Legname Teak: Caratteristiche, Usi e Pregi

Il teak è un legno pregiato, molto apprezzato per la bellezza delle venature e per le eccellenti proprietà. Molti lo hanno sentito nominare, e i più attenti già ne amano le preziose caratteristiche. Ma cos’è esattamente il teak?

Legname Teak

Il legno di Teak viene ricavato dalla pianta della Tectona, reperibile oggi solo in Africa e Asia (dove troviamo 4 diverse tipologie di piantagioni). Viene ricavato dalla Tectona, una pianta diffusa in Africa e in parte dell’Asia. Il Teak è un’essenza pregiata, rinomata sia per le sue caratteristiche estetiche sia per quelle meccaniche e fisiche (idrorepellenza, resistenza a salsedine e agenti atmosferici). Il legno teak viene usato nell’industria navale, nell’edilizia, nella carpenteria, nella realizzazione di arredi da esterno e per pavimenti e mobili di pregio.

Caratteristiche del Legno Teak

Ci sono alcune importanti caratteristiche che differenziano il legno di Teak da qualsiasi altro tipo di legno e che, appunto, lo rendono un legno così pregiato. Le caratteristiche fondamentali del Teak sono:

  • La sua estrema resistenza, dovuta alla resina oleosa naturale di cui è composto. Quest’ultima fa sì che non possa essere attaccato dalle termiti o da qualsiasi altro tipo di parassita, che sopporti gli acidi e che non subisca il deterioramento provocato dal tempo, dagli agenti atmosferici e dalle variazioni di temperatura se lasciato all’aperto.
  • Il suo basso assorbimento d’acqua che lo rende un legno idrorepellente.
  • Il colore suggestivo, dal punto di vista estetico, che varia dal giallo pallido al bronzo con tendenze al rosso.

Il legno teak è idrorepellente, grazie ai suoi pori distribuiti su tutta la superficie, che evitano l’accumulo di umidità. È inoltre un materiale molto robusto e resistente, grazie alla sua resina oleosa che lo difende dagli insetti, dai funghi e dalle escursioni termiche. Il teak è facile da pulire e non è soggetto al cambiamento di colore, né a causa del tempo né per l’esposizione agli agenti atmosferici. La sua manutenzione è quindi ridotta al minimo: basta pulirlo con acqua tiepida e un panno o una spazzola morbida, oppure con un detergente neutro.

Il colore naturale del teak è scuro, con sfumature che vanno dal nero al verde al marrone, ma tende a schiarirsi leggermente col passare del tempo. Al tatto ed alla vista appare oleoso e con un caratteristico odore di cuoio vecchio.

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Tipologie di Teak

Il legno teak asiatico è molto pregiato e si presenta in 4 tipologie differenti: teak comune, teak Burma, teak indonesiano e teak filippino. Il teak Burma cresce in Birmania, ed è in assoluto una delle varietà di teak di maggiore pregio, soprattutto grazie alle bellissime venature che il legno presenta sulla sua superficie. Si tratta in realtà dell’unico legno teak totalmente naturale oggi presente in commercio.

A causa del caldo intenso, il teak africano è meno umido e meno ricco di resina oleosa, tipica di questo legno. Come abbiamo già detto, il teak viene coltivato anche in alcune zone africane e sudamericane, ma l’albero cresce generalmente più stretto, più basso e presenta un ridotto contenuto di resina oleosa: ciò comporta una minore impermeabilità, resistenza e durabilità del legno. Per questo motivo il teak coltivato in aree geografiche diverse da quelle da cui proviene necessita di trattamenti superficiali come qualsiasi altro tipo di legno.

Il miglior teak da utilizzare per lavori strutturali o di falegnameria è quello birmano, mentre da un punto di vista estetico il teak migliore risulta essere quello indiano.

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Usi del Legno Teak

Il legno di Teak è usato nella costruzione di svariati oggetti e strutture che necessitano di una forte resistenza all’acqua. Per esempio ponti e coperture di navi, strumenti musicali, parquet e manufatti per l’esterno. I settori in cui viene maggiormente impiegato sono:

  • l’industria edile: la bellezza, la resistenza e la durabilità del Teak lo rendono uno dei legni più utili nel settore delle costruzioni, della carpenteria, dei mobili per interno ed esterno, della produzione di pavimenti e di serramenti;
  • l’industria navale: grazie alla sua notevole resistenza alle intemperie e alla sua idrorepellenza, il Teak viene utilizzato soprattutto nella realizzazione di coperture e ponti di navi;
  • il Teak di piantagione: viene anche usato dalle imprese agricole, soprattutto nella fascia equatoriale, dove viene fatto crescere con ottimi risultati.

Il teak fu inizialmente utilizzato per le costruzioni navali, sia per il fasciame che per le pavimentazioni dei ponti. Considerate le particolari caratteristiche di questo legno, esso è stato in seguito utilizzato anche per infissi, arredi da giardino, mobili, pavimenti, bordi piscina e strutture esposte all’esterno.

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In particolare nei giardini, il legno è in perfetta armonia con la natura circostante al punto da risaltare fiori e piante. Ma sappiamo anche che dona calore ed eleganza alla stanza da bagno, e che può essere abbinato a infiniti materiali per creare ambienti dagli stili diversi.

Il Teak nell'Industria Navale

Come abbiamo visto, il Teak è principalmente impiegato nella realizzazione di navi, yacht e superyacht. I motivi per questo suo particolare utilizzo si rifanno alle caratteristiche che lo rendono un legno pregiato, nonché uno dei legni più resistenti e durevoli al mondo. Il Teak viene impiegato nella costruzione di:

  • coperture e ponti per barche a vela, yacht e superyacht;
  • capi di banda/corrimano;
  • carabottini (una griglia in legno finalizzata a favorire il deflusso dell’acqua in spiaggette, passerelle o docce);
  • battipiede (prevalentemente utilizzato su imbarcazioni a vela per far appoggiare i piedi, diminuire il rischio di scivolare in acqua e per far defluire l’acqua);
  • pavimentazione personalizzata;
  • elementi di arredo, per l’interno e per l’esterno dell’imbarcazione (grazie alla resistenza e durevolezza di questo tipo di legno).

Manutenzione del Teak

Grazie agli oli naturali presenti nel legno, il teak richiede poca manutenzione e conserva la sua bellezza nel tempo. La sua manutenzione è quindi ridotta al minimo: basta pulirlo con acqua tiepida e un panno o una spazzola morbida, oppure con un detergente neutro.

Per una pulizia profonda invece (ad esempio dei frontali), si può utilizzare un sapone neutro diluito in acqua tiepida. Oltre a risciacquare, è bene asciugare con cura la superficie dei mobili di Teak.

Alcuni tendono a levigare annualmente il legno durante il rimessaggio invernale, io tendo a sconsigliarla come operazione periodica ma utilizzarla solo in extremis, preferendo trattamenti di ripristino specializzati e successivo nutrimento del legno senza perdere millimetri preziosi di spessore. Attenzione: in seguito al trattamento di ripristino il legno va nutrito, perché durante la pulizia vengono rimossi anche gli oli protettivi.

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Superfluo in quanto viene effettuato per ragioni puramente estetiche: in seguito ad una lunga esposizione ai raggi solari, il legno tende a perdere il proprio colore rossastro/paglierino, tendendo sempre di più al grigio. C’è comunque chi apprezza l’aspetto di un teak “vissuto”, e decide di lasciare che esso assuma la tinta grigia di cui abbiamo parlato, senza doversi preoccupare di una resistenza strutturale che non subisce cambiamenti.

Sostenibilità e Costi del Teak

Il teak è un legno molto costoso, a causa della scarsità delle piantagioni e della crescita lenta della pianta che lo produce. L’impiego di questo legno è andato aumentando nel corso degli ultimi decenni ma la disponibilità, soprattutto del teak asiatico, sta diminuendo sempre di più e proprio per questo motivo il suo costo è ormai piuttosto elevato. Secondo uno studio condotto dalla FAO nel 2010, l’area delle foreste di teak naturale si è ridotta di 385.000 ettari (l’1,3%) tra il 1992 e il 2010.

A causa di campagne di disboscamento selvaggio, nel 1989 in Thailandia venne imposto il divieto di taglio delle foreste naturali e il teak thailandese (conosciuto a livello commerciale come “Teak Siam”) oggi non viene più esportato in tronchi e tavole, ma soltanto sotto forma di manufatti. Anche il “Teak Burma” (proveniente dal Myanmar) si sta esaurendo, nonostante la politica ambientale di questo stato sia stata differente da quella thailandese. La crescita naturale di questi alberi non va di pari passo con la richiesta commerciale: per poter ricavare dal teak il tavolame per l’industria navale la pianta deve crescere per circa 60-70 anni. Così, per rispondere alle crescenti richieste del mercato, negli ultimi anni è stato creato anche il teak artificiale.

Nell’utilizzo rispettoso e coerente della materia legno costruiamo il nostro dialogo con la madre terra.

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