Comprendere un referto medico può essere spesso complesso a causa della terminologia specialistica. Una frase come "disomogeneità lamellare del corno anteriore del menisco laterale" può generare dubbi e preoccupazioni. Questa espressione indica alterazioni strutturali a carico del menisco laterale, in particolare nella sua porzione anteriore. Approfondiamo il significato clinico di questa condizione e le sue implicazioni.
Anatomia Funzionale del Ginocchio e dei Menischi
I due menischi (mediale e laterale) sono fibrocartilagini che si interpongono tra le superfici articolari femorale e tibiale. Il menisco è una specie di ammortizzatore fatto di fibrocartilagine. Come consistenza assomiglia un po’ al padiglione auricolare schiacciandolo tra le dita. La forma del menisco è come una ciambella aperta a sezione triangolare.
Il menisco mediale ha una forma a C e si interpone tra il condilo femorale mediale e l’emipiatto tibiale mediale. Il menisco laterale ha una forma più circolare, quasi ad O e si interpone tra il condilo femorale laterale e l’emipiatto tibiale esterno. Una ciambella aperta ha due estremità che sono un po’ appuntite. Queste estremità prendono il nome di corni del menisco. I corni sono due, uno anteriore meno soggetto ad usura e uno posteriore molto più sollecitato.
Comprendere la "Disomogeneità Lamellare" alla Risonanza Magnetica
Quante parole incomprensibili popolano i nostri esami diagnostici. Affrontiamo alcuni termini molto frequenti per provare a capirci qualcosa, magari prima della irrinunciabile visita medica con lo specialista.
Il termine "disomogeneità lamellare" si riferisce a un'alterazione della normale struttura interna del menisco. Per comprendere cosa significhi, è utile scomporre la frase e capire come la risonanza magnetica interpreti questi cambiamenti.
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Cosa significa "alterato segnale" in risonanza?
La risonanza magnetica indaga i tessuti del corpo umano mediante un forte campo magnetico che altera il loro stato e ne valuta la composizione. Quello che viene interpretato dalla risonanza magnetica si chiama segnale. Un segnale alterato è qualcosa di non normale certamente. La composizione del tessuto meniscale non risulta normale quando viene colpita dal campo magnetico.
Quindi, una "disomogeneità lamellare" nel corno anteriore del menisco laterale significa che c’è una degenerazione del tessuto meniscale in quella specifica area. Generalmente l’alterazione del segnale così riportata non significa rottura. Quando non c’è una rottura si tratta di una manifestazione legata all’invecchiamento del tessuto. La degenerazione potrebbe correlarsi solo parzialmente al dolore al ginocchio e non esserne la vera causa.
Cause e Tipologie delle Lesioni Meniscali
Le meniscopatie insorgono in conseguenza a delle alterazioni strutturali che possono essere di natura traumatica o degenerativa. La lesione del menisco è un danno a carico di uno dei cuscinetti fibrosi del ginocchio, ed è un evento molto comune e non a caso è una delle patologie più frequenti di quest’area anatomica.
Nei giovani e negli sportivi, le lesioni meniscali si osservano spesso, causate da traumi distorsivi o movimenti “innaturali” del ginocchio. La lesione è causata dal mancato scivolamento del menisco tra le due superfici articolari che causa il “pizzicamento” della fibrocartilagine che crea la lacerazione o la rottura netta. Lo stesso meccanismo di lesione può verificarsi in individui non sportivi per sforzi o movimenti improvvisi (per esempio estensione improvvisa del ginocchio dopo aver mantenuto per lungo tempo la posizione a ginocchio flesso).
Con l’aumentare dell’età il menisco va lentamente incontro a disidratazione e degenerazione. Le lesioni meniscali degenerative sono più frequenti tra le persone di 40 e 50 anni. Dopo i 55-60 anni di età le lesioni meniscali hanno una componente degenerativa ma sono comunque nella maggior parte dei casi responsabili di sintomatologia dolorosa.
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La meniscosi è uno stato di alterazione o di lesione del menisco, dovuto a fattori degenerativi e non traumatici. Questo spesso accade negli sportivi, proprio perché il menisco viene sottoposto ad una notevole e più rapida usura, rispetto a quello di altri individui. Oltre agli sportivi, la meniscosi tende a colpire maggiormente persone oltre i 50 anni, in cui si è instaurato un processo degenerativo in tutto il comparto articolare del ginocchio. In questi casi il menisco lesionato è solo uno dei problemi: spesso in concomitanza si presenta una alterazione della cartilagine, ovvero un'artrosi.
A volte il menisco non si frattura, ma si “sfrangia” a causa dell’usura. Questa condizione, chiamata meniscopatia degenerativa, non è una rottura meniscale vera e propria, ma una sorta di “anticamera” dell’artrosi del ginocchio (gonartrosi secondaria).
Le lesioni possono essere radiali quando creano un’interruzione netta perpendicolare all’asse maggiore della fibrocartilagine, possono creare slaminamenti nella struttura o possono essere longitudinali creando una divisione all’interno del corpo. Le fratture possono essere classificate in base alla loro localizzazione (corno anteriore, corpo o corpo posteriore del menisco) e al loro aspetto.
Sintomatologia e Diagnosi
Il dolore è il sintomo principale. La meniscopatia degenerativa, al contrario della lesione traumatica, comporta di solito una sintomatologia subdola, con dolore dopo affaticamento e in massima flessione. Raramente si osserva un versamento significativo.
Quando il dolore al ginocchio è meniscosi?
I sintomi collegati ad uno stato di meniscosi sono in genere ben riconoscibili e spesso l’esecuzione di un esame di controllo serve solo per capire la localizzazione della lesione. Tra i sintomi della lesione del menisco troviamo:
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- dolore anteriore al ginocchio, di tipo articolare, spesso proprio in corrispondenza della rima femoro-tibiale (lo spazio che esiste tra il femore e la tibia, due ossa che formano l'articolazione del ginocchio) dove si può palpare il menisco;
- gonfiore del ginocchio;
- limitazione articolare del ginocchio sia in flessione che in estensione;
- sensazione di instabilità del ginocchio e di debolezza muscolare;
- perdita di tono muscolare nella gamba, dopo diverso tempo.
Ad esempio, un paziente può riferire dolori piuttosto forti nella flessione del ginocchio, nella zona posteriore, che possono far pensare all'origine del polpaccio. Il dolore può manifestarsi in qualsiasi tipo di flessione, quindi in accosciata e anche nel movimento di estensione dell'arto, anche senza sovraccarico. Il dolore sopraggiunge al massimo dell'intensità quando tibia e femore raggiungono i 90° di angolo.
Nel caso di lesioni acute il dolore insorge solitamente in seguito a una distorsione del ginocchio. Il dolore è normalmente percepito a livello della rima articolare mediale o laterale ed è evocato dalla digitopressione locale (segno di McBurney) e dalla flessione ed estensione del ginocchio. La tumefazione del ginocchio è frequente, causata dall’infiammazione della capsula articolare (sinovia) per la presenza di liquido sinoviale in eccesso (idrartro) in risposta al disturbo meccanico presente nell’articolazione. La limitazione articolare è presente solo in caso di lesione complessa (es. blocco).
Processo Diagnostico
La diagnosi di lesione del menisco è basata sulla ricerca dei segni meniscali sia nella storia del paziente (modalità di insorgenza dei sintomi, movimenti che scatenano il dolore,…) sia nell’esame clinico del ginocchio. La diagnosi di lesione meniscale è innanzitutto clinica.
La radiografia standard (proiezioni antero-posteriore e latero-laterale) non ha alcuna utilità per la diagnosi di lesione meniscale ma è indispensabile per escludere eventuali lesioni ossee ed osteocondrali che possono essere insorte durante l’evento traumatico. Per la valutare la presenza di lesioni meniscali può essere utilizzata la TC, ma l’esame più affidabile è sicuramente rappresentato dalla risonanza magnetica nucleare. Per chi volesse approfondire l’aspetto delle immagini di risonanza può consultare il sito Imaios.com che può aiutare a rendersi conto di come appare l’immagine in risonanza.
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Approcci Terapeutici: Conservativo vs. Chirurgico
Il trattamento della lesione del menisco varia a seconda dell’entità del danno cartilagineo. La disomogeneità lamellare, come una degenerazione o un "alterato segnale" senza franca rottura, solitamente non richiede un intervento chirurgico.
Trattamento Conservativo
Il trattamento il più delle volte è conservativo, senza intervento chirurgico. Ogni volta che su un referto viene scritto: alterato segnale, degenerazione, non sicuri segni di rottura del menisco non è praticamente mai indicata la chirurgia in quanto si tratta di un naturale invecchiamento del tessuto, non una franca rottura. Il processo di degenerazione del menisco prevede il più delle volte un intervento conservativo, che include:
- Ghiaccio per ridurre gonfiore e infiammazione.
- Riposo.
- Fasce di contenimento che danno maggiore senso di stabilità.
- Uso di farmaci antinfiammatori.
- Fisioterapia.
Una combinazione di rinforzo muscolare, terapia infiltrativa e condroprotettori può essere parte del trattamento conservativo.
Trattamento Chirurgico
La terapia delle lesioni meniscali è chirurgica solo in casi specifici. L’artroscopia sulle lesioni meniscali deve essere riservata solo alle lesioni traumatiche meccanicamente rilevanti. Il trattamento chirurgico viene spesso evitato in quanto si rischierebbe solo di peggiorare il processo degenerativo ed artrosico dell’articolazione. Genericamente viene preso in considerazione nei casi più complessi come ad esempio nel caso di blocchi o grosse limitazioni funzionali e della vita quotidiana.
Le fratture meniscali propriamente dette, ovvero quelle determinate da un trauma acuto su di un ginocchio in precedenza normale, possono essere sottoposte ad intervento chirurgico di regolarizzazione, in artroscopia. Si tratta principalmente delle lesioni longitudinali e a flap. Invece le lesioni radiali perfettamente stabili, una volta superata la fase acuta della distorsione, non provocano più sintomi e non richiedono interventi ortopedici.
Il menisco ha una irrorazione sanguigna periferica che diminuisce verso il centro dell’articolazione, cioè nel punto di lesione. La chirurgia del menisco viene realizzata in artroscopia, una tecnica che consente di operare utilizzando una telecamera e strumenti dedicati senza aprire la capsula articolare ma usufruendo di due piccole incisioni di 1,5 cm circa.
Le opzioni chirurgiche includono:
- Meniscectomia Selettiva: Prevede l’asportazione parziale del menisco danneggiato. Viene sempre eseguita selettivamente sul punto di lesione; lo scopo dell’artroscopia chirurgica è infatti regolarizzare la struttura meniscale, asportando la porzione lesionata e conservando il più possibile il menisco residuo.
- Sutura Meniscale: Consigliato maggiormente nei soggetti giovani, permette di riparare il tessuto danneggiato. Quando possibile, in pazienti giovani con lesioni periferiche, il menisco può essere suturato. In alcuni casi in cui sia interessata la zona rossa si possono effettuare delle suture meniscali con strumentari artroscopici dedicati.
- Protesi Meniscali: Grazie all’avvento della medicina rigenerativa, il chirurgo può collegare al tessuto meniscale sano una struttura, scaffold, biocompatibile e biodegradabile. La moderna chirurgia ortopedica consente anche di sostituire il menisco lesionato, in caso di lesioni troppo grandi o complesse in soggetti giovani.
In genere gli interventi in artroscopia per il trattamento dei danni al menisco prevedono una degenza breve, che varia dalle 12 alle 36 ore.
Riabilitazione e Recupero
Il recupero del ginocchio operato in artroscopia è molto più veloce di quello necessario dopo altri tipi di interventi sul ginocchio. L’operazione viene normalmente eseguita in day surgery.
Alla dimissione viene consigliato di camminare con stampelle e osservare un periodo di riposo fino alla rimozione dei punti (8 giorni circa). Spesso è necessaria qualche seduta di fisioterapia: elettrostimolazioni, stretching, rinforzo quadricipitale e riabilitazione propriocettiva del ginocchio possono accelerare il recupero. L’attività sportiva (corsa, ciclismo) può essere ripresa dopo circa 2-3 settimane.
La terapia conservativa con un fisioterapista esperto è l'opzione migliore per contrastare l'azione della meniscosi. La fisioterapia per la lesione del menisco può prevedere più fasi, in cui il terapista proporrà differenti tecniche strumentali, alternate a tecniche di riabilitazione motoria e fisioterapia manuale, in base al percorso individuale tracciato sul singolo paziente.
Fasi della Fisioterapia
- La fase acuta: La fisioterapia per la lesione del menisco nella fase acuta prevede l’intervento con terapie fisiche che possano sfiammare la parte:
- tecar terapia
- ipertermia
- laser terapia
- La fase successiva: Solitamente si integrano esercizi di rinforzo muscolare per recuperare il tono perso e per dare stabilità e sostegno all’articolazione.