L'Incalmo di una Trave in Legno: Tecnica, Recupero e Durabilità

Le strutture in legno, con la loro intrinseca bellezza e le loro eccellenti proprietà meccaniche, richiedono spesso interventi specifici per la loro conservazione e il loro recupero. Uno degli interventi più significativi nel contesto del restauro e della manutenzione delle travi in legno è l'esecuzione di giunzioni longitudinali, comunemente note come "incalmi". Questa tecnica permette di unire due sezioni di trave lungo la loro lunghezza, sia per estendere elementi nuovi, sia, e più frequentemente, per sostituire parti deteriorate senza compromettere l'intera struttura.

Il seguente esempio applicativo mostra come poter unire longitudinalmente le travi in un nuovo taglio. L'esempio applicativo che segue illustra la situazione nel caso di un nuovo taglio. L'esempio applicativo spiega esattamente quali passaggi sono necessari per realizzare una giunzione longitudinale, dal taglio all'esecuzione di denti fino al montaggio di perni filettati. Le travi si possono unire longitudinalmente utilizzano il giusto utensile.

La Tecnica dell'Incalmo: Passaggi per una Giunzione Longitudinale Precisa

La realizzazione di una giunzione longitudinale richiede precisione e l'uso di utensili adeguati. Prima di poter unire longitudinalmente le travi, è necessario anzitutto tracciarle. Il disegno della faccia inclinata con gancio deriva dallo spessore del legno. Per la lunghezza della sovrapposizione longitudinale si è scelto uno spessore del legno triplo (3xh). Ora è possibile effettuare il taglio con la sega circolare.

Per realizzare la dentatura vengono anzitutto eseguiti intagli sulle linee di limitazione. Questo lo si può realizzare molto facilmente con la sega circolare abbinata al binario per tagli diagonali. La zona centrale della dentatura può essere rapidamente appiattita con il disco di regolazione scanalatura. A tale scopo è necessario smontare la lama e montare il disco di regolazione scanalatura seguendo le istruzioni d'uso. Adesso, dopo aver impostato la profondità di fresatura, abbinando il binario per tagli diagonali si può fresare la dentatura.

Per farlo si utilizzano seghe circolari portatili, trapano avvitatore a batteria e levigatrice orbitale.

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L'Incalmo nel Contesto del Recupero e il Concetto di Legno di Sacrificio

La necessità di interventi come l'incalmo emerge spesso nel recupero di strutture lignee esistenti. Nel caso di una sostituzione parziale in un vecchio edificio, è ovvio che l'esatta procedura per realizzare la giunzione longitudinale di travi in legno dipende fortemente dalle condizioni locali, dallo spazio disponibile e dalle sezioni del legno. L’ipotesi forte, che sta alla base del mio modo di concepire una struttura lignea, è che chi l’ha progettata ed eseguita aveva la consapevolezza che alcune parti sicuramente sarebbero degradate, marcite, nonostante la pratica della manutenzione. Quelle parti erano generalmente progettate per essere facilmente sostituite. Questo principio è alla base del concetto di legno di sacrificio.

Il legno di sacrificio è l’elemento di barriera fra umidità di risalita e parti strutturali importanti, come le mensole di appoggio delle travi o capriate. Sempre deve essere confezionato in modo tale che sia facile e poco onerosa l’azione sostitutiva. del legno contempla anche la sostituzione di elementi deteriorati, in tutto o in parte. Il legno di sacrificio è dunque un espediente per la durabilità. Questa operazione ha il suo equivalente negli interventi restaurativi che mettono in evidenza l’intervento, senza nasconderlo, facendo in modo che l’aggiunzione armonizzi con l’esistente. L’analogia col riuso edilizio mi pare evidente e gli esempi sono infiniti, anzi spesso siamo di fronte al riuso del riusato!

Antitarlo di strutture in zone difficilmente accessibili

Degrado del Legno e Necessità di Intervento

La costante esposizione agli agenti atmosferici e la mancanza di manutenzione possono accelerare il degrado delle strutture in legno. Costatando l’ammaloramento inevitabile e ripetuto di parti di una struttura lignea, come le teste delle travi appoggiate ai muri, non si sia pensato a parti di sacrificio, da sostituire, con la stessa logica degli utensili o delle parti delle macchine rotte? Anche la scarsa - più spesso nulla - manutenzione delle opere è causa di accelerazione del degrado. Questo problema è particolarmente evidente in punti critici come le giunzioni.

Ad esempio, anche se l’elemento in lamellare fu opportunamente protetto da una scossalina, nella cerniera di attacco al plinto in c.a., l’acqua ristagnava, inevitabilmente. Allo stesso modo ha operato il progettista per sanare il forte degrado del piede dei portali di una piscina, dovuto alla condensa provocata dal ponte termico della cerniera metallica di attacco alla fondazione. Per il recupero di alcune travi degradate di un ponte carrabile, marcito in corrispondenza delle unioni metalliche, specie in corrispondenza delle rondelle dei bulloni, che essendo sporgenti favoriscono il ristagno dell’acqua, si è prevista la sostituzione degli elementi strutturali con l’incasso dei perni.

Diagnosi e Valutazione per Interventi di Recupero

Prima di qualsiasi intervento, è fondamentale una diagnosi accurata. Per le strutture di legno, il più delle volte è necessario un preliminare lavoro di ricostruzione anamnestica, di comprensione della concezione strutturale sottesa e di restituzione della qualità dei materiali e delle tecniche impiegate. Si tratta cioè, parafrasando il metodo proposto da questa corrente filosofica ottocentesca, di raccogliere, sistematicamente, dati, tutti i dati e classificarli. Soprattutto i particolari costruttivi sono gli indici e gli indizi più persuasivi che ci possono ricondurre alla concezione strutturale originaria e di insieme.

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Il giudizio su una struttura lignea è questione di “occhio clinico”, nel senso che è necessario riconoscere rapidamente la logica sottesa nel manufatto, che è convalidata da piccole sfumature costruttive, da quasi impercettibili particolari, capaci di rilevare l’intelligenza che ha guidato le mani e l’ascia del carpentiere.

Legno Massiccio vs. Lamellare e Altre Connessioni

La scelta del materiale e la tipologia di connessione dipendono anche dalla natura del legno stesso. La vera differenza comunque fra il legno massiccio ed il legno lamellare è, sinteticamente, una sola: il legno lamellare appartiene alla scienza delle costruzioni, il massiccio alla tecnologia. Il legno massiccio è più difficilmente perimetrabile, in quanto caratterizzato da parametri aleatori, con elevati coefficienti di dispersione delle prestazioni fisico-meccaniche e pertanto la sicurezza è legata più a fattori esecutivi, pratici e conosciuti nel loro comportamento in opera. Nella carpenteria col massiccio la tradizione è indispensabile riferimento, mentre col lamellare è più facile sporgersi oltre il già visto, perché c’è “la rete di sicurezza” dei moderni modelli di calcolo.

Oltre all'incalmo, esistono altre modalità di giunzione e connessione. Tipicamente tra trave in legno e pilastro in c.a. - vanno evitate soluzioni che prevedono l'affogamento delle travi nel cls: tali soluzioni favoriscono problemi di marcescenza delle estremità. Al limite si puo pensare di realizzare delle sedi nel setto in cui alloggiare le teste delle travi, da collegare poi mediante mezzi meccanici al setto per la trasmissione delle forze orizzontali ed evitare lo sfilamento in seguito a sisma. Anche la natura stessa del lamellare - che è quella dell’omogeneità costitutiva - pur nell’anisotropia delle caratteristiche meccaniche nella direzione principale degli assi dell’elemento strutturale, ha indotto ad interventi di recupero sostanzialmente simili, riducibili in definitiva a due alternative. Si possono differenziare eventualmente le modalità di unione fra la parte vecchia e la parte nuova, privilegiando collanti, ferramenta metallica o altri mezzi di collegamento.

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