Il fascino di una coperta rivestita in teak è indiscutibile, conferendo eleganza e tradizione a qualsiasi imbarcazione. Tuttavia, il reale costo complessivo, in termini di prezzo d’acquisto, di costo ecologico, di cura e di manutenzione, per molti può essere inaccettabile. Fortunatamente, esiste un'alternativa pratica e accessibile: il teak sintetico in EVA (Etilene Vinil Acetato). Questo materiale innovativo offre un'estetica simile al teak naturale con numerosi vantaggi in termini di praticità e sostenibilità.
Vantaggi del Teak Sintetico EVA
Il teak sintetico EVA si presenta come una soluzione ideale per chi desidera rinnovare la propria coperta o aggiungere un tocco di classe senza gli oneri del legno massello. Un grande elemento a suo favore, soprattutto nel caso di coperte a doghe lineari, è che possiamo lavorarlo comodamente senza particolari attrezzature, semplicemente costruendo in situ delle dime di cartone e poi fabbricando su tali sagome un “tappeto” di teak sintetico che poi provvederemo a incollare. Questo approccio rende l'installazione accessibile anche per gli amanti del fai da te.
Qualità e Ricerca del Materiale
È importante notare che questo materiale è realizzato da vari produttori con risultati anche molto differenti. Innanzi tutto dobbiamo ben documentarci sulla sua qualità, sia presso la fabbrica sia chiedendo il parere di chi lo installa e di chi già lo utilizza. Un utente ha condiviso le sue prime impressioni positive: "Quello che posso dire e' che il materiale sembra la suola delle scarpe che uso per correre ... stesso sensazione al tatto , stesso odore da nuovo. Quindi sul fatto del consumo non credo ci siano problemi (la scarpa la uso da un anno sull'asfalto...). Non mi pare sia un materiale che assorba e rilasci calore, anzi. L'adesivo non e' marchiato 3M, ma sempre a sensazione se la superficie è liscia credo che rimanga incollato a vita."
Un altro utente ha aggiornato sul comportamento del rivestimento EVA fatto nel pozzetto dopo circa 40 giorni in mare: "La mia sensazione è positiva, molto confortevole al calpestio, prima avevo un tappeto di gomma di colore blu e la temperatura al sole è più o meno identica. Non mostra cambiamenti di colore anche se si tratta di solo 40 giorni." Queste testimonianze sottolineano la durabilità e il comfort del materiale.
Guida Dettagliata all'Installazione
Per un'installazione a regola d'arte del tappeto autoadesivo in teak sintetico EVA, segui attentamente questi passaggi:
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1. Preparazione delle Sagome
Prepariamo la sagoma di cartone del pannello che vogliamo realizzare. Se la superficie è grande procediamo a realizzare più sagome di misure ridotte.
2. Creazione della Doga di Margine
Queste sagome (tranne che nei lati di eventuale unione) devono prevedere una doga di margine di larghezza maggiore (45/60mm).
3. Disegno delle Doghe e delle Strisce di Giunzione
All’interno di tale doga, che delimita la sagoma, andiamo a disegnare le doghe successive con la relativa striscia di giunzione, a simulare la tipica gommatura (che potremmo scegliere tra vari colori, a partire dal classico nero).
4. Verifica della Precisione delle Sagome
Prepariamo tutte le sagome con i disegni delle doghe e delle fasce di coronamento e con gli angoli di incrocio a 45 gradi, quindi provvediamo a riposizionarle sulle parti da rivestire per verificarne la precisione e, eventualmente, apportare le necessarie correzioni.
5. Taglio del Materiale
Una volta sicuri delle sagome e del disegno, prendiamo il materiale in rotolo e svolgiamolo attendendo che si distenda in modo naturale (motivo per il quale la temperatura non deve essere eccessivamente fredda). A questo punto incominciamo a tagliare a misura la doga di riferimento, che diventerà la doga di partenza. Fissata questa con biadesivo, tagliamo le altre doghe posizionandole sulla dima.
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6. Incollaggio delle Doghe tra Loro
Completate tutte le parti lineari e verificati gli allineamenti, possiamo incominciare a incollare tra di loro (utilizzando il collante adeguato) le varie doghe, sul solo bordino laterale, mantenendole sempre posizionate sulla dima.
7. Incollaggio alla Superficie
A incollaggio delle doghe (tra loro) avvenuto, eliminiamo tutti i residui con uno straccio, procediamo con una leggera scartavetratura del fondo del “tappeto” seguendo il senso della venatura, e presentiamolo in loco. Se combacia come si deve, è giunto il momento di incollarlo sulla superficie, evitando bolle d’aria e rigonfiamenti. Soprattutto nei punti che riteniamo critici, applichiamo più pesi possibile, lasciandoli in posizione per tutta la fase di tiraggio.
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