La credenza, elemento distintivo della cucina, vanta una storia affascinante che si estende fino a un passato remoto. Attraverso i secoli, questo mobile si è evoluto notevolmente, assumendo diverse forme e arricchendosi di ante, vetrine e cassetti per conservare piatti, bicchieri, utensili da cucina e alimenti.
La storia e l'origine del termine "credenza"
A volte utilizziamo parole comunemente presenti nel nostro vocabolario senza conoscere il loro vero significato, che viene poi dalla storia di questi termini. La credenza è un mobile la cui nascita data il XVII secolo, quando fungeva da appoggio su cui venivano sistemati i cibi che sarebbero stati serviti ai commensali. La credenza deriva il suo nome da un rituale noto come “servizio di credenza“. La affiancava una figura particolare, il Mastro Credenziere, che doveva assaggiare tutti i piatti che venivano offerti come garante del fatto che non fossero avvelenati.
Originariamente, la credenza era nota anche come “buffet”, termine derivato da Pierre Buffet, cuoco del Re di Francia Francesco I, che lo accompagnava nei suoi frequenti viaggi durante le campagne in Italia. Pierre creò un mobile innovativo per trasportare comodamente cibo, stoviglie e bottiglie. Questo nuovo mobile riscosse un enorme successo e si diffuse rapidamente tra le case nobiliari. Gli ebanisti presero ispirazione dal modello di Buffet per creare varianti sempre più elaborate.
Nel corso del tempo si sono distinte diverse tipologie di buffet:
- Buffet da mostra: Durante l’epoca barocca, aveva la funzione di esporre oggetti di valore come servizi preziosi, argenteria, porcellane e bottiglie di vino selezionato. Era usato nelle cene per presentare i cibi freddi agli invitati.
- Buffet da servizio: Il mobile era il punto di appoggio per le vivande fredde, i piatti e tutto il necessario per il servizio a tavola.
Nell’antichità, i mobili erano scarsi e fondamentali nelle abitazioni, poiché costosi e difficili da trasportare. Fu solo nel Quattrocento che i mobili iniziarono a sviluppare una struttura definita, con funzioni specifiche. La credenza si affermò come l’arredo essenziale della cucina, su cui si appoggiavano piatti, utensili, bottiglie e bicchieri. Nel corso dell’Ottocento, le credenze si diffondono ampiamente, superando i confini dell’aristocrazia per entrare nelle case di tutti i livelli sociali.
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Alessandro Barbero - Dal Medioevo all'Umanesimo
L'estetica dell'Arte Povera: tra mito e realtà
C'è un'idea romantica e profondamente distorta che avvolge l'acquisto di una credenza in stile arte povera in legno massello, ovvero l'idea che questo oggetto sia l'erede diretto delle madie polverose delle nostre bisnonne. Quello che oggi chiamiamo con questo nome è spesso una reinterpretazione o una produzione ispirata a quel concetto di semplicità. La parola "povera" implica un design semplice ma elegante, dove l'accento è sulla bellezza del materiale stesso. Lo stile si adatta alle case moderne e tradizionali allo stesso tempo, ideale per chi ama uno stile minimal ed elegante.
Le credenze d'epoca e i modelli classici si caratterizzano per la solidità e l'uso del legno massello, un materiale vivo: eventuali cambiamenti della superficie nel tempo ne testimoniano l’autenticità e il pregio artigianale. A differenza dei mobili in truciolare, una struttura solida in massello può vivere per generazioni.
Caratteristiche costruttive e materiali
Le credenze in stile arte povera sono tradizionalmente realizzate in legno massello. Le essenze legnose storicamente utilizzate includono il noce, il faggio, il ciliegio, il mogano e il palissandro. Nei modelli di alta qualità, parti interne come lo schienale, il fondo, i ripiani e gli interni dei cassetti sono realizzati in abete massiccio.
Un aspetto fondamentale riguarda le tecniche di assemblaggio e finitura:
- Incastri a coda di rondine: garantiscono la stabilità strutturale dei cassetti.
- Scorrimento dei cassetti: la tradizione del mobile in Arte Povera vuole che i cassetti scorrano sul legno e non su guide meccaniche.
- Lavorazione artigianale: lucidatura molto anticata e piallata a mano per donare una superficie irregolare dal sapore vissuto.
- Dettagli: cerniere ad occhiello, zoccolo o basamento chiuso, e porte diritte con pannelli lisci o bugnati.
Tabella riassuntiva delle caratteristiche
Di seguito vengono riportate le specifiche tecniche tipiche di una credenza classica in noce massello in stile arte povera:
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| Caratteristica | Dettagli |
|---|---|
| Materiale principale | Legno massello di noce (parti a vista) |
| Materiale interni | Abete massiccio (schienali, ripiani, interni cassetti) |
| Stile | Lineare tipo Arte Povera, zoccolo chiuso |
| Finiture | Lucidatura anticata, piallata a mano (o liscia su richiesta) |
| Dimensioni tipiche | Variabili (es. 230x55x90 cm, 190x55x90 cm, 105x42x85 cm) |
| Tecniche di giunzione | Incastri a coda di rondine, cerniere ad occhiello |
Ogni articolo realizzato artigianalmente è unico e speciale. Possono essere presenti piccole imperfezioni superficiali, nodi e venature naturali che non compromettono in alcun modo la qualità, ma che testimoniano l'autenticità del legno massiccio.
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