I mobili in legno conferiscono un fascino unico e senza tempo agli ambienti, ma per mantenerli in perfetto stato è fondamentale prestare attenzione ad uno dei loro peggiori nemici: il tarlo. Questi piccoli insetti possono compromettere seriamente la bellezza e la struttura dei mobili. Il tarlo del legno è l’origine di una delle principali patologie che affligge non solo i mobili, ma anche elementi strutturali lignei. Chi si è approcciato almeno una volta al restauro dei mobili in legno sa bene che spesso ci si trova a dover affrontare il problema dei tarli.
Riconoscere i Segni del Tarlo
Prima di iniziare un trattamento antitarlo, è importante riconoscere i segni di un'infestazione. Ecco cosa tenere d’occhio:
- Fori sul legno: piccoli fori rotondi sono il segno più evidente della presenza dei tarli.
- Polvere di legno (rosume): la polvere fine trovata intorno ai mobili in legno è un ulteriore segnale d’allarme.
- Crepitio: un lieve rumore proveniente dal legno è un altro possibile indicatore di attività dei tarli.
Se noti uno o più di questi segnali, è il momento di agire. La presenza del tarlo del legno si evidenzia poiché le superfici degli elementi lignei presentano piccole forature esterne con annessa polvere di legno accompagnata dal caratteristico rumore. Queste forature esterne possono però nascondere gravi mancanze interne. Il tarlo del legno, infatti, è in grado di distruggere nel tempo anche elementi dalle dimensioni considerevoli: le cavità da lui scavate all’interno del materiale rendono il legno fragile compromettendone la stabilità e affidabilità strutturale a carico. Forature scure con bordi sfrangiati, invece, sono segno che un intervento è già stato fatto.
L'Inefficacia dei Metodi Antitarlo Fai da Te
Spennellare l’antitarlo sul legno, purtroppo, non è una soluzione efficace. In realtà, anche questo concetto non è propriamente corretto. Il prodotto, infatti, continuerà comunque a penetrare in un’area molto limitata. Inoltre, ed è la ragione più importante, i fori dei tarli, che vediamo, sono fori di uscita dell’insetto, che, divenuto ormai adulto, ha sfarfallato, depositando nuove uova altrove. Pertanto, non è detto che le altre larve, ancora presenti nel legno, abbiano raggiunto la superficie o le aree in cui è stato iniettato il prodotto. La fase più lunga del ciclo vitale del tarlo è quella larvale. Non va trascurato, tra l’altro, l’effetto che tali prodotti possono provocare sui manufatti.
La permetrina è una sostanza efficace contro i tarli che ne vengono a contatto. Purtroppo, però, il limite del prodotto è la scarsa capacità di essere assorbito dal legno, e, quindi, non può raggiungere le larve di tarlo, che si sono portate più in profondità. La permetrina è il principio attivo tossico per i tarli, e, da sola, non riesce ad essere assorbita dal legno. Come già detto, la permetrina, da sola, non è in grado di penetrare all’interno del legno, pertanto è necessario associarla a sostanze diluenti. Posto che l’acqua, rispetto ai solventi, ha poca capacità di penetrazione nel legno e la permetrina è insolubile in acqua, ne consegue che, per consentirne la penetrazione nel legno e la solubilità, deve essere associata ad una sostanza organica veicolante. Tra i prodotti naturali, è possibile trovare i sali borici di potassio.
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Facilmente reperibile in commercio, spesso viene utilizzata nell’ambito del fai da te con effetto camera a gas. Scopo della camera a gas, infatti, è quello di consentire al legno di trattenere, per più tempo, i solventi che veicolano la permetrina, sostanza alla base dei prodotti antitarlo, al fine di far penetrare i composti più in profondità. Questi metodi antitarlo fai da te sono stati portati avanti nel tempo, sulla falsariga dei vecchi metodi artigianali, che usavano prodotti molto più potenti, ma tossici. Tali sostanze non hanno alcuna capacità di eliminare i tarli del legno.
Come si può notare, il principio di utilizzo di tali sostanze in percentuali dosate nei composti preparati è ben diverso dall’idea di utilizzarli singolarmente come antitarlo fai da te. Come indicato, la loro presenza è riscontrabile tra i componenti di molti prodotti antitarlo in commercio, in qualità di diluenti e vettori del principio attivo insetticida. Apparentemente, i trattamenti antitarlo fai da te sono senza dubbio economici. La diretta conseguenza sarà che i tarli proseguiranno indisturbati le loro azioni distruttive all’interno di mobili o soffitti in legno. Il consiglio più sensato da dare è quello di tralasciare i metodi fai da te, che, come abbiamo visto, non sono risolutivi, ma comportano solo una spesa inutile in termini economici e di tempo.
Trattamento antitarlo completo
Trattamento Professionale dei Tarli e Preparazione del Legno
Per risolvere il problema definitivamente, è utile rivolgersi a professionisti del settore, che, conoscendo approfonditamente le abitudini dei tarli, il loro ciclo vitale, le normative e le reazioni dei manufatti lignei, possono suggerire il trattamento antitarlo più sicuro e risolutivo per eliminare i tarli in maniera idonea e senza compromettere i manufatti. L’unico modo per debellare i tarli è ucciderli e il sistema più efficace è iniettare veleno nelle fibre lignee di cui si nutrono. Un paio di settimane di sigillatura assicurano l’efficacia del trattamento che prosegue con la successiva aerazione del componente finché non perde ogni odore.
Il restauro dei mobili in legno afflitti dal problema dei tarli presenta due principali situazioni: tarlature su cui è già stato fatto un intervento e tarlature nuove. Se si effettua un restauro dei mobili in legno con tarlature “in fieri”, il procedimento richiede abilità e una buona dose di pazienza.
Fasi Preliminari al Restauro
Una volta debellati i tarli, si procede con le fasi di preparazione e ricostruzione del legno:
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- Rimozione della patina superficiale: Si effettua mediante sverniciatura, per asportare depositi, vernici e macchie presenti ed ottenere il legno originario con le superfici completamente pulite. Dopo la sverniciatura, infatti, il legno appare opaco e spento. È necessario asportare lo strato di vernice che si è staccato dal supporto utilizzando una spatola, un raschietto oppure una spazzola.
| Tipo di Vernice | Tempo Necessario per Sciogliere lo Strato |
|---|---|
| Flatting o smalto a base solvente | 5 minuti |
| Vernice acrilica o alla nitro | 15 minuti |
- Consolidamento e ricostruzione: Questa fase prevede il consolidamento e l’integrazione delle parti ammalorate, nonché la ricostruzione e il rifacimento delle parti mancanti. I mobili antichi colpiti dai tarli spesso presentano una struttura indebolita o polverizzata. Il consolidante per legno, ad esempio, è un liquido incolore che ricompatta la struttura, penetrando in profondità nei pori e ripristinando la solidità originale.
La Colla Vinilica: Un Alleato nel Restauro del Legno Danneggiato
Come incollare con il Vinavil è una delle domande a cui mi trovo spesso a rispondere ai miei allievi dei corsi dal vivo e online. Innanzitutto devo fare una precisazione: nel restauro dei mobili antichi in genere usiamo colle naturali perché sono reversibili. La reversibilità della colla consente di poter staccare agevolmente l’incollaggio e di poterlo eventualmente rifare.
Dal dopoguerra, per andare incontro alle esigenze della produzione industriale di mobili, le colle sintetiche sostituiscono le colle naturali. Le colle bianche, chiamate all’inizio genericamente “adesivi” o “sintetiche”, nascono negli anni '30 mentre la colla vinilica propriamente detta nasce nel '42, anche se non ha ancora il nome commerciale di Vinavil. Il Vinavil è una colla eccezionale. Si può produrre industrialmente mantenendo sempre le stesse caratteristiche, si può usare anche al freddo e resiste all’umidità. In bottega, vicino alle colle naturali e al pentolino di ghisa per scaldarle, tengo sempre il Vinavil.
Come Utilizzare la Colla Vinilica per Incollaggi Strutturali e Ricostruzioni
L'utilizzo della colla vinilica è fondamentale per la ricostruzione e l'integrazione delle parti mancanti o danneggiate strutturalmente, come nel caso di ripristini dopo un'infestazione di tarli. Ti mostro come usarlo:
- Diluizione e applicazione: La colla vinilica va diluita con acqua quanto basta per stendere un velo sulle parti da incollare senza formare troppo spessore. Dopo aver posizionato una nuova parte, come un piede, e aver verificato che non sono necessarie altre modifiche, si stende la colla con un pennello.
- Tempo aperto e morsetti: Il Vinavil ha un “tempo aperto” di circa 6 minuti. Quando si incolla, è fondamentale avere sempre a portata di mano i morsetti che serviranno per stringere l’incollaggio. La leggera fuoriuscita di colla dimostra che le due parti sono ben strette.
- Protezione del legno: Mettiamo sempre dei pezzetti di compensato davanti al metallo dei morsetti. I pezzetti di compensato servono a non rovinare il legno con i morsetti di ferro.
- Pulizia: Puliamo sempre con una spugna gli eccessi di colla.
- Qualità della colla: Quando asciuga una colla vinilica di buona qualità deve risultare trasparente. Gli inerti aumentano il peso e il volume della colla a scapito però della qualità.
Per esempio, uso sempre la colla vinilica per incollare le sedie. Questi mobili sopportano grandi sforzi su pochi punti di tenuta: i tenoni dei traversi e le mortase dei montanti. Dopo aver messo la colla sia sui tenoni che nelle mortase stringiamo i morsetti. I mobili costruiti tra gli anni '50 e '60 sono stati incollati, e poi spesso restaurati, con colle viniliche. Ecco come si presenta un tavolo incollato con il Vinavil.
Fasi Finali del Restauro
Una volta che le riparazioni strutturali sono complete, si procede con le finiture:
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- Recupero delle venature: Recupero delle venature originarie del legno e/o pittura.
- Lucidatura: Lucidatura delle superfici, che avviene generalmente con gommalacca.
- Protezione: L'applicazione di cera d’api in pasta, come Cera Novecento, serve a nutrire il legno e proteggerlo dall'umidità e dalle macchie.
Cera Novecento offre una vasta gamma di prodotti per il restauro e la manutenzione dei mobili in legno, rispettosi della loro natura unica. I trattamenti proposti, come l'antitarlo ed i consolidanti, sono progettati per garantire una cura ottimale ai tuoi mobili, estendendone la durata e preservandone la bellezza. Proteggere i mobili dai tarli richiede attenzione ed i giusti trattamenti, per questo con i prodotti professionali si possono mantenere i mobili integri, valorizzarne la bellezza e proteggerli dai danni causati dal tempo e dagli insetti.
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