Come molti di voi sapranno da anni si parla dell’introduzione dell’etichetta ambientale degli imballaggi. Dal 1° gennaio 2023 è obbligatorio riportare le informazioni relative all'etichettatura ambientale degli imballaggi. L’etichettatura ambientale consiste nell’aggiunta sull’etichetta di simboli e scritte di facile comprensione per aiutare il consumatore a capire come riciclare gli imballaggi dei prodotti acquistati. Deriva dalla ricezione della normativa europea 2018/852 e applicata in Italia tramite il decreto legislativo 3 settembre 2020. Tuttavia per molti altri queste direttive sono ancora poco chiare, probabilmente a causa delle tante proroghe e della poca informazione fatta al pubblico generale. Nonostante i produttori siano tenuti a indicare sulle etichette il materiale usato per l'imballaggio per aiutare il consumatore nella corretta separazione dei rifiuti, distinguere il significato dei codici di riciclaggio può dare più di un problema. Eppure dobbiamo ammetterlo: non è sempre facile destreggiarsi tra i diversi simboli di riciclo presenti sulle etichette dei packaging e delle confezioni di prodotti che acquistiamo. Spesso infatti, tra figure geometriche e sigle poco comprensibili, ci ritroviamo spaesati davanti ai bidoni della differenziata, senza sapere dove buttare imballaggi e rifiuti.
I simboli di riciclo e l'etichettatura ambientale
I simboli del riciclo, ovvero che rendono riconoscibile ogni imballaggio riciclabile, non solo in plastica, sono due: il primo è il simbolo internazionale del riciclaggio, composto da tre frecce che formano un nastro di Möbius, ed è stato istituito con apposite direttive tra cui la Decisione della Commissione Europea del 28 gennaio 1997 e la direttiva europea 94/62/CE, successivamente modificata dalla direttiva (UE) 2018/852. Questo simbolo viene riconosciuto a livello non solo europeo ma internazionale per identificare ogni materiale potenzialmente riciclabile, sia esso plastica carta alluminio etc. Il codice del materiale di cui è composto il singolo elemento dell’imballaggio è un codice alfanumerico, quindi composto da una combinazione di lettere e di numeri. Le lettere indicano il tipo di materiale e i numeri specificano ancora di più questa categoria. Inoltre, è opportuno specificare anche la tipologia di imballaggio (vasetto, tappo, etc.), allo scopo di rendere più comprensibili le informazioni per ciascuna componente separabile manualmente, e indicare la raccolta specifica.
Per quanto riguarda l'organizzazione della filiera del riciclo in Italia, il sistema fa capo al CONAI e ai singoli consorzi di settore:
- Rilegno: Consorzio Nazionale di filiera del CONAI per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno.
- COMIECO: Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica.
- COREPLA: Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei rifiuti da imballaggio in plastica.
- CIAL: Consorzio Imballaggi Alluminio.
- Co.Re.Ve.: Consorzio nazionale di filiera del CONAI per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro.
Focus legno e fibra di legno: come differenziare
Le regole di smaltimento per il legno sono particolarmente fumose. Al momento, tecnicamente, il legno non è conforme alla normativa europea UNI EN 13432:2002 relativamente ai materiali compostabili perché ha tempi di decomposizione più lunghi rispetto a quanto previsto dalla norma. Per identificare la provenienza sostenibile delle fibre legnose si utilizza un logo specifico.
Il simbolo del Forest Stewardship Council® (FSC®) indica che questo imballaggio e/o prodotto contiene legno o fibre di legno sostenibili e provenienti da fonti gestite in modo responsabile. L'uso di questo simbolo richiede un'autorizzazione scritta. Quando ci si trova a dover smaltire imballaggi in legno o derivati, è fondamentale verificare se sono presenti indicazioni specifiche del consorzio Rilegno o codici della famiglia cellulosica (come i codici PAP) qualora si tratti di fibra di legno lavorata sotto forma di cartone o carta.
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Tabella dei codici di riciclo per carta e cellulosa
Di seguito sono riportati i codici alfanumerici previsti dalla Decisione 97/129/CE per i materiali a base cellulosica e derivati:
| Codice | Descrizione Materiale | Destinazione tipica |
|---|---|---|
| PAP 20 | Cartone ondulato | Scatole da imballaggio e spedizione |
| PAP 21 | Cartone non ondulato / Fibra di canna da zucchero | Scatole per alimenti |
| PAP 22 | Carta | Sacchetti di carta, confezioni di cibo, cannucce |
| C/PAP 81 | Accoppiato a prevalenza carta (es. carta e plastica) | Sacchetti dei biscotti, confezioni di pasta |
Il ciclo del riciclo – il legno
Altri simboli importanti sulle etichette
Oltre ai codici dei materiali, sulle etichette ambientali possiamo trovare diverse indicazioni utili a guidare il consumatore:
- Il simbolo "Tidyman": Un logo comunissimo, quello che rappresenta un omino che getta rifiuti in un bidone. Questo logo sulle confezioni ha la funzione di ricordare l'importanza di non disperdere il recipiente nell’ambiente dopo l’uso e di depositare i rifiuti negli appositi contenitori.
- Il bicchiere e la forchetta: Questo simbolo indica che il materiale dell’articolo che si acquista è idoneo all’imballaggio e conservazione di alimenti, senza rischio di contaminazioni o alterazioni del proprio contenuto.
- Marchio internazionale per i materiali riciclabili (Ciclo di Mobius): Il simbolo, privo di quota percentuale, indica la riciclabilità dell’imballaggio, mentre con la quota percentuale dà informazioni relative alla quantità di materiale riciclato contenuto.
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