L’Iroko, noto anche come Kambala, si riferisce sia alla Milicia excelsa che alla Milicia regia della famiglia delle Moraceae. Questo legname da costruzione viene importato nell’UE solo in piccole quantità a causa della sua limitata disponibilità. Tra le specie legnose africane maggiormente utilizzate al mondo c'è l'Iroko, un albero imponente diffuso in tutta l'Africa equatoriale definito dalle molte etnie del continente "l'albero della gente".
Il suo nome potrebbe essere poco noto a chi non è esperto di design di interni, ma in realtà il legno iroko è un materiale naturale, durevole e di forte impatto estetico per l’arredamento e le finiture della casa. Proveniente dalle foreste tropicali dell’Africa, è noto tra gli esperti del settore soprattutto per le sue qualità, la stabilità e l’eleganza delle venature. È un'alternativa economica al teak ma con prestazioni simili, soprattutto in termini di resistenza agli agenti atmosferici, motivo per cui viene impiegato dagli ambienti interni più raffinati ai giardini esposti agli sbalzi climatici. Con legno iroko si fa riferimento ad una specie esotica originaria dell’Africa centrale e occidentale e ad alberi appartenenti al genere Milicia, in particolare Milicia excelsa e Milicia regia. Questi possono raggiungere dimensioni imponenti, con tronchi lunghi e diritti, ideali per ricavare tavole e travi di grandi dimensioni.
Caratteristiche Botaniche e Areale di Diffusione
Le specie di Milicia sono alberi di grandi dimensioni con foglie semplici, pennate, alterne e disposte su due file. I fiori sono disposti in infiorescenze ascellari, simili a spighe, con fiori maschili dotati di quattro stami e fiori femminili con stigmi ben riconoscibili. Le drupe sono carnose e di colore verdastro. L'Iroko è una pianta a rapida crescita; alcune piante possono superare i 40 metri di altezza e raggiungere diametri di oltre 180 cm nel tronco. Generalmente la chioma è espansa, l'albero è diritto, poco rastremato e tende a svasare sul piede, senza presentare ali ma cordonature. Sono alti, diritti e cilindrici fino a 20 metri di altezza. La corteccia è solcata e bruna e, se tagliata, secerne un lattice biancastro. I rami degli alberi femminili sono pendenti mentre quelli maschili hanno rami diritti. Le foglie sono verdi con lamine di differente tonalità che invecchiando assumono colorazione giallastra luminosa. Sono di forma ovato-oblunga, acuminate e presentano nervature evidenti. I fiori maschili e femminili sono in alberi distinti ed i tempi di fioritura possono essere differenti a seconda della zona e dell'annata. I frutti sono more verdastre e carnose, lunghi circa 5 centimetri con semi duri e piccoli.
Questa pianta arborea tropicale africana ha un areale di crescita molto ampio. La si trova spontanea nelle foreste equatoriali e semi-decidue dei paesi che circondano il Golfo di Guinea. In particolare, è presente in Angola, nel Benin, nel Burundi, nel Burkina Faso, in Camerun, Costa d'Avorio, Gabon, Ghana, Sudan, Tanzania, Togo e Uganda. È una specie che cresce sia nelle zone marginali (albero secondario della savana umida), laddove le foreste incontrano la savana, sia nelle foreste a galleria tipiche della zona occidentale africana. Si sviluppa dal piano basale fino a circa 1200 metri sul livello del mare. Preferisce terreni relativamente fertili laddove le precipitazioni annuali di pioggia sono medio-basse (circa 700 mm) ed in alcuni casi è considerata una pianta pioneristica. Cresce bene anche lungo le aree litorali montane dei laghi Malawi e Vittoria, anche se non sopporta invasioni d'acqua.
Le Peculiarità del Legno di Iroko
Colorazione e Textura
L’Iroko si caratterizza per il suo legno marrone dorato con un alburno bianco-giallastro. Il durame varia da giallastro a verdastro e si scurisce fino a diventare marrone dorato-oliva o marrone cioccolato. L’alburno, la parte legnosa più giovane del tronco, ha un colore che tende al giallo. Il durame, la porzione più interna del tronco, presenta tinte alternate con striature chiare e scure. Il legno iroko può assumere un numero maggiore di tonalità rispetto al teak, rendendolo facilmente adattabile a molti stili d’arredo, dal classico al moderno. Le sue nuance naturali includono color miele, toni bruni, sfumature dorate, color ambra e toni verdastri quando appena tagliato. Col tempo, l'iroko tende ad ossidarsi leggermente, scurendo e acquistando una patina ancora più calda e intensa. Si tratta di un processo naturale che contribuisce al fascino del materiale. Dal punto di vista estetico, l’Iroko ha una colorazione che varia dal giallo al marrone dorato, con un aspetto più granuloso. Le fibre possono essere diritte o alternativamente attorcigliate, per ottenere una texture opaca e decorativa. L’Iroko presenta anelli di accrescimento non distinguibili facilmente ad occhio nudo e vasi medio grandi, spesso occlusi, distribuiti uniformemente senza però una particolare specifica disposizione. Queste sue caratteristiche si palesano poi anche nel pavimento posato: le venature non si vedono o si leggono con difficoltà, a differenza delle venature decise di Rovere o Olmo. Le venature sono più che altro delle "striature" sfumate che attraversano la tavola con tonalità che dal bruno scuro variano verso il biondo. I raggi parenchimatici non sono visibili ad occhio nudo ed hanno generalmente un andamento serpeggiante. Nel legno di questa moracea tropicale spesso sono presenti congregazioni calcaree biancastre anche di una certa grandezza. Il legno risente molto della zona di provenienza e assume tonalità di colore più o meno chiare e leggermente sericee.
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Resistenza e Lavorabilità
Una delle principali caratteristiche dell’iroko è la notevole resistenza agli agenti atmosferici, ai funghi e agli insetti. Ed è proprio questa proprietà a renderlo una scelta perfetta per applicazioni sia interne che esterne, dove l’umidità o l'esposizione al sole metterebbero a dura prova altri legni più teneri o sensibili. Dal punto di vista meccanico, ci si trova di fronte ad una tipologia dura e stabile di legno, con una buona durabilità anche senza trattamenti. Assorbe poco l’umidità. Il legno è resistente ai funghi e agli insetti che distruggono il legno. Non è un caso che venga spesso paragonato al teak per prestazioni e aspetto, anche se si differenzia per una resa più economica e una colorazione maggiormente variegata. A tutto questo si aggiunge anche una tessitura media-grossolana, una fibratura spesso intrecciata e soprattutto un odore particolare che però tende a svanire nel tempo. È bene ricordare un ultimo aspetto positivo del legno iroko: ha una bassa tendenza alla deformazione, qualità particolarmente apprezzata in ambito edilizio e nell’arredo. Il legno a pori grossi con tessuto di accumulo vistoso a forma di occhio è facile da lavorare, ma presenta possibili lacerazioni delle fibre con forte crescita di torsioni alternate. Il legno di Iroko è caldo e resistente e viene usato per molti tipi di manufatti.
Le fasi della lavorazione del legno - Fase 1
L'Iroko nella Cultura Africana e Usi Tradizionali
La sacralità e la reverenza che gli africani hanno da sempre nei confronti di questa specie legnosa può essere ricondotta al fatto che essa forniva importanti risorse alle popolazioni ed il suo abbattimento sconsiderato fosse fonte di sfortune familiari. Secondo la religione animista del popolo Yoruba, diffuso nell’Africa centro-occidentale, gli alti alberi di Iroko sono abitati da spiriti. In cima alle piante, nella cosiddetta canopia, vivrebbero delle divinità chiamate Uomini-Iroko, mentre nei tronchi vi sarebbero altri spiriti che hanno la funzione di tenere gli Uomini-Iroko lontani da terra e dalla gente comune. Chi dovesse imbattersi faccia a faccia con la divinità, infatti, sarebbe destinato a impazzire. Proprio per questo motivo, abbattere le piante è considerato sacrilego e presagio di sfortuna. Oggi in molte città e villaggi africani l'albero dell'Iroko è protetto ed è impiantato anche a scopo ornamentale.
Da tempi remoti, i tronchi di Iroko, opportunamente disalburnati e scavati, servivano per fare le lunghe canoe che consentivano, nonostante le onde oceaniche, di avventurarsi nel mare per attuare l'attività di pesca. Il legno, resistente alla putrefazione, serviva per la costruzione di case, palafitte, baracche e pontili, ma veniva intagliato, scolpito e tinto per fare maschere e statue rituali. Molto curiosi sono i modi di dire ed i proverbi riferiti all'albero di Iroko. Tra i più noti quello che recita: "viviamo di speranza, ma una canna non si trasforma mai in un albero di Iroko". Un altro recita "proviene da un piccolo seme anche l'albero di Iroko", riferito al fatto, sorprendente, che un albero così imponente nasca comunque da semi molto piccoli.
Utilizzi delle Parti Non Legnose dell'Albero
- Le cortecce pestate erano usate per produrre tinture, sminuzzate per preparare infusi per la tosse e/o decotti contro la dissenteria.
- Il lattice, che si ricava incidendo la corteccia, era usato per i mal di gola e mal di stomaco secondo la medicina locale, e anche contro i tumori.
- Le radici e le foglie consentivano di preparare pozioni e/o infusi curativi e/o rilassanti.
- I ramoscelli venivano comunemente usati come spazzolini perché sbiancavano i denti e prevenivano gli attacchi di carie dentaria.
- I frutti, carnosi e succulenti, placavano la fame.
- Le foglie vengono usate negli orti come pacciamatura.
Usi Moderni e Applicazioni dell'Iroko
L’Iroko/Kambala è uno dei tipi di legno più diffusi in Africa ed è apprezzato per le sue proprietà tecniche, soprattutto nelle costruzioni esterne. L’Iroko è adatto alle costruzioni esterne grazie alla sua elevata durabilità naturale, sia con che senza contatto con il terreno. Viene utilizzato in paesaggistica, per mobili da giardino, attrezzature da gioco per bambini, finestre, porte, giardini d’inverno, scale, parquet, mobili e persino nella costruzione di navi.
Applicazioni Specifiche
- In Africa: Il legno è utilizzato nel settore della carpenteria stradale e viene impiegato anche per realizzare pavimentazioni esterne, ponti, passerelle e recinzioni.
- Carpenteria navale: Si usa per fare imbarcazioni, pontili e costruzioni.
- Edilizia interna: Per le sue caratteristiche fisiche e meccaniche e per il rapporto qualità-prezzo che lo contraddistingue, l'Iroko viene utilizzato per fare scale in legno interne ed anche dell'ottimo prefinito a due strati per pavimenti. Negli anni passati, e ancora oggi, si trova in commercio il legno di iroko nella tipologia parquet massiccio o massello, cioè con solo legno nobile che si posa e poi si leviga e vernicia in opera. L'Iroko è considerato particolarmente stabile e quindi adatto ad essere utilizzato anche su impianti di riscaldamento a pavimento.
- Arredamento: Trova anche impiego nel settore del mobile ed arredamento di interni. Il legno di Iroko viene anche utilizzato per fare gazebi, tavoli, sedie, fioriere, ecc.
- Infissi: Inoltre, con il legno di Iroko si realizzano anche finestre e portefinestre di ottima qualità.
- Pavimentazioni esterne: Viene anche utilizzato per realizzare pavimenti per esterno in legno.
In sintesi, le sue applicazioni domestiche e residenziali includono:
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- Pavimentazioni: L’iroko è un’ottima scelta per parquet e pavimenti in legno massello, sia in zone giorno che notte. La sua durezza, infatti, lo rende adatto anche ad aree soggette a calpestio intenso o alla presenza di bambini e animali domestici.
- Rivestimenti: Viene usato per rivestire pareti o soffitti, donando calore e un tocco naturale all’ambiente.
- Infissi e serramenti: L’iroko è spesso utilizzato anche per finestre, porte e portoni grazie alla sua resistenza agli agenti esterni.
- Arredi su misura: Tavoli, sedie, mobili da bagno o cucine possono essere realizzati in iroko per ottenere un effetto sofisticato e durevole.
- Scale interne: La sua stabilità lo rende perfetto anche per gradini e corrimano, visto che è una delle scelte più solide e, soprattutto, resistente all’usura del tempo.
- Arredi da esterno e giardino: Essendo un legno tropicale resistente all’umidità e alla pioggia, è molto usato anche per l’arredo da giardino come ad esempio panchine, tavoli, pergole e pavimentazioni esterne.
Manutenzione del Legno Iroko
Per preservare nel tempo le caratteristiche del legno Iroko, è fondamentale adottare una corretta manutenzione. Il legno di Iroko è naturalmente resistente agli agenti atmosferici, ma un trattamento adeguato ne prolunga ulteriormente la durata e preserva il suo aspetto estetico. Il legno Iroko richiede una manutenzione relativamente semplice. Nonostante si tratti di un elemento particolarmente resistente, anche il legno iroko necessita di manutenzione e qualche attenzione per continuare a mostrare tutte le sue potenzialità strutturali ed estetiche nel corso del tempo.
Per Usi Interni
- Pulire regolarmente con un panno morbido leggermente inumidito.
- Evitare detergenti aggressivi o abrasivi.
- Applicare periodicamente oli protettivi, a base vegetale o sintetica, per ravvivare la tonalità.
Per Usi Esterni
Per quanto riguarda un'applicazione in ambienti esterni, si deve intervenire in modo un po' più tecnico, anche se la sua naturale resistenza agli agenti atmosferici rende il legno iroko una delle soluzioni migliori. Ecco cosa fare nel dettaglio per mantenere a lungo la sua bellezza e funzionalità:
- Trattarlo con oli o impregnanti specifici per legni esotici, che lo proteggano da raggi UV e umidità.
- Ripetere i trattamenti ogni 1 o 2 anni, in base all’esposizione.
- Pulirlo dopo eventi climatici intensi per evitare accumuli di sporco o umidità stagnante.
È inoltre bene ricordare che se esposto all’esterno senza trattamenti, l’iroko tende a ingrigire naturalmente. Un fenomeno questo che non ne compromette la struttura ma solo la resa estetica. Anzi, alcuni lo preferiscono proprio per questo effetto vissuto.
Consigli per la Finitura del Parquet in Iroko
Trattandosi di un legno “grasso” occorre prestare molta attenzione alla finitura. Tra i prodotti della gamma Solid di Renner Italia, tutte le vernici all’acqua si possono utilizzare su parquet in iroko. È consigliato tuttavia l’impiego di una prima mano di fondo isolante all’acqua SolidBase, che va catalizzato al 10% con l’induritore Solid2K. Questo serve a migliorare sia il risultato estetico sia l’aggrappaggio del ciclo di lavorazione. Nel caso di utilizzo del prefinito servono le normali accortezze di posa del parquet, mentre nel caso di legno massello il consiglio è quello di utilizzare formati non troppo grandi, quindi il lamparquet (~ 50x250x10), il formato industriale in basso spessore (liste ~ 20x250x10) o il formato listone sempre a basso spessore (~ 80x500x10/14).
Considerazioni su Sostenibilità e Disponibilità
Tuttavia, non è quasi mai disponibile legno proveniente da foreste certificate FSC®. Ampie parti della foresta della savana, ad esempio, sono state distrutte a causa della raccolta e dell’utilizzo estensivo di questo tipo di legno. Il legno di Iroko ha avuto una notevole richiesta negli anni '80 e '90, cosa che ha creato problematiche di reperimento della materia prima a cui si è fatto fronte tentando di coltivare la specie in altri paesi ma senza successo. Lo sfruttamento eccessivo e non controllato degli anni passati hanno causato in alcuni paesi dell'Africa centro-occidentale seri problemi di approvvigionamento. I grossi tronchi che arrivavano negli anni '80 e che potevano misurare anche 130/150 centimetri di diametro sono un ricordo. Quelli che oggi sono disponibili hanno diametri da 60-80 cm.
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Costi e Aspetti Economici
Rispetto al teak, il legno iroko rappresenta una soluzione sicuramente più economica. Prima di arrivare ad un range di costo è bene precisare che questo può variare sensibilmente in base ad alcuni fattori come la provenienza, la lavorazione, le dimensioni delle tavole e l’uso previsto. In generale è possibile indicare una oscillazione tra i 30 e gli 80 euro al metro quadro per il materiale grezzo o semilavorato. Il legno di Iroko, per alcuni prodotti, è selezionato anche in relazione alle tonalità di colore (dipende molto dalla stazione di provenienza) e talvolta viene venduto con nomi commerciali del tutto impropri come Quercia Africana, Teak africano o olmo roccia o altri.
Iroko vs. Teak: Un Confronto
L'Iroko è spesso paragonato al Teak per le sue proprietà. Di seguito una tabella comparativa basata sulle informazioni fornite:
| Caratteristica | Iroko | Teak |
|---|---|---|
| Origine | Africa centrale e occidentale (Milicia excelsa, Milicia regia) | Non specificato (noto come Asia) |
| Denominazioni comuni | Kambala, Teak africano (improprio), Teak nigeriano (improprio), Quercia Africana (improprio), Olmo roccia (improprio) | Teak |
| Durezza e Resistenza | Alta, durevole, resistente ad agenti atmosferici, funghi e insetti, bassa tendenza alla deformazione | Simile all'Iroko, usato per arredi esterni di lusso |
| Porosità | Bassa porosità, "legno grasso" | Bassa porosità, "legno grasso" |
| Colore | Varia dal giallo al marrone dorato, con toni bruni, ambra, verdastri quando appena tagliato; si ossida scurendo | Non dettagliato, ma associato ad arredi di lusso |
| Costo | Più economico del Teak | Più costoso dell'Iroko |
| Usi principali | Esterni (paesaggistica, mobili giardino, finestre, porte, pavimentazioni esterne, navale), interni (parquet, scale, mobili, rivestimenti) | Arredi per esterni di lusso, pavimentazioni, carpenteria navale |