Anigrina Lamellare: Storia, Caratteristiche e Utilizzo della Polvere "Color Mattone"

Insistere ancora sul mercato dagli anni Trenta del secolo scorso non può che essere sinonimo di qualità, motivo per cui l’Anigrina Lamellare nell’ultimo novantennio non ha mai lasciato gli scaffali delle armerie. Dalla madrepatria bolognese è ormai nota in tutto il mondo, confermando la sua affidabilità e versatilità nel tempo.

Storia e Evoluzione dell'Anigrina Lamellare

L’Anigrina lamellare è un propellente storico prodotto e venduto da Baschieri & Pellagri sin dal 1930 in forma di nitrocellulosa modificata color mattone. La sua prima comparsa del marchio fu sotto il nome di Anigrina Granulare, sviluppata quasi in contemporanea con la storica Acapnia. La Baschieri & Pellagri passò al formato lamellare solo a partire dagli anni Trenta del Novecento. Nel corso del tempo, si è vista modificata dall’originaria composizione per l’aggiunta del 10% di nitroglicerina, trasformandosi da polvere monobasica in una nitrocellulosa laminata modificata.

Caratteristiche e Composizione Dettagliata

Nella sua più recente composizione, la maggiore frazione, pari all’85%, è occupata dalla nitrocellulosa, mentre le restanti parti sono costituite da graffite al 0,15%, in aggiunta a stabilizzanti e plastificanti al 3,7%, con l’1,15% di umidità residua. Si presenta in lamelle quadrate di dimensioni 1,4 x 1,4 millimetri e 0,2 millimetri di spessore. La densità gravimetrica si attesta sui 530 grammi/L. È una polvere semi vivace o di media vivacità, particolarmente adatta, nel calibro 12, a spingere una carica tipica di 32 o 33 grammi di piombo, e indicata per caricamenti medi in generale.

Analisi granulometrica per sedimentazione

L'Anigrina Lamellare nel Calibro 12: Tradizione e Ricarica

Il suo impiego nel calibro 12 è vasto e apprezzato, sia nelle cartucce commerciali che nella ricarica domestica, grazie alla sua comprovata efficacia.

Principi di Caricamento e Selvaggina

Questo assetto di ricarica calibro 12 offre buoni margini di riuscita nel tiro alla regina. La beccaccia esige particolare riguardo nella selezione della cartuccia, ovvero della sua ricarica, questo è sicuro. Com’è altrettanto vero che le usuali distanze di tiro non necessitino di una eccessiva mole di piombo per raggiungere il risultato. Una munizione equilibrata nel calibro maggiore può limitarsi a sfruttare le grammature tradizionalmente previste senza immotivati esuberi di pallini. Scegliere di affidare le sorti dell’azione venatoria al fucile da caccia d’impostazione tradizionale, doppietta o sovrapposto che sia, tendenzialmente non consente di padroneggiare al meglio cartucce esuberanti. Moderni caricamenti performanti, pensati per le azioni venatorie più impegnative, o analoghe ricariche domestiche metterebbero certamente a dura prova le chiusure e la tenuta delle canne già segnate dal tempo. Il dosaggio di pallini non è eccessivo, tuttavia la carica di 32 grammi del numero 9 riesce, con le 594 sfere contenute nella cartuccia, a coprire uniformemente la placca, conseguentemente il selvatico nell’azione di caccia, con ottime possibilità di successo sulle brevi e medie distanze. La carica di piombo selezionata offre un’ottima gestibilità della munizione anche nei fucili più leggeri, senza fastidiosi e smisurati effetti allo sparo tipici delle grammature superiori. Il binomio Anigrina Lamellare e caccia alle allodole, è uno dei più indissolubili nella storia della pratica venatoria.

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Un Assetto di Ricarica Classico Calibro 12

Descriviamo un assetto tradizionale che incarna il gusto classico nella ricarica domestica. Il bossolo arancione è a marchio Nobel Sport Italia del tipo 3, con corazza alta 16 millimetri. La lunghezza definitiva dopo la rifilatura del bossolo è pari a 67 millimetri. L’innesco scelto è un Fiocchi Dfs 616. Si tratta di un apparecchio caratterizzato dal forte impulso d’accensione che la stessa azienda di Lecco è solita associare ai bossoli del calibro maggiore. Appartiene alla nuova produzione uniformata per la quale è stata adottata la capsula color rame in luogo di quella nichelata che ricorreva nelle precedenti serie. La couvette Nsi è spessa 9 millimetri e si frappone tra la polvere e la borra. La sua presenza è necessaria a garantire la tenuta dei gas originati dalla combustione della carica di lancio. Insieme alla borra Diana, alta 16 millimetri, l’intero gruppo raggiunge un’altezza totale di 25 millimetri. La borra Diana riesce a garantire il contatto dell’intera colonna di pallini con la canna, mirando alla massima distribuzione delle sfere già a pochi metri di distanza dalla volata. La cartuccia è finita a orlo tondo su dischetto a marchio della polvere. Questo si compone di tre strati di cui il centrale semirigido in plastica trasparente con i due profili, superiore e inferiore, in cartoncino. Considerata la non facile reperibilità di questo vecchio componente da ricarica, lo si può sostituire con un qualunque disco di chiusura in cartone bianco o bistampato tra quelli attualmente in commercio. Avendone la disponibilità, si è preferita l’associazione dal gusto classico con il componente della tradizione. Si tratta della più semplice e intuitiva chiusura realizzabile su una cartuccia da caccia. Questa caratteristica ne rende possibile l’assemblaggio anche con semplici orlatori manuali, risultando fruibile anche per gli appassionati meno attrezzati o per chi intenda avvicinarsi a piccoli passi alla pratica della ricarica domestica.

Sviluppo e Test di Assetti Moderni per il Calibro 12

Un amico ci aveva chiesto una ricetta per la ricarica di munizioni calibro 12 con Anigrina lamellare. Le prestazioni balistiche della cartuccia che abbiamo pensato ci hanno stupito tanto da volerle renderle di dominio pubblico. Il bossolo è un Cheddite da 70 mm di altezza, traslucido con un fondello ottonato non esagerato alto 12 millimetri: un onesto tipo 2. La dose che abbiamo inserito nella cartuccia è di 1,75 grammi; il lotto della polvere utilizzata è il 19027 del 4/9/2019. In altre occasioni avevamo utilizzato 1,80 grammi della stessa polvere. Avevamo fatto così anche stavolta ma, quando siamo andati a bancare la cartuccia, era troppo pepata. Abbiamo deciso di uniformare la componentistica Baschieri & Pellagri; per la borra abbiamo dunque utilizzato una borra Z2m alta da 21 millimetri. La dose dei pallini è quanto di più classico ci possa essere nel calibro 12: 32 grammi. Con la giusta proporzione di polvere e componentistica, consente di affrontare la maggioranza delle situazioni venatorie. La numerazione che abbiamo voluto inserire nel presente assetto è il 9 e ½ (2,0 millimetri di diametro), idonea per ingaggiare specie migratorie di piccole dimensioni. Una cartuccia ottobrina o novembrina, la potremmo definire. Per la stampa (stampante Omv, inchiostro Rocchini) ci siamo sbizzarriti. Ne diamo evidenza mostrandovi non soltanto il bossolo standard che abbiamo allestito ma anche altri di colori diversi con stampe differenti (trasparenti, arancioni, rossi e di cartone, sia tipo 1 con fondello ottonato da 8 mm, sia tipo 2 con fondello ottonato da 12 millimetri); in azzurro abbiamo apposto la scritta Al Anigrina lamellare, poi la grammatura della cartuccia e la numerazione del piombo utilizzato. Non è mancata anche la nostra prova sul campo, come spesso accade, nelle occasioni di contenimento; diverse uscite hanno confermato sia la potenza sia la polivalenza di questa cartuccia.

Proseguendo con le prove, abbiamo riscontrato l'efficacia dell'Anigrina Lamellare anche per cariche più impegnative. L'assetto è così composto: Bossolo tipo 2 cheddite cx2000 polvere Anigrina Lamellare in dose di 1,71 x 35 gr. L'assetto alla spalla pur avendo 35 gr. di piombo si avverte in modo normale, mancanza d' incombusto in canna e alla placca a 30 m. arriva con un buon impatto e con un' ottima distribuzione di rosata che fa' pensare che possa fare danno oltre i 35 m.

Prestazioni Balistiche e Verifiche di Rosata

La cartuccia finita, con l'assetto da 32 grammi, misura 57,40 millimetri di altezza, per un peso totale di 43,27 grammi (media di dieci distinte misurazioni). I dati di banco (canna cilindrica) hanno fatto registrare: pressione di circa 725 bar; V1 di 423 m/s; tempo di canna circa 2.967 μs. Le verifiche di rosata sono state effettuate con un fucile semiautomatico Benelli Comfort calibro 12 munito di canna lunga 70 centimetri; abbiamo sparato a 30, 33 e 35 metri con strozzatore **. Degne di nota tutte le rosate, sia alla minima distanza sia a quella più elevata. In aggiunta all’ottima distribuzione della rosata, aggiungiamo un’impressione acustica che ci ha colpito: il rumore forte e secco dei pallini che impattano sulla piastra di acciaio testimonia l’energia con cui impattano. La cartuccia non è cattiva alla spalla e risulta ben gestibile anche se sparata in discrete quantità; se indossate un gilet da caccia o una cacciatora, non vi può spaventare neppure un’ottima giornata di passo migratorio. Duplice strozzatura per le consuete linee di tiro. Lo scopo è quello di ipotizzare una cornice pratica d’utilizzo della cartuccia verso il selvatico di destinazione. Protagonista è il sovrapposto Fair Jubilee Prestige Tartaruga Gold, ovviamente del calibro 12. L’esito del primo colpo è stato affidato alla canna inferiore, cilindrica, sulla distanza di 15 metri.

Calibro Dose Polvere Dose Piombo Numerazione Piombo Pressione (Bar) V1 (m/s) Tempo Canna (μs) Note sull'Assetto
12 1,75 g (Lotto 19027) 32 g 9 ½ (2,0 mm) 725 423 2.967 Per specie migratorie di piccole dimensioni
12 1,71 g 35 g (Non specificato) (Non specificato) (Non specificato) (Non specificato) Per colombacci, rosata efficace oltre 35 m

L'Anigrina Lamellare nel Calibro 20: Novità e Efficacia

La versatilità dell'Anigrina Lamellare si estende anche a calibri minori, incontrando il favore di numerosi appassionati che cercano precisione ed efficacia.

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L'Introduzione della Versione Calibro 20

Novità in vista in casa Baschieri & Pellagri. L’azienda di Marano (provincia di Bologna) sta promuovendo tramite i social un nuovo prodotto, vale a dire la linea Anigrina Lamellare nella versione disponibile per il calibro 20. Finora non si era pensato a questa alternativa e la compagnia emiliana è venuta incontro alle richieste degli appassionati. Il calibro 20 è stato messo a disposizione per la stagione 2019-2020. C’è grande curiosità in questo senso e senza dubbio Baschieri & Pellagri ha pensato a ogni dettaglio per far sentire la clientela appagata e a proprio agio.

Caratteristiche della Cartuccia Calibro 20

Una scatola di colore dorato riporta il nome della munizione e la ditta produttrice. Il bossolo è di tipo 2 in calibro 20/67, di plastica gialla di ottima qualità, lascia intravedere i componenti interni e riporta in rosso il nome della munizione e della ditta produttrice. Il propellente utilizzato è l’Anigrina Lamellare, una polvere di media vivacità indicata per caricamenti medi. Il contenitore utilizzato è l’ormai collaudatissimo Z2M. A parte le dimensioni del bossolo in 20/67, già dal range dei pallini che vengono offerti per questa cartuccia, ci si rende conto che si tratta di una munizione dedicata per la selvaggina minuta e media. Le cartucce in questione sono ideali per la caccia alla starna e la migratoria in generale.

Esperienze sul Campo con Anigrina Lamellare Calibro 20

Le prove sul campo confermano l'efficacia di questa polvere anche nel calibro cadetto. Persone simpaticissime i Guidi, miei dirimpettai al Vicolo del Rifugio. Era un ottobre splendido, con cielo terso e un leggera brezza che spirava sempre dai quadranti nord orientali. Percepivo che quelle erano le giornate del passo, così, spesso, mi recavo a guardare la valle davanti palazzo Ducale, sul versante di fronte vedevo a volte dei caprioli e tanti merli, ma di allodole non ne avevo viste né sentite. Aiutai a caricare l’auto e saliti imboccammo la strada che portava verso Fano. Un lotto sicuramente datato, quello del sig. Guidi, con piombo 10 e 11, ha dimostrato l'efficacia anche di cariche meno recenti. Già allora utilizzavo il calibro 20, così, appena rientrato in Sicilia, memore di quell’esperienza, andai in armeria a cercare la munizione nel calibro che più utilizzavo nella caccia alla quaglia e alla beccaccia. Ma ero curioso di verificare la loro efficacia anche nel calibro cadetto. L’occasione per provarla fu l’invito di un amico presso un’azienda faunistica presso cui avremmo provato i nostri ausiliari su delle starne immesse. La prima starna che si involò sotto la ferma del cane percorse un traversone discendente verso sinistra ad una distanza tra i 25 e i 30 metri. La carica velocissima si portò sulla preda ed essendo ancora sufficientemente compatta e all’interno della propria portata utile, fece accartocciare la starna facendola precipitare pesantemente verso il basso. La seconda starna partì in linea retta qualche metro davanti al cane, con un volo che tendeva verso l’alto. La prima discese verso di me mentre l’altra in diagonale si allontanava verso l’altro campo.

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