Cinque anni fa veniva varato il Classic 10, un natante a vela voluto dal cantiere viareggino Euro Sailer, costruito interamente in legno su progetto del fiorentino Rodolfo Foschi. Questo cabinato a vela di linee classiche, lungo 10 metri, è adatto a lunghe navigazioni d’altura.
L’imbarcazione è stata fortemente voluta dal cantiere viareggino Euro Sailer, che in questo caso si può affermare si sia lanciato in un’operazione coraggiosa e pionieristica. Dopo un ventennio trascorso a restaurare scafi d'epoca, a promuovere, sostenere e recuperare le derive storiche della Classe 'A' e 'U', il titolare di Euro Sailer, Alessandro Arnaldo Pardini, aveva infatti deciso di intraprendere la strada della costruzione navale ex-novo. Ma non producendo rassicuranti e commerciali motoscafi, bensì realizzando un cutter di linee tradizionali, per di più interamente in legno. Un investimento a rischio, soprattutto in Italia, a causa della scarsa sensibilità e cultura sull'argomento. Per i disegni costruttivi ci si è affidati alla grande esperienza dell'architetto fiorentino Rodolfo Foschi, specializzato nella progettazione di scafi in legno, ferro e ferrocemento autocostruibili nel giardino di casa o adatti ai grandi viaggi d'altura. Praticamente una garanzia.
La Filosofia Progettuale di Rodolfo Foschi per il Classic 10
Ecco cosa ne pensa il progettista Rodolfo Foschi riguardo il progetto del Classic 10:
“Bolinare contromare, correre di lasco senza straorzare, filare in bonaccia, riempirti l'anima guardandola. A questo serve. Dopo tutto ciò può darti un letto, un bagno, una cucina. La barca è il suo scafo, la sua opera viva. Guardandola si deve capire che la rotta per l'infinito comincia sotto quel dritto di prora. Deve evocare mare e vento. Se questo non succede è tutto inutile. Inutile che sia veloce, solida, confortevole. Caratteristiche fondamentali al cui raggiungimento è volta la gran parte della fatica progettuale, ma che rimangono senza sapore se non coniugate alla bellezza del sogno. Può essere bella anche la barca generata dal rating. Nelle sue forme, più che le leggi della fluidodinamica, si leggono le regole di stazza. Più che la ricerca della solidità, si percepisce la scelta della leggerezza. Parametri progettuali che non condivido, ma che comprendo. Ciò che non comprendo è lo scafo generato intorno ad un arredo. Il guscio la cui funzione è contenere gadgets. La barca è un organismo unitario fin dal primo schizzo, si comincia abbozzando la carena, ma devono essere già nella matita piano velico, coperta, struttura, arredi ed impianti. Lascio la specializzazione a chi ci crede. Questa antropologia progettuale genera scafi che compiono lunghi viaggi nella mia mente, ben prima di navigare nel mare. So bene che, i mille ormeggi della vita, talvolta non consentiranno di andare oltre l'isola di fronte al porto, ma non ritengo sia una ragione sufficiente perché non debbano essere capaci di respirare il vento dell'oceano.”
Materiali e Costruzione: Il Cuore in Legno del Classic 10
Il materiale di costruzione è stato un punto fondamentale. Rodolfo Foschi afferma: “Da ragazzo mi piacevano tutte le barche, sulle soglie della vecchiaia mi piacciono solo quelle costruite bene, di qualunque cosa siano fatte. Più importante del materiale è il modo in cui questo viene impiegato. Lo scafo ben fatto è buono, quello fatto male è cattivo. Tuttavia il legno ha uno spessore culturale che nessun altro possiede.”
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Quando Euro Sailer gli chiese di progettare il “Classic 10”, Foschi si mise con passione. In cantiere, dal Pezzini, si discuteva se far costole lamellari in pezzo unico o giuntate, se incollare la chiglia fuori opera o sullo scalo, come intestare il fasciame. Queste non furono tutte conversazioni pacate, ma è anche così che le barche acquistano l'anima.
Il tema del Classic 10, sviluppato insieme ai professionisti della Compagnia degli Skipper Oceanici, era costruire una barca a vela di intramontabili linee classiche lunga 10 metri, adottando la tecnica mista in strip planking e lamellare di mogano incrociato, esente da patente e immatricolazione, armata a cutter Marconi, dotato di un piccolo bompresso amovibile, un grande pozzetto e interni in grado di accogliere fino a sette persone per la notte.
Nel 2006 è stata avviata la costruzione, realizzata avvalendosi delle maestranze del cantiere viareggino Pezzini. Chiglia e madieri sono in mogano Sipo, con le ordinate in frassino lamellare a vista sulle quali sono stati stesi corsi longitudinali di cedro rosso canadese e due strati incrociati e sovrapposti di lamellare di mogano, incollati con resine epossidiche C System. Completa il tutto la coperta in teak con sottostante compensato marino, la pitturazione in smalto avorio e i fianchi della tuga in mogano a vista.
Il risultato è un manufatto monolitico, straordinariamente leggero e resistente, adatto ad affrontare impegnative navigazioni d'altura e attrezzato in maniera tale che possa essere condotto senza problemi anche in solitario.
Specifiche Tecniche e Prezzo del Classic 10
Per fornire una panoramica più chiara del Classic 10, presentiamo una tabella riassuntiva delle sue caratteristiche principali e dell'evoluzione del prezzo:
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| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Lunghezza | 10 metri |
| Tecnica Costruttiva | Strip-planking di cedro rosso e doppio fasciame di mogano lamellare |
| Materiali Scafo | Mogano Sipo (chiglia e madieri), Frassino lamellare (ordinate), Cedro rosso canadese (corsi longitudinali), Mogano lamellare (strati incrociati), Resine epossidiche C System |
| Armo | Cutter Marconi, bompresso amovibile |
| Capacità Interna | Fino a sette persone per la notte |
| Prezzo di Vendita (2007) | 159.000 euro |
| Prezzo di Vendita (attuale) | 110.000 euro (incluse tre vele e motorizzazione) |
Prestazioni e Riconoscimenti
“L'imbarcazione”, ha dichiarato Pardini, “ha superato molti test impegnativi, nelle più disparate condizioni di vento e di mare. Portata all'estremo si è comportata sempre in modo esemplare, entusiasmandoci. Nonostante non sia nata per le regate, la velocità che è riuscita a raggiungere è stata impressionante. Rodolfo Foschi aveva preannunciato tutto ciò quando il Classic 10 era ancora sulla carta, ma nessuno si aspettava questi risultati”.
Nell'ottobre del 2007, in occasione del terzo raduno delle Vele Storiche Viareggio, il Classic 10 è stato presentato ufficialmente alla stampa e al pubblico. Tra i commenti di chi rientrava in porto dopo una prova in mare, si sentivano esclamazioni come: "Ha il pozzetto paragonabile a quello di una barca ben più lunga", oppure, "come è stato possibile ricavare così tanto spazio sottocoperta e due grandi cabine doppie?", e infine, "velocità e passaggi sull'onda inimmaginabili".
Anche se il cantiere Euro Sailer di Alessandro Pardini ha cessato l’attività nel 2009, pur mantenendo la proprietà del marchio, il Classic 10 ha continuato a navigare in alto Tirreno, Sardegna, Corsica e Arcipelago Toscano. Oggi l’imbarcazione si trova alla Spezia in attesa di un eventuale acquirente. Il prezzo di vendita, anche considerato il difficile periodo storico e la crisi della nautica, è sceso dai 159.000 euro del 2007 a 110.000 euro, comprese tre vele e la motorizzazione.
Per ora è stato accantonato il proposito di affiancare all’attuale modello ‘Ocean’, dotato di tutti gli optional, anche una versione ‘Day Sail’, con le stesse linee ma con un bordo libero più basso, bulbo con ogiva maggiorato, albero di 16 metri, tuga più bassa e corta, cinque posti letto in totale. Nulla vieta comunque che in futuro non possa essere intrapresa una costruzione ex-novo del Classic 10. Presso il Cantiere Pezzini sono infatti conservate le dime per la realizzazione di quello che può essere ritenuto uno degli scafi tradizionali più interessanti concepito e realizzato interamente in Italia nell’ultimo ventennio.
Lavorazione del Legno Lamellare: Sfide e Applicazioni
La lavorazione del legno lamellare, come quella impiegata per il Classic 10, presenta delle sfide. Se dovessi rifare il lavoro non incollerei tutti i listelli in una volta, perché l'attrito tra loro rende difficile l'operazione. Devo però dire che se il taglio non è perfettamente radiale (vene molto ravvicinate, regolari e disposte nel senso della lunghezza della doga) si fa più fatica a piegare e vengono fuori svergolamenti strani, ed è più facile spezzare qualche doga. Ti basterà provare per renderti conto.
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Le applicazioni del legno lamellare non si limitano all'ambito navale. Ad esempio, dovendo costruire da zero una casa a 2 piani, si può optare per tetto e soletta in legno lasciando tutto a vista. Se ci sono luci di circa 4-5 m, le travi uso fiume non hanno nessunissimo problema a livello strutturale. In Trentino o in Alto Adige fanno anche i ponti con questa tipologia di materiale. Le essenze in commercio vanno dall'abete al larice, dal rovere al castagno. Certamente travi uso Trieste a 4 fili (cioè squadrate), se vuoi una cosa meno rustica, sono sufficienti.
Trattamento e Finitura del Legno per Esterni
Un aspetto cruciale per la durabilità di manufatti in legno come il Classic 10 o altre strutture esposte è il trattamento del legno. Da quanto ho letto in giro il mogano, se usato in esterno, ha bisogno di un ciclo protettivo di verniciatura. Questo mi fa desistere dall'uso di cere neutre, che mi piacevano per l'effetto "naturale" ed opaco che mi avrebbero consentito di ottenere.
Ci si interroga spesso su quale ciclo di verniciatura sia il più adatto (epossidica? impregnanti?). Ugo ha usato per il legno a vista destinato a stare all'aperto epossidica, poliuretanica bicomponente. È consigliabile guardare i cicli di verniciatura delle varie ditte: Veneziani, International, Boero, ecc. Tuttavia, spesso si vedono parecchi cicli, ma purtroppo non si hanno le idee chiare su che strada prendere.
Un esempio di successo con la finitura a cera, sebbene non su mogano, arriva da un'esperienza con una porta in Larice esposta alle intemperie. La porta d'ingresso è l'originale di una casa di ringhiera con licenza edilizia del 1904. Quando è stata restaurata, è stata trattata con finitura a cera. Sono passati ventidue anni ed è gradevole come fosse appena stata trattata. Togliere la cera e fare un altro trattamento, un domani è facile. Se questa è la finitura che si desidera, la si può fare.