L'arredamento di modernariato rappresenta il cuore pulsante del design del XX secolo. Questa categoria si riferisce allo studio e al collezionismo di mobili ed oggetti che sono testimonianza di una ricerca di arte e bellezza nel mondo dell'arredamento.
Il '900 fu un secolo di grandi innovazioni tecnologiche e l'accumulo di tali conoscenze fu alla base della terza rivoluzione industriale. Il termine modernariato nasce come un neologismo sulla falsariga della parola antiquariato, ma a differenza degli oggetti antichi, che devono avere almeno 100 anni, il modernariato include pezzi più recenti ma di particolare rilevanza storica o artistica.
Il Contesto Storico e la Nascita del Design Moderno
Soprattutto nella seconda metà del XIX secolo gli ebanisti non erano stati in grado di dare alle loro produzioni nessuna spinta innovativa, limitandosi a ricopiare gli stili dei secoli precedenti. Il concetto di questi mobili moderni non è quello ispirato ad una lenta evoluzione dalle linee classiche bensì di una brusca rottura con tutto ciò che è riconducibile al passato. L’assenza di decoro è la via scelta per ottenere mobili il cui unico ruolo deve essere quello utilitaristico, legato quindi unicamente alla funzione che hanno all’interno delle abitazioni (razionalismo). Ciò anche come conseguenza dell’affermarsi di una più precisa coscienza sociale di eguaglianza.
Furono proprio le istanze di quest’ultima tendenza a promuovere le idee più innovative nel campo del Design dei mobili. Nel 1919 nasce in Germania il Bauhaus, movimento che si propone l’obiettivo di produrre prototipi di mobili dalle caratteristiche moderne e funzionali per essere prodotti in serie. Dal punto di vista tecnico l’innovazione più importante che permette di realizzare mobili sempre più razionalisti, affrancati da qualsiasi contaminazione classica è il metallo.
Tra gli anni '20 e '30 la Scandinavia diventa un centro importantissimo di produzione di mobili di design. Caratteristica principale di questa produzione è l’uso di materiali naturali: soprattutto il legno di betulla, molto comune, ma anche il palissandro. Linearità e funzionalità sono le parole d’ordine. Dagli anni '50 in poi questi mobili ebbero molto successo e vennero esportati in gran quantità in tutta Europa.
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Il Design Italiano e gli Anni '60
In Italia, in particolare, la spinta alla modernizzazione e alla industrializzazione arriva un po’ in ritardo rispetto ad altri paesi, ma ha una propulsione fortissima negli anni ’50, con peculiarità strepitose. Se, da un lato, si arriva alla produzione di oggetti per il consumo di massa per la prima volta, dall’altro l’importante e radicata tradizione nostrana nelle arti decorative e, in generale, il gusto italico del bello, preservano comunque le istanze di esclusività e bellezza anche nella produzione seriale.
Il design italiano degli anni ’50 quindi, è la felice sintesi della spinta economica e tecnologica della terza rivoluzione industriale con il profondo senso estetico che, in Italia, nasce e si sviluppa nelle botteghe artigiane a partire dal Rinascimento. L’Italia del dopoguerra sceglie, per quanto riguarda l’arredamento, i mobili di design moderno, americani e soprattutto scandinavi.
La storia del design italiano è legata a quella delle grandi industrie lombarde. Gli anni del boom economico furono gli anni anche dell’apice del modernariato e il loro centro fu senza dubbio Milano. In quel periodo, ci fu una sinergia tra capacità artigiane, sviluppo industriale, nuova sensibilità artistica e antica tradizione decorativa che ha reso Milano la capitale del modernariato anni ’50. Diverso fu il discorso per il Nord Italia, dove il mobile di design ebbe una rapida e capillare diffusione, soprattutto a Milano e Torino, città che furono centri di produzione di mobili e prima ancora epicentri culturali di diffusione di queste nuove tendenze.
Different Tendencies: Italian Design 1960 — 1980
Caratteristiche degli Armadi in Palissandro Anni '60
Gli anni ’60 si aprono con un allontanamento dallo stile neoliberty che aveva occupato la scena precedentemente. Questo periodo è senza dubbio il più innovativo e rappresenta un apice per il design. Il modernariato non si caratterizza per l’invenzione di nuovi tipi di arredo, ma più che altro per la ricerca e l’ideazione di nuove forme per gli arredi. Quello che li distingue è soprattutto lo studio sul design legato alla loro funzione e ai nuovi materiali e processi produttivi disponibili.
Materiali
L'uso di materiali naturali, come il palissandro, comune nel design scandinavo che influenzò l'Italia, si combinò con la sperimentazione di nuovi materiali. La nobilitazione di questo materiale, fino ad allora confinato in ambito industriale, da l’illusione di creare mobili la cui committenza è, forse per la prima volta nella storia dell’arte, non una classe agiata bensì colta.
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Accanto al legno, in questi anni si assiste all'introduzione di nuovi materiali che permettono nuove forme. Due anni dopo la sua presentazione al Salone del Mobile di Milano nel 1965, Artemide iniziava la produzione di una delle prime lampade realizzate in resina ABS stampata a iniezione, la lampada Nesso. I componibili in ABS di Anna Castelli Ferrieri sono diventati un simbolo di Kartell, esplorando le potenzialità delle produzioni seriali a stampo.
Forme e Funzionalità
La parola d’ordine è minimalismo e funzionalismo. Gli arredi di modernariato si possono quindi suddividere nelle categorie tradizionali, perché quello che li distingue è soprattutto lo studio sul design legato alla loro funzione e ai nuovi materiali e processi produttivi disponibili. Concetti come funzionalismo e razionalismo si diffusero nella cultura generale, i nuovi metodi costruttivi moderni dettarono le basi della nuova estetica.
Un esempio eloquente di questo approccio è la Minikitchen, la mini cucina ideata nel 1963 da Joe Colombo per Boffi, una cucina compatta autosufficiente, su ruote, alimentata elettronicamente, che occupa solo mezzo metro cubo di spazio. Liberamente posizionabile, è dotata di piano di cottura, minifrigorifero, cassetto di contenimento, sportelli per lo stoccaggio, cassettiere portaposate, prese di corrente per piccoli elettrodomestici, grande tagliere e pianetto estraibile di servizio. "Le cose devono essere flessibili", commentava il designer Colombo nel 1966. "La mia cucina può essere spostata in giro o fuori da una stanza e quando hai finito, si chiude come una scatola."
Designer Influenzali
È l’epoca dei grandi maestri italiani e internazionali, i cui nomi sono diventati leggenda. Le loro creazioni, dalle iconiche poltrone e divani alle rivoluzionarie sedie e sgabelli, fino ai versatili tavoli e tavolini, sono oggi più attuali che mai.
- Gio Ponti (Milano 1891-1979) è un architetto, ceramista, designer italiano. I mobili disegnati da Gio Ponti sono molto richiesti dal mercato del mobile di design e hanno alte valutazioni. La poltrona Dezza, capolavoro del catalogo Poltrona Frau nato nel 1965, fu creata sulla scia dell'interesse di Gio Ponti per i mobili moderni, funzionali e poco ingombranti.
- Achille e Pier Giacomo Castiglioni hanno disegnato pezzi iconici come la lampada Arco (1962), che stabilì nuove regole nell’interazione tra tavolo e apparecchio illuminante, svincolandolo dalla posizione fissa al soffitto.
- Anna Castelli Ferrieri ha creato i "Componibili" per Kartell, simboli di flessibilità e funzionalità.
- Giancarlo Mattioli con il Gruppo Architetti Urbanistici Città Nuova, ha progettato la lampada da tavolo Nesso (1965).
Valutazione e Valore degli Armadi in Palissandro Anni '60
Riconoscere e valutare un armadio di modernariato richiede conoscenza, attenzione ai dettagli e una passione per l'arte e la storia. La valutazione di mobili di design oggigiorno dipende molto dalla loro qualità. Non sono molto richiesti quelli di produzione industriale, realizzati in gran numero ed in serie, a meno che non siano pezzi iconici.
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I mobili disegnati da Gio Ponti, ad esempio, sono molto richiesti dal mercato del mobile di design e hanno alte valutazioni. Tra i mobili di design del Novecento con le valutazioni più interessanti ci sono quelli disegnati da Emile Jaques Ruhlman.
Fattori che Influenzano il Valore
- Rarità: La rarità di un armadio aumenta il suo valore.
- Qualità e Materiali: L'uso di legni pregiati come il palissandro, la qualità della fattura e dei dettagli costruttivi sono cruciali.
- Designer e Autenticità: Pezzi attribuiti a designer rinomati o provenienti da produzioni di case d'arredamento storiche hanno un valore superiore. La nostra missione è connettervi con una rete di galleristi e commercianti esperti, che garantiscono l’autenticità e il valore di ogni pezzo.
- Condizioni: Ottime condizioni generali, possibili lievi segni di usura, che non ne compromettono il fascino. I restauri possono influenzare il valore.
- Contesto e Provenienza: Un pezzo con una storia documentata o una provenienza particolare può acquisire maggiore valore.
Un Investimento Sostenibile
Scegliendo un mobile vintage o antico riduci la tua impronta di carbonio, produci meno rifiuti e diminuisci la domanda di nuovi materiali, prolungando la vita dei prodotti che utilizziamo. Trasforma i tuoi spazi in ambienti pieni di storia e fascino.
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