I mobili antichi possiedono una bellezza senza tempo, spesso realizzati con materiali pregiati come il legno massello. In questa sezione potrai trovare poltrone, divani e sofà vintage a partire dagli anni ’20 fino agni ’90, dallo stile classico a quello moderno e materiali differenti, dal legno al metallo.
Esploreremo il tema degli arredi antichi, concentrandoci soprattutto sui mobili, che rappresentano una delle categorie più apprezzate nel campo dell'antiquariato. Scopriremo le caratteristiche distintive di questi pezzi unici.
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Storia ed Evoluzione del Divano
Il termine “divano” deriva dalla parola persiana diwan che indicava inizialmente il Consiglio di Stato e successivamente, per estensione, i cuscini su cui sedevano i ministri, posti su rialzi del pavimento.
A partire dal XVII secolo la parola viene usata per definire sedili lunghi e ampi su cui trovano posto due o più persone; il divano vero e proprio si afferma nel Settecento ed entra nelle abitazioni nell’Ottocento. La sua forma si evolve: inizialmente si nota una maggiore presenza del legno rispetto alla tappezzeria, che a partire dal XVIII secolo diventa invece preponderante.
I primi esemplari di mobilio sono stati rinvenuti, durante gli scavi archeologici, in Egitto, dove era consuetudine inumare nella sepoltura il sarcofago del defunto unitamente agli oggetti che lo avevano accompagnato durante la vita terrena e, a lui molto cari. Intorno al 3100 a.C. il letto, la sedia, lo sgabello, il tavolo e il contenitore per abiti erano già stati inventati.
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Nel secolo VII a.C. dalla Mesopotamia acquisirono la tecnica del tornio: mobili comodi ed eleganti furono realizzati con legni pregiati attraverso una lavorazione accurata e un assemblaggio con incastri, inserimenti di spinotti o ricorrendo al sistema a coda di rondine. I legni impiegati erano l'acacia, il sicomoro, il cedro e l'ulivo importati dalla Palestina e dal Libano.
Nell'antica Grecia il letto (kline) era un telaio di legno e piano a strisce di cuoio intrecciate sul quale era appoggiato il materasso. Molte sono le raffigurazioni con scene di banchetto il kline in funzione di divano e di letto, tavole quadrate a quattro gambe (trapeza) e a tre gambe (tripous) con piano quadrato o tondo. Per riporre gli oggetti e gli abiti erano utilizzati dei cassoni di legno chiamati kibotos, più tardi compariranno veri e propri armadi a muro.
Ai Greci si deve l’uso della sedia (klismos), provvista di schienale, ma priva di braccioli: elegante e funzionale, a metà tra il semplice sgabello e il pomposo trono. Col passar del tempo la semplicità da neofita fu sostituita dall'uso di un repertorio decorativo. Dai mobili greci derivano quelli etruschi e romani.
Nel Medioevo il mobile di legno, massiccio e dalle forme sobrie, rimane a lungo uno dei pochi elementi dell'arredo nelle case comuni, mentre per le corti ed i grandi monasteri sono realizzati, troni molto elaborati, cofani, reliquari, ecc. con legni pregiati, marmi e avorio. Lo sgabello, spesso in versione pieghevole, derivante dall'evoluzione della sedia curulis dei Romani, è un elemento che perdura nel Medioevo.
Tavoli e letti, in genere realizzati con cavalletti sui quali erano sovrapposte delle assi, sono, come lo sgabello, agevolmente trasportabili e non arredano stabilmente le camere, ma sono montati e smontati secondo la necessità, anche il cassone per biancheria e vestiti è spesso costruito in una versione portatile: il baule da viaggio.
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Solo il modo di vivere organizzato e tranquillo del Monastero e della Cattedrale favorisce l'utilizzo di mobili fissi come banchi, armadi da sacrestia, scaffali per libri, leggii, panche da coro. Tra i legni, il più usato è quello di quercia. Cominciano a diffondersi in Europa Settentrionale delle credenze chiuse per la conservazione dei cibi: un tipo particolare costituito da un cassone con ante e appoggiato su gambe che partono da un basamento e detto buffet.
In Spagna il mobilio dell'epoca gotica, prevalentemente realizzato utilizzando legni di alberi da frutta e di castagno, risente dell'influenza orientale, diretta conseguenza della lunga dominazione araba. Tale influsso moresco innesta sulle forme gotiche l'uso massiccio del cuoio, l'utilizzazione di legni policromi e il ricorso ad intarsi minuti.
Dal punto di vista costruttivo il mobile rinascimentale, quasi sempre in massello di noce, vedeva i vari elementi tenuti assieme da chiodi di ferro o da semplici incastri, mentre era sconosciuto l'uso della colla. I contenitori avevano schienali composti di più assi disposte orizzontalmente e inchiodate sullo spessore dei fianchi.
A quel tempo, non c’era domanda di legname come oggi e gli alberi avevano così la possibilità di crescere tanto che il loro tronco arrivava a superare facilmente il metro di diametro: ciò consentiva di tagliare assi molto larghe da impiegare nella costruzione dei mobili. Per lavorare il legno l'ebanista utilizzava la sega, i cui segni irregolari e profondi sulla superficie del legno, nelle parti a vista, erano eliminati con lo sgrossino, una sorta di pialla con la lama a mezzaluna, e carteggiati con un pezzo di vetro.
I motivi della decorazione erano generalmente presi dall'architettura classica e dalla mitologia, con animali dipinti o intagliati. Il tavolo diventa una struttura fissa con il tavolo detto fratino: lungo e stretto, sempre in legno di noce tagliato a grande spessore, è sostenuto da grossi pilastri a sezione quadrata, mentre una traversa di legno lo percorre nel senso della lunghezza a fare da poggiapiedi. I letti restano delle semplici strutture lignee celate da belle stoffe, anche se non mancano letti più complessi con colonne d'angolo scolpite. I motivi ornamentali, che nel Quattrocento si rifanno al Classicismo, nel Cinquecento diventano elaborati e confusi.
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Di dimensioni imponenti, il mobilio barocco abbandona gradualmente la linea retta per quella curva e spezzata e, rispetto al secolo precedente, si differenzia per una sensibile riduzione degli spessori del legno e per una maggiore precisione nell'assemblaggio dei vari elementi. La maggior parte degli incastri è ancora fermata da spine troncoconiche, ma si va diffondendo l'utilizzo della colla per rendere il tutto più saldo. Si usano sempre i chiodi a sezione quadrata, la loro testa, però diventa più esile e piatta ed i chiodi sono piantati alla traditora (trasversalmente), con la punta che fuoriesce dal legno per essere in un secondo tempo ribattuta, in modo da aumentare la resistenza.
Nel Seicento si accentua l’enfasi decorativa del tardo Rinascimento e del Manierismo: prevale l'elemento tornito e la pesante cornice mentre si fa grande uso di impiallacciature e tarsie. La grande diffusione del libro a stampa ha fatto sì che le librerie entrassero nell'arredo domestico così come il divano, prima di allora sconosciuto. Assai diffusi sono anche i legni dorati, mentre pannelli con pietre dure e applicazioni di bronzo dorato si utilizzano per gli armadi, che spesso diventano vere opere d'arte con marmi preziosi dipinti. Compare in questo periodo il primo scrittoio con piano liscio e cassetti collocati a mo’ di fregi oppure sovrapposti ai due estremi del mobile e si diffonde la decorazione a tornio per le gambe di tavoli e sedie. Si comincia a fare una netta distinzione tra sedie e poltrone: gli schienali delle sedie sono di solito bassi, tranne che in quelle di rappresentanza, ed al posto di sedili di legno da coprire con cuscini prende piede l'imbottitura. In Italia le forme a volute e le superfici ondulate si diffondono nei mobili dell'area romana, l'uso di formelle intagliate in Piemonte, l'intaglio esuberante in Veneto e Liguria.
Nella seconda metà del Seicento con lo stile Luigi XIV la produzione francese di mobili assume una propria identità e omogeneità stilistica. Il mobilio diventa un vero e proprio monumento allo sfarzo, gli arredi sono riccamente decorati e scolpiti, la tecnica dell’intarsio si fa sempre più raffinata. La tecnica della costruzione diventa più precisa, si avvale di incastri realizzati con estrema cura, si fa abbondante l'uso della colla tanto da rendere quasi superflue le spine che, quando sono impiegate, assumono una forma cilindrica e non più troncoconica. Anche i chiodi hanno ora la testa rotonda e la gamba a sezione circolare. Insieme alle tecniche gli attrezzi impiegati nella lavorazione, sostanzialmente invariati, diventano più precisi ed evoluti: compaiono strumenti per le rifiniture come il pialletto a lama dritta per livellare i piani, il voltino una sega a lama stretta per sagomare le parti curve, la fustella per ritagliare gli intarsi geometrici e il seghetto da traforo per gli intarsi più complessi. Il cassone (commode) diventa il più diffuso contenitore per la biancheria, anche se continuano ad essere costruiti alti guardaroba (armoires).
I mobili per sedersi diventano sempre più raffinati: i sedili sono ampi, con i braccioli pesantemente intagliati tanto da riuscire scomodi, mentre si diffonde l'uso delle cinghie per sostenere l'imbottitura della sedia, cinghie che vanno a sostituire il sistema più rigido di assi inchiodate alle fasce. Compare nell'arredo della camera da letto il comodino, un piccolo cassettone dotato di tre o quattro cassetti, utilizzato sia come contenitore che come piano d'appoggio. Fa la sua apparizione anche la consolle, un tavolo da muro, con funzione quasi esclusivamente ornamentale. I tavoli in voga hanno gambe, traverse e fasce molto lavorate. I materiali più impiegati sono, oltre al legno, il marmo e il bronzo. Attraverso combinazioni di materiali diversi come ebano, tartaruga, ottone, peltro e madreperla si ottengono delle immagini di eccezionale valore decorativo. Un motivo molto diffuso è costituito dalle “singeries”, scene che raffigurano scimmie nell'atto di imitare gesti umani.
È quanto avviene in Francia con lo stile Luigi XV che presenta precise caratteristiche formali: asimmetria, deformazione, movimento e naturalismo. È in questo periodo che si realizza una grande quantità di mobili, spesso legati ad una sola funzione e di piccole dimensioni. Perfetta sintesi di forma e decorazione, lo stile Luigi XV affida al disegno anche la scelta dei legni che sono tagliati e accostati in modo da esaltare, con giochi cromatici ed effetti di chiaroscuro, lo schema compositivo. La tecnica utilizza gli stessi arnesi del secolo precedente, anche se gli strumenti da intaglio diventano più numerosi e dotati di lame più sottili e affilate per realizzare rilievi più decisi e netti. Le poltrone hanno le gambe ricurve, perdono le traverse e le imbottiture, diventano molto comode. Assai diffusi sono gli intagli floreali, le borchie e le serrature hanno linee floreali e asimmetriche. Il mobile contenitore più importante in questo periodo è costituito dal cassettone che può avere di tre cassetti con gambe corte oppure con due o quattro cassetti disposti su due file e con gambe lunghe. Una variante è costituita dalla cantoniera. In questo periodo in cui il mobile nascono la pettineuse ed il tavolo da gioco. La pettineuse ha l'aspetto di una piccola scrivania con finti cassetti e l'accesso agli scomparti per i cosmetici avviene dall'alto tramite tre anime, quella centrale è costituita da uno specchio incernierato che può assumere varie posizioni.
In Inghilterra tra il 1760 e il 1790 domina lo stile di Thomas Chippendale, che unisce elementi rococò, gotici e cinesi. In Italia il Rococò, detto anche barocchetto, si afferma in ritardo e si ispira decisamente al Luigi XV. A Venezia, il mobile laccato: il colore, a tempera, viene steso su una preparazione in gesso e fissato con la sandracca, una resina trasparente che col tempo si ossida assumendo una tonalità giallastra. Lo stile Neoclassico in Francia assume le forme dello stile Luigi XVI. La linea è retta, diminuiscono gli elementi decorativi i quali prendono direttamente spunto dalle figure e scene antiche, i pannelli sono laccati in genere di nero e oro, le impiallacciature lisce e ricorso al bianco. Per ornare le superfici dei mobili si fa largo ricorso alla lastronatura ed alla tecnica dell'intarsio, minuziosi mosaici in cui le tessere sono disposte all'interno del disegno con venatura diversa in modo da creare giochi di luce ed effetti di chiaroscuro. Gli spessori dei legni, sia per la struttura che per i lastroni, diventano sempre più ridotti; gli elementi del mobile sono uniti con chiodi lunghi e sottili e con incastri, la tenuta è assicurata dall'uso di una colla molto resistente. Sotto l'influsso inglese diventano di moda le impiallacciature in mogano che vanno a sostituire in molti mobili gli intarsi più minuti e fantasiosi. Il mobile del periodo è il secrétaire, dotato di vari cassetti, antine, vani segreti e un calatoio utilizzato come piano d’appoggio per scrivere.
In Italia il Neoclassicismo si avvicina di più allo stile dell'età imperiale che a quello greco-romano e si distingue per un’imponenza senza troppi orpelli. Con l'avvento dell'impero napoleonico (1804) si afferma lo stile Impero. In questo periodo la produzione di mobili viene ad assumere un doppio carattere: per la corte, con grande abbondanza e varietà delle decorazioni, e per l'alta borghesia, con il ricorso ad una maggiore semplicità. I legni più utilizzati sono il mogano e il palissandro, abbastanza diffusi anche il legno seta e il bronzo dorato. Questo stile si diffonde anche in Italia fino al 1830 e negli altri paesi d'Europa, dapprima sull'imitazione francese poi elaborando alcune forme autonome. Con l’affermazione della borghesia i mobili sono pensati per una maggiore praticità. Si affermano lo stile Carlo X, caratterizzato dall'uso prevalente di legni chiari con leggere tarsie scure, e il Luigi Filippo, che riprende elementi del passato uniti a motivi romantici.
Nella seconda metà dell'Ottocento si ha un ritorno agli stilemi seicenteschi e settecenteschi. Anche la scelta dei materiali diventa eterogenea oltre al legno, nella fabbricazione dei mobili viene utilizzato il papier- maché e la ghisa. Nei sedili si usa molto l'imbottitura, i salotti e le sale da pranzo vengono come soffocate da pesanti tendaggi. Negli ultimi anni dell'Ottocento prende velocemente piede lo stile chiamato Art Nouveau, che assume caratterizzazioni diverse nelle varie nazioni. In Francia le linee derivano dal mondo vegetale e la decorazione diventa un simbolo della struttura. Caratteristica di questo stile è il ricorso alle linee sottili, alla decorazione ondulata e ad una languida eleganza. In Inghilterra il movimento prende il nome di Liberty, in Belgio di Modern Style, in Austria e Germania assume connotati più geometrici.
Con l'inizio del nuovo secolo si affermano le avanguardie stilistiche in una ricerca di nuovi indirizzi. In Francia si diffonde lo stile Art Déco con mobili essenziali, rigidi e colorati. Si ripropongono le vecchie tecniche di decorazione, come la lacca, il cuoio inciso e colorato, nascono nuove impiallacciature con lo zigrino e il vetro che vanno a rivestire le superfici lignee. Le forme dei mobili diventano stilizzate, geometriche e monumentali. Si affermano tre nuovi tipi di mobili: l'armadietto da cocktail, il mobile per la radio e per il grammofono. In Germania il razionalismo dei modelli disegnati da Le Corbusier, che realizza un’estrema semplificazione nei suoi mobili non concedendo nulla alla decorazione, si trasforma nel nuovo mobilio in tubi di acciaio che sopravvive fino ai giorni nostri. Nel secondo dopoguerra la produzione del mobilio vede emergere, oltre al gusto tipicamente scandinavo, il design italiano che negli anni Cinquanta presenta figure decisamente all'avanguardia come Ponti, Mollino e Castiglioni.
Divano a Orecchioni: Un Classico del Settecento
I modelli “a orecchioni” (con braccioli sagomati a forma di grandi volute accartocciate e rovesciate in fuori) furono molto in voga nel XVIII secolo; vennero prodotti principalmente in Lombardia, Veneto e Piemonte.
Lo stile dei divani a orecchioni è il cosiddetto Barocchetto, che si colloca in Italia tra il 1720 e il 1770, tra il Rococò e il Neoclassico, caratterizzato da decori ridotti e più eleganti rispetto alle epoche precedenti, abbinati a volumi più contenuti. Lo schienale dalla linea sinuosa e la seduta sono imbottiti e rivestiti in tessuto bianco che mette in risalto il profilo ligneo.
Le sei gambe hanno la tipica forma settecentesca en cabriole o a capriolo (notare la curva sporgente in fuori nella parte alta e una rientrante in quella mediana, che ricorda quella dell’arto del suddetto animale); terminano con piedini a ricciolo o a voluta (presentano un ricciolo intagliato che poggia su una sorta di tacchetto).
Al momento dell’acquisto vanno tenuti presenti non solo i costi per un eventuale restauro della parte in legno, ma anche di quelli per rinnovare l’imbottitura e il rivestimento, che possono non essere indifferenti.
Divano a orecchioni del XVIII secolo.
Divano Luigi Filippo in Noce: Eleganza e Comfort Duraturo
Il divano Luigi Filippo è un eccellente esempio dello stile Luigi Filippo, caratterizzato da linee eleganti e dettagli scolpiti che riflettono il gusto dell'epoca. La struttura in noce massello è sapientemente sagomata per dare al divano una presenza imponente e allo stesso tempo raffinata.
Questo divano Luigi Filippo non è solo un elemento d’arredo, ma una vera e propria dichiarazione di stile. Con la sua struttura scolpita in legno di noce e il suo design elegante, è perfetto per chi cerca un pezzo unico che unisce comfort e raffinatezza.
Divano Luigi Filippo in Noce: perché ogni ambiente merita un tocco di stile classico e comfort duraturo.Rappresentiamo l'autenticità dell'eleganza artigianale.Siamo specializzati nel recupero e nella selezione di materiali antichi. Portiamo nelle vostre case pezzi unici che raccontano la storia della tradizione italiana. Ogni nostro prodotto onora l'architettura storica, mettendo al centro materiali preziosi come il cotto, il ferro battuto, il legno antico e la pietra, elementi cardine del nostro patrimonio culturale. Siamo ispirati dalla texture unica del cotto, dalla forza del ferro, dal calore del legno e dalla solidità della pietra.
Divano Luigi Filippo in noce massello.
Come Integrare un Divano Antico in un Ambiente Moderno
Per ambientare un pezzo antico in una casa moderna, non ci sono impedimenti di alcun tipo. Bisogna però considerare alcune cose. Prima di tutto, una seduta di questo tipo non è consigliabile che sia l’unica in casa, perché gli attuali modelli hanno dimensioni e imbottiture più confortevoli e adatti ai nuovi stili di vita e ai modi di utilizzare il divano, che prevedono fra l’altro quello di riposarci o sdraiarsi per guarda la tv.
Anche la misura contenuta non è indicata per ricevere ospiti e intrattenersi con loro (a meno che non se ne abbia più d’uno… ); inoltre le caratteristiche stesse di questo genere di divanetto ne definiscono un profilo da protagonista.
Dove Sistemare un Piccolo Divano Antico?
L’ideale è poterlo inserire in un ampio ingresso o zona d’entrata, anche aperta sul living, dove possa essere ben in vista, ma guardato appunto più che utilizzato; altra opzione è quella di collocarlo nello studio o in un ampio corridoio oppure in un doppio salone, separato dalla zona conversazione vera e propria, magari a creare una piccola zona lettura, abbinato a una poltroncina, con tappeto, tavolino e lampada da terra. Quest’ultima configurazione è perfetta però anche per una camera da letto molto grande.
Quali Abbinamenti per il Divanetto Antico?
Nel nostro caso, il rivestimento in un tessuto bianco (dai toni caldi, ideali per un pezzo antico) lo rende facile da abbinare ad altre tinte, ma le linee morbide e il legno di noce richiedono invece qualche attenzione in merito allo stile degli altri arredi, che devono essere possibilmente moderni e minimali, poco connotati, per un effetto leggero e per valorizzare e rendere protagonista il pezzo antico.
Esempio di abbinamento tra divano antico e arredamento moderno.
Restauro di Mobili Antichi: Un'Arte Preziosa
I nostri oggetti vintage vengono sottoposti ad un accurato restauro all’interno del nostro laboratorio, dove artigianato e design si fondono per ridare vita ad oggetti vintage dal design unico ed inimitabile.
Quando acquisti mobili vintage, è importante valutare attentamente le condizioni del pezzo. Sebbene sia normale che mostrino segni di usura, alcuni mobili potrebbero richiedere un restauro più approfondito. Verifica se il restauro è fattibile e se il costo giustifica l’acquisto.
Old Era spedisce i suoi arredi vintage in tutto il mondo e garantisce assistenza completa ai propri clienti.
GOGNABROS si occupa di restauro e commercio tradizionale di antiquariato dal 1959. Dal 1998 ha come attività prevalente il commercio elettronico di antiquariato. La tradizione antiquaria familiare e l'adattamento ai nuovi sistemi di vendita, sono le basi sulle quali i fratelli Guido e Gabriele Gogna hanno ideato il sito di vendite on line www.gognabros.it