Quante volte ci siamo soffermati ad ammirare le belle travature di legno all’interno delle abitazioni? I travi possiedono un fascino antico, che viene reso maggiore quando i restauri si occupano di rivalutare elementi antichi. Ma non tutti i travi sono uguali ed essi meritano di essere analizzati con attenzione. L'imbarcatura delle travi in legno nella muratura è un aspetto cruciale per la durabilità e la stabilità delle strutture, che richiede cura e l'applicazione di tecniche corrette.
Problemi nell'Imbarcatura Tradizionale delle Travi nella Muratura
Nelle Marche sono molto frequenti coperture di fabbricati esistenti in muratura con travi principali parallele alla linea di colmo. Le teste delle travi sono inserite in apposite sedi in mattoni, pietre e malta senza dormienti (malte con sabbione/calce idraulica/calce e cemento etc...). Essendo queste "sedi" necessariamente inclinate è piuttosto scomodo e costoso per l'impresa creare una camera di ventilazione di 2-3 cm intorno alle facce laterali e alla faccia superiore delle teste della trave.
Ai fini della durabilità, ripristinare gli appoggi delle travi con malta di calce e mattoni/pietre senza creare lame d'aria intorno è da ritenersi inaccettabile. Gli appoggi delle travi realizzati con la testa della trave annegata nel calcestruzzo o nella malta di una parete in muratura non sono da considerare come eseguiti in modo corretto e secondo lo stato dell'arte. Tale soluzione è da ritenersi come grossolana e poco efficace, ed è quindi accettabile - al massimo e pure con delle riserve - per strutture e costruzioni di importanza ridotta e poco esigenti. Forse tali soluzioni sono anche da considerare come cattivi esempi eseguiti in passato e poi ripresi e copiati in altre applicazioni e condizioni senza troppo riflettere. A questo proposito ricordiamo che proprio questo tipo di dettagli di appoggio crea spesso grossi problemi anche nelle vecchie strutture e coperture.
Il Rischio dell'Umidità e del Degrado
Qualora la muratura in questione sia potenzialmente esposta al rischio di assorbire umidità dall'esterno, è praticamente certo che tale umidità sarà trasmessa al legno. Essendo improbabile un'essiccatura del legno in queste condizioni (annegato nella muratura senza ventilazione alcuna) è da ammettere come certo il degrado del legno in tempi non particolarmente lunghi.
Si può accettare il contatto diretto del legno con il calcestruzzo o con la malta della muratura - il solo contatto e non l'annegamento completo - soltanto quando si può dare per certo che mai - cioè mai, senza riserve - quella muratura potrà essere portatrice di umidità. Annegando il legno nella malta se ne impedisce di fatto la traspirazione, rendendo difficile non solo l'essiccazione in caso presenza di acqua, ma rendendo molto difficoltoso anche il flusso di umidità dovuto alle variazioni climatiche stagionali. La traspirazione del legno attraverso la malta - poco importa di quale tipo - è da ritenersi a nostro avviso come non sufficiente. E una forma di traspirazione del legno deve sempre essere garantita, come lo è anche un cappotto termico incollato sul lato esterno di una parete di legno di un edificio.
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Variazioni Dimensionali e Sollecitazioni
Il legno è soggetto a variazioni dimensionali dovute alle variazioni climatiche stagionali, che si presentano anche all'interno delle abitazioni in condizioni di uso normale. Tali variazioni sono più grandi di quelle della muratura nelle medesime condizioni, che possono essere ammesse come praticamente nulle e inesistenti. La testa della trave annegata nella muratura si trova quindi a dover avere per forza un gioco, oppure a creare delle sollecitazioni contro la muratura, rischiando col tempo di danneggiare entrambi. È certo che con il tempo si formerà un'intercapedine fra legno e muratura, in cui le variazioni delle condizioni climatiche porteranno alla possibile formazione di condensa o aumento dell'umidità.
Tipologie di Travi in Legno e Loro Caratteristiche
Da sempre uno dei legni più impiegati nella costruzione di travi è l‘abete. Le ragioni sono molteplici, in quanto il legno di abete è molto ricco in natura, soprattutto nelle zone montane, è un legno morbido da lavorare ma molto resistente, per cui in grado di supportare i pesi che vanno a sollecitarlo.
Ai travi in abete si associano i travi in larice, degli elementi molto belli in quanto questa essenza presenta un colore piuttosto rossastro e delle venature particolari. Altre tipologie di legno impiegate sono il castagno, un legname compatto e forte, molto elastico e resistente all’usura, oppure il prezioso rovere, una scelta che implica che i travi siano stati sottoposti ad un perfetto sistema di essiccamento. Il rovere viene impiegato dalla notte dei tempi per la costruzione dei travi, ma è soggetto a forti variazioni.
Esistono diverse configurazioni per i travi in legno massiccio:
- Travi in legno massiccio a cuore spaccato: ovvero delle travature che escludono parzialmente la parte midollare del tronco da cui sono ricavati.
- Travi in legno massiccio con cuore: sono delle travature che conservano il midollo all’interno della sezione. Generalmente sono realizzati per costruire la sezione portante, formano fessurazioni anche accentuate in quanto il legno è un materiale vivo, che respira e che si muove.
Le Travi H20: Una Soluzione Moderna
Le travi in legno H20 vengono utilizzate per armare i solai e in commercio sono disponibili in diverse lunghezze. Le lunghezze standard delle travi H in legno sono 2,9 m, 3,9 m, 4,9 m e 5,9 m. Il legname di cui sono composte viene essiccato e bonificato sulla superficie con resina. Questi processi rendono le travi stabili e durevoli. Le travi H20 offrono una protezione efficace contro umidità e raggi UV e sono facili da montare. Sono riconoscibili perché permettono di personalizzare la superficie della trave con il nome dell’impresa.
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Giunzione Longitudinale delle Travi in Legno
Il seguente esempio applicativo mostra come poter unire longitudinalmente le travi in un nuovo taglio. Per farlo si utilizzano seghe circolari portatili, trapano avvitatore a batteria e levigatrice orbitale. Le travi si possono unire longitudinalmente utilizzando il giusto utensile.
Nel caso di una sostituzione parziale in un vecchio edificio, è ovvio che l'esatta procedura per realizzare la giunzione longitudinale di travi in legno dipende fortemente dalle condizioni locali, dallo spazio disponibile e dalle sezioni del legno.
L'esempio applicativo che segue illustra la situazione nel caso di un nuovo taglio e spiega esattamente quali passaggi sono necessari per realizzare una giunzione longitudinale, dal taglio all'esecuzione di denti fino al montaggio di perni filettati.
Passaggi per la Giunzione Longitudinale
Prima di poter unire longitudinalmente le travi, è necessario anzitutto tracciarle. Il disegno della faccia inclinata con gancio deriva dallo spessore del legno. Per la lunghezza della sovrapposizione longitudinale si è scelto uno spessore del legno triplo (3xh). Ora è possibile effettuare il taglio con la sega circolare.
Per realizzare la dentatura vengono anzitutto eseguiti intagli sulle linee di limitazione. Questo lo si può realizzare molto facilmente con la sega circolare abbinata al binario per tagli diagonali. La zona centrale della dentatura può essere rapidamente appiattita con il disco di regolazione scanalatura. A tale scopo è necessario smontare la lama e montare il disco di regolazione scanalatura seguendo le istruzioni d'uso. Adesso, dopo aver impostato la profondità di fresatura, abbinando il binario per tagli diagonali si può fresare la dentatura.
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Strumenti Necessari per la Giunzione
| Strumento | Funzione Principale |
|---|---|
| Sega circolare portatile | Taglio iniziale delle travi e intagli per la dentatura |
| Trapano avvitatore a batteria | Fissaggio e montaggio di perni filettati |
| Levigatrice orbitale | Finitura delle superfici |
| Binario per tagli diagonali | Guida per tagli precisi della dentatura |
| Disco di regolazione scanalatura | Appiattimento della zona centrale della dentatura |
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