Il Battistero di Parma: Architettura, Scultura e la Risonanza di un'Incisione su Legno di Strafforello del 1902

Nel centro storico di Parma, vicino alla cattedrale, si erge una delle più grandi imprese artistiche del XIII secolo italiano: il Battistero. La sua parte esterna denota uno stretto legame tra scultura e architettura, come solo Benedetto Antelami (Val d’Intelvi, c. 1150 - Parma, 1230) sapeva fare. Questo monumento straordinario non solo rappresenta un vertice dell'arte medievale, ma è stato anche, nel corso dei secoli, fonte di ispirazione e soggetto di studio e rappresentazione artistica, come testimoniato anche da opere come l'incisione su legno di Strafforello del 1902.

Costruzione e Architettura

Il Battistero di Parma, costruito tra il 1196 e il 1216, presenta sulla sua facciata due capolavori di Benedetto Antelami: lo zooforo e i portali scolpiti. Di forma ottagonale e rivestito in marmo rosa di Verona, fu eretto tra il 1196 (come attestato dall'iscrizione sull'architrave del portale nord “Bis binis demptis annis de Mille Ducentis incepit dictus opus hoc scultor Benedictus”) e il 1216 su progetto di Benedetto Antelami. L'edificio presenta quattro ordini di loggiati con aperture architravate.

Benedetto Antelami

Transizione dallo Stile Romanico al Gotico

Considerato tra i più significativi monumenti del passaggio dal Romanico al Gotico, il Battistero di Parma si riferisce alle più moderne tendenze culturali europee dell'epoca. A differenza della tradizione romanica e più simile ai portali delle chiese gotiche francesi, come Chartres, Notre-Dame e Amiens, si delinea una forte connessione iconografica tra lunetta, architrave e archivolto, a cui si aggiungono stipiti scolpiti, tipici della tradizione romanica. Elementi romanici si mescolano nel Battistero di Parma con elementi tipicamente gotici, come lo sviluppo verticale della struttura, simile a una torre tronca, il senso del ritmo e il forte sesto dei portali.

La Decorazione Scultorea: Lo Zooforo e i Portali

Tutt'intorno, lungo il basamento, il Battistero è attraversato da uno zooforo che lo cinge con un'incredibile finezza di esecuzione. Questo zooforo è formato da settantacinque pannelli scolpiti a bassorilievo e incastonati come un fregio. I portali scolpiti, anch'essi opera di Benedetto Antelami, contribuiscono a definire la grandezza artistica dell'edificio.

La Decorazione Pittorica e i Lavori di Restauro

La ricchezza artistica del Battistero non si limita alla sua architettura e scultura. La decorazione pittorica interna del monumento è stata oggetto di approfonditi studi. In un volume a cura di Franco Maria Ricci Editore Parma, intitolato "La decorazione pittorica" con testi di Jacques Le Goff, Véronique Rouchon Mouilleron, Enrica Pagella, Massimo Ferretti e Bruno Zanardi, si analizzano le pitture.

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Questo è il secondo di due tomi dedicati al Battistero di Parma a seguito del suo lungo restauro, e attraverso le sue immagini e i suoi testi, pone in analisi la decorazione pittorica del monumento. Seguendo lo schema del primo tomo di questo dittico, il volume si apre con un’introduzione di Jacques Le Goff che, con il suo registro quasi lirico, è volta a celebrare la storia e le funzioni che questo importante monumento ha ricoperto nel corso dei secoli.

Segue una descrizione delle pitture suddivisa in due parti: una rivolta alle pitture duecentesche, curata da Véronique Rouchon Mouilleron e Enrica Pagella, e una che riguarda gli affreschi del Trecento, curata da Massimo Ferretti. Analogamente al primo tomo, il volume è corredato da un ampio repertorio di fotografie e da un capitolo conclusivo che offre ai lettori un’analisi dettagliata sull’opera di restauro effettuata.

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