Guida Completa all'Affilatura dei Ferri di Pialla e Scalpelli: Tecniche, Attrezzi e Metodi

L'affilatura degli utensili manuali è una pratica fondamentale per qualsiasi artigiano, sia esso un principiante o un esperto. Un tagliente affilato non solo rende il lavoro più efficiente, ma assicura anche risultati di qualità superiore e riduce la fatica. Sebbene molti falegnami considerino l'affilatura una sorta di meditazione piacevole per la preparazione interiore al lavoro, la maggior parte di essi desidera comunque sbrigare rapidamente questa faccenda per iniziare il lavoro vero e proprio.

In questo articolo, ci concentreremo sull'affilatura degli scalpelli e delle lame delle pialle. La procedura è pressoché identica, se escludiamo l'angolo di affilatura del tagliente della lama. Come sempre, cercheremo di scrivere l'essenziale, ciò che è stato effettivamente sperimentato, evitando tecnicismi inutili. L'obiettivo: Un filo affilato esiste solo dove due piani (ad esempio, il lato speculare e la smussatura di un coltello da pialla o di uno scalpello) si incontrano con raggio zero. Naturalmente, il raggio zero è un ideale teorico che non raggiungeremo mai, ma a cui dovremmo aspirare. Su un tagliente ci sarà sempre un raggio, ma è nostro compito rendere questo raggio il più piccolo possibile.

L'Importanza dell'Affilatura e la Scelta degli Strumenti

Le guide per affilare lame di pialle e scalpelli sono imprescindibili per ottenere o ripristinare una smussatura pulita e dritta. Per i principianti, una guida per affilare rende possibile eseguire un lavoro del genere. L’affilatore esperto le apprezza perché il lavoro diventa più veloce e facile. La chiave per una levigatura veloce e uniforme è la ripetibilità. Che abbiate affilato strumenti per tutta la vita o che abbiate appena iniziato, le versatili guide per affilare vi aiutano a concentrarvi sull’affilatura senza dover controllare continuamente l’angolo di affilatura. In questo modo, affilate in modo affidabile, uniforme ed esatto.

Esistono nella pratica molti sistemi di affilatura. Si può affilare con la mola a secco o ad acqua (soprattutto per interventi gravosi di ripristino del tagliente e quando questo risulta molto danneggiato), con la carta abrasiva (il sistema c.d. scary sharp) o con l’impiego di pietre ad acqua, ad olio o diamantate. Fatta eccezione per il primo tipo di affilatura (di solito utilizzato in casi eccezionali), tutti gli altri sono molto praticati, estremamente validi e presentano tutti pregi e difetti che ne fanno propendere di volta in volta la scelta verso l'uno o verso l'altro sistema.

Tipologie di Materiali Abrasivi

  • Pietra ad Olio ARKANSAS: La venerabile pietra ad olio ARKANSAS è leggendaria e mantiene la sua forma e planarità con poco sforzo. L'ARKANSAS è un prodotto naturale della cava e dura una vita intera.
  • Pietre ad Acqua Artificiali: Queste pietre affilano più velocemente perché sono più morbide. Le particelle smussate vengono rapidamente lavate via e nuove particelle fresche e affilate emergono. Tuttavia, proprio questa morbidezza richiede una frequente rettifica.
  • Carta Abrasiva Bagnata: Molti falegnami utilizzano diversi fogli di carta abrasiva bagnata come loro materiale abrasivo. Un vetro serve come piano piatto. I bassi costi iniziali, la facilità d'uso e una varietà di grane fino a 2000 o superiori rendono questo metodo una buona scelta per i principianti.
  • Pietre Diamantate: Ottime per l'affilatura grossolana.
  • Piastre Metalliche: Ci giurano sopra.
  • Pietre Ceramiche.
  • Strisce di Cuoio: Eccellenti per l'affilatura fine.
  • Macchine per Affilare: Un'infinità di macchine per affilare che semplificano il compito dell'affilatura.

Se hai un metodo che ti piace, con cui ti trovi bene, sostienilo e rimani fedele ad esso. Tutti i comuni materiali abrasivi rendono il tuo tagliente affilato. Cosa scegli è affar tuo.

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Angoli di Affilatura per Ferri di Pialla e Scalpelli

Generalmente infatti le lame degli scalpelli vengono affilate tra i 25 ed i 30 gradi (25 gradi per legni teneri e 30 gradi per legni duri e lavori più gravosi) mentre quelle dei ferri pialla a 25 gradi. Questo in linea teorica. Nella pratica possiamo tranquillamente trovare ferri pialla affilati a 30 gradi e scalpelli affilati a 35 gradi e anche lame con i due diversi gradi di affilatura contemporaneamente. Ciò dipenderà molto dal tipo di legno che dobbiamo lavorare, dal tipo di lavorazione che andremo ad affrontare ma anche dalle preferenze personali. Le lame della maggior parte dei pialletti e dei pialletti a una mano sono affilate a 25°, il che - come alcuni sostengono - non è così importante, purché sotto la smussatura rimanga un po' d'aria (il cosiddetto "angolo di libertà"). James Krenov ha suggerito un angolo di cuneo di 30° per le nostre lame.

Una guida per affilare aiuta molto in questo. Con essa potete creare e riprodurre l'angolo che avete determinato.

Affilatura con Guide o a Mano Libera?

In realtà è un falso problema perché entrambi i metodi sono assolutamente validi ed identici nei movimenti da eseguire. La differenza è esclusivamente nel montare la lama sul supporto. Potremmo dire che l’affilatura con la guida è preferibile quando siamo dei principianti o non si ha ancora piena padronanza dell’affilatura. La guida supplisce a queste carenze in quanto permette di mantenere la posizione della lama da affilare all’esatta inclinazione desiderata e di mantenerla per tutta la durata dell’affilatura, essendo questo il problema maggiore quando si deve affilare uno scalpello o la lama di una pialla. L’uso della guida risulta molto utile anche quando dobbiamo riprendere taglienti molto danneggiati o storti.

Per contro, trovo che il dover montare le lame sulla guida interrompa il ritmo di lavoro e si perda comunque del tempo per il corretto settaggio dell’inclinazione. La guida che ho utilizzato per tanto tempo con soddisfazione era una stanley 0 14 050. La guida Stanley è economica e facilmente acquistabile su internet. È venduta in un kit comprensivo di pietra per affilatura (di qualità alquanto scadente) e relativo liquido lubrificante. Se vogliamo andare sul vintage si può cercare su Ebay la storica guida Eclipse n.36.

L'affilatura a mano libera è sicuramente più veloce e secondo me anche più efficace grazie alla possibilità di poter esercitare una maggiore pressione sulla lama nella zona vicino al tagliente ed in generale fornisce una maggiore consapevolezza durante l’affilatura. Bisogna però sempre prestare particolare attenzione all’inclinazione della lama che, non potendo usufruire dell’assistenza della guida, potrebbe condurre a non mantenere perfettamente il grado di affilatura desiderato. In questo caso il pericolo di rovinare il tagliente e farlo venire storto è sempre dietro l’angolo. Se dovesse succedere sarebbe difficile riuscire a riprendere il tagliente sulle pietre, costringendoci così ad usare la mola. Il consiglio quindi è di iniziare con la guida e poi impratichirsi con l’affilatura a mano libera su qualche scalpello economico o qualche lama di pialla di poco valore.

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Utilizzo del sistema di affilatura di Paul | Paul Sellers

Questa guida di affilatura per ferri di pialle regolabile fino a un massimo di 77 mm di larghezza può essere inclinata di +/- 5° mediante delle viti extra al fine di impostare l’angolo esatto in cui i ferri devono essere fissati e affilati. Riportando le viti di regolazione alla posizione iniziale, la lama in serraggio può essere guidata come su una bascula, ad esempio per realizzare arrotondamenti su lame di pialle da sgrosso o per l‘arrotondamento di angoli, come ad esempio sui ferri di pialla da finitura. Non tutte le guide per affilare sono ugualmente adatte a tutto. A causa delle loro diverse costruzioni, le lame giapponesi ed europee richiedono esigenze differenti alle guide per affilare. Assicuratevi sempre di bloccare la lama il più perpendicolarmente possibile. Questo è particolarmente importante per le lame delle pialle con bocca stretta e senza regolazione laterale della lama.

Il Metodo di Affilatura con le Pietre Diamantate

Avendoli provati un pò tutti sono arrivato alla conclusione che per me il miglior metodo di affilatura, quello che rappresenta il miglior compromesso, fosse quello a mano libera sulle pietre diamantate che poi è il metodo che insegna l’artigiano Paul Sellers. Cercherò di spiegare quindi, nel modo più chiaro e sintetico possibile, come procedo per l’affilatura degli scalpelli e delle lame delle pialle.

Preparazione delle Pietre e del Supporto

Su un supporto di legno opportunamente sagomato ho inserito tre pietre diamantate di diverse grane. Una pietra a grana grossa (250 grit), una pietra a grana intermedia (600 grit) ed una pietra a grana fine (1200 grit). Bloccato il supporto nella morsa del banco lubrifico le tre pietre con un paio di spruzzate di semplice detersivo spray per vetri. Il consiglio che posso dare è di dotarsi di un supporto per le pietre come quello che mi sono autocostruito. È semplice da farsi, comodo da utilizzarsi (si blocca nella morsa del banco) e mantiene stabili ed al sicuro le pietre. È buona norma, se si utilizza il lubrificante spray, rimuovere con uno straccio, alla fine del processo di affilatura, il liquido rimasto sulle pietre.

Le pietre diamantate sono costose, sicuramente più costose delle pietre ad acqua e ad olio e della carta abrasiva. A fronte di un investimento non indifferente godremo però di molti vantaggi. Tra questi la velocità di affilatura, l’alta capacità di abrasione, la tendenza a rimanere piatte molto a lungo (anche se comunque non sono eterne) ed il fatto di sporcare molto poco. Inoltre non necessitano di ulteriori pietre di rettifica come succede per le pietre ad olio e ad acqua che tendono a consumarsi più velocemente. Le pietre che possiedo misurano 203 mm X 76 mm. Questa misura permette di affilare agevolmente tutte le misure degli scalpelli e delle lame delle pialle, essendo queste ultime quasi tutte più larghe degli scalpelli. Il mio consiglio quindi è di non scendere sotto questa misura.

Tra le pietre diamantate le Eze Lap non sono sicuramente le migliori (le Dmt e le Atoma sono di qualità superiore, ad esempio) ma hanno un ottimo rapporto qualità prezzo. La pietra a grana grossa è quella che costa di più tra le tre che possiedo ed è anche quella che tende a consumarsi più velocemente visto che è la più sfruttata, per il semplice fatto di essere utilizzata per far comparire la bava sul tagliente. La pietra a grana grossa (coarse) che possiedo ha 250 grit ma ne esistono anche a grana più grossa (extra coarse) e costano un pò di più. La seconda pietra che utilizzo è a grana intermedia (grana fine a 600 grit) ed è forse quella sulla quale faccio meno passate. Assieme alle pietre extra fine costano meno della pietra precedente. Come pietra a grana intermedia si può usare anche un pietra a grana 400. L’ultima pietra che utilizzo è quella extra fine (a 1200 grit).

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Il Procedimento di Affilatura (Passo dopo Passo)

  1. Impugnatura e Angolazione: Impugno con la mano dominante il ferro pialla o lo scalpello e con le due dita (indice e medio) dell’altra mano tengo premuto e ben aderente alla pietra il bisello della lama (il bisello è la parte smussata della lama) ad un’angolatura di 25 gradi (tra 25 e 30 gradi per gli scalpelli). Partendo da un’inclinazione di circa 30 gradi con un movimento avanti ed indietro e la lama tenuta leggermente in diagonale rispetto alla direzione di movimento faccio scivolare il bisello sulla pietra avendo cura che solo nella fase terminale del movimento di spinta in avanti il tagliente si stacchi un pochettino dal supporto abrasivo. Se stiamo utilizzando la guida, il movimento che andremo ad effettuare sarà molto semplice. Basterà spingere avanti ed indietro la guida sulla pietra senza prestare particolare attenzione all’inclinazione della lama ed al tipo di movimento da efffettuare. L’operazione si complica un pochettino se affiliamo a mano libera. In questo caso infatti è fondamentale cercare di mantenere nel movimento avanti ed indietro sempre la stessa inclinazione.
  2. Formazione del Ricciolo (Bava): Procedo sulla pietra a grana grossa fino a quando non si sarà formata su tutta la lunghezza del tagliente una uniforme e continua bava metallica (ricciolo o filo). Il ricciolo non sarà molto visibile e diventerà più piccolo man mano che si passa alle grane più fini - ma ci si rimarrà attaccati con l'unghia! Se il raggio di taglio è ancora grande (una bella espressione per un tagliente davvero smussato), ci vorrà naturalmente un po' di tempo prima che un tale filo appaia. Ma questo filo deve apparire, altrimenti hai limato troppo poco. La bava metallica è visibile ad occhio nudo e la si sente passando leggermente il polpastrello sul retro della lama.
  3. Passaggio alle Grane Intermedie: Quando ho ottenuto la bava passo alla pietra di grana intermedia (600 grit) per rimuovere i graffi lasciati dalla pietra precedente. Successivamente passo alla pietra ancora più fine (1200 grit) per rimuovere i graffi lasciati dalla pietra a grana media. Quando i graffi più evidenti saranno rimossi, la pietra avrà di nuovo lasciato dei nuovi graffi questa volta più fini. Passando alla pietra con grana extra fine, come ad esempio una grana 1200, si provvede a rimuovere i graffi lasciati dalla pietra precedente.
  4. Rimozione della Bava: Per finire, con il dorso della lama rivolto verso il basso, faccio una piccolissima passata a ritroso sulla pietra a grana più fine solo sulla parte dove si è formata la bava metallica al fine di rimuoverla. Su quest'ultima pietra faremo un paio di passate sul dorso della lama dove si è formato il ricciolo, per rimuoverlo.
  5. Lappatura e Lucidatura: Per effettuare la lappatura, e lucidatura del tagliente, ci sono vari metodi ma lo scopo è sempre quello di ottenere una superficie perfettamente a specchio e senza graffi. Il metodo che seguo io prevede l’utilizzo di un supporto in legno sul quale su un lato ho incollato una striscia di pelle (il c.d. strop). La pelle è reperibile presso qualunque calzolaio per pochi euro. Va incollata dal lato liscio, lasciando quello ruvido esposto e pronto a ricevere la pasta abrasiva. Quindi si applica sul supporto della pasta abrasiva composta da ossidi di alluminio ed altri minerali a 15000 grit. A questo punto a seconda della grandezza dello scalpello o della lama della pialla effettueremo dalle 30 alle 40 passate, sempre in un movimento a tirare e mai a spingere, per evitare che il tagliente si impunti nel supporto. È importante esercitare una forte pressione con il palmo della mano che va in appoggio alla lama durante il movimento e cercare di mantenere sempre l’inclinazione alla quale abbiamo affilato il tagliente. Il movimento, oltre che con le braccia, dovrebbe essere accompagnato anche con il busto, così da evitare il più possibile di perdere l’inclinazione. Alla fine del procedimento possiamo fare un paio di passate al retro della lama sulla pasta abrasiva e pulire infine con uno straccio il tagliente appena formatosi. La pasta che uso io è della Veritas e trovo sia veramente un ottimo prodotto.

Il tempo da dedicare all’affilatura del tagliente dipenderà dallo stato e dalla qualità della pietra e dalle condizioni in cui si trovava la lama prima dell’affilatura. Se si tratta solo di riprendere un poco il filo del tagliente spesso bastano solo alcune passate sulle pietre fine ed extra fine. Ma se dobbiamo riaffilare completamente un tagliente allora l’obiettivo che dobbiamo raggiungere è quello di ottenere sulla pietra a grana grossa il cosiddetto ricciolo (burr) o bava metallica, praticamente una sorta di ispessimento del tagliente sul retro della lama, nella parte in cui il dorso di questa ed il bisello si incontrano. Fino a quando non avremo ottenuto questo risultato uniforme e per tutta la lunghezza del tagliente non potremo passare alla pietra successiva di grana intermedia.

Il Bisello Secondario

Il bevel (o smusso) secondario è un secondo grado di affilatura del tagliente che va ad aggiungersi al bevel (smusso o tagliente) primario. Quando si affila la lama di una pialla l’angolo di affilatura è di norma di 25 gradi. Una volta ottenuto questo grado di affilatura spesso si è soliti aggiungere un secondo smusso (bevel secondario) affilato a 30 gradi (ma è sufficiente aggiungere un paio di gradi). Lo si ottiene di solito passando il bisello solo sulle pietre fini ed extrafini. Il bevel secondario favorisce l’azione di piallatura ed è molto usato in falegnameria. Usando la guida per l’affilatura è necessario smontare la lama dal supporto e reimpostare l’inclinazione a 30 gradi. Usando il metodo di Paul Sellers a mano libera invece il bevel secondario diventa un tutt’uno con il primario ottenendo di fatto una leggerissima curvatura del bisello che varierà quindi dai 25 ai 30 gradi di inclinazione.

Ogni tanto durante il movimento possiamo alzare gli angoli della lama della pialla per arrotondarli leggermente. Questo tornerà utile in fase di piallatura perché gli angoli così smussati non lasceranno i segni nel legno.

La Spianatura del Dorso della Lama

Pianificare il lato di riflessione, cioè renderlo perfettamente piano, è altrettanto importante quanto affilare la smussatura. Se ci pensate, vi sarà chiaro: in un piano con la smussatura rivolta verso il basso, come in tutti i piani da banco, il lato di riflessione determina la qualità del taglio. Il lato di riflessione deve essere piano per garantire che il taglio sia dritto, liscio e affilato - senza onde, avvallamenti o denti di topo.

Alcuni falegnami credono che l'intero lato di riflessione, dal taglio alla fessura di montaggio della vite per il rompitruciolo (valvola), debba essere assolutamente piano e liscio. Altri, invece, pensano che alcuni millimetri nella zona del taglio siano sufficienti, poiché il rompitruciolo copre comunque il resto del lato di riflessione. A voi la scelta, secondo ciò che preferite! Se è possibile mantenere la guida di affilatura su questo lavoro, fatelo e lasciatela semplicemente penzolare oltre il bordo della pietra di affilatura mentre lavorate sul lato di riflessione. Risparmierete molto lavoro se, passando a una grana più fine, non dovete ogni volta riposizionare il ferro nella guida di affilatura e regolare l'angolo.

Per il lato di riflessione utilizzate la stessa pietra che avete usato in precedenza per la smussatura. Fate scorrere il ferro con pressione in movimenti lenti, fermi e uniformi sulla pietra, in modo che rimanga sempre piano sulla superficie della pietra di affilatura. Continuate finché l'intera area destinata all'affilatura non è coperta da righe uniformi del processo di affilatura attuale. È abbastanza comune che i ferri da piano siano leggermente concavi sul lato di riflessione e la pianificazione porta alla luce un arco di metallo fresco sul taglio e sui bordi. Potete ampliare quest'area secondo necessità, fino a quando l'intero lato di riflessione non è uniformemente coperto da righe grossolane. Quando avete lavorato a fondo il lato di riflessione e la superficie piana del lato di riflessione incontra la superficie piana della smussatura (zero raggio!), appare un filo sul lato della smussatura. E ripetere la procedura sopra. Quando avete ottenuto la superficie speculare con la prima grana grossa sufficientemente piana, ora sarà più facile e veloce.

Se durante la lavorazione della superficie speculare tenete il ferro leggermente inclinato e cambiate questa inclinazione con la grana successiva più fine, potete osservare esattamente i progressi del lavoro. Vedrete come le righe della levigatura con la grana più grossa scompaiono gradualmente. Se arrivate con la smussatura dall'angolo retto, premete semplicemente un po' più forte sul lato più alto per avvicinarvi di nuovo ad esso. Procedete in questo modo attraverso tutte le grane che avete a disposizione. Le superfici levigate o affilate sembrano sempre più come specchi, un segno sicuro di crescente affilatura. Per la maggior parte delle applicazioni, la grana 2000 è sufficiente. Tuttavia, per una finitura perfetta, dovreste utilizzare oltre alla carta 2000 una pietra d'acqua 6000 o una striscia di cuoio per rasoi con pasta per affilare adeguata. La pietra d'acqua 6000 è una pietra morbida con un'alta capacità di abrasione - tuttavia, a volte insidiosa, poiché il metallo rimane attaccato sulla superficie fine. Sono necessari movimenti lenti, molta acqua e pazienza. Una striscia di cuoio può essere di cuoio, cartone o legno, la sua fine struttura superficiale produce un'estrazione molto fine. È meglio far scorrere leggermente il filo sulla striscia di cuoio, per non tagliarla. Che si tratti di pietra o striscia di cuoio: assicuratevi di premere la parte speculare del metallo in modo piatto e di lavorare la smussatura solo nell'angolo corretto ora stabilito.

Verifica del Risultato Ottenuto

Per capire se abbiamo ottenuto un buon tagliente esistono alcuni metodi empirici.

  • Test Visivo: Se la lama è ben affilata il tagliente non dovrebbe riflettere la luce. Se alla luce di una lampada o con l’ausilio di una torcia la luce viene riflessa ciò significa che esiste una superficie riflettente e quindi uno spessore sul tagliente che non dovrebbe esserci. Infatti l’incontro tra il dorso della lama ed il bisello dovrebbe essere tale che lo spessore del tagliente formatosi tra le due superfici sia praticamente inesistente e quindi invisibile.
  • Test della Carta: Una pratica utilizzata è anche quella di passare il tagliente su un foglio di carta. Il tagliente dovrebbe essere in grado di ricavare curve nella carta con estrema facilità.
  • Test del Pelo: Un’altra prova è quella di provare la lama provando a rasarsi i peli del braccio. Una lama affilata rade i peli senza una pressione significativa. Un metodo un pò rustico ma di sicuro effetto visivo!
  • Test dell'Unchietta/Penna: Se hai pochi peli sulle braccia o non ti piace affatto, ci sono altri modi: una lama affilata afferra delicatamente la superficie di un'unghia o il corpo in plastica di una penna a sfera, mentre una lama smussata scivola sopra.

Qualunque sia il metodo scelto, il miglior modo per vedere se una lama è affilata rimane comunque quello di metterla al lavoro e vedere come si comporta sul legno.

Considerazioni Aggiuntive sui Ferri di Pialla

Le pialle sono utensili fondamentali per rendere le superfici di lavoro lisce e uniformi. La "regolazione laterale" su una pialla serve a regolare l'angolo trasversale della lama per evitare che il tagliente sia posizionato in modo scorretto e la piallatura non sia uniforme. Viene usato per piccoli pezzi o per interventi su superfici di dimensioni ridotte come battute etc. Ne esistono di diverse tipologie. Attenzione a non colpire troppo forte.

Utilizzo del sistema di affilatura di Paul | Paul Sellers

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