L'Impatto Ambientale della Produzione di Tavole in Legno e il Ruolo della CO2

Il tema della sostenibilità è strettamente legato a quello dell’edilizia, uno degli ambiti con l’impatto ambientale maggiore. Un recente rapporto della Global Alliance for Buildings and Construction indica il settore come responsabile del 39% della produzione annua di CO2 a livello globale. Risulta quindi fondamentale la ricerca di soluzioni ecosostenibili, e in questo contesto, il legno emerge come un protagonista inaspettato ma potente.

Come è possibile che la soluzione a molti dei nostri guai ambientali possa trovarsi in un materiale così “antico”? Il legno è il materiale da costruzione più antico del mondo e, paradossalmente, uno dei più moderni. È un materiale rinnovabile, biodegradabile e a basso impatto energetico, l'unico a bilancio di carbonio positivo. Il legno sta vivendo una vera e propria rinascita nel settore edile, offrendo un percorso concreto verso la riduzione delle emissioni globali di gas serra.

Il Legno: un Materiale Bio e Rinnovabile

Il consumo delle fonti di energia fossile è tra le principali cause dell’incremento dell’effetto serra, a causa del rilascio di enormi quantità di CO2 nell’aria. In questo scenario, il legno offre una risposta naturale e efficace. Gli alberi nel loro processo di accrescimento stoccano al loro interno la CO2 e producono ossigeno. Questo avviene perché il legno, come materiale, è in grado di catturare e immagazzinare la CO2, evitando che si disperda nell’ambiente e contribuisca al fenomeno del riscaldamento globale.

Durante la crescita, un albero assorbe anidride carbonica dall'atmosfera attraverso la fotosintesi. Il carbonio resta immagazzinato nel legno per tutta la durata del prodotto. Quindi, ogni volta che viene utilizzato il legno nella costruzioni di edifici, mobili, case, si riduce l’effetto serra. Gli alberi assorbono anidride carbonica dall’atmosfera durante la loro crescita, un processo che continua anche quando il legno viene utilizzato nelle costruzioni.

Secondo una recente ricerca della James Cook University, nel Queensville, Australia, un albero di medie dimensioni, a seconda del contesto in cui è collocato, può assorbire fra i 10 e i 50 Kg annui di anidride carbonica. Questo rende il legno una soluzione concreta per la bioedilizia a basse emissioni di carbonio.

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Dimensioni Albero Assorbimento CO2 Annuo (Kg)
Medio 10 - 50

A fine crescita, con un basso consumo di energia, gli alberi diventano prodotti in legno garantendo la sostenibilità del sistema. Alberi e foreste sono una fonte di materia prima che cresce ogni anno. I prodotti del legno rendono il clima più sano perché gli alberi assorbono CO2 dall’aria, la trattengono nei tronchi, presente poi nei prodotti del legno. C’è un ultimo, grande vantaggio del legno rispetto a molti altri materiali: è rinnovabile. Gli alberi, infatti, ricrescono in continuazione. E così le foreste.

Produzione Sostenibile: Minore Energia, Minori Emissioni

La produzione di legno, in pratica, significa far crescere degli alberi. E far crescere un albero non richiede il rilascio di sostanze tossiche nell’ambiente. Insomma, produrre legno non è minimamente inquinante. Certo, la lavorazione e il trasporto del legno comportano comunque un consumo energetico e l’emissione di una certa quantità di anidride carbonica, ma in quantità notevolmente minore rispetto alla produzione di altri materiali.

La produzione di pannelli in legno richiede una quantità di energia significativamente inferiore rispetto alla produzione di pannelli in acciaio, alluminio o plastica. Il legno non nuoce all’ambiente e, non meno importante, non nuoce all’uomo. I materiali edili tradizionali possono rilasciare nel tempo sostanze chimiche volatili potenzialmente pericolose per la salute. Il legno no.

La carbon footprint - impronta di carbonio - è il parametro che stima la quantità di gas serra emessi per la realizzazione di un prodotto. Vien da sé quanto sia necessario produrre ed acquistare beni che abbiano un basso impatto ambientale, quindi un basso livello di carbon footprint. Una scelta responsabile è oggi più che mai necessaria. Secondo una stima delle Nazioni Unite, l’efficientamento nella produzione di materiali potrebbe ridurre del 40% le emissioni globali di gas serra nel ciclo di vita delle costruzioni, specialmente nelle sette economie più avanzate.

Superare le Sfide: Trattamenti e Provenienza

Tuttavia, è importante considerare alcuni aspetti critici. La lavorazione del legno può comportare l’utilizzo di prodotti chimici dannosi per l’ambiente, come ad esempio i trattamenti antitarlo o le vernici. Per affrontare questa sfida, Legnolandia effettua trattamenti speciali del legno mediante tecnologie che utilizzano cicli e sostanze ecologiche rispettosi delle norme di sicurezza, dell’ambiente e delle persone.

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In passato l’industria delle vernici ha fatto un grande passo avanti verso la sostenibilità attraverso l’introduzione di vernici a base acquosa, ma questo ora non basta più! Le vernici all’acqua sono infatti ancora per gran parte prodotte con base fossile. Per colorare alcuni nostri prodotti utilizziamo vernici biologiche ricavate da materie prime di natura vegetale (scarti dell’industria agro-alimentare) non in competizione con l’alimentazione umana. Questo fa una grande differenza con quei produttori che utilizzano vernici sintetiche e smalti dalle notevoli emissioni nocive.

Un altro aspetto da considerare riguarda la provenienza: se il legname proviene da foreste illegali o da aree deforestate, l’impatto ambientale diventa negativo. Certamente il consumo di ingenti quantità di legno può rientrare fra le cause della deforestazione, i cui effetti possono risultare devastanti. Per ambire alla piena sostenibilità ambientale edilizia, è comunque necessario limitare quanto possibile, se non addirittura azzerare il consumo di foreste derivante dalle pratiche costruttive. Il che è assolutamente fattibile.

Gestione Forestale Responsabile e Certificazioni

Non tutte le fonti di legno sono altrettanto “veloci” nel ripristinarsi, ma alcune presentano tempi di crescita estremamente rapidi. Scegliere le specie giuste è quindi fondamentale. Come tutte le cose, una foresta può essere gestita bene o può essere gestita male. Ovviamente, definire una foresta ecosostenibile significa attenersi a standard ben precisi. In questo senso, ci si è rivolti a fornitori altamente specializzati, le cui foreste sono certificate come sostenibili.

Affidarsi a numerosi fornitori, infatti, ha uno svantaggio ben preciso: è difficile tenere traccia delle catene di approvvigionamento di molteplici soggetti, che spesso a loro volta si rivolgono a terzi. Le certificazioni forestali sono strumenti fondamentali per garantire che il legno utilizzato nell'industria provenga da foreste gestite in modo responsabile. Il nostro legname viene prevalentemente ricavato dalle foreste certificate PEFC soggette a prelievo controllato.

  • FSC® (Forest Stewardship Council): La certificazione FSC garantisce che una foresta sia gestita nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Si basa su 10 Principi e 70 Criteri di gestione forestale responsabile, definiti con la partecipazione di tutte le parti interessate.
  • PEFC: È il sistema di certificazione forestale più diffuso al mondo, con oltre 300 milioni di ettari di foreste certificate.

Secondo uno studio del Global Forest Resources Assessment del 2020, le foreste mondiali coprono circa 4,06 miliardi di ettari, ovvero il 31% della superficie terrestre. Inoltre, l’industria del legno europea si distingue per l’adozione di pratiche forestali sostenibili. Eurostat riporta che circa il 90% del legno utilizzato nell’Unione Europea proviene da foreste gestite in modo sostenibile. Questo significa che per ogni albero abbattuto, ne vengono piantati altri due o tre, garantendo la continuità delle risorse e la protezione della biodiversità.

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L'Economia Circolare e l'Innovazione nel Settore del Legno

Per massimizzare la sostenibilità, l'industria del legno segue i principi dell'Economia Circolare: uso di materie prime sostenibili, lavorazioni con energia rinnovabile, allungamento del ciclo di vita dei prodotti, riuso e riciclo dei materiali a fine vita. Materia prima a chilometro zero: la materia prima che utilizziamo è quella più sostenibile al mondo, il legno.

Imballaggi in LEGNO ed Economia Circolare

Nel settore delle casseforme per calcestruzzo, il legno è il materiale predominante per la realizzazione dei pannelli. A fine vita, il legno non trattato è completamente biodegradabile. I pannelli ILPA della famiglia "Longlife Panels" - STRATO-STOCK®, FIR-STOCK® e PUR-STOCK® - sono progettati per un numero di cicli di utilizzo significativamente superiore rispetto ai pannelli tradizionali, promuovendo il riutilizzo e, a fine vita, il riciclo. ILPA crede in uno sviluppo economico che preservi, protegga e migliori la qualità dell'ambiente, con un approvvigionamento responsabile e un'innovazione costante per la durabilità.

L’industria del legno sta attraversando una trasformazione significativa, spinta dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale e di adottare pratiche sostenibili. Negli ultimi anni, il settore del legno ha visto un notevole avanzamento tecnologico, che ha reso questo materiale ancora più versatile e rispettoso dell’ambiente. Una delle innovazioni più significative è rappresentata dalla lavorazione a controllo numerico (CNC), che permette di ottimizzare l’uso del legno, riducendo al minimo gli sprechi. Essetre Srl, azienda leader nella produzione di centri di lavoro a controllo numerico (CN) per la lavorazione del legno, è consapevole dell’importante ruolo che il legno gioca nel contesto della sostenibilità. I nostri centri di lavoro a controllo numerico consentono di lavorare il legno con una precisione estrema e con un’efficienza che riduce al minimo gli scarti. La prototipazione rapida e l’additive manufacturing stanno inoltre rivoluzionando il settore. Queste tecnologie permettono di creare prototipi e pezzi unici con una velocità e una precisione prima impensabili, utilizzando materiali ecologici come il PLA, un biopolimero derivato da risorse rinnovabili come l’amido di mais.

Il Caso di E. Vigolungo SpA: Esempio di Sostenibilità Integrata

E. Vigolungo SpA, azienda di Canale (CN) da più di 100 anni impegnata nella lavorazione del legno che produce e commercializza pannelli in compensato destinati a diversi settori applicativi, presenta il suo secondo Bilancio di Sostenibilità. Stefano Vigolungo, Amministratore Delegato di E. Vigolungo SpA, dichiara: “È fondamentale che un settore energivoro come quello del legno migliori il proprio impatto ambientale, e lo è ancora di più per chi, come noi, lavora con una materia prima sostenibile come il legno. Le nostre recenti iniziative, come l’installazione di un impianto fotovoltaico e l’implementazione di un aerocondensatore all’avanguardia, sono passi cruciali verso una gestione energetica più responsabile e sostenibile.”

Vigolungo dimostra il suo impegno costante verso la sostenibilità ambientale adottando diverse iniziative. L’azienda piemontese utilizza alberi di pioppo selezionati da lotti gestiti in modo ecosostenibile, tenendo conto del breve ciclo di vita di 10 anni di questa specie, il che rende facilmente rinnovabili le aree coltivate dopo l’abbattimento. Il cippato, sottoprodotto di lavorazione, viene poi recuperato per alimentare la caldaia a biomassa che produce vapore utilizzato principalmente per l’essiccazione degli sfogliati di pioppo. L’energia termica che consumiamo nei nostri processi produttivi viene ricavata da un moderno impianto a biomassa alimentato dal legname derivante dagli scarti di lavorazione. La combustione delle biomasse legnose chiude un ciclo naturale che non incrementa la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera (effetto serra).

L’aerocondensatore di recente installazione è un dispositivo all’avanguardia che cattura il vapore generato dalle lavorazioni industriali e lo ri-condensa trasformandolo in acqua, evitando la dispersione nell’atmosfera e favorendo il recupero e il riutilizzo dell’acqua. L’impianto fotovoltaico rappresenta un investimento significativo con l’obiettivo di raggiungere l’indipendenza energetica. Installato presso lo stabilimento produttivo di Canale, nel 2023 l’impianto ha già prodotto un totale di 19.926 KwH, di cui 17.894 KwH sono stati consumati direttamente negli stabilimenti Vigolungo e 2.032 kWH sono stati venduti alla rete cittadina.

“Diventare una realtà indipendente dal punto di vista energetico è uno degli obiettivi chiave di Vigolungo: per questo continueremo a investire nella produzione autonoma di energia elettrica e nella promozione di pratiche sostenibili, puntando a ridurre gli sprechi e garantire un futuro ricco di opportunità per le generazioni future.” L’Azienda mantiene la certificazione EPD per la linea di pannelli di compensato multistrato VigoPly L; lo studio valuta l’impatto ambientale del prodotto durante tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento. Nella nostra produzione utilizziamo, in modo pressoché totale, materiali riciclati e riciclabili come polietilene riciclato dal recupero delle bottiglie, gomma e metalli riciclati.

Il Bilancio di Sostenibilità di Vigolungo per l’anno 2023 riflette l’impegno costante verso la sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG). Dal Bilancio di Sostenibilità emerge come Vigolungo si impegni costantemente a promuovere il benessere dei collaboratori e il progresso della comunità locale. Vigolungo appoggia attivamente la comunità locale attraverso il sostegno alle associazioni sportive del territorio, come Area Calcio e Albavolley, contribuendo così alla promozione dello sport e del benessere. Vigolungo si impegna a garantire una governance aziendale solida e trasparente. A partire dall’adozione del Modello organizzativo 231, che fornisce una struttura per gestire efficacemente i rischi e promuovere la legalità all’interno dell’organizzazione. Per promuovere una cultura aziendale basata sull’integrità e sulla responsabilità, Vigolungo ha poi implementato un sistema di Whistleblowing che consente ai dipendenti e agli altri stakeholder di segnalare anonimamente eventuali violazioni o comportamenti non conformi a disposizioni normative nazionali o europee che ledono l’interesse pubblico o l’integrità aziendale. “Definire un percorso di sostenibilità strategica è decisivo non solo per conformarsi alle normative europee, ma per garantire a clienti, fornitori e dipendenti un modello virtuoso al quale aderire. Con l’implementazione del Green Deal Europeo e l’approvazione della Direttiva n. 2022/2464, la rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD) è diventata una priorità per le imprese europee. Questo non è legato solo all’adempimento delle nuove normative, ma riflette il nostro impegno in termini di responsabilità sociale e contributo attivo alla costruzione di un network di valore.

La Piramide dei Materiali da Costruzione: Valutare l'Impatto Ambientale

Nel settore delle costruzioni, la sfida di minimizzare l’impatto ambientale dei materiali è una priorità crescente. In questo contesto, la Construction Material Pyramid sviluppata dalla Royal Danish Academy (Cinark) rappresenta uno strumento innovativo che consente di analizzare l’impatto ambientale dei materiali lungo il loro ciclo di vita, favorendo scelte più consapevoli.

Uno degli aspetti chiave della Piramide dei Materiali da Costruzione è la valutazione del Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP), che misura l’impronta di carbonio dei materiali. La Construction Material Pyramid offre la possibilità di analizzare in anticipo la Life Cycle Assessment (LCA) dei materiali utilizzati in un progetto, confrontando il loro impatto ambientale in termini di estrazione, trasporto e lavorazione.

Un altro vantaggio significativo del legno risiede nel suo basso Potenziale di Degradazione dell’Ozono (ODP), una delle cinque categorie di impatto della piramide. I materiali che richiedono processi di produzione intensivi rilasciano composti chimici che possono danneggiare la fascia di ozono. Utilizzando la Construction Material Pyramid, i progettisti possono avere una visione chiara di come il legno si posiziona rispetto ad altri materiali in tutte le principali categorie di impatto ambientale: dal Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) al Potenziale di Acidificazione (AP) e al Potenziale di Eutrofizzazione (EP).

La Construction Material Pyramid rappresenta una guida preziosa per i progettisti e i costruttori che vogliono realizzare edifici più sostenibili. Da parte nostra, come Grosso Legnoarchitetture, siamo convinti che il legno sia il futuro dell’edilizia sostenibile. Grazie alla sua capacità di immagazzinare CO2, il suo basso impatto ambientale e la sua versatilità costruttiva, il legno è un materiale che non solo soddisfa le esigenze attuali in termini di sostenibilità, ma pone anche le basi per un futuro più verde.

Il Futuro del Legno: Crescita Economica e Formazione

Il legno sta rapidamente diventando il materiale del futuro, soprattutto nell’ambito dell’edilizia sostenibile. Le sue proprietà isolanti, la resistenza e la capacità di stoccare carbonio lo rendono una scelta ideale per le costruzioni eco-compatibili. Progetti come le case prefabbricate in legno e i grattacieli in legno stanno guadagnando popolarità in tutto il mondo. Il settore delle costruzioni in legno sta crescendo a un ritmo sostenuto. Secondo uno studio del World Green Building Council, l’uso del legno nelle costruzioni potrebbe ridurre le emissioni di CO2 dell’edilizia fino al 50% entro il 2050.

Il settore del legno non è solo sostenibile dal punto di vista ambientale, ma è anche un importante motore economico. In Italia, secondo dati di FederlegnoArredo, il settore del legno-arredo genera un fatturato di circa 49 miliardi di euro all’anno, con un saldo commerciale positivo di 14,4 miliardi di euro. Il settore occupa oltre 400.000 persone in Italia, con una forte concentrazione nella regione Lombardia, dove si trova la Brianza, cuore pulsante del design e della produzione di mobili. Il 2023 è stato un anno decisivo per l’industria italiana del legno e dell’arredamento. Secondo i dati preliminari elaborati dal Centro Studi FederLegnoArredo, il fatturato totale del settore ha raggiunto i 52,6 miliardi di euro. Nonostante una diminuzione dell’8,1% rispetto al 2022, i risultati avallano la robustezza e la resilienza del settore. Il 62% del fatturato è attribuibile al mercato del legno e dell’arredamento, mentre le esportazioni rappresentano il restante 38%, con un valore di 20 miliardi di euro.

Per mantenere e potenziare il ruolo del legno nell’economia sostenibile, è essenziale investire nella formazione delle nuove generazioni. L’Artwood Academy, con i suoi programmi altamente specializzati, forma oltre 250 studenti ogni anno, preparandoli a diventare i protagonisti della rivoluzione verde nel settore del legno. Le competenze acquisite presso l’Artwood Academy non si limitano alla semplice lavorazione del legno, ma includono anche l’uso di software avanzati come Autocad, Rhinoceros e Alphacam, che consentono di progettare e simulare prodotti in legno con un elevato grado di precisione. La sostenibilità nel settore del legno non è solo una tendenza, ma una necessità. L'Italia è da sempre sinonimo di eccellenza artigianale, soprattutto nel settore del legno. La tradizione artigianale italiana ha radici profonde che risalgono a secoli fa e rappresenta uno degli elementi distintivi del Made in Italy nel mondo. Con l’aumento delle preoccupazioni ambientali e la crescente domanda di materiali ecocompatibili, il legno si posiziona come uno dei materiali più promettenti per il futuro. In questo contesto, l’Artwood Academy rappresenta un esempio virtuoso di come sia possibile conciliare tradizione e innovazione, formando professionisti capaci di affrontare le sfide del futuro con competenza e responsabilità.

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