ed enfatizzare il design del legno è la bruciatura. È stato praticato in varie parti del mondo, ma sono stati i falegnami giapponesi a perfezionarlo. Lo Yakisugi o Shou Sugi Ban (焼杉板) è un'antica tecnica Giapponese di lavorazione del legno risalente al 1300. Shou Sugi Ban, come premesso, significa letteralmente “assi di cedro bruciate”.
Lo Shou Sugi Ban - tavola di cedro bruciata - è una tecnica in cui il legno viene bruciato, spazzolato e raffreddato con acqua in modo che la sua superficie sia ricoperta da uno strato di carbone. Lo shou sugi ban o Yakisugi è una tecnica giapponese per la quale la superficie del legno viene bruciata per renderlo più resistente all’acqua, al fuoco, ai funghi. Questa tecnica è stata sviluppata secoli fa per migliorare la durabilità e la resistenza del legno, ma oggi è anche apprezzata per il suo impatto estetico.
Data l'assenza di trattamenti evoluti, le tavole venivano sapientemente carbonizzate al fine di fornire al legno più durabilità, aumentarne le doti di resistenza a muffe ed insetti, agli agenti atmosferici e alle fiamme.
La Scienza Dietro la Resistenza del Legno Bruciato
Il vantaggio principale di questo tipo di combustione è la sua ottima resistenza a funghi, insetti e fuoco. Rivestimento esterno, recinzioni, tegola in legno con questa tecnica dura 80-100 anni senza manutenzione. Lo strato carbonizzato funge da barriera naturale contro l'umidità, gli insetti e il marciume.
Inoltre, il processo può anche stabilizzare il legno, riducendo il rischio di deformazioni e crepe nel tempo, aumentare la resistenza e la durabilità. Lo scopo è garantire la qualità di un legno che duri nel tempo e necessiti della minore manutenzione possibile a fronte di una inattaccabilità da agenti atmosferici, funghi, insetti xilofagi.
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Componenti Chiave del Legno e la Loro Reazione al Fuoco
La cellulosa è la sostanza strutturale più importante perché forma la parete cellulare del legno, che ne determina le principali proprietà fisico-chimiche. Rappresenta il 40-45% della massa del legno anidro (completamente secco). La cellulosa si decompone al di sopra dei 150°C, proprietà per la quale l'alcol si ottiene da distillazione a secco del legno.
Le emicellulose sono molto simili alla cellulosa che accompagnano nella formazione della struttura cellulare. Alcuni sono legati alla cellulosa e insieme formano lo scheletro della pianta, altri sono legati alla lignina. La lignina è una sostanza chimica complessa e amorfa. Circonda lo scheletro di cellulosa conferendo al legno rigidità e resistenza meccanica. La percentuale di lignina nella massa del legno completamente secco è di 15-35%.
Quando la superficie del legno viene bruciata, la cellulosa e le emicellulose si decompongono e la fonte di cibo per insetti e funghi scompare. La percentuale di lignina presente in superficie aumenta e ciò comporta una maggiore resistenza all'acqua. La combustione avviene per gradi, con la temperatura che aumenta gradualmente man mano che scompaiono gli elementi in rapida decomposizione. La prima a bruciare è la cellulosa. Man mano che brucia, la lignina si trasforma gradualmente in carbone.
- ALTA BIORESISTENZA: Lo strato di carbonizzazione sterilizza il legno, lo protegge dall’attacco di muffe ed insetti.
- RESISTENZA AL FUOCO: Bruciata la cellulosa e prodotto lo shock termico, lo strato di lignina viene esposto incrementando la resistenza al fuoco.
Affinché il legno sia resistente all'esterno, deve essere ricoperto con il carbone risultante. Questo tipo di legno può durare 80-100 anni senza alcuna manutenzione. Rimuovendo completamente il materiale bruciato si perdono le proprietà protettive e si lascia solo l'estetica. Lasciare in esterno un tavolame non carbonizzato su 4 lati rende debole la faccia non protetta. Ma a questo si può parzialmente sopperire applicando sulla facciata non carbonizzata un trattamento a olio o con impregnante ad acqua che lo preservi almeno temporaneamente.
Il Processo Tradizionale di Bruciatura e Raffreddamento
La tecnica prevede sostanzialmente di bruciare, attraverso l’utilizzo di un cannello a gas, le facce esposte delle assi di legno. La bruciatura: la superficie del legno viene esposta alle fiamme. Questo può essere fatto con un bruciatore a propano o tramite un'apertura di fuoco controllata. La bruciatura viene eseguita con attenzione in modo da non carbonizzare tutto il legno ma solo la superficie.
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Il raffreddamento ad acqua avviene in modo controllato, in modo che lo strato di carbone si fessuri in un certo modo che conferisce alla tavola un'estetica particolare. Il raffreddamento e Pulizia: dopo la combustione, il legno viene raffreddato e pulito per rimuovere il carbone e le scaglie superficiali, lavato facendolo asciugare bene al sole. Modalità diverse di esecuzione danno risultati diversi, i fattori determinanti sono la durata e l'intensità del trattamento che influenzano il risultato finale. Il tipo di legno, le diverse specie di legno reagiscono in modo diverso alla bruciatura. Infine la finitura, la scelta del sigillante o dell'olio protettivo può influenzare l'aspetto finale del legno.
Il livello di bruciatura dipende, ovviamente, dalle proprie esigenze. L’importante è effettuare una bruciatura quanto più uniforme possibile. Il fenomeno potesse aver senso su tutta la tavola occorreva poi ripetere sull’altra faccia della plancia il medesimo trattamento. Per effettuare la carbonizzazione del legno, è possibile utilizzare un cannello a gas. Per quanto riguarda il trattamento del legno con il fuoco, è importante eseguirlo in modo impeccabile e utilizzando gli strumenti giusti.
Scelta del Legno per la Tecnica Shou Sugi Ban
La specie stabilita per la tecnica è il cedro, ma il metodo può essere applicato alla maggior parte delle specie legnose. Si dice che in questo caso il nome "cedro" (sugi) debba essere sostituito dal nome della specie utilizzata. Ovviamente, in Giappone si utilizza il cedro perché si tratta una specie autoctona.
Esistono alcune caratteristiche naturali che rendono alcuni tipi di legno più resistenti al fuoco rispetto ad altri. I legni con una maggiore densità, come quelli provenienti da alberi di crescita lenta, tendono ad essere più resistenti al fuoco. Alcuni legni, come la quercia e l'acero, contengono meno olio e resina che possono alimentare le fiamme.
Se si tratta di applicare il metodo per ottenere effetti diversi, e non principalmente per ottenere la durabilità, le conifere a taglio tangenziale (cattedrale, flader) sono le più indicate. Abete rosso, larice, pino sono bellissimi se vengono bruciati, spazzolati e poi colorati. Lo stesso vale per Accoya e Kebony, specie che, grazie all'impregnazione chimica, sono altamente durevoli (30-50 anni).
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L'Estetica del Legno Bruciato nel Design Moderno
La tecnica dello Shou Sugi Ban o Yakisugi, come è anche conosciuta, è stata utilizzata molto tempo fa, ma è fiorita nel XVII secolo. All'epoca veniva applicata non solo per proteggere case o recinzioni, ma anche per creare vere e proprie opere d'arte. Con l'avvento dei moderni conservanti del legno, questo metodo fu abbandonato per un certo periodo.
La carbonizzazione del legno, senza dubbio, garantisce ottimi risultati anche dal punto di vista estetico. È per questo motivo che, pur essendo una tecnica molto antica e di tradizione secolare, oggi è tornata ad essere apprezzata anche da architetti e designer. Il fuoco dona al legno un fascino magico e distintivo. Il disegno è ben evidenziato dalla bruciatura e la colorazione contrasta con il contorno nero.
Shou Sugi Ban su Tavoli: Un'Applicazione Decorativa
Una volta bruciata la superficie di crepa, come fosse un cretto nero di Burri, e diventa molto interessante. Penso che il piano di un tavolo realizzato così sia bellissimo, soprattutto se sigillato nella resina!
Ovviamente cari bricoleurs, noi ci occupiamo dell’aspetto decorativo di questa tecnica. Negli ultimi anni il legno bruciato nel design è diventato uno dei trend più forti a livello internazionale. L’estetica del legno bruciato non è solo una scelta stilistica: rappresenta una dichiarazione di valore, sostenibilità e connessione con la materia.
Il trend del legno bruciato design non è una moda passeggera. Il futuro del design sarà sempre più materico, consapevole e sostenibile. La nuova estetica del legno bruciato rappresenta molto più di una scelta stilistica: è un ponte tra passato e futuro.
Ho bruciato il mio tavolo da esterno per proteggerlo… e il risultato è FANTASTICO! 🔥
Guida Pratica per Applicare il Shou Sugi Ban (Fai da Te)
Strumenti Necessari
Per cimentarsi nell'applicazione di questa affascinante tecnica, ecco l'occorrente:
- Bruciatore da cucina o cannello a gas
- Panno
- Guanti in lattice
- Olio di lino
- Resina bicomponente trasparente
- Bilancia
- Contenitore per resina
- Bastoncino
- Spazzola di ferro
Il Processo di Bruciatura
Mi raccomando, tieni a portata di mano un secchio con dell’acqua per ogni evenienza, e tendenzialmente poggia il legno su una superficie ignifuga, anche se effettivamente con il bruciatore si riesce a controllare perfettamente la fiamma. Si tratta molto semplicemente di bruciare la superficie del legno con il bruciatore. Tieni il bruciatore ad una distanza di una ventina di cm dal legno, insisti fino a che la parte è bruciata e poi spostati leggermente con la fiamma. La superficie deve bruciare, l’idea è proprio che si carbonizzi. Brucia tutta la superficie, anche i laterali in modo che anche i laterali diventino neri e bruciati. Più insisti su un determinato punto, più si creano delle specie di “squame” caratteristiche del legno bruciato. Sta a te decidere fino a che punto arrivare.
Opzioni di Finitura Post-Bruciatura
Una volta bruciata tutta la superficie, hai 3 finiture possibili:
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Spazzola e resina: Usa la spazzola di ferro per asportare tutta la parte carbonizzata. Il legno sottostante sarà comunque più scuro del colore di partenza (il mio era chiarissimo) e le sue venature saranno molto più evidenti, anche un po’ in rilievo. È un effetto molto interessante. Puoi proteggere la superficie come vuoi, io ho deciso di usare una resina bicomponente. I due componenti della resina vanno pesati e poi miscelati tra di loro. Le proporzioni sono sempre scritte sui barattoli e non è un’operazione che puoi fare a occhio. I due componenti vanno poi mischiati accuratamente per qualche minuto, cercando di inglobare meno aria possibile nella miscela. Più aria significa più bolle! Una volta fatto tutto ciò, versa abbondante resina sulla superficie e spalmala. Io ho usato un bastoncino. Cola la resina sia sulla parte piana che sui bordi laterali. Se si formano delle bollicine puoi eliminarle con una passata di phon oppure nebulizzando dell’alcool.
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Resina: Stesso procedimento del paragrafo precedente, senza però spazzolare il legno carbonizzato.
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Olio: Versa dell’olio di lino sul legno e stendilo con uno straccio sulla superficie bruciata. Vedrai che lo straccio si sporcherà di fuliggine. Lascia penetrare l’olio per bene e dopo 12/24 ore ricomincia. Continua fino a saturazione, quando cioè lo straccio non si sporcherà quasi più. In alternativa si può anche terminare l’operazione con una mano di olio naturale per esaltare le venature.
Pensando alla creazione di un piano per un tavolo penso che la finitura migliore sia quella con la resina, anche se può essere più dispettosa del dovuto. Ecco come fare!
Vantaggi e Svantaggi della Tecnica Shou Sugi Ban
I principali vantaggi di questo metodo sono l'elevata durata e il basso costo. In Giappone esistono case in legno rifinite esternamente con questo metodo che hanno più di 100 anni, non hanno subito alcuna manutenzione o riparazione in tutto questo tempo e sono in ottime condizioni. A seconda della specie utilizzata, infatti, si ottengono durate dai 50 agli 80 anni senza manutenzione di sorta. La tecnica Shou Sugi Ban è una tecnica molto semplice, economica ed alla portata di tutti.
| Trattamento del Legno | Durata Stimata |
|---|---|
| Shou Sugi Ban (Cedro) | 80-100 anni |
| Shou Sugi Ban (Altre specie idonee) | 50-80 anni |
| Accoya e Kebony (Impregnazione chimica) | 30-50 anni |
Gli svantaggi includono il processo ad alta intensità di lavoro che richiede conoscenza e pazienza, la finitura sgradevole per alcuni a causa del rivestimento di carbone, il rischio di incendio o di lesioni da fuoco aperto e il vapore rilasciato quando si raffredda con l'acqua.
È importante sottolineare che “sbruciacchiare” superficialmente il legno non è Yakisugi o Shou Sugi Ban, ma indebolisce la struttura, rendendola rigida e cristallizzandone le fibre. Bruciare in superficie il legno non dà un reale vantaggio in termini di resistenza, ma solo un aspetto esteticamente simile alla tecnica giapponese. Questo sito ha anche proposto alternative colorate e di legni ossidati che simulano un effetto anticato, ma è fondamentale essere chiari: non è un legno con le medesime prestazioni del carbonizzato Yakisugi-Ita, ma solo un'interpretazione stilistica e puramente estetica da usare soprattutto all’interno, o all’esterno ma con la consapevolezza che sarà nel tempo necessaria una maggiore attenzione alla manutenzione rispetto ad un legno carbonizzato e trattato.