NORDTEX propone una vasta scelta di soluzioni progettuali per affrontare complessi nodi tecnici, offrendo opzioni sia per edifici nuovi che per edifici da riqualificare. Le soluzioni includono:
- Fondazioni e pavimentazioni
- Pareti verticali opache
- Tetti e coperture
Isolare efficacemente gli edifici è fondamentale per raggiungere elevati livelli di benessere e per ottenere un consistente risparmio in bolletta. Da qualche anno la consapevolezza relativamente a questi aspetti è cresciuta, ma fino a non molti decenni fa era normale costruire case senza alcun isolamento termico, o al massimo con dei sottili pannelli di scarsa efficacia.
Questo articolo esplora le tecniche e i materiali disponibili per isolare vetro e travi in legno, concentrandosi su come migliorare l'efficienza energetica degli edifici esistenti e nuovi.
Soluzioni per l'Isolamento di Pareti e Coperture
Le soluzioni per le pareti esterne sono varie e individuabili in funzione delle esigenze costruttive. Proponiamo il blocco in laterizio rettificato (portante e/o tamponamento) ad alte prestazioni termiche (riempito con isolanti naturali o vuoto) intonacato su ambo i lati con intonaci e finiture di sola calce naturale.
Le coperture realizzate con pannelli isolanti in fibra di legno, grazie alle caratteristiche fisiche di questo materiale naturale, offrono un importante sfasamento termico.
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Stratigrafie e Materiali Innovativi
Le stratigrafie propongono la posa del granulato in argilla NORDTEX TS 14, composto da elementi sferici e conici, con una dimensione di pochi mm che va posata con uno spessore variabile di 10/20 cm e successiva leggera costipazione (da effettuare ogni 10 cm. di spessore max.20 cm), si procede poi con la posa del pannello in fibrogesso da 25 mm con bordo battentato, successivo incollaggio e avvitamento del sormonto. Questa soluzione è completamente a secco, acusticamente molto valida, e grazie alle caratteristiche del granulato si ottiene anche una buon valore termico.
Gli elementi in legno micro-lamellare della Steico sono di fatto travi HEB strutturali in legno. Le estremità a larghezza e spessore variabile sono collegate tramite uno strato di fibra di legno ad altissima densità con uno spessore ridotto di pochi mm. Ancorate verticalmente alla parete interna o esterna, permettono l’inserimento della fibra di legno flessibile, con il successivo fissaggio del pannello di finitura che può essere in gesso, fibrogesso o un pannello in fibra di legno intonacabile ad alta densità.
In fase di completa ristrutturazione (abitazione priva di arredi) i ponti termici che si creano sulle strutture di c.a. Una buona idea è la posa di strisce di aerogel lungo i ponti termici, attenzione però: il flusso termico del calore in uscita va prolungato, in modo da attenuarlo. Questo significa che le strisce dovranno coprire una superficie superiore a quella del pilastro.
Insufflaggio: Una Soluzione per le Intercapedini
Fra gli interventi di miglioramento energetico, da qualche tempo si è diffuso l’insufflaggio, ovvero l’isolamento delle intercapedini perimetrali con l’iniezione di materiali isolanti sfusi al loro interno. L’intervento prevede, nella sua fase preliminare, la sigillatura di eventuali fori (fra i cassonetti ospitanti le avvolgibili e l’intercapedine stessa) e successivamente l’insufflaggio del materiale isolante attraverso fori praticati nel muro, a una distanza di circa un metro l’uno dall'altro e a circa 30-40 cm dal solaio superiore.
L’intervento può essere eseguito operando sia internamente che esternamente: il risultato è tecnicamente analogo, ma ognuna delle due prassi presenta pregi e difetti; ad esempio il lavorare dall’interno evita l’uso di ponteggi e salvaguarda le facciate dai fori (si pensi alle murature in paramano o con intonaci difficilmente riproducibili); d’altro canto si dà vita a un cantiere piuttosto invasivo poiché interesserà tutti i locali!
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Da un punto di vista energetico l’ insufflaggio può comportare anche considerevoli risparmi economici, soprattutto se abbinato ad altri interventi, quali l’isolamento del sottotetto o la sostituzione di vecchi infissi. Non è però possibile quantificare il tempo di ritorno dell’investimento e il risparmio annuale, se non attraverso una diagnosi energetica eseguita preventivamente sul fabbricato in esame.
Materiali per l'Insufflaggio
Possono essere insufflati diversi tipi di isolanti sfusi: i più noti sono la cellulosa, ricavata dalla carta di giornale e l’ EPS bianco in granuli (polisiterne), ma si possono anche insufflare materiali isolanti di origine minerale, come la perlite, l’argilla espansa, la fibra di vetro in noduli.
Ognuno di questi materiali ha pregi e difetti: variano le capacità isolanti, i costi, la stabilità nel tempo e l’ impatto sull’ ambiente, a seconda della materia prima e dei processi produttivi richiesti.
Il grande vantaggio dell’insufflaggio è indubbiamente rappresentato dal costo contenuto rispetto ad un isolamento esterno (cappotto), ma porta con sè alcune problematiche di non poco conto. A differenza dell’isolamento esterno, l’isolamento in intercapedine può accentuare o addirittura creare dei ponti termici che prima non erano presenti nella costruzione. Inoltre, come si vede dalla figura 1, se alla superficie del muro sottraiamo tutte le superfici non tecnicamente isolabili, l’area isolata viene pesantemente ridotta; ciò non rende vano l’intervento, ma ne riduce i risultati.
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Per ovviare a queste spiacevoli situazioni, è bene arieggiare maggiormente l’edificio isolato ed evitare eccessivi carichi di umidità interna (es. asciugatura dei panni). Qualora l’areazione manuale sia di difficile gestione, si può ricorrere alla ventilazione meccanica controllata, che però comporta costi aggiuntivi.
Un’ultima attenzione deve essere posta in fase di sopralluogo: molte intercapedini sono “intasate” dal materiale isolante - posato ai tempi della costruzione- che si è mosso oppure, caso peggiore, da materiale di cantiere che negli anni passati si aveva l’abitudine di gettare in intercapedine. Non escludiamo, specie per interventi di una certa entità, un’analisi dell’intercapedine attraverso una micro-camera o con una meno invasiva termografia. In presenza di questi ostacoli, è fondamentale ricorrere a materiali isolanti molto scorrevoli che possono introdursi in modo omogeneo senza creare dei “tappi” nella struttura.
Isolamento del Sottotetto
Isolare il solaio del sottotetto consente di ridurre in modo significativo le dispersioni termiche, garantendo una resa superiore in termini di isolamento termico. Coibentare il sottotetto migliora il comfort sia invernale che estivo. Un sottotetto non abitabile è una delle principali fonti di dispersione termica di un’abitazione.
Senza un adeguato isolamento termico del sottotetto, il calore prodotto in casa tende a salire e fuoriuscire rapidamente. L’isolamento del sottotetto è uno degli interventi più efficaci per migliorare l’efficienza energetica di un edificio.
L’isolamento del sottotetto non abitabile può essere eseguito in due modalità operative, a seconda della conformazione dell’edificio e delle preferenze tecniche: dall’interno o dall’esterno. È la modalità più comune, praticata nella maggior parte delle abitazioni.
La scelta del materiale isolante per sottotetto è fondamentale per garantire comfort abitativo, efficienza energetica e durata nel tempo. Ogni materiale ha proprietà specifiche in termini di conducibilità termica, capacità termica, resistenza all’umidità, comportamento al fuoco e traspirabilità.
Materiali Isolanti per il Sottotetto
- Silicato espanso: materiale minerale naturale altamente traspirante, ignifugo (Classe A1 - incombustibile) e stabile nel tempo.
- Fibra di cellulosa: uno dei materiali isolanti naturali più utilizzati per insufflaggio nei sottotetti.
- Lana di roccia: materiale minerale molto diffuso (Classe A1 - incombustibile) per l’isolamento termico nel sottotetto.
- Poliuretano a spruzzo: isolante ad alta densità e ottima prestazione termica.
- Polistirolo in granuli (EPS): materiale plastico leggero usato per insufflaggio nei sottotetti, ma non è tra i più consigliati per la traspirabilità e la gestione dell’umidità.
La scelta del materiale isolante per sottotetto dipende dallo spazio disponibile, dal tipo di sottotetto e dagli obiettivi di isolamento (invernale, estivo, acustico). Se cerchi una soluzione naturale, duratura e più sicuro, il silicato espanso è tra i materiali più affidabili. Per un’alternativa ecologica e performante anche in estate, la fibra di cellulosa è un’ottima scelta.
Quando ci contatti per valutare l’isolamento del tuo sottotetto, il nostro metodo operativo è chiaro, professionale e collaudato. L’installazione viene completata in una sola giornata.
Se l’accesso è tramite botola, l’operatore entra nel sottotetto con un tubo flessibile e insuffla il materiale isolante in ogni punto, anche quelli più bassi e difficili da raggiungere.
Detrazioni Fiscali
L’intervento può rientrare fra quelli soggetti alla detrazione fiscale del 65%, a patto che si raggiungano valori di isolamento tali da soddisfare i requisiti minimi richiesti: a tal proposito vengono in aiuto le intercapedini aventi maggiore spessore, che possono ospitare quindi maggiori quantità di isolante, oppure la scelta di materiali particolarmente prestanti dal punto di vista dell’isolamento. E’ bene perciò richiedere preventivamente ad un tecnico una valutazione dell’intervento; si tratta di analisi semplici e che richiedono brevi tempi di svolgimento.
Isolare il sottotetto non abitabile può portare a una riduzione delle dispersioni termiche fino al 40-45%, in quanto il calore tende naturalmente a salire e il tetto rappresenta uno dei principali punti di fuga dell’energia termica in casa. Questo si traduce in un risparmio concreto sulle bollette.
In media, il risparmio energetico annuo può arrivare fino a un 30-35% sulle spese di climatizzazione (riscaldamento e raffrescamento), con un ritorno dell’investimento in pochi anni.
Detrazioni fiscali disponibili nel 2025 del 50% in 10 anni come intervento di risparmio energetico secondo la legge 296/2006.
Cappotto Termico: Isolamento Esterno
Da quando è stato introdotto il superbonus dappertutto si è sentito parlare di cappotto termico e dovremmo ormai sapere come funziona questa tecnologia relativamente recente: si tratta di isolare l’edificio dall’esterno, per l’appunto né più né meno di quello che fa un cappotto.
Essendo semplice da installare, l'isolamento a cappotto viene utilizzato nella maggior parte delle nuove costruzioni e in quasi tutte le ristrutturazioni, perche' si puo' operare senza che i proprietari dell'immobile debbano andare via. La tecnica consiste nell'applicare alle pareti dei pannelli isolanti con appositi sistemi di fissaggio che, successivamente, vengono ricoperti da malte adesive precolorate.
Il cappotto termico tradizionale è realizzato con pannelli isolanti che vengono incollati e tassellati al supporto murario e poi rifiniti con un intonaco sottile chiamato rasatura. La finitura deve essere di tipo leggero (la rasatura di cui sopra) perché la resistenza del pannello isolante solitamente non è elevata, anche se stanno cominciando a diffondersi cappotti termici su cui possono essere incollati rivestimenti in pietra o gres porcellanato.
L’alternativa al cappotto termico tradizionale sono i sistemi a secco, che prendono spunto dalla tecnologia delle pareti in cartongesso. In sostanza viene applicato alla muratura esistente un telaio, in metallo o in legno, al cui interno viene alloggiato il materiale isolante, e la finitura viene data con una lastra di fibrocemento, molto solida e resistente nonostante il piccolo spessore (1,5cm). Questa lastra può essere rifinita con una normale rasatura come il cappotto tradizionale.
Materiali Isolanti: Tipologie e Caratteristiche
La qualità o adeguatezza di un materiale isolante andrebbe valutata sotto una molteplicità di aspetti. Quella principale è senza dubbio la capacità isolante, ma non è certo l’unica. La capacità isolante di un pannello è quantificata attraverso la trasmittanza.
Il valore che dobbiamo cercare è la conducibilità termica, indicato solitamente con il simbolo λ (lambda): si tratta dell’attitudine di un materiale a trasmettere calore. La sua unità di misura è il watt su metro per kelvin (W/mk) ed è indipendente dallo spessore, quindi è un valore confrontabile tra i vari materiali. Così come per la trasmittanza, più basso è il λ, migliori sono le prestazioni isolanti del materiale.
Venendo alle tipologie di materiali, possiamo individuare tre macro-categorie: quella dei materiali naturali, quella dei materiali minerali e quella dei materiali artificiali.
Scelta migliori isolanti termici per cappotto, interni e tetto
Materiali Artificiali
Gli isolanti artificiali sono ricavati in fabbrica per trasformazione chimica, solitamente del petrolio.
- Polistirene espanso (EPS): Il polistirene espanso è sicuramente il materiale isolante più diffuso. Di base il polistirene espanso è di colore bianco, però in fase di polimerizzazione possono essere aggiunti dei composti per migliorare le capacità isolanti.
- Polistirene estruso (XPS): Nel caso del polistirene estruso le perle vengono inserite in un estrusore che le fonde. In seguito viene aggiunto al composto un agente schiumogeno che, a contatto con l’aria, si espande aumentando il volume del polistirene.
- Poliuretano (PUR): Il poliuretano utilizzato in edilizia per isolare gli edifici è il poliuretano espanso rigido che si ottiene dalla reazione di componenti e un agente espandete (solitamente un idrocarburo).
- Resine fenoliche: Le resine fenoliche sono una famiglia di polimeri ottenuti per reazione tra fenolo e formaldeide e vengono spesso utilizzate in alternativa al poliuretano in quanto presentano prestazioni similari.
Materiali Minerali
Gli isolanti minerali sono di origine naturale, in particolare vengono ricavati dalle rocce. Ce ne sono di vari tipi e possono essere in pannelli, in blocchi o sfusi a seconda dell’utilizzo.
- Lana di roccia: La lana di roccia si ottiene sostanzialmente fondendo delle rocce, principalmente di origine basaltica, insieme a dei leganti e a dell’olio minerale. Il composto ottenuto viene trasformato in fibre che vanno a comporre il materiale finale, come fosse un tessuto.
- Lana di vetro: Il processo produttivo è molto simile a quello che abbiamo appena visto: il composto viene portato a fusione e poi trasformato in fibre. La lana di vetro ha ottime capacità di isolamento termico, acustico, fonoassorbimento, e resistenza al fuoco.
- Perlite: La perlite è una sabbia silicea di origine vulcanica. Quando questo materiale viene scaldato trai 600 e i 900 gradi si espande fino a 20 volte il suo volume, creando delle piccole bolle d’aria al suo interno che garantiscono buone capacità isolanti.
- Argilla espansa: L’argilla espansa si ottiene dalla cottura a 1200° C di sferette d’argilla. In realtà è possibile trovarla in forma di pannelli e blocchi in cui il legante è il cemento.
Materiali Naturali
Tutti questi materiali rientrano tra quelli della cosiddetta bioedilizia, cioè il modo di costruire (e ristrutturare) utilizzando materiali la cui impronta ecologica sia molto bassa.
- Pannelli di fibra di legno: I pannelli di fibra di legno sono prodotti con gli scarti della lavorazione del legno. Tali scarti vengono raccolti, ridotti in pezzi molto piccoli e trasformati in pannelli.
- Sughero: Il sughero si ricava dalla quercia da sughero diffusa principalmente lungo la costa mediterranea occidentale dell’Africa, la Spagna e il Portogallo. Se ne trova anche in Francia e Italia.
- Canapa: La varietà di canapa utilizzata per la produzione di isolanti e filati è quella sativa. Tale varietà ha percentuali di thc (principio attivo della cannabis) molto basse, che la rendono poco attrattiva dal punto di vista ricreativo ma molto interessante dal punto di vista industriale.
Conclusioni
L'isolamento di vetro e travi in legno è essenziale per migliorare l'efficienza energetica degli edifici. Scegliere la tecnica e i materiali giusti, tenendo conto delle specifiche esigenze dell'edificio e delle normative vigenti, può portare a significativi risparmi energetici e a un maggiore comfort abitativo.
Tabella comparativa dei materiali isolanti:
| Materiale | Conducibilità Termica (λ) W/mK | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|
| Polistirene Espanso (EPS) | 0.035 - 0.040 | Economico, facile da installare | Bassa traspirabilità |
| Polistirene Estruso (XPS) | 0.035 - 0.040 | Resistente all'umidità, elevata resistenza meccanica | Costo più elevato rispetto all'EPS |
| Lana di Roccia | 0.035 - 0.040 | Ottima traspirabilità, resistenza al fuoco | Richiede protezione dall'umidità |
| Fibra di Legno | 0.038 - 0.050 | Naturale, elevato sfasamento termico | Costo variabile a seconda della densità |