Creare un Giardino Selvaggio: Giocare con Prospettiva e Altezza

Un ambiente chiuso e protetto, al cui interno sono ospitate specie pregiate: questo era, in origine, un giardino. Oggi le cose sono molto cambiate e molti apprezzano un giardino arruffato, addirittura selvatico, poco o nulla toccato dalla mano umana.

Giardino selvaggio

Uno spazio in cui è più importante togliere che aggiungere (e si aggiunge sempre molto poco), e solo dopo accurata meditazione. Bisogna prima capire le potenzialità di un paesaggio per esaltarle: è un’arte difficile, che si acquisisce con la pratica e con lunga meditazione.

Giardini Paesaggistici e Aree Incolte

I giardini a vocazione paesaggistica non sono molti. Più spesso sono le aree incolte ai margini del giardino stesso, in aperta campagna, a prestarsi a queste soluzioni. Non è detto che la città sia esclusa: alcuni parchi urbani possono facilmente essere adattati.

A volte ci sembra doveroso compensare una certa asprezza del territorio moltiplicando le fioriture e i colori: non è però sempre così.

Esempi di Integrazione Paesaggistica

Aghjia Romana a Corbara

Aghjia Romana a Corbara ha una vocazione quasi monastica questo piccolo edificio minimale in una zona collinare dell’alta Corsica, a Corbara. La vegetazione è limitata ad alberi già esistenti, controllati nel numero e nella crescita, in modo che non oscurino la visuale del magnifico panorama.

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Lo spiazzo davanti all’entrata è costituito da pietre giustapposte sulla terra battuta. Qualche erba vi si infila, ma in questo caso la selvatichezza va controllata.

Data l’estensione superficiale e la larghezza delle fughe tra le pietre, se erba o fiori striscianti vi penetrassero, il selciato sarebbe completamente sommerso, perdendo il suo aspetto severo e medievale. Il diserbo in questi casi è d’obbligo. Si può fare con il pirodiserbante o con sale da cucina. Un altro sistema è la copertura temporanea con teli neri. Per chi vuole abbreviare i tempi c’è sempre il diserbante sistemico a base di glifosato. Consideratelo però un rimedio estremo.

Scalinata di Pietre tra i Fiori Selvatici

Un’idea che si può replicare in ogni clima: bordare una scalinata in pietra con fiori annuali o perenni in grado di autodisseminarsi. Basta rifornirsi da una buona azienda semenziera, scegliendo le piante più adatte al clima e all’esposizione.

Ricordate che un declivio fa drenare facilmente l’acqua, quindi scartate tutte le piante che gradiscono anche un minimo ristagno. I semi sono disponibili in varietà singole o in miscugli già pronti. In questo caso si dovrà forse eliminare qualche pianta che per altezza, colore e aspetto in generale potrebbe stonare con il contesto.

Esempi di fiori adatti:

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  • Climi freddi: campanule, Delphinium, Consolida, digitale, papaveri, anemoni, potentille, ecc.
  • Climi più caldi: lino, fiordaliso, zinnie nane, Godetia, Helianthemum, Portulaca, ecc.

Prato Selvatico Dietro Casa

Un giardinetto dietro casa, racchiuso da una staccionata di legno grigio, ha l’apparenza di un prato selvatico. Ma l’apparenza inganna: qui tutto è calcolato. L’effetto “prateria” è dato non già da graminacee ma da Santolina e da Helichrysum italicum piantati molto ravvicinati, lasciando dei sentieri zigzaganti.

Prato selvatico

In modo casuale sono stati piantati degli Allium giganteum e sul fondo i pennacchietti lillacini di Lavandula stoechas.

La cura di un insieme apparentemente selvatico non è elementare. Questo genere di “prateria” ha il suo acme in tarda primavera, fino alle soglie dell’estate. Successivamente l’attrattiva è solo quella dei cespugli a foglia grigia, che vanno comunque rincalzati periodicamente e capitozzati per mantenerli giovani. In ogni caso si tratta di un giardino a necessità contenuta di cure e d’acqua.

Parco Urbano o Campagna?

Potrebbe essere un prato in aperta campagna, ma è in città. Un parco urbano o un terreno abbandonato possono facilmente trasformarsi in un “meadow” o prato rustico. Ogni paese e ogni città hanno un incolto pubblico che, con un po’ di impegno, può essere trasformato in prato rustico o in prato fiorito.

Se avete un grande giardino e volete provarci, lasciate crescere le erbe che vi interessano ed eliminate manualmente quelle che non vi piacciono. Quindi aggiungete bulbi e altre piante portate all’inselvatichimento. Nelle operazioni di manutenzione del prato rustico, falciate una o due volte l’anno al massimo, dopo la fioritura.

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Ordine e Caos

Nel paesaggio di campagna la giustapposizione fra ordine e caos è sempre di grande effetto. Il paesaggio si articola in quattro piani successivi: le rose in primo piano ci fanno pensare a un giardino ben curato; la Verbena bonariensis, usata come pianta di riempimento in trasparenza, accompagna l’occhio al piano successivo, quello della selvatichezza misurata, di un prato non falciato, con alberi bassi a fusto multiplo e diramazioni ampie e sottili.

Infine lo sfondo, che è in realtà ciò che attira maggiormente lo sguardo, è rappresentato dai tronchi lineari di betulle piantate in filari precisi al millimetro. Il tronco bianco e affusolato contrasta con gli alberi più vicini all’osservatore, e il prato rasato con quello incolto. Un insieme di grande fascino, apparentemente casuale, dove ogni elemento è invece studiato con accuratezza.

Declivi e Pendenze

Le zone in pendio sono preziose in un giardino selvatico. Lungo il declivio l’acqua scorrerà veloce, permettendo l’irrigazione ma non il ristagno, e rendendo il terreno adatto a specie che non sopportano né la siccità né l’eccesso d’acqua.

Al piede del versante, invece, ci sarà una maggiore raccolta d’acqua: qua pianteremo le specie che ne hanno maggiore bisogno (in caso opposto, si dovrà provvedere a un sistema di drenaggio e scolo). L’Echinops, detto “cardo palla”, è una pianta amante di un clima asciutto ma non troppo afoso.

Si presta bene a essere disseminato su un declivio scosceso, che punteggerà di piccoli globi azzurri. È molto utilizzato anche nelle composizioni di fiori secchi. Ricordate che versanti opposti di una collina hanno esposizioni diverse a luce e vento, e che ciò che cresce da un lato troverà difficoltà sull’altro, e viceversa.

Siepi Naturali

Dove gli alberi non sono fitti, in natura si formano autonomamente delle siepi e una “macchia” bassa e compatta, spesso spinosa. Molti considerano questo genere di arbusti spontanei alla stregua dei rovi: delle infestanti da eliminare con il trattorino. Ma se si desidera la selvatichezza, una siepe è un dono.

Offre infatti riparo a fauna selvatica in pericolo, e consente la nidificazione degli uccelli. Meglio “sostenerla”, eliminando specie aliene e invasive e introducendo piante da bacca commestibile, o arbusti fioriti.

Le rose botaniche, ad esempio, saranno perfette anche in situazioni di terreno povero o asciutto. Alberi selvatici possono essere innestati, il prato può essere arricchito con bulbi che tendono a inselvatichirsi. Giocate con i verdi dei fogliami, inserendo alberi che si colorino in autunno, o che abbiano un fogliame giallognolo, come Robinia pseudoacacia ‘Frisia’. L’insieme apparirà fulgido e un po’ magico.

Prato Rustico o Prato Fiorito

In Italia non siamo ancora riusciti a tradurre correttamente il termine inglese “meadow”, una consociazione di graminacee e piante da fiori, bulbose, annuali o perenni, che si sviluppa in modo naturale in grandi spazi aperti. La ricerca di un prato rustico che ricrei la vegetazione spontanea ormai perduta, è diventata quasi un’ossessione per molti giardinieri.

Il prato rustico o fiorito può essere un’ottima alternativa a un tappeto erboso rasato, qualora si abbiano poco tempo e poche risorse idriche. Tuttavia la sua bellezza non è tanto nella sostenibilità, quanto nel fascino che richiama le illustrazioni dei libri di favole e i ricordi della fanciullezza.

Rigore Geometrico e Naturalezza

In un paesaggio completamente dominato da una steppa a graminacee, si staglia un edificio lineare e squadrato, in aperto contrasto con il paesaggio aperto, battuto dal vento. A rendere la scelta architettonica omogenea al genius loci è la pulizia delle linee.

A parte un gruppetto di alberi nella parte bassa, dove evidentemente si raccoglie più umidità, la collina è spoglia. Il perimetro è semplicemente segnato con dei pali, e il percorso attorno alla casa è solo un sentiero curvo tenuto pulito dalle erbe. In questo contesto non c’è distinzione tra piante ornamentali e piante selvatiche e neanche i pochi fiori che sono più accosti all’edificio appaiono, per questo, meno aspri e selvatici. Si tratta di una scelta estetica estrema.

Sentiero Rialzato

La tradizione del decking è piuttosto antica. Si usava in Giappone, nei giardini da meditazione, ed è stata ampiamente utilizzata in Germania da Karl Foerster, soprattutto in prossimità di stagni e specchi d’acqua, in abbinamento con graminacee. Può essere uno stratagemma risolutivo se non volete impegnarvi nel taglio del prato, lasciando che cresca selvaggio, intervenendo occasionalmente per rimuovere qualche arbusto o erbacea troppo infestante.

È una soluzione utilizzatissima laddove la flora sia protetta. Una composizione di questo genere combina l’apertura del mare d’erba con la netta demarcazione della passerella, dando l’impressione di attraversare un oceano verde mentre ci si trova a bordo di una nave. È una sensazione molto suggestiva, di apertura, grandiosità e libertà.

Accanto all’Acqua

L’acqua in movimento è uno degli elementi più preziosi in un giardino. Inumidisce alcune zone ma non inzuppa il terreno circostante. Anche un piccolo rivo, seminascosto fra sassi e rocce, è preziosissimo perché molte piante amano avere radici fresche ma ben drenate.

Molte specie alpine gradiscono questo genere di irrigazione, poiché in natura vivono su pendii scoscesi. In punti vicini al corso d’acqua possono trovare l’ambiente ideale molte piante selvatiche diventate ormai rare per le particolari condizioni che richiedono.

Il Minimo Artificio

Riporta decisamente al paesaggismo settecentesco questa immagine bucolica in cui la mano si è limitata al taglio del prato selvatico per consentire il transito. Il bello di questo sistema è che il percorso può essere rinnovato ogni anno, ma fate attenzione a non esagerare con le curve, e a rispettare una certa proporzione: il sentiero infatti si dirige verso il punto di ancoraggio più vicino, cioè il grande albero.

Con questi accorgimenti, è possibile creare un giardino selvaggio che valorizzi la prospettiva e l'altezza, offrendo uno spazio naturale e affascinante.

Le fasi del progetto di un giardino

Tabella riassuntiva delle piante consigliate
Clima Piante consigliate Note
Freddo Campanule, Delphinium, Consolida, Digitale, Papaveri, Anemoni, Potentille Adatte a terreni ben drenati
Caldo Lino, Fiordaliso, Zinnie nane, Godetia, Helianthemum, Portulaca Resistenti alla siccità
Generale Echinops (Cardo palla) Ideale per declivi scoscesi
Prato fiorito

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