Il parquet per esterni non è solo quello per terrazze, giardini e piscine: la nautica è un mondo vasto e complesso, dove i pavimenti hanno un ruolo importante, sia per il compito tecnico che devono svolgere, nel rivestire ponti e cabine, sia per l’estetica, che deve seguire alcuni canoni prestabiliti. Il legno migliore che tu possa scegliere per la tua imbarcazione è sicuramente il Teak. Il teak a bordo delle nostre barche è sempre sinonimo di eleganza, qualità estetiche ma anche marine visto che è un materiale vivo, naturale, che si adatta a pennello alla vita di bordo e anzi migliora con l’esposizione agli agenti atmosferici. In questo articolo si approfondisce la conoscenza del pavimento in Teak, analizzando i costi e i materiali, oltre alle alternative disponibili per il pozzetto della barca.
Il Teak Naturale: Un Classico per le Imbarcazioni
Probabilmente saprai che il Teak (o Teck) è il più conosciuto ed apprezzato legno per esterno, grazie alla sua stabilità dimensionale che gli permette di sopportare bene gli agenti atmosferici e gli sbalzi di temperatura ed umidità. Il teak è il legno più utilizzato per la costruzione dei natanti, essendo molto robusto e pronto ad affrontare le condizioni climatiche più estreme. Non si fessura o deforma, è piacevole al tatto e, grazie alla presenza nella fibra di molti oli, è naturalmente impermeabile. Il teak è uno dei legni più forti e densi che si trova in natura. Questo lo rende ideale all’utilizzo anche in zone che soffrono il forte stress dovuto a frequenti passaggi, come il ponte della nave. Oltretutto una componente del legno teak è il silice, una caratteristica fondamentale per chi desidera un legno già in natura antiscivolo.
Ma non finisce qui. Il legno teak contiene naturalmente degli oli che preservano la sua durata e mantengono l’umidità dell’imbarcazione sufficientemente uniforme, senza bisogno di troppi additivi. Il pavimento in teak per imbarcazioni, oltre ad essere il più indicato in quanto assolutamente performante, è consigliato anche per il suo aspetto estetico. Una barca con pavimento in teak è riconoscibile a prima vista: questo dettaglio la rende sicuramente più di pregio di altre imbarcazioni con altri rivestimenti. Oltre al pavimento, alcune imbarcazioni di lusso vantano anche l’arredamento stesso in legno teak. Si tratta di un plus che può arricchire ulteriormente uno yacht. Il teak è un legno caratteristico delle imbarcazioni lussuose, e la maggior parte dei grandi yacht di lusso vanta questa proprietà. Per arredamento interno dell’imbarcazione, intendiamo proprio ogni suo aspetto: il mobilio, i tavoli e tutto ciò che può essere costruito in teak. I vantaggi che esso presenta come materiale adatto alla costruzione della pavimentazione delle imbarcazioni, li ha anche per quanto riguarda il mobilio. Se curato attentamente, un pavimento in teak di una barca può durare senza problemi anche vent’anni.
Manutenzione del Teak Naturale e Aspettative
Tuttavia, per trattare un pavimento in teak, è bene evitare di utilizzare dei metodi di pulizia troppo audaci: vietato utilizzare detergenti troppo aggressivi e tanto meno idropulitrici. Si tratta pur sempre di un legno, quindi va trattato come tale. Inoltre un detergente troppo aggressivo o una spazzola troppo dura, andrà sicuramente ad intaccare il calafataggio di sigillatura rendendolo appiccicoso, o asportando del prodotto dalle fughe. Ben venga una pulizia periodica, che aiuta a mantenere l’umidità del teak, proteggendone la superficie oleosa. Un’attenzione particolare va data anche allo strumento che si utilizza per pulire. Non si devono utilizzare spazzoloni con setole troppo dure, che potrebbero andare a levigare troppo la superficie. Senza tralasciare la praticità tipica di questo legno, che non necessita di manutenzioni troppo impegnative, se svolte correttamente.
Quello che forse non ti aspetti, ma che va precisato, è che oltre al cambiamento di colore dovrai aspettarti anche delle variazioni dimensionali (dovute alle continue variazioni dell’umidità relativa del legno) e l’aumento della ruvidità superficiale, causata dal ciclico desorbimento/assorbimento di umidità. È soprattutto il desorbimento a causare, durante il periodo estivo, fessurazioni diffuse nelle tavole. Infine dovrai anche tenere conto che il tuo pavimento potrà avere delle deformazioni longitudinali e potranno sconnettersi alcuni elementi proprio in conseguenza di queste deformazioni. La necessità di dover sostituire qualche elemento fa parte delle caratteristiche del decking e non costituisce un evento anomalo o da imputare a cattiva qualità del fornitore o del posatore. Forse saprai anche che qualsiasi sia il tipo di legno scelto per il tuo decking dovrai accettare che, esposto all’azione degli agenti climatici, subirà un rapido scolorimento tendendo verso il grigio cenere e che potrà variare non solo nell’estetica ma anche nella funzionalità. Il legno teak è un legno asiatico che si presenta di colore marrone chiaro quando tagliato da poco, e che tende a diventare via via più grigiastro con il tempo. Il problema, semmai, è quello di generare delle false aspettative, per cui il cliente finale si aspetta che il legno rimanga dello stesso colore del campione visto in show room per sempre.
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Qualsiasi impregnante o vernice o trattamento di protezione è di fatto inutile in esterno. Ogni trattamento ad oggi conosciuto è infatti soggetto a dilavamento o distacco con successiva degradazione fisica e perdita della capacità di proteggere il decking. Ma le navi da crociera? i ponti sono rivestiti in legno e sono perfetti! Certo, i ponti delle navi sono oggetto di accurata e quotidiana manutenzione, vengono ripetutamente puliti, carteggiati, protetti con vernici filmanti che proteggono da UV e che impediscono l’ingrigimento della superficie. Difficile pensare di poter adottare questa manutenzione continua anche a casa tua.
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Costi del Teak Naturale per Pozzetto Barca
Per la posa di teak i prezzi girano intorno ai 400-700 euro al mq a seconda che ci sia da levare o meno dell’attrezzatura, fatto da cantiere. A questi si aggiungono i costi per vari sika, un’altro centinaio di euri. Non è facile stabilire un rapporto con il legno naturale perché quest’ultimo ha un prezzo influenzato da diverse variabili: qualità, spessore, zona di provenienza, manodopera. Un costo di circa 400 euro per doghe dritte in un pozzetto gradevole, fatto bene e senza troppe rifiniture di pregio, potrebbe essere ottimistico.
Ecco una tabella comparativa indicativa dei costi di installazione:
| Tipo di Teak | Costo Indicativo al mq (solo posa) | Note |
|---|---|---|
| Teak Naturale (da cantiere) | 400-700 € | Dipende da rimozione attrezzatura, qualità, spessore, manodopera. |
| Teak Sintetico (installazione) | 300-400 € | Include manodopera, ma non sempre il costo totale è inferiore al naturale. |
Sostenibilità del Teak Naturale
C’è infine l’aspetto ecologico da considerare. Oggi il fabbisogno di legno di teak è tale da richiedere l’abbattimento di decine di ettari di foreste al giorno; un ritmo insostenibile che sta portando all’estinzione di questo albero in Birmania e Laos. L’uso del legno di teak non è del tutto sostenibile. Anche se esistono piantagioni controllate in Africa e in America Latina, anche queste non sono prive di controversie, causando l’erosione del suolo e soppiantando la flora e la fauna naturali.
Alternative al Teak Naturale per il Pozzetto
Negli ultimi anni, complici i costi elevati del teak naturale, la sua scarsità a livello mondiale e i relativi lavori di manutenzione, il mercato nautico ha sfornato soluzioni alternative per il rivestimento di coperta e interni delle barche da diporto, come il teak sintetico. Purtroppo, il rivestimento in teak sta cominciando a sparire sui moderni cabinati, un po’ perché il legno di buona fattura è ormai a rischio estinzione in molti Paesi. Ecco allora che il mercato nautico propone delle alternative che negli ultimi anni hanno riscosso anche un certo successo per questioni pratiche.
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Teak Sintetico
Si tratta del cosiddetto teak sintetico, ossia un rivestimento realizzato a livello industriale sotto forma di pannelli e listelli con componenti plastici. Il teak sintetico non ha nulla a che vedere con il legno, se non nella forma esteriore che viene perfettamente imitata sulla superficie esterna, così come nelle dimensioni e nel colore delle doghe. Si tratta a tutti gli effetti di plastica, anche se nel tempo si è evoluto a livello di costruzione con notevoli miglioramenti che hanno contribuito ad ampliarne l’utilizzo nella nautica da diporto.
Viene impiegato soprattutto su barche di piccole dimensioni, sulla coperta o su piccole porzioni di questa, come il pozzetto, le sedute e i passavanti. Sul mercato esistono diversi tipi di teak sintetico. Alcuni dei più conosciuti, importati anche in Italia, sono il Flexiteek, il Dea King, il PlasDek, il Breons e il Tek Dek. Si tratta di prodotti simili che presentano le medesime caratteristiche. Sono realizzati in una miscela di pvc o resine sintetiche disponibili in diversi colori che riprendono le essenze del legno naturale. Solitamente le doghe più utilizzate sono larghe 45 o 75 mm, di cui 5 mm sono il finto comento, ma sono disponibili anche larghezze di 60 o 96 mm in tagli da 100-125 mm senza finto comento per ottenere curve e parti sagomate. Lo spessore più comune è quello di 5 mm.
Vantaggi del Teak Sintetico
- Il suo principale punto di forza è che praticamente non ha bisogno di manutenzione, con notevole risparmio sui costi necessari per eseguirla.
- Un’altra caratteristica che lo distingue dal legno è la sua flessibilità che permette di impiegarlo anche per rivestire superfici non proprio piane o che presentano spigoli e angoli.
- È anche elastico, qualità che concorre a renderlo più resistente.
- Altre qualità interessanti sono che resiste ai raggi UV ed è antiscivolo, anche se la superficie è bagnata.
- Essendo un materiale impermeabile e non poroso ha anche il pregio di non assorbire liquidi che lo potrebbero macchiare.
- In caso di aloni a livello superficiale, questi possono essere facilmente rimossi con passate di carta vetrata e la carteggiatura permette anche di ripristinare il colore originale delle doghe che nel tempo si potrebbero leggermente scolorire.
Svantaggi del Teak Sintetico
- Uno dei più importanti è che la sua superficie si riscalda parecchio. Quando è esposta al sole raggiunge infatti una temperatura superiore a quella del legno. A determinare la maggiore temperatura concorre innanzitutto la mescola con cui sono realizzati i listelli e i reagenti con i quali sono trattati per renderli resistenti ai raggi UV. A questo si aggiunge anche il colore, per esempio le tonalità scure si riscaldano di più rispetto a quelle chiare.
- Un altro svantaggio è che non sempre costa meno del legno naturale.
Costi e Aspetti Ambientali del Teak Sintetico
Il costo di installazione va dai 300 ai 400 euro al metro quadrato e comprende la manodopera. Il teak sintetico è utile a contrastare il disboscamento, ma è pur sempre un prodotto chimico e industriale che va smaltito, operazione non priva di conseguenze nefaste per l’ambiente. Si tratta dunque di un’alternativa che può essere presa in considerazione da quei diportisti che hanno imbarcazioni di piccole dimensioni e amano la praticità; nonché una vita a bordo senza troppi impegni e costi di manutenzione.
Sistemi e Prodotti di Teak Sintetico Specifici
Sul mercato da oltre vent’anni, oggi Flexiteek si è affermato come uno dei materiali di riferimento per il decking sui ponti di barche e yacht. Oggi, la nuova versione Flexiteek 2G è ancora più performante. Flexiteek è realizzato in resine sintetiche a elevata resistenza, con un procedimento che rende la superficie fresca e confortevole. Il nuovo Flexiteek 2G riduce ulteriormente il calore sulla superficie, e dona la sensazione di un teak autentico, a contatto con i piedi nudi.
Il decking e la pavimentazione marina Permateek possono essere montati su quasi tutte le superfici, compresa la vetroresina, il legno e l’acciaio. Ha una superficie ruvida, che ricorda le venature naturali del teak, e ha un’ottima tenuta antiscivolo, che lo rende un pavimento marino ideale per qualsiasi tipo di barche, anche quando è bagnato. Il materiale di cui è composto Permateek, PVC stabilizzato ai raggi ultravioletti per esterni, non sbiadisce, non si incrina e non si crepa, non si deforma e mantiene lo stesso aspetto, stagione dopo stagione, con pochissima manutenzione e qualche accorgimento, anche se è esposto in modo continuativo a sole, pioggia, e acqua di mare. Disponibile in 15 colori, con linee di calafataggio bianche, argento o nere, il pavimento Permateek è fornito in pannelli prefiniti, con tavole saldate termicamente, che riducono il rischio di incrinature, crepe, o movimenti non previsti. Con i semplici accorgimenti che si adottano per i pavimenti delle barche in teak tradizionale, e con la pulizia senza sostanze aggressive, le pavimentazioni Permateek durano molto a lungo.
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Tra le opzioni per pavimentazioni in teak sintetico troviamo anche Isoteak. Il suo sistema di profili per ponti è un rivestimento per il rifacimento del ponte di barche e yacht, caratterizzato da una tripla plancia con doppio bloccaggio e profili di bordatura, adatto a tutte le superfici di ponti nautici. È adatto sia per uso professionale (per la realizzazione di pannelli di coperta mediante saldatura a caldo) sia per l’autoposante senza saldatura. I profili flessibili possono essere piegati per creare camminamenti laterali sul ponte di una barca. Isoteak Pro Deck è un pannello in teak sintetico pre-saldato, ideale per il rifacimento di ponti e pavimentazioni di imbarcazioni, per interni ed esterni, facilmente installabile su ponti, sedute, gradini, piattaforme da bagno, ecc. È la soluzione in teak sintetico più conveniente per il rifacimento di ponti di imbarcazioni e yacht. È possibile ricevere un set personalizzato tramite modello, con pannelli di coperta pronti per l’installazione, seguendo le dime del pavimento della vostra imbarcazione. Il costo di ogni progetto viene calcolato individualmente, con la possibilità di offrire pannelli semplici o pannelli con cornice (design con bordi). Nel negozio online si trovano accessori e adesivi per l’installazione, la marcatura e la saldatura dei profili, lastre e pannelli Isoteak Pro Deck.
Altre Essenze e Soluzioni Innovative
Un’alternativa al teak naturale e al teak sintetico è il sughero, che si è rivelato un materiale ideale anche per le pavimentazioni delle barche. Dal punto di vista del rispetto dell’ambiente, il sughero è particolarmente interessante, per diversi motivi. Innanzitutto, bisogna tenere conto che la parte di albero del sughero che si usa è la parte esterna, la corteccia. La corteccia della quercia da sughero si rigenera periodicamente, e per questo il sughero è una risorsa veramente rinnovabile, anche perché la quercia da sughero ha la capacità di trattenere il carbonio e, quando è scortecciata, il carbonio si fissa quasi cinque volte di più. Il sughero ha anche un ruolo nella prevenzione del surriscaldamento globale: da studi recenti, si stima che le foreste di sughero mediterraneo possano assorbire oltre 14 milioni di tonnellate di carbonio all’anno. Il sughero, inoltre, è costituito per l’80% da materia gassosa, dunque è molto leggero. Le pavimentazioni MarineCork, dunque, aggiungono a tutte le caratteristiche positive del sughero, requisiti di resistenza e durabilità che lo rendono un pavimento ideale per le barche. Esteticamente, i pavimenti in sughero MarineCork sono molto simili al teak, la granularità si nota solo se esaminati con attenzione. Alla prova compressione e graffio, risponde con ottime prestazioni, così come la resistenza alle macchie; inoltre, è esente da dilatazione termica e non assorbe i liquidi.
Molto apprezzato negli ambienti nautici è anche il legno iroko, essenza tropicale di origine africana che ha le stesse caratteristiche del teak. Il miglior legno per parquet nautico è il teak, grazie alla sua naturale resistenza all’acqua e alla salsedine. Anche l’iroko è molto usato per la sua durabilità. Molti costruttori realizzano barche di lusso utilizzando l’intramontabile mogano: è un legno capace di rendere raffinati gli ambienti di bordo, soprattutto se abbinato a metalli dorati lucidi come nelle imbarcazioni del passato.
Per lo yacht SD96, progettato da Patricia Urquiola, Sanlorenzo ha scelto per i pavimenti di cabine e saloni il parquet Decking Biscuit, anch’esso progettato da Patricia Urquiola. In Accoya o Ipé, la forma morbida e i profili stondati sono il segno che definisce anche la versione per esterni, esaltando nuovamente attraverso le superfici il concetto di morbidezza. Le pavimentazioni per esterni di Listone Giordano sono trattate con la finitura Outnature, una finitura a base di oli naturali, che dona al legno resistenza e protezione uniforme sulla superficie di ogni lista lungo i quattro lati; dunque, evita l’assorbimento di umidità dalla facciata inferiore.
Considerazioni sulla Posa e la Sostituzione del Pavimento Nautico
Spesso, chi valuta l'acquisto di barche usate, si trova di fronte a pozzetti in teak non in buone condizioni. Al di là di rifare tutto il teak del pozzetto, che può essere molto costoso se fatto dal cantiere, si cerca esperienza riguardo al compensato di teak da incollare sul vecchio teak. È importante considerare che non è come farlo con doghe di teak massello: lo spessore del tranciato di teak presente sulla superficie è di soli 26 decimi di millimetro, contro gli 8/10 mm di una doga massella.
Per chi valuta soluzioni con doghe semilavorate per la sostituzione o il rifacimento, è importante considerare le specifiche tecniche e la qualità del materiale. Le doghe vanno attentamente esaminate e vanno scartate quelle non perfette o svergolate. Solitamente una percentuale di circa il 5% delle doghe presenta delle alterazioni tali da sconsigliarne la posa. Prima di procedere, controlla se oltre a rifare i tappi devi abbassare anche le sedi delle viti. La sottostruttura dovrà essere realizzata in materiali più durevoli (e non certo più scarsi) rispetto a quelli utilizzati per il pavimento, perché la sottostruttura è sottoposta a maggiore stress rispetto al pavimento. I fissaggi vanno applicati ad almeno 45 mm dalla testa delle doghe per evitare di provocare la spaccatura della doga. I fissaggi a vite devono essere anticipati da una svasatura del foro per evitare microcrepe che possono nel tempo ingenerare fessurazioni o spaccature. La ferramenta dovrà essere in acciaio inox e non in ferro per evitare macchiature da ruggine sul legno.
In relazione alle tecniche di fissaggio non esiste una regola “ideale” per costituire una piattaforma di ancoraggio degli elementi, i quali presenteranno continue modificazioni delle loro dimensioni trasversali, opponendosi a sistemi di fissaggi rigidi. Per questo motivo le regole da rispettarsi durante la progettazione sono:
- interposizione di una adeguata fuga (fessura) di almeno 5/8 mm. nel perimetro del pavimento;
- le testate delle doghe non devono essere poste a contatto ma distanziate di almeno 376 mm;
- va ricercata l’aerazione dell’intercapedine sotto al pavimento che favorisca la rapida asciugatura del legno dopo la pioggia;
- l’intercapedine sotto alle doghe va progettata in modo che non vi sia ristagno d’acqua o ostacoli al suo rapido deflusso.
Normative di Riferimento per il Decking Esterno
Sono due le norme di riferimento per il settore del parquet da esterno, applicabili anche in ambito nautico:
- La UNI 11538-1 del 2014: “Pavimentazioni di legno per esterni - Parte 1: Elementi di legno - Requisiti”. Questa norma definisce le caratteristiche pertinenti e i metodi di valutazione per determinare le caratteristiche degli elementi di rivestimento di legno massiccio e/o giuntati di testa e/o multistrato utilizzati in pavimentazione esterne, per impiego mediante fissaggio meccanico al piano di posa.
- La UNI 11538-2 del 2018: “Pavimentazioni di legno per esterni - Parte 2: Requisiti degli elementi di appoggio e di fissaggio e modalità di posa in opera delle pavimentazioni”. La norma definisce le tipologie e le caratteristiche pertinenti degli elementi di appoggio delle pavimentazioni di legno per esterni, posate mediante fissaggio meccanico o a incastro e degli elementi di fissaggio stesso.
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