Carico di Incendio del Parquet: Caratteristiche, Calcolo e Normativa Italiana ed Europea

Il calcolo del carico di incendio è di fondamentale importanza, in quanto determina la classe di resistenza al fuoco degli elementi e la conseguente strategia antincendio di un compartimento. È essenziale calcolare correttamente il carico incendio, perciò, si consiglia di utilizzare un software professionale per il calcolo del carico incendio che consenta di effettuare correttamente il calcolo secondo le norme in vigore.

Definizione di Carico di Incendio e Concetti Fondamentali

La definizione di carico incendio la troviamo nel D.M. 9 marzo 2007: è il potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali. Il carico di incendio è espresso in MJ, convenzionalmente 1 MJ è assunto pari a 0,057 kg di legna equivalente.

Prima di entrare nello specifico dell’argomento, è utile chiarire altre definizioni fondamentali:

  • Carico di incendio specifico: è il potenziale termico netto di tutti i materiali combustibili compresi in uno spazio, riferito all’unità di superficie lorda, corretto secondo parametri che indicano la partecipazione alla combustione di ciascun materiale.
  • Carico di incendio specifico di progetto: è il carico d’incendio specifico corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento antincendio e dei fattori relativi alle misure antincendio presenti. Costituisce l’unità di riferimento per valutare la resistenza all’incendio delle costruzioni.
  • Potere calorifico: è la quantità massima di energia che si ottiene dalla combustione di una quantità di combustibile in condizioni standard.
  • Potere calorifico inferiore (PCI): è il potere calorifico superiore diminuito del calore di condensazione del vapore d’acqua durante la combustione.
  • Potere calorifico superiore (PCS): è la quantità di energia disponibile che si genera durante la combustione quando essa è completa e a pressione costante.

Metodi di Calcolo del Carico di Incendio Specifico di Progetto

È di fondamentale importanza individuare i materiali combustibili o infiammabili e le relative quantità presenti in uno spazio compartimentato. Questo è un punto fondamentale per individuare eventuali pericoli di incendio, ma non è esaustivo per la valutazione del rischio incendio. La valutazione del rischio d’incendio è un’analisi dettagliata di una specifica attività, fatta per individuare le ipotesi d’incendio e le possibili conseguenze per gli occupanti del luogo e per l’ambiente stesso.

Fasi del Calcolo

Il calcolo del carico incendio si sviluppa in varie fasi:

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  1. Definizione del compartimento: occorre definire la superficie, la richiesta di prestazione (Livello da I a V) e la classe di rischio (bassa, moderata, elevata).
  2. Definizione dei materiali presenti nel compartimento e relativo utilizzo dell’archivio materiali incendiabili presente nel software.

La Formula secondo il Codice di Prevenzione Incendi

Per capire come si calcola il carico di progetto dobbiamo far riferimento al codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015). Nel capitolo S.2.9 viene illustrata la procedura per il calcolo del carico di incendio specifico di progetto. Il valore del carico d’incendio specifico di progetto (qf,d) è determinato secondo la seguente relazione:

qf,d = δq1 · δq2 · δn · qf

dove:

  • qf,d è il carico d’incendio specifico di progetto [MJ/m2].
  • δq1 è il fattore che tiene conto del rischio di incendio in relazione alla dimensione del compartimento, i cui valori sono definiti dalla normativa.
  • δq2 è il fattore che tiene conto del rischio di incendio in relazione al tipo di attività svolta nel compartimento, i cui valori sono definiti in apposite tabelle.
  • δn = ∏i δn i è il fattore che tiene conto delle differenti misure antincendio del compartimento (i valori sono definiti nella tabella S.2-6 del codice di prevenzione incendi); δni è il fattore che tiene conto delle differenti misure antincendio del compartimento.
  • qf è il valore nominale del carico d’incendio specifico da determinarsi secondo la formula:

qf = (∑i gi · Hi · mi · Ψi) / A

dove:

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  • gi è la massa dell’i-esimo materiale combustibile [kg].
  • Hi è il potere calorifico inferiore dell’i-esimo materiale combustibile.
  • mi fattore di partecipazione alla combustione dell’i-esimo materiale combustibile, pari a 0,80 per il legno e altri materiali di natura cellulosica e 1,00 per tutti gli altri materiali combustibili.
  • A è la superficie lorda del piano del compartimento [m2].
  • Ψi è il fattore di limitazione della partecipazione alla combustione dell’i-esimo materiale combustibile.

Metodi di Valutazione: Analitica e Statistica

Il calcolo del carico di incendio specifico di progetto si può elaborare in due modi:

  • Valutazione analitica: si usa solo quando si ha piena conoscenza dei materiali combustibili, della tipologia e dei relativi quantitativi presenti e si ha la certezza che questi dati non cambino durante la gestione del compartimento.
  • Valutazione statistica: si usa quando non si conoscono con esattezza tipologia e quantità di materiali combustibili o quando la tipologia dei materiali è diversificata e per questo difficilmente quantificabile. Qualora si pervenga alla determinazione di qf attraverso una valutazione statistica, si deve far riferimento a valori con probabilità di superamento inferiore al 20%.

Valutazione del RISCHIO INCENDIO con calcolo del carico d'incendio per diversi COMPARTIMENTI

Importanza del Calcolo del Carico di Incendio

In definitiva, il calcolo del carico di incendio è un’operazione importante per varie ragioni, tra cui: per determinare la classe di resistenza al fuoco e per effettuare le scelte più giuste in ambito di strategie antincendio, come codificato dal D.M. 3 agosto 2015. Grazie al metodo di calcolo del carico d’incendio fornito dal Codice è possibile ridurre sensibilmente la quota di resistenza al fuoco attribuibile agli elementi strutturali.

Reazione al Fuoco dei Materiali e Livelli di Prestazione

La reazione al fuoco è una misura antincendio di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell’incendio, al fine di limitare l’innesco dei materiali e la propagazione dell’incendio. Essa si riferisce al comportamento al fuoco dei materiali nelle effettive condizioni d’uso finali, con particolare attenzione al grado di partecipazione all’incendio che essi manifestano in condizioni standardizzate di prova. Tali requisiti sono applicati agli ambiti dell’attività ove si intende limitare la partecipazione dei materiali alla combustione e ridurre la propagazione dell’incendio.

I livelli di prestazione attribuibili agli ambiti dell’attività per la misura antincendio sono esplicati nella seguente tabella:

Livello di Prestazione Criteri di Reazione al Fuoco
Livello I Limitata partecipazione dei materiali alla combustione e contenuta propagazione dell'incendio (e.g., incombustibili o classe A1/A2)
Livello II Controllo della partecipazione dei materiali alla combustione e della propagazione dell'incendio (e.g., classe B/C)
Livello III Mantenimento delle condizioni di sicurezza (e.g., classe D/E)
Livello IV Nessun requisito specifico
Livello V Non previsto

Il Parquet e la Reazione al Fuoco: Caratteristiche e Trattamenti Specifici

Quando si utilizza l’espressione "resistente al fuoco" facendo riferimento a un pavimento in parquet, non significa che i suoi listelli siano ignifughi o incombustibili. Infatti, il legno non può reagire alle fiamme al pari della pietra o della ceramica. Tuttavia, questo parquet brucerà, ma in maniera controllata e ridotta. È possibile ottenere questo risultato attraverso specifici trattamenti che migliorano la resistenza al fuoco della superficie in parquet.

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Trattamenti per Aumentare la Resistenza al Fuoco

La resistenza al fuoco del parquet si ottiene attraverso trattamenti chimici, come la verniciatura, oppure con tecniche di lavorazione del legno che lo rendono più difficile da bruciare, limitandone la combustione.

  • Verniciatura ignifuga: In commercio sono disponibili parquet già trattati oppure è possibile intervenire in un secondo momento applicando sui listelli di legno uno strato di specifica vernice ignifuga. In questo modo, si crea uno strato protettivo che funge da barriera rallentando l’innesco e la propagazione delle fiamme. Le vernici ignifughe sono bicomponenti, ossia a base di resina poliuretanica di origine bioderivata contenenti per circa il 71% ingredienti naturali e minerali e per la restante parte, carbonio.
  • Tecnica Yakisugi (Shou Sugi Ban): Si tratta di un’antica tecnica giapponese che consiste nell’effettuare la carbonizzazione controllata dei listelli in legno. Il risultato di questo processo conferisce al legno, oltre a una maggiore resistenza alle fiamme, un aspetto unico e stilisticamente molto apprezzato. Inoltre, il trattamento Yakisugi rafforza la superficie rendendola meglio resistente agli agenti atmosferici e inattaccabile dagli insetti.
  • Impregnazione e ammollo a pressione: Una terza opzione è costituita da questa tecnica detta di impregnazione e ammollo a pressione. La resistenza al fuoco del legno può essere migliorata in modo significativo dopo questo intervento. L’impregnazione chimica consiste nella penetrazione in profondità dei composti ritardanti di fiamma che attraversano quindi le fibre del legno.

Legni con Maggiore Resistenza Naturale al Fuoco

In linea generale, sono i legni esotici che posseggono una maggiore resistenza alle fiamme. Tra questi, spiccano i legni più duri come l’Ipè, il Teak e l’Iroko. Ma il "must have" sotto questo punto di vista è costituito dal parquet in bamboo. Infatti, il bamboo, grazie al suo trattamento speciale, è in grado di assicurare una resistenza maggiore in caso di incendio rispetto ai parquet tradizionali.

  • Ipè: L’Ipè presenta un’alta densità e per questa ragione, quindi anche per la resistenza ad usura e calpestio, è ampiamente utilizzato anche per decking in outdoor. Per quanto riguarda la resistenza al fuoco, nella sua versione naturale questo tipo di legno generalmente si colloca in classi di reazione al fuoco comprese tra la D o la E. Tuttavia, una volta sottoposto al trattamento a base di agenti ignifughi, questo legno può raggiungere la classe europea B-s1,d0, che è la massima prevista per questo materiale.
  • Iroko: L’Iroko è un legno originario delle foreste dell’Africa equatoriale. È nota la sua grande resistenza ai colpi, al calpestio e la sua notevole stabilità. Ma un’altra grande peculiarità del legno Iroko è la buona resistenza in caso di incendio.

Normativa sulla Reazione al Fuoco dei Pavimenti in Parquet

La reazione al fuoco dei materiali è un aspetto critico della prevenzione incendi, e la normativa in materia è evoluta significativamente, passando da sistemi di classificazione nazionali a un sistema armonizzato a livello europeo.

Classificazione Italiana e Europea

In Italia la reazione al fuoco dei materiali era normata dal D.M. 26/06/1984 e successive modifiche, basato su un sistema di classificazione con numeri da 0 a 5, dove la classe 0 indicava materiali non combustibili. Tuttavia, una vera rivoluzione è stata introdotta successivamente con l’emanazione del D.M. 15 marzo 2005 ("decreto ponte") che ha adeguato le prescrizioni normative italiane alla nuova classificazione europea. La classificazione italiana di reazione al fuoco è successivamente abrogata dal D.M. 14 ottobre 2022.

Le euroclassi di reazione al fuoco sono state introdotte per armonizzare le normative in materia di prevenzione incendi a livello europeo. La norma europea che classifica la reazione al fuoco dei prodotti da costruzione, pertanto pavimenti in parquet inclusi, è la n. EN 13501-1 che è stata recentemente integrata dal Regolamento UE 2024/1681. Il Regolamento dell’Unione Europea n. 305/2011 del 9 marzo 2011, fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e determina le condizioni relative all'immissione sul mercato.

La nuova classificazione europea prevede l’indicazione della classe di combustibilità (da A1 a F), della produzione di fumo (valori da s1 a s3) e di gocce (valori da d0 a d2). Le euroclassi vanno dalla A1 alla F. La A1 indica i materiali incombustibili e si scende via via che aumenta la combustibilità. A queste si aggiungono altre due classi: la s (smoke), che indica la produzione di fumo; la d (drops), relativa invece al gocciolamento.

Impatto delle Normative sull'Utilizzo del Parquet

Le novità introdotte dal DM 14.10.2022, in modifica al DM 26.06.1984, al DM 10.03.2005 e al DM 3.08.2015, hanno voluto imporre non solo un linguaggio europeo comune ma anche sottolineare l’importanza della scelta dei materiali omologati o certificati. Per i prodotti da costruzione muniti di marcatura CE, la classe di reazione al fuoco è riportata nella dichiarazione di prestazione (DOP) di cui all’art. 4 del Capo II del regolamento (UE) n. 305/2011.

È cruciale notare che la classe di reazione al fuoco non viene attribuita direttamente al prodotto in quanto tale, ma è funzione del suo impiego (pavimentazione, rivestimento parete, ecc.) e dell'effettiva posa in opera, cioè delle condizioni che le ultime norme europee definiscono "end use". Ciò comporta che lo stesso prodotto possa avere diverse classi di reazione al fuoco se impiegato in maniera differente. In pratica, la classe di reazione del prodotto è funzione del suo utilizzo. La classificazione di reazione al fuoco è inoltre strettamente legata alla modalità di posa in opera dei pannelli/rivestimenti; in cantiere sarà necessario rispettare le medesime condizioni di installazione del laboratorio (pannello in aderenza, sospeso, baffles, tipologia di adesivo utilizzato per l’incollaggio, tipologia di supporto, ecc). Non è possibile estendere i risultati dei test di laboratorio per la reazione al fuoco con modelli di calcolo o tabelle; una diversa modalità di installazione deve essere nuovamente testata in laboratorio.

Per le superfici rivestite in legno, le classi europee più comuni sono Bfl-s1 e Cfl-s1. Per il pavimento nuovo e certificato CE, generalmente, va bene sia un pavimento in classe Bfl-s1 sia uno in classe Cfl-s1. Entrambi sono legalmente accettati, se posati come richiesto dal certificato o su un sottofondo considerato ignifugo secondo la normativa. La vecchia Classe 1 italiana "abbraccia" sia la Bfl s1 che la Cfl s1. Non è possibile individuare una corrispondenza perfetta tra le due classificazioni (italiana e europea), in quanto fanno riferimento a metodi e criteri di valutazione differenti. Però si può facilmente scoprire a quale classe della vecchia normativa italiana corrisponde una euroclasse attuale.

Requisiti per Attività Soggette a Controllo dei Vigili del Fuoco

I requisiti di resistenza al fuoco variano in base alla destinazione d’uso, cioè a seconda se l’ambiente in cui il parquet viene installato è un ufficio pubblico, una struttura sanitaria oppure un contesto residenziale privato. Questa regola non vale solo per gli asili nido e gli ospedali, ma si applica a tutte le attività considerate "sotto il controllo dei Vigili del Fuoco" (elencate nel D.P.R. 151/2011) che vengono progettate o adeguate oggi.

Esempi di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi:

  • Scuole materne fino alle università e accademie.
  • Hotel, pensioni, villaggi turistici, rifugi ed ostelli (con più di 25 posti letto).
  • Grandi complessi di uffici (con oltre 25 persone presenti).
  • Centri commerciali, supermercati, grandi magazzini e negozi con superficie lorda superiore a 400 mq.
  • Teatri, cinema, discoteche, sale conferenze, palazzetti dello sport e stadi.
  • Case di cura, cliniche private, RSA (Residenze Sanitarie Assistite) e centri di riabilitazione.

In questi contesti, la scelta dei pannelli o rivestimenti fonoassorbenti, ad esempio, deve tenere conto che, oltre al comfort acustico (come introdotto dal decreto del 23 giugno 2022 sui Criteri Ambientali Minimi), devono soddisfare i requisiti in termini di reazione al fuoco previsti dalle regole tecniche di prevenzione incendi.

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