La Cheratoplastica Lamellare con il Prof. Massimo Busin: Innovazioni e Prospettive Future

Il Prof. Massimo Busin è riconosciuto come una delle voci internazionali più autorevoli nel campo dell'oftalmologia, con un'enfasi particolare sulla chirurgia corneale. La sua carriera è stata caratterizzata dallo sviluppo di tecniche chirurgiche oggi adottate in tutto il mondo, supportate da oltre cento studi pubblicati e numerosi progetti di ricerca attivi. Con più di 10.000 trapianti eseguiti, il Prof. Busin è uno dei massimi esperti nel trapianto di cornea, e a lui si devono l'ideazione di numerose tecniche chirurgiche innovative.

Il Prof. Massimo Busin: Un Luminare della Chirurgia Corneale

Massimo Busin è Ordinario di Oculistica presso l’Università degli Studi di Ferrara e Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia della stessa università. È stato anche Consigliere nazionale della Società Italiana Trapianto di Cornea (SITRAC), di cui è stato Presidente nel quadriennio 2009-13. La sua vasta esperienza si estende anche al campo editoriale, essendo Associate editor per l’Europa del “Journal of Refractive Surgery” e revisore per tutte le principali riviste oftalmologiche, tra cui “Ophthalmology”, “American Journal of Ophthalmology”, “Archives of Ophthalmology”, “British Journal of Ophthalmology” e “Journal of Cataract and Refractive Surgery”.

Per i suoi meriti nel campo della chirurgia oculistica, il Prof. Busin ha ricevuto dall’AAO American Academy of Ophthalmology l’“Honor Award” nel 1993, il “Senior Achievement Award” nel 2003 e il “Life Achievement Award” nel 2013, riconoscimenti che sottolineano la sua eccellenza e il suo contributo significativo alla medicina oculistica.

L'Evoluzione del Trapianto di Cornea: Dalla Perforante alla Lamellare Selettiva

L’area del trapianto di cornea negli ultimi vent’anni è cambiata radicalmente. Nel “secolo scorso”, il trapianto era generalmente un'unica procedura, la cheratoplastica perforante, che prevedeva la rimozione a tutto spessore della cornea del paziente e la sua sostituzione con una cornea da donatore, indipendentemente che fosse malato l’endotelio (la parte posteriore) o lo stroma (quella anteriore). Oggi, grazie ai progressi tecnici e alla ricerca, si eseguono interventi selettivi che curano diversamente malattie endoteliali o stromali, trapiantando solo la parte della cornea necessaria. Questo approccio più mirato e meno invasivo si riflette nelle diverse tecniche di cheratoplastica lamellare.

Le Tecniche di Cheratoplastica Lamellare

La cheratoplastica lamellare si suddivide principalmente in anteriore (o superficiale) e posteriore, a seconda degli strati della cornea che vengono sostituiti. Tra le tecniche innovative in questo campo, il Prof. Massimo Busin ha giocato un ruolo chiave nello sviluppo e perfezionamento di diverse procedure.

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Cheratoplastica Perforante "a Fungo": L'Innovazione del Prof. Busin

La cheratoplastica perforante “a fungo” è una tecnica sviluppata dal Professor Massimo Busin negli ultimi anni e rappresenta un'evoluzione della cheratoplastica perforante tradizionale. Sebbene sia una cheratoplastica a tutto spessore, essa integra principi lamellari per migliorare l'integrazione del tessuto. Questa procedura è indicata per le malattie che colpiscono tutti gli strati della cornea, compreso l’endotelio, come certe infezioni corneali o alcune forme avanzate di cheratocono.

La tecnica "a fungo" prevede il trapianto di una lamella superficiale più ampia (circa 9 mm) e di un “gambo” interno di diametro minore (6 mm). L'intervento viene eseguito in regime di ricovero, richiede circa 90 minuti e non è doloroso, prevedendo anestesia locale tramite un’iniezione di anestetico nei tessuti vicino all’occhio. Un bottone di tessuto corneale a tutto spessore viene rimosso e sostituito con le due lamelle (una esterna di 9 mm e una interna di 6 mm) ottenute dalla cornea del donatore, che vengono appoggiate una sull’altra e suturate con dei piccoli punti in nylon.

Il Post-Intervento della Cheratoplastica Perforante "a Fungo"

Qualche ora dopo l’intervento, l’occhio viene sbendato e, se necessario, viene rimossa una piccola quantità di aria in ambulatorio. Sarà normale avere dolore e arrossamento dell’occhio nei primi giorni. La maggior parte dei pazienti viene dimessa dopo due notti di ricovero, con la possibilità di riprendere da subito le comuni attività, come la guida e la lettura. Nel primo anno dopo l’intervento, può essere presente astigmatismo elevato a causa della sutura corneale, con conseguente visione non ottimale. Dopo circa tre mesi dall’intervento, viene rimossa la prima metà dei punti di sutura corneali ed è possibile prescrivere un occhiale provvisorio, mentre i restanti punti vengono rimossi dopo un anno dall’intervento. Già dai primi mesi dopo la chirurgia è possibile notare un miglioramento della vista, anche se il risultato finale è apprezzabile soltanto dopo aver rimosso tutte le suture, un anno dopo l’intervento. Come in ogni trapianto, è possibile che si sviluppi un rigetto dovuto alla reazione del sistema immunitario del paziente contro il tessuto trapiantato, ma la procedura è considerata sicura.

Cheratoplastica Lamellare Posteriore (DSAEK)

Un’altra tecnica avanzata è la cheratoplastica lamellare posteriore (DSAEK - Descemet Stripping Automated Endothelial Keratoplasty), che rappresenta oggi la nuova frontiera della terapia chirurgica per la cura della patologia genetica dell’endotelio corneale. Questa tecnica è stata utilizzata dal Prof. Massimo Busin in interventi di grande complessità.

In sala operatoria, l’equipe chirurgica rimuove, mediante la dissezione della cornea con strumentazione apposita, la parte di tessuto in eccesso, selezionando lo strato endoteliale con lo strato stromale profondo che vengono poi impiantati nell’occhio. Questa procedura minimamente invasiva consente un recupero visivo più rapido rispetto alla cheratoplastica perforante tradizionale.

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Dott. Cataldo Russo - Cheratoplastica lamellare anteriore e posteriore

Trapianti di Cornea in Età Pediatrica: La Sfida del Prof. Busin

Il Prof. Busin ha affrontato con successo la sfida dei trapianti di cornea in età pediatrica, un campo di estrema complessità. Lo scorso gennaio, sono stati eseguiti i primi due trapianti di cornea su pazienti pediatrici presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara. Ad essere operati sono stati due bambini di meno di un anno affetti da malattie rare della cornea: la sclerocornea e l’anomalia di Peters, malformazioni congenite dell’occhio che causano un’opacità corneale che impedisce la visione.

Entrambe le malattie possono determinare cecità irreversibile se non vengono trattate entro i primi mesi di vita, e l’unica terapia efficace ad oggi è il trapianto di cornea. L’intervento, della durata di circa un’ora, è stato eseguito dal Prof. Massimo Busin e ha coinvolto l’equipe di Oculistica dell’Ospedale S. Anna e gli Anestesisti Pediatrici di Cona. I bambini sono stati dimessi dopo due giorni di ricovero e il loro decorso post-operatorio è proseguito regolarmente. Su uno dei due bambini operati all’ospedale di Cona è stata eseguita la cheratoplastica perforante “a fungo”.

“Si è trattato di interventi di grande complessità - ha spiegato il Prof. Busin - entrambi eseguiti utilizzando le più moderne tecniche di chirurgia corneale. In Italia si eseguono pochissimi interventi di questo tipo a causa della maggiore difficoltà tecnica del trapianto di cornea nei pazienti pediatrici. Operare bambini così piccoli richiede inoltre uno sforzo organizzativo ulteriore rispetto a quello necessario per il trapianto negli adulti, sia per la necessità di figure professionali con formazione specifica nel settore, sia per l’esigenza di pianificare un’attenta riabilitazione visiva postoperatoria.”

Un esempio significativo della complessità e dell'impatto di questi interventi è stato un trapianto effettuato gratuitamente presso la clinica Villa Igea del Gruppo Ospedali Privati Forlì su un bambino siriano affetto da patologia genetica dell’endotelio corneale. Il Prof. Massimo Busin ha utilizzato in questo caso la tecnica della cheratoplastica lamellare posteriore (DSAEK), in collaborazione con la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto e la Onlus “Il cuore in Siria”. La Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus ha fornito i due tessuti oculari necessari, essenziali per la selezione di una cornea con maggiore densità cellulare e caratteristiche biologiche ottimali per un occhio giovane.

La Ricerca Futura e la "Cornea Artificiale": La Visione di Busin

Dove guarda oggi la ricerca? Il Prof. Busin evidenzia come esista una serie di pazienti a cui oggi non si riesce a dare una risposta efficace, come persone con patologie legate a deficit congiuntivali o che hanno già subito più rigetti, per i quali il trapianto tradizionale sarebbe destinato al fallimento. Per loro, attualmente, resta solo l’opzione della cheratoprotesi, una sorta di “cornea artificiale”, che però presenta complicazioni molto elevate, è il prodotto di una chirurgia molto invasiva e i cui risultati a lungo termine sono ancora scarsi.

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L’idea di “cornea artificiale” evoca subito l’immagine di una “cornea di plastica” che sostituisca quella malata. Tuttavia, il problema principale risiede nell’integrazione con il resto dell’organismo. “Bisogna trovare forme ibride che consentano a questi impianti di funzionare”, spiega il Prof. Busin. A differenza dell’innesto di un cristallino artificiale, che funziona perché si trova in una posizione piuttosto isolata nell’occhio, la cornea è un tessuto molto più integrato e la sua sostituzione è più complessa. Il Prof. Busin e la sua equipe stanno studiando un modo per sigillare e permettere alla cheratoprotesi di funzionare al meglio.

Guardando al futuro, il Prof. Busin immagina di poter utilizzare dei supporti per trasmettere l’immagine dall’esterno all’interno dell’occhio attraverso un sistema di proiezione che verrebbe impiantato nel paziente. Questa soluzione mirerebbe a bypassare l’ostacolo costituito dall’opacità corneale, offrendo una risposta per quelle patologie in cui il normale trapianto di cornea è destinato a fallire. Questo approccio, che unisce la medicina oftalmologica a settori tecnologici avanzati, richiede una stretta collaborazione con sviluppatori e partner con conoscenze ingegneristiche, segnando una nuova fase di "cibernetica oculare".

Patologie e Procedure Corneali Trattate dal Prof. Busin

Il Prof. Massimo Busin è specializzato in una vasta gamma di patologie oculari e procedure chirurgiche, con una competenza particolare nel trattamento delle malattie corneali.

Patologie dell'Occhio Procedure Chirurgiche
Cheratocono Cheratoplastica perforante
Distrofie corneali Cheratoplastica lamellare anteriore
Infezioni corneali Cheratoplastica endoteliale
Cataratta Chirurgia cataratta
Glaucoma Chirurgia glaucoma
Retinopatia diabetica Chirurgia vitreoretinica
Maculopatia
Distacco di retina
Sclerocornea (pediatrica)
Anomalia di Peters (pediatrica)

Le Opinioni dei Pazienti e la Reputazione Professionale

Numerosi pazienti hanno espresso gratitudine per la professionalità e l'efficacia degli interventi del Prof. Busin. Alcuni pazienti lo descrivono come un "luminare nel settore" e il "top per quanto riguarda trapianti di cornea", apprezzando la sua "grande professionalità e dedizione al suo lavoro, oltre ad una raffinata competenza dei problemi della cornea". Molti hanno ottenuto "ottimi risultati" da trapianti di cornea su entrambi gli occhi. La "tranquillità che ti da con la sua sicurezza" è spesso citata come un fattore importante, al di là della sua indubbia bravura. Nonostante l'altissimo livello della sua competenza tecnica, alcune recensioni evidenziano sfide legate alla comunicazione e all'empatia, aspetti che possono variare nell'esperienza individuale del paziente.

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