Il nome "Chiesa dello Spirito Santo" identifica diverse importanti strutture religiose disseminate sul territorio italiano, ognuna con la propria storia, architettura e peculiarità. Sebbene la presenza di pavimenti in legno non sia un tratto comune a tutte, molte di esse custodiscono pregevoli elementi lignei che meritano un approfondimento.
La Chiesa dello Spirito Santo a Torino
La chiesa dello Spirito Santo si trova nel cuore di Torino, tra il Duomo ed il Municipio.
Già nel 1575, anno di nascita dell’Arciconfraternita, l’oratorio viene ampliato fino ad inglobare i due terzi della chiesa di San Silvestro. Nel 1763 viene autorizzata la ricostruzione della Chiesa, affidando l’incarico all’architetto G.B. Ferroggio.
L’edificio è a navata unica, a pianta rettangolare, con i lati maggiori espansi in due cappelle curvilinee e terminante ad abside semicircolare. Ornano le pareti colonne corinzie scanalate in marmo di Valdieri sorreggenti la trabeazione rinforzata da un attico continuo su cui si impostano volte ed archi. La cupola ellittica, sostenuta da quattro archi dai pennacchi decorati in stucco, è divisa in otto spicchi con aperture ovali e culmina nel cupolino.
Tra gli elementi lignei di spicco, gli stalli del coro, scolpiti in legno di noce, sono disposti ad emiciclo su tre file con sedile continuo, mentre la cattedra centrale è sormontata da baldacchino sorretto da cherubini, opera di Piero Botto e Matteo Madonna. La chiesa ospita un organo in legno scolpito e dorato, che occupa l’intera facciata interna dell’edificio. Il parapetto è ripartito in nove specchi recanti strumenti musicali, mentre sulla cimasa l’emblema dello Spirito Santo è sostenuto da due piccoli angeli musicanti.
Leggi anche: Leggi l'articolo completo sul parquet
L’altare maggiore, alla romana e a due gradini, è realizzato in marmo giallo di Verona e verde di Susa, ed ospita nella parte bassa il corpo di San Vittore martire. A destra dell’ingresso si trova la cappella del Crocifisso con il crocifisso ligneo di fine Quattrocento. L’altare di destra è decorato dal gruppo ligneo dell’Addolorata, opera di Stefano Maria Clemente e quello di sinistra dal Battesimo di Costantino di Mattia Franceschini.
L’arciconfraternita dello Spirito Santo fin dalla sua fondazione nel 1575, con l’approvazione religiosa di Mons. Della Rovere, ha sempre manifestato grande interesse per la musica. Uno dei suoi tre fondatori era infatti musico e la pratica musicale è sempre stata considerata essenziale in tutte le funzioni religiose. La prima notizia di acquisto di un organo si data al 1589, mentre tra il 1700 e la prima metà dell’800 si ha notizia dell’utilizzo di vari strumenti musicali per le celebrazioni. Nel coro dell’Arciconfraternita si formarono importanti musicisti tra cui Andrea Stefano Fiorè, Giovanni Antonio e Francesco Saverio Giaj, che nel corso del 1700 ricoprirono il prestigioso incarico di “maestro di cappella” nella Regia chiesa e nel Duomo di Torino.
La Chiesa Parrocchiale dello Spirito Santo a San Cono (CT)
La Chiesa Parrocchiale dello “Spirito Santo” sorge nel luogo avanti alla Piazza in sostituzione di una precedente cappella dedicata a San Rocco, edificata probabilmente poco prima del 1540, ed abbattuta intorno al 1578 per far posto al nuovo edificio. Di tale edificio preesistente si son potute osservare, durate i recenti lavori di restauro, le fondamenta al di sotto dell’altare maggiore. Per la realizzazione della nuova costruzione venne occupata parte della piazza antistante e gli antichi granai, presenti nella piazza e rinvenuti durante i recenti lavori di restauro e rifacimento del pavimento, furono inglobati all’interno della stessa chiesa divenendo luoghi di sepoltura. Originariamente era di proprietà dei Trigona, la costruzione è annessa infatti al Palazzo Trigona, dimora di questi ultimi.
Da tutto il popolo viene indicata come “Chiesa di San Cono” sia perché fu la prima Chiesa Madre del paese e sia perché fu dedicata al Santo Protettore, vi si trova infatti sull’unico altare una statua del Santo in legno di epoca imprecisata, mentre un’altra si trova esposta in una stanza del Palazzo Trigona, opera dello scultore Ferdinando Perathoner di Ortisei eseguita nel 1961.
Di stile barocco-dialettale, la parte interna è ad unica navata con altare di marmo in fondo, dove nei due lati frontali inferiori vi è scolpita un’aquila, che è lo stemma della casa Trigona, che ne avevano la proprietà. Sul soffitto vi sono raffigurati episodi della vita di San Cono. L’impianto è di chiara impostazione post-tridentina, con pianta basilicale a croce latina a tre navate, transetto a bracci contratti, voltata a spigolo alla leccese con torre campanaria addossata al corpo del coro. Le decorazioni a stucco presenti sui pilastri e su tutte le pareti interne della chiesa sono state rimosse a seguito dell’ultimo intervento di restauro e di recupero statico dell’intero edificio. È sopravvissuto l’ultimo intervento decorativo riguardante le volte della crociera con i dipinti a tempera dei quattro evangelisti: San Giovanni, San Luca (..), San Matteo e San Marco.
Leggi anche: Skateboard: Posizione Perfetta del Piede
Riguardo al pavimento, nel 1904 venne realizzato, ad opera della ditta Nicola Peluso di Tricase, il pavimento in battuto alla veneziana con riquadratura con motivi floreali ed un tappeto, anch’esso con un motivo floreale, di fronte all’altare maggiore e l’iscrizione: A(VE) / R(EX) NO(STER) /, alcuni decenni fa questa parte di pavimento è stata rimossa per un rigonfiamento. L’intero pavimento, infine, è stato sostituito, come accennato sopra, dopo i recenti interventi.
Dietro l’altare si trovava il coro distrutto nel 1967 insieme con la corona lignea. L’attuale palco di cantoria di legno baroccheggiante è sostenuto da due pilastrini, sempre in legno, e attraverso una piccola scala in pietra leccese, ricavata nello spessore murario, conduce all’organo a canne e mantici costruito dalla ditta Francesco Mascia di Napoli nel 1910. Dalla sagrestia si accede al campanile realizzato con conci di tufo percorrendo una angusta scala. Nel lato sinistro del portone si trova la seicentesca fonte battesimale realizzata in pietra leccese. Si accede alla struttura dal portone principale sito in Via de Pinedo, 10 95040 San Cono (CT). È necessario accettare i cookie di terze parti per visualizzare la mappa.
La Chiesa dello Spirito Santo a Siracusa (Ortigia)
La Chiesa dello Spirito Santo sorge nel quartiere del Castello Maniace, sull’isola di Ortigia, nel luogo in cui, secondo la tradizione, sbarcò il primo Vescovo San Marziano, partito da Antiochia per fondare la chiesa cristiana. L’originaria Basilica dello Spirito Santo risalirebbe, dunque, al 363 d.C., ma dell’antico edificio non si sono conservate tracce. Nel 1454 la Chiesa è documentata come oratorio privato, la cui costruzione fu finanziata dalle donazioni dei fedeli che si riunirono in una “Arciconfratria”.
Nel 1685-86 iniziarono i lavori di trasformazione della Basilica, con l’intervento dei capimastri Giorgio Casanova e Antonino Puzo incaricati nella ricostruzione della facciata, delle scalinate d’ingresso e dell’altare maggiore; di Scipione Flores, che si occupò della costruzione della cupola; di Pietro Alì e altri capimastri, che intervennero nella costruzione delle diverse parti dell’edificio. Il terremoto del 1693, con ogni probabilità, distrusse quasi completamente la Chiesa, che venne ricostruita per intero grazie all’iniziativa dei confratelli, su progetto di un autore rimasto a noi sconosciuto. Sappiamo però che ai lavori di ricostruzione partecipò di nuovo Antonio Puzo, affiancato da Laurenzo Chindemi. I lavori terminarono nel 1698 e, seppur mancante la facciata, l’edificio venne consacrato, come ricorda un’iscrizione ancora conservata all’interno della Chiesa.
Viaggio in Italia nel Patrimonio Unesco: le città tardo barocche del Val di Noto
Nel 1727 l’architetto e pittore Pompeo Picherali fu incaricato della decorazione pittorica dell’altare e del progetto della facciata. Alla realizzazione di quest’ultima, parteciparono anche Giuseppe, Michele e Giovanbattista Alminara e Biagio Romano, che misero in opera il progetto di Picherali. La facciata, costruita con la bianca pietra calcarea locale, si presenta distribuita su due ordini di paraste con capitelli corinzi, raccordati da volute e separati da un cornicione. Il terzo ordine con le tre celle campanarie venne costruito nel 1796, attenendosi al progetto di Picherali, tuttavia, senza eseguire il frontone di coronamento. Le nicchie, sorrette da davanzali e inquadrate da cornici, scandiscono la facciata creando un effetto di movimento plastico. Il portale centrale è sormontato da un frontone spezzato, sul quale campeggia lo stemma della Confraternita e la data di edificazione. I gradini d’ingresso che dovevano trovarsi nel progetto originario, sono oggi scomparsi, forse in seguito al livellamento del piano stradale.
Leggi anche: Manutenzione Pavimenti in Parquet: Palazzetti dello Sport
La decorazione interna della Chiesa venne eseguita da Francesco Carrera tra il 1753 e il 1785, incaricato di realizzare stucchi e dorature. La costruzione delle colonne della navata, alcune delle quali già esistenti, venne invece affidata a Luciano e Antonio Alì, mentre le opere in marmo degli altari delle navate laterali e dell’altare maggiore vennero eseguite dal catanese Mario Biondo. Gli affreschi della volta, raffiguranti le Virtù, sono opera del palermitano Ermenegildo Martorana.
Alla metà dell’Ottocento la cupola venne restaurata e ridecorata e venne ultimato il suo involucro esterno, sotto la direzione dell’architetto Vincenzo Carrubba, che sovraintese anche i lavori di restauro dell’apparato decorativo della navata e delle cappelle laterali, danneggiato dal terremoto del 1848. Altri interventi di riparazione e restauro si susseguirono tra la metà e la fine dell’Ottocento. Nel 1912 il Sindaco di Siracusa chiese alla Confraternita dello Spirito Santo di concedere in uso l’edificio per la chiamata alle armi. La Chiesa venne dapprima occupata dai militari e, successivamente, utilizzata come deposito per il grano per conto del Ministero degli approvvigionamenti. Soltanto nel 1925 venne derequisita e sottoposta nuovamente a interventi di restauro, affidati all’ingegnere Giuseppe Ottone.
Ciò che più colpisce della Chiesa dello Spirito Santo è la magnificenza della facciata tardo barocca che domina la vista dal mare, costruita sul modello della facciata turriforme che ingloba al proprio interno le celle campanarie. Un modello che conobbe un grande sviluppo nel Val di Noto. Anche la ricchezza architettonica e l’eleganza dell’apparato decorativo interno sono di grande fascino. La navata centrale è separata dalle due navatine laterali da pilastri affiancati da colonne libere che creano un effetto di movimento plastico e scandiscono la volumetria dell’edificio. Nelle navate laterali trovano posto splendidi altari barocchi affiancati da colonne tortili e sormontati da elementi decorativi riccamente scolpiti.
La Chiesa dello Spirito Santo a Prato
La chiesa dello Spirito Santo, un tempo dedicata alla Santissima Annunziata, fu costruita dai devoti Padri Serviti nella metà del XIV secolo, insieme al monastero adiacente. Subì numerose ristrutturazioni tra il XVI e il XVII secolo, fino a ottenere la sua forma attuale. Il convento, invece, venne soppresso alla fine del XVIII secolo su ordine del vescovo Scipione de’ Ricci. Sul fianco intonacato della chiesa si aprono due maestosi portali cinquecenteschi, che conducono verso l’interno.
Una volta varcata la soglia, l’interno della chiesa si svela in tutta la sua magnificenza. La navata unica è adornata da un soffitto a capriate lignee, mentre le pareti intonacate custodiscono opere d’arte di inestimabile valore. Tra queste, spiccano i dipinti di Filippo Lippi, Santi di Tito e Jacopo di Cione. In particolare, la Presentazione al Tempio, una pregevole tavola che trova posto sulla parete destra della chiesa, attira lo sguardo dei visitatori. Alla profondità del coro, troviamo una magnifica tavola della Pentecoste realizzata da Santi di Tito nel 1598 per la Compagnia dello Spirito Santo di San Vincenzino, che un tempo sorgeva in piazza San Domenico. Ma l’abbellimento artistico della chiesa non finisce qui. Un’antica tavola risalente al 1360-1380, attribuita a Iacopo di Cione, celebre pittore fiorentino del Trecento e fratello di Andrea (detto l’Orcagna), si mostra in tutta la sua bellezza.
La chiesa dello Spirito Santo è un vero scrigno di tesori artistici, un luogo dove l’anima si nutre di bellezza e spiritualità. Un luogo che merita di essere scoperto e ammirato, immergendosi nella profondità dei suoi dipinti e lasciandosi trasportare dai secoli di storia che vi offrono un’atmosfera unica. La chiesa dello Spirito Santo, con il suo passato travagliato e la sua rinascita dopo l’incendio del 1647, rappresenta un simbolo di resilienza. Le prime luci dell’alba, quando la chiesa si apre solo per poche ore, aggiungono un tocco di mistero e sacralità al suo fascino. Varcare la soglia di questa chiesa significa intraprendere un viaggio nel tempo, in un luogo dove la spiritualità si manifesta attraverso i colori, i tratti dei pennelli e le narrazioni dipinte sui muri. La chiesa dello Spirito Santo è una tappa imprescindibile per coloro che desiderano immergersi nell’arte, nella storia e nella spiritualità di Prato.
La Nuova Chiesa dello Spirito Santo a Portotorres (Sardegna)
La nuova chiesa dello Spirito Santo sorge in Sardegna a Portotorres ed è stata dedicata nel giugno 2016. In posizione sopraelevata rispetto agli edifici circostanti, vi si accede tramite un’ampia scalinata, accompagnata da una sistemazione a verde con rampe, sì da consentire la percorribilità anche a persone con ridotte capacità motorie. Esternamente il complesso chiesastico è giocato sulla contrapposizione del cemento armato, della pietra e delle superfici bianche che definiscono i volumi di abside, battistero e casa dal parroco.
Un'altra Chiesa dello Spirito Santo (Costruzione 1930-1934)
La Chiesa dello Spirito Santo è stata costruita tra il 1930 e il 1934 dall’Anonima Costruzione edilizia diretta dall’ing. Vittorio Francescone. Progettista e direttore dei lavori fu l’ing. Ernesto Giardina. Per la sua realizzazione si prodigò moltissimo l’arciprete Domenico Spanò. Dal racconto di qualche anziano è emerso che il progetto della chiesa fosse stato realizzato per un altro paese ma che Don Spanò sfruttando un errore relativo alla denominazione del paese riuscì ad accaparrarselo.
Sulla facciata con timpano, si notano una serie di lesene dotate di capitello composito. Il portale presenta un timpano a lunetta spezzato. L’interno è decorato da una serie di colonne di graniglia dotate di capitello. La parete dell’abside è caratterizzata da una balaustra e da tre finestre ad arco con vetri colorati. Sulla parte posteriore si trova un campanile sopraelevato. Sono custodite le statue di San Domenico, San Pio, S.
La Chiesa dello Spirito Santo che dà sull’omonima piazza, sul cui rosone centrale nella parte del Presbiterio esposto a Sud, è raffigurata con vetrata una Colomba bianca, simbolo appunto dello Spirito Santo.
Riepilogo: Elementi Lignei e Pavimentazioni nelle Chiese dello Spirito Santo
Le diverse Chiese dello Spirito Santo presentano una varietà di materiali e stili. Sebbene l'informazione specifica su pavimenti in legno non sia per tutte dettagliata, si riscontrano importanti utilizzi del legno in altri elementi architettonici e decorativi, mentre per le pavimentazioni si preferiscono spesso materiali lapidei o derivati, come il battuto alla veneziana. La seguente tabella riassume alcune caratteristiche distintive:
| Chiesa | Località | Periodo Costruttivo / Rifacimento Principale | Materiale Pavimento | Elementi Lignei Notabili |
|---|---|---|---|---|
| Spirito Santo | Torino | 1763 (Ricostruzione) | Non specificato | Stalli del coro in noce, organo scolpito e dorato, crocifisso ligneo, gruppo ligneo dell'Addolorata |
| Spirito Santo | San Cono (CT) | Ante 1540 (con ampliamenti) | Battuto alla veneziana (sostituito) | Statua del Santo in legno, palco di cantoria di legno baroccheggiante |
| Spirito Santo | Siracusa (Ortigia) | Post 1693 (Ricostruzione) | Non specificato | Nessun elemento ligneo specifico menzionato per la struttura |
| Spirito Santo | Prato | Metà XIV secolo (con ristrutturazioni) | Non specificato | Soffitto a capriate lignee, tavola della Pentecoste, antica tavola attribuita a Iacopo di Cione |
| Spirito Santo | Portotorres (Sardegna) | 2016 (Nuova costruzione) | Non specificato | Nessun elemento ligneo specifico menzionato |
| Spirito Santo | (Generica, non specificata) | 1930-1934 | Non specificato | Nessun elemento ligneo specifico menzionato |