Il parquet prefinito in olmo americano, con la sua finitura naturale spazzolata e verniciata, rappresenta una scelta esteticamente raffinata e funzionale per molti ambienti. Molti si sono detti "folgorati" dalla sua bellezza, come nel caso di chi ha ammirato un modello dell'Antico Asolo.
L'Estetica e la Versatilità dell'Olmo Americano
L'olmo è indubbiamente bellissimo, sebbene possa comportare un costo significativo. Nonostante ciò, il suo fascino è innegabile. Un quesito comune riguarda la sua adattabilità: "si adatta bene anche ad ambientazioni moderne?". Sebbene alcuni possano percepirlo "più adatto agli ambienti rustici", molti lo adorano proprio per la sua capacità di inserirsi con eleganza anche in contesti contemporanei.
Trovare l'Olmo Americano non è affatto difficile; nelle sale mostra di rivenditori specializzati si possono trovare almeno una decina di ditte che lo trattano, come l'Antico Asolo della Crespano Parchetti, un prodotto che "regge tranquillamente il confronto" con altre eccellenze del settore.
Specifiche Tecniche e Criteri di Selezione
Spessori e Struttura
Nella ricerca di un parquet prefinito, le specifiche di spessore sono cruciali, soprattutto quando l'intenzione è quella di applicarlo su un pavimento preesistente. Spesso si cercano soluzioni da 10/11 mm, possibilmente con 3/4 mm di legno nobile. Per chi cerca un parquet prefinito in olmo americano con spessore massimo di 10 mm, è naturale orientarsi su un modello a due strati.
È fondamentale considerare che su uno spessore di 10 mm, "non è assolutamente pensabile fare doghe larghe". Secondo l'esperto Prof. Giordano, il rapporto tra spessore e larghezza per il legno massiccio non dovrebbe superare 6. Anche se per i supportati la questione è diversa, si sconsiglia di vendere o posare una doga più larga di 120 mm. Numerosi lavori eseguiti con l'olmo hanno impiegato doghe larghe 90 mm.
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Come Riconoscere la Qualità e Evitare Prodotti Scadenti
Acquistare un parquet di qualità richiede attenzione. È importante sapere come "capire se l'ultimo strato è ok e che non si tratta di un prodotto scadente!". Particolare cautela va posta nei confronti dei prodotti importati: "Fate poi ATTENZIONE perchè anche i cinesi importano l'Olmo dal nordamerica, lo lavorano e lo rivendono sul mercato europeo, compreso quello italiano".
Per i parquet a tre strati, è possibile smascherare i prodotti di dubbia provenienza dalla controfaccia: "tutto ciò che sotto ha PIOPPO o DERULLATO DI PIOPPO E' CINESE". Anche le misure possono essere un indicatore: "classico il 1860 x 189 (derivato dalla conversione pollici/centimetri)" è un formato spesso associato a queste importazioni.
La Durezza dell'Olmo e le Sue Implicazioni
Sulla durezza dell'olmo americano, si riscontrano pareri diversi. C'è chi si chiede se sia "un legno medio/duro" o un'essenza "dura e resistente". Tuttavia, alcuni esperti affermano che "è un legno un pò tenero", ma questa caratteristica "fa parte della sua bellezza". La sua tendenza a segnarsi leggermente può renderlo "ancora più bello" con il tempo, acquisendo un aspetto vissuto. Paragonarlo all'iroko, anch'esso un legno tenero, non offre un confronto significativo in termini di durezza, ma piuttosto mette in luce la sua unicità.
Queste considerazioni sono particolarmente rilevanti se il parquet deve essere posizionato al piano terra, con la presenza di un piccolo giardino intorno alla casa, o in ambienti frequentati da bambini e animali domestici ("Bambini, cani e giardino?"), dove la resistenza all'usura è un fattore chiave.
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Parquet Oliato o Verniciato: Pro e Contro della Finitura e Manutenzione
Un'altra scelta cruciale riguarda la finitura: "oliato o verniciato?". Su questo tema, i pareri sono molto contrastanti, soprattutto per quanto concerne la manutenzione e la resistenza.
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Manutenzione e Durabilità
Alcuni sostengono che "come manutenzione non ci sono grosse differenze" tra i due tipi di finitura. Altri affermano che il parquet oliato richiederebbe un "trattamento 'straordinario' ogni tre mesi", mentre altri suggeriscono "una volta l'anno". Sulla resistenza, "oliato è più resistente perché idrorepellente", mentre altri osservano che "assorbe i liquidi!".
La questione dell'olio è "un discorso molto ampio", poiché "ci sono oli ed esperienze diverse e la cattiva gestione della manutenzione lo fa sembrare un prodotto sbagliato". Tuttavia, con "gli oli giusti" e una "facile e pratica manutenzione", utilizzando "olio naturale e saponi naturali di manutenzione", l'esperienza può essere "meravigliosa".
Per una lunga durata, un buon olio fornisce "un detersivo che si usa come un normale detersivo, ma che aiuta ad ogni lavaggio a rinnovare e ad aumentare la protezione". Si consiglia di passare un po' di olio di manutenzione "ogni anno o anche ogni 2, dopo un bel lavaggio a fondo". In questo modo, il parquet "dura in eterno, e senza mai bisogno di rilevigarlo".
Nonostante i vantaggi dell'oliato, la preferenza per il "verniciato spazzolato" è molto personale e condivisa da alcuni, evidenziando come la scelta dipenda spesso dal gusto individuale e dalle aspettative di gestione.
Riscaldamento a Pavimento
La compatibilità con il riscaldamento a pavimento è un altro punto di dibattito per la finitura oliata. Alcuni sostengono che "con il riscaldamento a pavimento l'oliato vegetale è la soluzione migliore!!!". Altri, invece, raccomandano di "evita assolutamente l'olio perchè il legno si seccherebbe di continuo e tu dovresti rioliarlo molto spesso!!!". Queste opinioni diametralmente opposte evidenziano la necessità di informarsi accuratamente e scegliere prodotti specifici certificati per l'uso con impianti radianti.
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Alternative all'Olmo Americano
Considerando la ricerca di un legno "non troppo scuro, e possibilmente anche un pò più duro dell'olmo", mantenendo un'essenza "al naturale" senza tinte, diverse opzioni possono essere prese in considerazione.
Il teak, per esempio, "è un legno piuttosto tenero". Tuttavia, "va bene se è per lo meno leggermente spazzolato, meglio ancora se spazzolato profondo". Esistono ottimi prodotti in teak con uno spessore di 10 mm e una larghezza di 90 mm. Il rovere, pur essendo un'opzione, è spesso percepito come "un pò troppo chiaro" nella sua versione naturale, e le versioni "tinte" non sempre incontrano il gusto di chi cerca una finitura autentica.