Fogli da Impiallacciatura: Una Micro Guida all'Acquisto

La scelta dei materiali per le ante della cucina è un aspetto fondamentale da valutare attentamente. Diversi fattori entrano in gioco, dalla facilità di pulizia alla resistenza a peso, graffi, acqua e calore. In questa guida, esploreremo le diverse opzioni disponibili, analizzando i vantaggi e le caratteristiche di ciascun materiale per aiutarti a fare la scelta giusta.

Fogli da Impiallacciatura

L'Evoluzione dei Materiali per le Ante da Cucina

L’idea di “cucina”, come arredo domestico dotato di un aspetto esteticamente definito, avrebbe sicuramente fatto sorridere i nostri nonni per i quali quella stanza in cui “si faceva da mangiare” non era altro che una sorta di locale di servizio, e, come tale, veniva confinato in una zona secondaria della casa. Vi erano eppure anche allora abitazioni in cui la cucina aveva la forma e le funzioni odierne del nostro “soggiorno”, nel quale c’erano anche il camino o la stufa, il lavabo e tutto quanto serviva per cucinare, proprio come avviene spesso al giorno d’oggi dei moderni appartamenti di città, dove il salotto è un “open-space” con sala da pranzo e la cucina.

Dopo i vari mutamenti sociali conseguenti ai due conflitti mondiali però, quando cioè la cucina divenne progressivamente il campo d’azione della moderna ed emancipata “casalinga”, si iniziò a dare particolare enfasi all’estetica e all’ergonomia di questa stanza, con un’attenzione sempre più accentuata alla qualità dei prodotti d’arredo in essa contenuti. Le cucine si trasformavano dunque sempre più in uno status-symbol e le persone erano disposte a investirvi sempre più ingenti somme di denaro. Sotto questo punto di vista è abbastanza comprensibile il motivo per cui le persone, forse un po’ superficialmente, identificano spesso la “qualità” delle cucine con i pregi (o i difetti) dei materiali con cui sono costruite le sue ante: questa è infatti la parte di mobilia che risulta essere ovviamente più evidente nel complesso di una composizione. Del resto, le superfici verticali sono quantitativamente anche le parti in media di gran lunga più presenti in una cucina componibile.

E’ necessario evidenziare però, che esiste a proposito di questo tema una continua evoluzione tecnologica. Le prime cucine “componibili ad elementi” di moderna concezione erano ad esempio costruite in metallo, con le ante stesse prodotte in lamiera curvata e sagomata, perché i produttori erano di frequente gli stessi che fabbricavano le “cucine economiche” che nel dopo guerra iniziarono a sostituire i caminetti e le stufe nelle case. Poi iniziò la vera e propria produzione industriale specifica, la quale si basava sul concetto costruttivo del “tamburato” ed utilizzava anche un nuovo materiale, il “laminato plastico”, per rivestire le superfici a vista, che prima di allora venivano fabbricate esclusivamente in legno o in legno impiallacciato.

Il laminato (detto all’epoca “Formica” dal nome del suo primo e più famoso produttore) d’altronde era un materiale impermeabile, economico e che dunque si prestava sicuramente meglio a soddisfare le esigenze delle tante nuove casalinghe che dimostravano l’esigenza di acquistare questo “nuovo” tipo di arredo. L’MDF (Medium-density fibreboard) e il truciolare; materiali quest’ultimi destinati a prendere velocemente il sopravvento sul mercato. Fu così che con l’andare del tempo, venne definito dalle industrie un certo standard produttivo che prevedeva (e tutt’ora quasi sempre prevede), per l’interno delle cucine componibili (fianchi, ripiani e schienale) l’uso di truciolare o MDF, rivestito con una pellicola melaminica formata da carte impregnate di resina, mentre per le ante si è andata declinando un’ampia gamma di varianti di materiali e sistemi produttivi, su cui gli acquirenti cercano di informarsi per cercare di individuare quello che avrà le caratteristiche migliori per soddisfarli.

Leggi anche: Prezzi del Teak Sintetico per Imbarcazioni

In realtà, ormai, i materiali con cui si costruiscono le ante delle cucine, hanno tutti doti sufficienti da poter adempiere più che adeguatamente allo scopo per il quale vengono usati. Acciaio, alluminio riciclabile, gres effetto pietra, laminato stratificato e film ecologici, aprono da poco tempo a nuove possibilità nel campo delle realizzazioni delle ante da cucina ma si affiancano a vetro, legno e laminato, in versioni sempre rivisitate ed evolute in talmente tante varianti tecnologiche da necessitare ormai un attento studio ed un’accurata classificazione, con la quale rendere più comprensibile le caratteristiche tecniche di ognuno, con i propri pregi ed i propri eventuali difetti.

Tipologie di Ante da Cucina

Cominceremo, com’è giusto che sia, dalla tipologia più diffusa di sportelli da cucina, quella categoria che racchiude cioè tutte le ante costituite da pannelli in truciolare rivestiti con una speciale pellicola plastica di sottile spessore. Questo tipo di “porta” è utilizzata per costruire una grandissima quantità di cucine componibili e deve la sua ampia diffusione alla sua solidità, alla sua durevolezza ed alla sua indiscutibile economicità.

Essa è infatti prodotta attraverso la sezionatura di pannelli (quasi sempre di truciolare) rivestiti con una notevolissima gamma di pellicole plastiche dagli effetti decorativi più disparati. Queste pellicole vengono applicate ai pannelli attraverso una procedura industriale detta “laminazione”, in cui degli appositi macchinari applicano uno o più sottili strati di pellicola decorativa su supporti in truciolare dallo spessore variabile, nobilitandoli (da qui la denominazione gergale “Nobilitato“) a seconda degli usi e del tipo di decoro che si vuole ottenere.

Nel caso si debbano produrre delle ante con un effetto similare al legno si procede applicando un sottile strato di pellicola fotografica riproducente, in maniera più o meno fedele a seconda della qualità della produzione, la venatura ed il colore del legno in questione. In questo caso il materiale infatti, pur essendo “plastico”, possiede superficialmente tutte quelle caratteristiche che lo fanno divenire talmente simile al legno da renderlo riconoscibile solo all’occhio esperto. Lo stesso procedimento viene utilizzato anche per produrre altre tipologie di decoro, come l’effetto pietra, l’effetto cemento e la finitura metallizzata.

La laminazione può essere però effettuata anche applicando un vero e proprio “foglio” di lamina plastica prodotto precedentemente. Di solito viene utilizzato questo sistema per le lamine di maggiore spessore, per le quali si utilizza di solito il termine di HPL (High Pressure Laminate) e CPL (Continuously Pressed Laminate).

Leggi anche: Tutto sull'MDF 4mm

Laminato HPL (High Pressure Laminate)

Il termine HPL (High Pressure Laminate) si utilizza per il laminato di spessore maggiorato, prodotto attraverso un procedimento che sottopone i vari strati da cui è composto a elevate pressioni, per migliorarne ulteriormente le prestazioni meccaniche. In questo caso l’ultimo strato ha una funzione decorativa, mentre gli strati interni raggiungono grazie alla pressione una durezza ed una resistenza tali da far divenire la lamina così prodotta molto rigida e resistentissima a compressione.

Il pannello di truciolare rivestito in laminato HPL è dunque caratterizzato da elevatissima resistenza al graffio, all’urto e al calore. Il suo costo di produzione lo rende però meno accessibile al grande mercato per il quale si preferisce solitamente proporre pannelli rivestiti in “CPL“.

Laminato CPL (Continuously Pressed Laminate)

Il CPL (Continuously Pressed Laminate) è un foglio costituito da diversi strati di carta impregnata (si va di solito da 2 a 4 strati, compreso l’Overlay che anche in questo caso è presente in funzione sia decorativa che protettiva), compressi attraverso un processo detto “in continuo”, tramite il quale si ottengono dei grandi fogli.

Il laminato CPL, è considerato un prodotto dalle caratteristiche intermedie tra quelle di un laminato HPL e di una carta impregnata monostrato e per questo motivo, la moderna industria delle cucine utilizza il laminato monostrato (in gergo “Melaminico”) per gli interni delle cucine, mentre predilige il CPL per le ante. Andando nello specifico dunque, si può tranquillamente dire che il CPL (in gergo detto “Laminatino“, anche se tale nome rende poca giustizia alla sua qualità) è il materiale attualmente più utilizzato per le ante da cucina.

Bordatura e Post-Formatura

Finora abbiamo preso in considerazione i rivestimenti più comuni per le ante delle cucine componibili parlando esclusivamente delle loro superfici esterne o “Facce”. Come abbiamo detto però un’anta in laminato si ottiene dalla sezionatura di grandi pannelli in truciolare rivestito, i quali, una volta tagliati, lasciano scoperto il proprio spessore per tutto il loro intero perimetro.

Leggi anche: Utilizzi Fogli Impiallacciatura

In linea di massima si può dire che migliore è la bordatura, quanto meno è visibile ad occhio nudo. Per ricoprire queste superfici laterali, si utilizzano solitamente due tipi di lavorazione: la bordatura e la post-formatura. Il procedimento di incollaggio di questa sottile parte è di fondamentale importanza per far sì che le ante risultino robuste, abbiano un’ampia durata e non siano soggette ad infiltrazioni.

Se quindi la bordatura è indispensabile a impedire infiltrazioni, il suo aspetto estetico è altrettanto di basilare importanza. Per questo motivo il sistema di incollaggio subisce continuamente evoluzioni migliorative: per ottenere le migliori bordature molti produttori impiegano da diversi anni gli adesivi di tipo poliuretanico, perché essi risultano particolarmente resistenti alle sollecitazioni provocate dal calore, dal vapore e dall’umidità.

Un processo di bordatura del tutto differente è invece la “postformatura” (detta anche “postforming”). Attraverso questo tipo di lavorazione il laminato, anziché essere applicato al pannello precedentemente al taglio, viene normalmente incollato dopo il taglio e opportunamente piegato ai lati in modo da aderire al bordo. Questo processo consente la continuità del materiale che costituisce il rivestimento delle ante, anche ai lati, al fine di ottenere delle superfici senza giunzioni, o bordi riportati.

Le ante così ottenute risultano per questo motivo esteticamente gradevoli ed evitano la creazione di tagli che potrebbero facilitare l’infiltrazione di acqua, sporco o vapore. Il problema più importante di questo tipo di lavorazione sta nel fatto che lo spessore del rivestimento consente di applicare il bordo solo su pannelli che abbiano lo spigolo molto stondato (minimo raggio 3 mm circa). Ciò è dovuto al fatto che il laminato più spesso, come ad esempio il “CPL” di cui abbiamo parlato prima, se piegato su di uno spigolo troppo vivo, tenderebbe a spaccarsi, rendendo inutile l’operazione di Postforming.

Ante in CPL o Laminatino

Andiamo dunque a vedere più nel particolare queste ante in CPL o Laminatino che abbiamo detto essere più diffuse in commercio. La loro ampia popolarità è probabilmente dovuta alla verosimiglianza delle sue superfici, che abbinate alla loro indiscutibile resistenza ed al loro ottimo prezzo, ne fanno un materiale molto spesso preferito all’originale sostanza che il loro aspetto intende riprodurre.

Partiamo in questa carrellata dal laminato detto “a Poro Aperto” che non è altro che un laminato di colore unito, al quale la lavorazione dell’Overlay consente di imprimere le venature tipiche del legno. In questo caso, si tratta della simulazione del legno laccato a poro aperto, perchè proprio come in quest’ultimo, rimangono su esso visibili in superficie solo alcuni dei pori che caratterizzano il legno, mentre la parte sottostante rimane completamente invisibile.

Si tratta di un materiale che è stato posto in commercio per l’utilizzo in cucina ormai da diversi decenni. Risalgono infatti addirittura agli anni ’70 le prime cucine in laminato “a poro aperto” poste sul mercato per ampliare una gamma che fino ad allora prevedeva solo cucine finto legno verniciato o cucine a tinta unica. Da allora diverse sono state le sembianze assunte da questo tipo di materiale e si è passati negli anni dal simulare il frassino, il rovere, fino al più recente Olmo.

E’ un tipo di materiale che può essere prodotto in ogni colore, ma che è presente in commercio principalmente in Bianco e in tutti gli altri toni chiari. Esso differisce da una nuova tipologia di laminato detta “a Poro registro”, soprattutto da un’interessantissima caratteristica che possiede questo nuovo materiale. Come abbiamo detto infatti, il laminato a poro aperto è prodotto su base a tinta unica, dunque coprente, la quale non lascia quindi trasparire nient’altro che i piccoli pori che presenta naturalmente il legno impiallacciato in versione laccata.

Il laminato Poro registro, al contrario, non possiede una finitura coprente, esso è bensì caratterizzato da una finitura trasparente o semi trasparente che simula il legno sia superficialmente che in profondità, grazie alla perfetta sincronia fra i pori che vengono riprodotti sull’Overlay e le venature che vengono riprodotte sotto di esso. Questo consente la produzione di ante in laminato che è effettivamente possibile riconoscere dal legno impiallacciato, in maniera sempre più difficoltosa. Tant’è vero che l’unico punto in cui tale materiale tradisce la sua essenza sono proprio i bordi che, rimanendo comunque in ABS, restano più facili da riconoscere per chi ha l’occhio più allenato.

Tale effetto si raggiunge, come nel Poro registro, attraverso un giusto connubio fra la superficie del pezzo (che appare appunta frastagliata dalle lame della sega) e la venatura del legno sottostante. Un cosa abbastanza simile anche a ciò che avviene durante la lavorazione dei laminati Effetto malta o Effetto Pietra. Anche in questi casi infatti per un effetto realmente verosimile è necessario una corrispondenza fra la superficie del materiale e i variabili colori sottostanti che ne determinano proporzionalmente la qualità.

In entrambi i casi si parte dal materiale originale che si intende riprodurre e se ne ricavano dei calchi superficiali e delle foto. Con le foto si procede alla produzione delle carte che ne riprodurranno i colori di base, i disegni i toni variegati, mentre con i calchi si provvede a produrre delle grandi superfici che attraverso speciali macchinari serviranno ad imprimere alla materia (superficialmente trasparente) la sembianza desiderata.

Vediamo nel dettaglio altri materiali utilizzati per le ante della cucina:

* Acrilico: Elegante, ecologico e resistente, l'acrilico è perfettamente planare e stabile. Eventuali graffi superficiali possono essere riparati con lucidatura.* Alkorcell: Atossico, ecocompatibile e impermeabile, l'Alkorcell resiste a umidità, muffe e microrganismi.* Alluminio: Leggero e resistente, l'alluminio può essere rifinito con anodizzazione o laminato.* Fenix NTM®: Innovativo laminato con superficie opaca, anti-impronta e riparabile in caso di micro-graffi grazie alle nanotecnologie.* Glaks: Anta acrilica termoresistente, infrangibile, resistente a graffi, urti, agenti chimici e raggi UV.* Grès Laminam/Mutina: Ceramica resistente a macchie e graffi, facile da pulire, non porosa e non rilascia sostanze.* Laccato: Materiale diffuso, resistente e di tendenza, disponibile in finitura lucida e opaca.* Laser: La laccatura viene applicata su pannello in MDF ed indurita grazie all’irraggiamento effettuato da speciali lampade che emettono luce laser ad alta energia sia per il lucido che per l’opaco.* Melaminico: Prodotto economico, pratico, resistente, facile da usare e pulire.* Impiallacciato: Pannello di particelle di legno ricoperto da un foglio di piallaccio, verniciato per proteggerlo dagli agenti esterni.* PET (Polietilentereftalato): Materiale sintetico moderno, ecologico, totalmente riciclabile, impermeabile e resistente.* Vetro: Impermeabile, igienico, resistente al deterioramento e facile da pulire.

Guida alla scelta del top per la cucina

Tabella Comparativa Materiali Ante Cucina

Per aiutarti a confrontare le diverse opzioni, ecco una tabella riassuntiva:

Materiale Resistenza ai graffi Resistenza alle macchie Resistenza al calore Facilità d'uso/Manutenzione Inalterabilità nel tempo Fascia Prezzo
Acrilico Buona Buona Discreta Buona Buona Media
Alkorcell Buona Buona Discreta Buona Buona Media
Alluminio Ottima Ottima Ottima Ottima Ottima Alta
Fenix NTM® Buona (riparabile) Ottima Buona Ottima Ottima Alta
Glaks Buona Ottima Buona Ottima Ottima Alta
Grès Laminam/Mutina Ottima Ottima Ottima Ottima Ottima Alta
Laccato Discreta Discreta Discreta Discreta Buona Media/Alta
Laser Buona Buona Buona Buona Buona Media/Alta
Melaminico Discreta Buona Discreta Ottima Buona Bassa
Impiallacciato Discreta Discreta Discreta Buona Buona Media
PET (Polietilentereftalato) Buona Buona Buona Ottima Ottima Media
Vetro Ottima Ottima Ottima Ottima Ottima Alta

FAQ: Domande Frequenti

Ecco alcune risposte alle domande più frequenti:

  • Cosa valutare per scegliere i materiali delle ante per la cucina? Gli aspetti da tenere in considerazione sono molteplici: dalla facilità di pulizia, alla loro resistenza a peso, graffi, acqua e calore. Per qualsiasi informazione, nei punti vendita Cucine LUBE il nostro personale qualificato le mostrerà il materiale più adatto per l’anta della sua cucina in base alle sue esigenze e le indicherà come effettuare una corretta manutenzione nel tempo.
  • Che cosa è il Fenix? Il Fenix è un materiale innovativo che appartiene alla famiglia dei laminati, composto per il 70% da strati di carta, tutti sottoposti a calore e pressione. Grazie ai trattamenti effettuati tramite le nanotecnologie, le ante in Fenix sono: anti impronta; igieniche e con proprietà antimuffa; resistenti ad urti e sfregamenti; riparabili in caso di micro graffi.
  • Che cosa è il melaminico? È un materiale che si compone di vari strati di legno truciolare, pressati e rivestiti con una carta impregnata di resina melaminica. Pur essendo economico, il melaminico ha un’ottima performance, in quanto è: resistente ad urti e abrasioni; facile da pulire; resistente all’umidità.
  • Cosa vuol dire impiallacciato? Il termine impiallacciato deriva da impiallacciatura, un’operazione di falegnameria che consente di rivestire una superficie lignea con sottilissimi fogli di vero legno nobile. In virtù dell’eleganza che le caratterizza, le ante impiallacciate hanno numerosi vantaggi, tra cui: buona impermeabilità; manutenzione rapida e facile pulizia; ottima ecosostenibilità; resistenza a graffi, urti e calore.
  • Cosa vuol dire legno laminato? Il laminato è un pannello di legno composto da più strati. La base, in truciolato o MDF, viene ricoperta da due fogli plastici, uno decorativo (che gli conferisce l’aspetto) e uno protettivo. I suoi principali pregi risiedono nell’essere un materiale igienico e impermeabile, che non cambia colore nel corso del tempo.
  • Quali materiali scegliere per una cucina ecologica? Da sempre Cucine LUBE si impegna ad utilizzare nei suoi modelli materiali a ridotto impatto ambientale, come il legno riciclato al 100% e l’anta in PET, prevista per il modello Round. Si tratta di una materia sintetica, totalmente riciclabile, che assicura il massimo della praticità grazie alla sua resistenza ai graffi, alle macchie e al calore.

Per qualsiasi informazione, nei punti vendita Cucine LUBE il nostro personale qualificato le mostrerà il materiale più adatto per l’anta della sua cucina in base alle sue esigenze e le indicherà come effettuare una corretta manutenzione nel tempo.

tags: #fogli #da #impiallacciatura #micro