Balla, balla, ballerino
Tutta la notte e al mattino, non fermarti...
Balla balla ballerino è una canzone di Lucio Dalla, uno dei brani più significativi dell’album Dalla del 1980; rappresenta un perfetto esempio della sua capacità di unire sperimentazione musicale e profondità poetica. Il pezzo nasce come un invito a vivere pienamente, a cercare amore e speranza, a commuoversi e a restare umani, anche in un mondo che sembra correre troppo in fretta verso l’indifferenza e l’alienazione.
Il Profondo Significato del "Ballerino" di Dalla
Sotto l’apparenza di un pezzo orecchiabile e danzante si nasconde un testo complesso e denso di significati. Il ballerino protagonista diventa una figura simbolica, un essere fragile ma capace, attraverso la danza, di sfidare la durezza della vita, di resistere alla violenza, alla solitudine, all’emarginazione. Ballare diventa un atto di ribellione, di resistenza e di speranza.
Il brano si fa manifesto di una poetica dell’amore e della fragilità umana, culminando in una delle immagini più toccanti di tutta la sua produzione: sotto un cielo di ferro e di gesso (simbolo di un mondo in rovina), l’uomo riesce ad amare lo stesso. Questo amore non ha certezze né promesse, ma è reale, vitale, necessario.
La Struttura Musicale
La canzone si apre con un potente attacco di chitarra elettrica, suonato da Ricky Portera, che dà subito energia e ritmo al brano, e introduce la voce limpida e coinvolgente di Dalla. La musica accompagna con eleganza tutto questo, alternando momenti più intensi a passaggi melodici, fino a un lungo finale strumentale dominato dal pianoforte, che sembra dilatare il tempo e prolungare l’effetto emotivo del brano.
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Truciolo: Il Ballerino che Incantò l'Italia
In quegli stessi anni in cui la canzone di Lucio Dalla risuonava nelle radio, un altro "ballerino" catturava l'attenzione del pubblico italiano. Nel 1979 nel varietà del sabato sera Fantastico, negli acrobatici balli di Heather Parisi si fa notare un bravo ballerino caratterizzato da una folta chioma biondissima e ricciola, che il co-conduttore Beppe Grillo rinomina Truciolo.
Chi era Enzo Avallone?
E’ Enzo Avallone, all’anagrafe Vincenzo Avallone (1955-1997), figlio di un ex pallanuotista poi divenuto ristoratore. Truciolo ha iniziato i suoi studi al Centro Studi Danze Classiche di Salerno per poi continuare alla Scala di Milano e perfezionarsi a Cannes e Bologna e sta iniziando una folgorante carriera.
Gli Esordi e la Fama
Infatti, dopo il debutto in teatro come primo ballerino agli inizi degli anni Settanta con una rappresentazione della Carmen di Bizet, condividendo il palcoscenico con Kayo Mafune del Tokyo Ballet e Margarita Trayanova dell’Opera di Stato di Sofia, Truciolo nel 1977 viene portato in Rai dal coreografo Franco Miseria. Il quale lo lancia nel corpo di ballo del programma Piccolo Slam, show pomeridiano condotto da Stefania Rotolo e Sammy Barbot.
Nel 1979 è interprete, insieme a Gloria Piedimonte, del film Baila Guapa. E, a ottobre di quell’anno, giunge alla prima serata televisiva comparendo al fianco di Heather Parisi nella sigla danzata di Fantastico, spettacolo del sabato sera abbinato alla Lotteria Italia condotto da Loretta Goggi. Nel corso della trasmissione, in cui è primo ballerino, la sua figura assume via via più importanza da quando Beppe Grillo, comico allora emergente facente parte del cast della trasmissione, inizia a citarlo nei suoi monologhi chiamandolo Truciolo, in riferimento alla sua folta e riccioluta capigliatura bionda.
La Breve Parentesi Musicale e il Lapsus di Cecchetto
Nel 1980 Truciolo debutta come cantante incidendo il suo primo 45 giri con i brani Ti chiami Africa e Sorrisi, entrambi scritti da Silvio Testi e Franco Miseria.
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Gigi Sammarchi e Andrea Roncato Premiatissima 1983 sketch musicale
Durante l’edizione di Premiatissima del 1982 si presenta con un completo cambio di look, indossando uno smoking bianco identico a quello della defunta Stefania Rotolo, mostrando le spalle al pubblico in modo da impersonare la ballerina romana. Tanto che lo stesso Claudio Cecchetto in un lapsus lo presenta con il nome dell’artista scomparsa.
La Grande Opportunità Mancata e il Declino
E proprio nel 1982 sembra arrivata per lui la prima grande opportunità come attore televisivo. Truciolo è infatti contattato dalla RAI per interpretare il ruolo principale dello sceneggiato televisivo Marco Polo, co-produzione italo-americana diretta da Giuliano Montaldo. Tuttavia per motivi mai chiariti, pochi giorni prima dell’inizio delle riprese è decisa la sua sostituzione con l’attore statunitense Ken Marshall.
E’ l’inizio del declino: la notorietà di Avallone inizia a scemare e l’unico motivo di interesse che desta nella stampa fu a fine decennio quando, la sera del 1º aprile 1988, è arrestato nel suo appartamento per detenzione di cinque grammi di cocaina. Un successivo tentativo di ritorno sul palcoscenico non ha gli esiti sperati.
La Tragica Scomparsa
E pochi mesi dopo tale tentativo Truciolo, affetto da AIDS e ricoverato in una clinica della sua città natale, Salerno, muore nel 1997 a soli 41 anni.
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