Cosey Fanni Tutti è un nome importante nell’ambito della musica industriale e di una certa controcultura alternativa. È indubbiamente un simbolo della prima stagione della rivoluzione industrial: prima con Genesis P.-Orridge nel progetto COUM Transmission, poi con i Throbbing Gristle e, successivamente, in coppia con Chris Carter nel duo Chris & Cosey ha attraversato tutte le stagioni della musica sperimentale e industrial europea.
L’artista inglese è ormai una leggenda vivente e non dovrebbe aver bisogno di presentazioni. Come una composizione lirica di Mozart che diventa un film erotico, Cosey Fanni Tutti è un’opera d’arte che continua a ridefinire i suoi confini in un ciclo di trasformazione infinito, sempre mutevole e carica di significati diversi; che sia come parte dei COUM Transmissions, come performer e modella, come membro dei Throbbing Gristle, come parte del duo Chris & Cosey o come Scarlet, Cosmosis o Christine.
Le Radici della Provocazione: Dai COUM Transmissions alla Ribellione Artistica
Cosey Fanni Tutti (al secolo Christine Carol Newby) fu parte importante di tale caravanserraglio disumano. Christine decise che non avrebbe mai voluto arrendersi a quel destino. Le parole “Fai quello che ti dico, non quello che faccio” pronunciate dal padre durante gli aspri litigi l’avevano indotta alla forma più estrema di ribellione. Fu di fine anni ’60 che Christine ebbe i primi contatti con Genesis P. Cosmosis, e che voleva stare con me. La sua autobiografia Art Sex Music del 2017 è illuminante.
I due si trasferirono insieme in uno stabilimento da loro chiamato Ho Ho Funhouse, che ospitava altri artisti legati alla realtà di COUM Transmissions. I mantra di Aleister Crowley, l’opera di William Burroughs, il Dada e il Surrealismo erano i riferimenti culturali del collettivo artistico, divenuto oramai abbastanza conosciuto nei circuiti underground inglesi a causa di mostre e performance allestite in gallerie o in strada. La Funhose non era solo uno spazio abitativo; rappresentava il collettivo COUM, con oggetti inchiodati ai muri e appesi sul soffitto dei corridoi, ed iscrizioni di Gen come la frase “Poetry is a dead letter”.
Dal 1970 al 1973, Cosey partecipa assieme a Neal “Genesis P-Orridge” Megson al sovversivo progetto artistico COUM Transmissions, il quale sfocerà nel 1976 in una mostra/performance all’ICA dal titolo “Prostitution”. L’esibizione genererà molto scalpore nell’allora perbenista società inglese. Le loro provocazioni erano ordite per colpire la società inglese del tempo, la brutalità d’esse, l’anempatia sottesa, l’ansia di auto mortificazione finirono per bruciare qualsiasi riferimento contingente e, soprattutto, la carica eversiva più facile ed esibizionista.
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Vi sarà anche un acceso dibattito alla Camera dei comuni, con i Nostri accusati di essere “wreckers of civilisation” da un parlamentare britannico che voleva togliere i finanziamenti pubblici all’ICA. Nel frattempo, Cosey continuò a sperimentare con il proprio corpo le idee sovversive espresse nei suoi happening, anche attraverso una carriera come spogliarellista e prestando la sua immagine più intima a film e riviste pornografiche, tutto nel segno di un’indagine antropologica dei sordidi angoli pruriginosi della società dello spettacolo.
Sin dai primi anni alla Funhouse, Cosey si era dilettata nel ritagliare figure femminili da quelle stesse riviste per trarne dei collage: poter essere una di quelle figure che abitavano le sue opere sembrava un esperimento eccitante da compiere. In più, la nudità non era mai stato un problema nella sua vita artistica, e la sua volontà era sempre stata quella di rifiutare ogni stigma sul sesso e sui sex workers, al contrario di alcune correnti femministe di quei tempi: “Sentivo che il femminismo non mi rappresentava per niente, anzi, lo trovavo molto divisivo. […] Mi distaccava da un’area che mi piaceva esplorare, e trovavo che i movimenti LGBT+ fossero molto più inclusivi.
Poteva sembrare una provocazione: prostituzione, masochismo, sberleffi alla religione (cristiana), body painting, nudità, mortificazioni da B-movie (in uno spettacolo Newby disegnò una svastica sul corpo di Genesis P-Orridge con un sanguinolento assorbente interno, estratto all’uopo), deviazioni sessuali furono i tratti caratteristici di tali “distruttori di civiltà”, come vennero definiti da un esponente della Camera dei Comuni.
L'Era Industriale: La Nascita dei Throbbing Gristle
Dalle ceneri dei COUM prenderà il via il progetto sonoro e controculturale Throbbing Gristle. I TB sono stati simbolo di una delle rivoluzioni musicali più sovversive, rilevanti ed influenti del ventesimo secolo. Il gruppo nasce quando Chris Carter, appassionato di elettronica e di sintetizzatori auto costruiti, si unirà agli ex-COUM, Genesis, Cosey Fanni Tutti e Peter Christopherson. Le opere dei Throbbing Gristle sono ormai conosciute; sia quelle mature, sia quelle aurorali (1975-1976); ciò che è meno conosciuto riguarda la loro storia artistica antecedente (1969-1975, cristallizzata come Coum Transmissions in due episodi che indagheremo) e l’aspetto visivo dei loro spettacoli, un lato del loro manifestarsi artistico, almeno nei primi tempi, forse più importante di quello sonoro.
Una volta Cosey ha detto che i Throbbing Gristle erano diventati tutto quello contro cui avevano sempre combattuto. Ciò significava qualcosa che era alla moda e che la gente poteva seguire. Volevamo evocare una cultura in cui le persone uscivano e facevano quello che volevano. Ma alla fine siamo diventati degli idoli. Il momento cruciale è stato quando abbiamo suonato Lyceum, e siamo scesi dal palco e abbiamo visto questa marea di uniformi militari alla Throbbing Gristle, e abbiamo pensato “Oh no, è come quando il pubblico va al concerto di Boy George vestito come lui.” Lì è stato quando abbiamo cambiato la struttura dei concerti, suonando per la prima mezz’ora pezzi veramente noiosi. Ci siamo presentati tutti vestiti di bianco e abbiamo dato al pubblico venti minuti pieni di basso ronzio monotono. Magari per fare una scrematura di quelli che se ne sarebbero andati.
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Oltre i Throbbing Gristle: Chris & Cosey, Carter Tutti e la Carriera Solista
Dopo la fine della missione dei Throbbing Gristle nel 1981, Cosey Fanni Tutti assieme a Carter diede vita al duo Chris & Cosey. Cosey sentiva di dover tornare a respirare. I due artisti divennero i pionieri di un minimal synth perturbante e ansiogeno che influenzò significativamente una certa elettronica post-industriale per gli anni a venire. La coppia si riunirà per breve tempo a Genesis e Christopherson nei rinati Throbbing Gristle e, successivamente, negli X-TG senza Genesis. Sotto il nome Carter Tutti, i due artisti porteranno avanti le loro esplorazioni elettroniche nel campo di una techno sperimentale, arrivando a collaborare con Nik Colk Void dei Factory Floor nel progetto Carter Tutti Void e riattualizzando, rielaborando e remixando il proprio lavoro degli anni Ottanta nell’album “Carter Tutti Plays Chris & Cosey”.
Recentemente è stata protagonista, sempre con Chris Carter, con i Carter Tutti nel solco di sonorità techno. Christine Newby torna con un nuovo disco solista a firma Cosey Fanni Tutti, il suo secondo album in solitaria dopo “Time To Tell”, edito su nastro nel lontano 1983.
"Tutti": Il Nuovo Capitolo Sonoro
Il nuovo lavoro, intitolato semplicemente “Tutti”, esce per Conspiracy International, la sua etichetta personale. Ora esce Tutti, il suo secondo disco a 16 di distanza del suo esordio Time To Tell del 1983. Musicalmente Tutti è una sorta di compendio della carriera musicale di Cosey Fanni Tutti. Il lavoro si presenta come una mappa emozionale tracciata con synth incandescenti, loop tagliati a crudo, respiri elettronici che si mescolano al sangue freddo della composizione.
Cosey Fanni Tutti presenta otto tracce di paesaggi autobiografici tra techno, dub e drone music di stampo post-industrial. La qualità è alta, del resto buona parte della musica elettronica deve moltissimo al lavoro dei pionieri Throbbing Gristle e anche un lavoro solista come “Time To Tell” colpisce ancora oggi per la sua attualità e la sua preveggenza nei confronti di un’elettronica distopica e angosciante che anticipò i nostri tempi. Cosey riscrive il proprio linguaggio in tempo reale, modulando intensità e significato come chi manipola onde cerebrali anziché semplici onde sonore. Cosey si occupa di tutto: scrittura, performance, produzione. E lo fa con una lucidità che non ha nulla di celebrativo. Le sue scelte restano chirurgiche, precise, ma non fredde. Nel comunicato si parla di “tracce sonore che continuano a esistere anche quando sembrano svanire”. Non si tratta di melodie o beat nel senso canonico.
L’album si divide in due metà quasi dichiarate: una pulsante, ritmica, che agisce sul corpo; l’altra più rarefatta, onirica, percettiva. Due facce dello stesso processo, della stessa traiettoria sensoriale.
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Analisi delle Tracce
- La traccia omonima si apre all’insegna delle ultime sperimentazioni di Carter Tutti Void, musica da club anni Novanta mutata e irriconoscibile.
- In un brano come “Hely” riaffiora ancora il fantasma evanescente dell’edonismo synth di Chris & Cosey (riletti da Carter Tutti). Solo in “Hely” la voce di Cosey riappare, riconoscibile ma sempre sfumata come in un sogno o un incubo lontano.
- La dark-ambient di tracce come “Split” e “En” sono due episodi degni del più classico Lustmørd e memori dei momenti ambient angoscianti di “Time To Tell”. “Split” è invece caratterizzata da sonorità più sperimentali nella vena di certo ritual ambient mentre in “En” troviamo la tipica dimensione cosmica di molta musica ambientale degli anni ’90.
- Poi vi sono anche le ritmiche sghembe e debordanti di “Drone”. Le tracce iniziali, l’omonima title-track e la successiva “Drone”, ci presentano un’elettronica evoluta e danzereccia.
- I tribalismi esotici di “Moe” e persino un brano come “Sophic Ripple” che guarda con interesse a certa elettronica recente alla Roly Porter. La house acida e malata di “Moe” e le elucubrazioni minimali e liquide di “Sophic Ripple” mi hanno ricordato i Coil di Love’s Secret Domain, un disco a suo modo seminale che dava un’interpretazione stravolta dell’acid house.
- La conclusiva “Orenda” è una sorta di collage elettronico sperimentale.
Nulla di nuovo e sconvolgente da un’artista nata nel 1951, che ha sempre sostenuto di guardare con sospetto all’accettazione da parte della critica benpensante. “Tutti” è, in definitiva, un lavoro interessante da parte di un artista che ha ancora qualcosa da dire.
Riflessioni e Progetti Attuali
La Red Bull Music Academy, organizza ogni anno in città diverse workshop e incontri per amanti della musica con personaggi che ce la fanno, anzi, che spaccano tantissimo. Quest’anno hanno avuto l’onore di ospitare Cosey Fanni Tutti degli Throbbing Gristle e di Chris & Cosey.
Cosey, dove ti trovi adesso? Su cosa state lavorando tu e Chris [Carter, dei Throbbing Gristle e Carter Tutti] in questo momento? Chris ed io stiamo lavorando su un pezzo audio per un’installazione di una galleria in Italia. Sarà a maggio. Fra poco dovremo fare delle registrazioni all’aperto, sia nel campo dell’audio che del visivo, e quindi ci stiamo preparando per questo. Poi dobbiamo metterci a pensare per il nostro nuovo progetto come Carter Tutti. E ovviamente ci sono sempre sotto i Throbbing Gristle. In parallelo ho in cantiere anche una mostra d’arte. Ho appena concluso un nuovo lavoro, una serie di fotografie che mi sono state fatte tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta. Il fotografo è morto e mi ha lasciato qualcosa come 200 fotografie e diapositive che mi ritraggono.
Quando guardi quelle fotografie adesso, a cosa pensi? In che senso, se provo nostalgia per il mio vecchio corpo? Lo vedo in modo diverso, ora. Penso che cambino gli occhi. Cambia la propria prospettiva della vita. Spesso è banale―il più delle volte mi ricordo l’ora, il giorno, il minuto in cui sono state scattate certe fotografie. Ma all’epoca non ero totalmente presente, al momento, perché ci stava succedendo di tutto.
Come veterana del settore del porno, sei preoccupata dall’onnipresenza del porno di questi tempi? Sì, mi preoccupa, perché mi chiedo quale tipo di connessione vi sia tra le persone e la pornografia in rete. Proprio perché è diventata così accessibile, l’accessibilità è ora diventata una delle sue caratteristiche principali. A detta della stessa Newby, il mondo della pornografia è ampiamente industrializzato, accelerato e digitalizzato in chiave hi-tech da apparire un luogo molto più cinico, estremo e pericoloso di quanto lo sia stato negli anni Settanta.
Cosey-che oggi ha una famiglia con Chris a Norfolk, nell’Inghilterra orientale, e continua a fare musica-detiene il titolo di una delle figure femminili di maggior spicco della sottocultura musicale mondiale.