Restauro e Funzionamento di una Vecchia Pialla Manuale: Guida Completa

La pialla manuale è uno strumento essenziale per trasformare il legno grezzo in un pezzo squadrato e levigato. Che si tratti di assottigliare tavole, spianare superfici o recuperare scarti di legno, la pialla è uno strumento prezioso per ogni appassionato del fai da te.

Nell’era preindustriale, la lavorazione del legno era principalmente manuale. Oggi, nonostante possa sembrare anacronistico, l’uso delle pialle manuali è ancora molto attuale e risulta essere lo strumento più adatto in moltissime situazioni.

Esistono diverse tipologie di pialle, ognuna adatta a specifici impieghi: alcune sono di legno, altre di metallo. Le pialle occidentali in metallo, evoluzione della tradizionale pialla di legno, sono famose per la loro robustezza e precisione. Le pialle giapponesi (o “kanna”), hanno una struttura unica che permette alla lama di tagliare tirando verso di sé, a differenza delle pialle occidentali che funzionano spingendo. Infine, esistono pialle generaliste, versatili e adatte a un’ampia gamma di lavori, e pialle altamente specializzate, concepite per compiti specifici come la creazione di scanalature e modanature, o la finitura di superfici particolari.

Pialla a Filo e Pialla a Spessore: Macchine a Confronto

Quando si parla di lavorazione del legno, ci sono alcune attrezzature fondamentali che è necessario conoscere. Molte persone confondono queste due macchine, ma in realtà sono molto diverse. La pialla a filo serve a creare una superficie liscia e piatta su un pezzo di legno. A tal fine, rimuove piccole quantità di materiale dalla superficie del legno. Una pialla a filo è progettata per creare una superficie piana su legname grezzo o irregolare. Facendo passare il legno attraverso la macchina nel senso della lunghezza, la pialla a filo crea una superficie piatta perfettamente perpendicolare alla venatura.

La pialla a spessore, invece, serve a creare uno spessore uniforme su tutta la superficie di un pezzo di legno. A tal fine, si rasano sottili strati di materiale dalla parte superiore e inferiore del legno. La pialla a spessore è utilizzata principalmente per il dimensionamento di precisione del pezzo di legno da lavorare.

Leggi anche: Come restaurare un tavolo in legno

Non esiste una scelta migliore per principianti e falegnami esperti, in quanto ognuna di queste pialle ha i propri punti di forza e di debolezza. La pialla a filo è necessaria per creare una superficie liscia e piatta sul legname, riuscendo a rimuovere i segni tipici della sega e altre irregolarità. La pialla a filo offre una superficie pronta per essere levigata o piallata. Se il tuo legname invece è notevolmente deformato o increspato, dovrai prima usare una pialla a spessore per uniformarlo. Una pialla a spessore può anche essere utilizzata per creare spessori uniformi sul legname, il che può essere utile se si lavora con tavole di spessore diverso. Nel complesso, entrambe le macchine sono strumenti importanti per ogni lavoro di falegnameria.

Componenti di una Pialla Manuale (Tipo Occidentale in Metallo)

Scopriamo in dettaglio questo straordinario utensile, iniziando da una classica pialla occidentale in metallo (una “Numero 4”):

  • Manico e pomello: questi sono gli elementi che consentono di impugnare la pialla.
  • Corpo della pialla: realizzato in ghisa o acciaio, il corpo è la struttura portante della pialla.
  • Ferro o lama: questa è la parte tagliente della pialla.

L'Arte del Restauro di una Vecchia Pialla Manuale

Chi tra gli appassionati del legno non ha mai ceduto all’acquisto di una vecchia pialla in legno? Magari per pochi spiccioli ad un mercatino? La risposta è nessuno o quasi. Ma quanti felici scopritori di questi tesori, una volta in laboratorio, hanno davvero messo in funzione l’utensile portandolo al massimo delle sue possibilità? Stessa identica risposta; nessuno o quasi. E questo perché spesso le pialle in legno presentano delle problematiche di difficile risoluzione. Da qui il motivo di questo articolo che è un piccolo vademecum sui vari sistemi per riportare in vita questi splendidi attrezzi.

Ispezione Iniziale e Diagnosi

Per restauro e preparazione di una pialla mi riferisco a tutti quegli accorgimenti propedeutici al suo corretto funzionamento, quindi l’affilatura della lama (dorso e tagliente), la spianatura della suola e dei fianchi e l’assetto della pialla in generale affinché questa riesca a produrre trucioli. In questo articolo mi riferirò ad una classica Record n.4 stile Bailey ma le indicazioni possono adattarsi a quasi tutte le pialle da banco. Se abbiamo acquistato una pialla vintage è importante controllare svariate cose, tra cui la planarità della suola. Aiutandoci con un righello in metallo verifichiamo se esistono concavità, soprattutto in prossimità della bocca. Se ci fossero dobbiamo eliminarle.

Osservate la pialla da tutti i lati. Com'è la suola della pialla, ci sono segni di usura? Tenete un righello di prova sulla suola in senso longitudinale e trasversale per vedere quanto è uniforme. Che aspetto ha il bordo del ferro? È arrugginito? C'è qualcosa incastrato nella bocca della pialla? Il cuneo di legno è intatto o ha i bordi scheggiati? Nel nostro video, ad esempio, avevamo una pialla la cui bocca era intasata di trucioli. I motivi possono essere diversi. Potrebbe esserci qualcosa di sbagliato nell'aletta. Potrebbe non poggiare correttamente sul ferro della pialla o essere regolata in modo errato. È anche possibile che il cuneo di legno sia semplicemente troppo lungo e che i trucioli vi rimangano incastrati e intasino la pialla. Con una pialla usata, è piuttosto raro che il passaggio dei trucioli sia troppo stretto. Ma anche questo potrebbe essere un motivo.

Leggi anche: Approfondisci i mobili indiani in teak, tra tradizione e robustezza

La guida DEFINITIVA alla scelta delle pialle manuali con Giacomo Malaspina

Smontaggio e Pulizia

Per prima cosa è necessario smontare la pialla. A tal fine, rimuovere il ferro da stiro e il rompitruciolo (noto anche come aletta). Afferrare saldamente la pialla intorno alla protezione della mano, al ferro da stiro e al cuneo di legno, quindi colpire con forza la parte posteriore con un martello. Molte pialle sono dotate di un pulsante di impatto supplementare per proteggere la scatola della pialla da eventuali danni. Se il ferro non si allenta, è possibile che si sia arrugginito e sia letteralmente incrostato sul suo letto di legno. In questo caso è possibile allentarlo con leggeri colpetti, alternando il lato destro e quello sinistro.

Se la ruggine fosse eccessiva potremo fare alla pialla un preventivo bagno in aceto tenendola in ammollo almeno per una notte, per poi passare alla carta abrasiva o alla lana d’acciaio. Mi sono poi occupato del corpo della pialla che è stato ripulito con carta abrasiva per rimuovere i diversi schizzi di vernice, poi sgrassato, ed infine verniciato con uno smalto nero per metalli. Se la vernice del corpo pialla si fosse staccata potremmo intervenire con nuova vernice (c.d. japanning). Personalmente non amo gli interventi troppo invasivi sulle pialle vintage. Mi piace mantenere alcuni difetti e quella patina depositata dal tempo che ne testimonia gli anni vissuti. Infine, approfittiamone per pulire tutte le varie parti, quindi smontando il frog, lubrificando con olio o WD40 la leva di spostamento laterale, la rotella di avanzamento e arretramento della lama e tutte le varie viti.

Restauro delle Parti in Legno

Pomello anteriore e manico sono stati completamente carteggiati per rimuovere la vecchia finitura che in alcuni punti era deteriorata, sono stati poi tinti con un mix di mordenti per 2/3 color noce chiaro, e 1/3 mogano medio, quindi trattati ad olio e finiti con gommalacca che ho applicato a pennello. Ho quindi ripetuto questa operazione cambiando abrasivo prima a grana 240 e infine 400, anche per le due sponde. Controlliamo la robustezza dei manici eventualmente stringendo le viti, accorciandole o apponendo del materiale a spessore. Se i manici fossero in cattive condizioni potremo scartavetrarli e ripassarli con gommalacca e cera o addirittura ripararli o sostituirli.

Rettifica della Suola e dei Fianchi

Lasciando montata la lama ma ritraendola al di sopra della bocca pratichiamo con un pennarello nero delle tracce parallele sulla suola della pialla e strofiniamola sulla carta abrasiva partendo da una grana 80 (potremmo partire anche da una grana superiore, dipende dalle condizioni della suola) e lavoriamo fino a quando le tracce non saranno scomparse o comunque poco visibili. Non è fondamentale rimuoverle tutte e completamente, essendo sufficiente eliminare quelle più vicino alla bocca, garantendo così che in quella porzione di suola vi sia perfetta planarità. Assicuriamoci che la superficie dove apponiamo la carta sia piana e rigida (come un piano in vetro o in granito o del multistrato spesso). Passiamo quindi alle grane successive, arrivando almeno alla grana 250. Poniamo quindi di lato la pialla e levighiamo anche i fianchi. La carta abrasiva si renderà utile anche per eliminare le eventuali tracce di ruggine presenti.

Con poche passate di lima arrotondiamo leggermente anche gli spigoli vivi del corpo pialla, in particolar modo tra la suola e i fianchi. Se vogliamo, possiamo rifinire successivamente anche con la carta abrasiva. Tratteggiare la suola della pialla con linee a matita, in modo da poter riconoscere facilmente le aree della suola che sono state trattate. Particolarmente importante è l'area direttamente davanti al tagliente. Il tratteggio dovrebbe essere particolarmente visibile. Applicare o stendere la carta vetrata di grana 80-120 su una superficie piana. Sono adatti una pietra o una lastra di vetro o il tavolo della macchina di una pialla per superfici. A questo punto è possibile piallare la suola con movimenti di "piallatura". Eseguire la levigatura fino a quando tutti i segni di matita sono stati rimossi e sulla bocca della pialla è di nuovo presente un bordo pulito. A questo punto è possibile rompere leggermente i bordi longitudinali della suola. Infine, è consigliabile incerare la suola con cera per pialle o cera per candele (paraffina) e lucidarla con alcuni trucioli.

Leggi anche: Il fascino intramontabile dell'asse lava panni in legno

Riparazione e Affilatura della Lama (Ferro)

Innanzitutto, è necessario controllare la planarità del lato a specchio del ferro da stiro e, se necessario, rielaborarlo. Un lato piatto dello specchio non è solo un prerequisito per una riaffilatura rapida ed efficace del ferro, ma consente anche un adattamento preciso del rompitruciolo. La piastra di affilatura diamantata è la più adatta per la ravvivatura. Con pochi movimenti sulla piastra, è possibile vedere rapidamente se e dove ci sono delle irregolarità. Con la piastra diamantata si può quindi smerigliare il lato a specchio. A seconda delle condizioni del lato dello specchio, questa operazione può richiedere un po' di tempo. Successivamente, affilare il ferro utilizzando il metodo preferito. Una volta affilata la lama e controllato il controferro (per questa operazione vi rimando al seguente link Affilare gli scalpelli e le lame delle pialle / Sharpening chisels and plane irons) accostiamoli ponendo il controferro ad una distanza compresa tra 1 e 2 mm. dal tagliente della lama e avendo cura di allineare bene i fianchi tra loro, facendo attenzione a non far toccare il tagliente affilato al controferro. Questo deve essere ben affilata e avere gli angoli laterali smussati per non creare solchi nella tavola durante la piallatura.

Controllo e Allineamento del Rompitruciolo (Controferro)

Se si tratta di un piano con rompitruciolo (doppio piano), questo deve essere svitato dal ferro. È pratico un cacciavite rompitruciolo speciale con una lama dello spessore e della larghezza giusti per la testa della vite molto grande. Con un normale cacciavite della giusta misura, è facile che si sfili a causa dell'asta lunga. Per svitare l'aletta con un cacciavite di questo tipo, posizionare il ferro da stiro nel cassetto del banco da lavoro o bloccarlo nel morsetto anteriore. In questo modo è possibile allentare la vite in modo sicuro con entrambe le mani sul cacciavite e con la forza necessaria.

Per verificare successivamente il supporto del rompitruciolo, posizionare l'aletta nella posizione sul lato dello specchio in cui verrà successivamente installata. Tenere il pacchetto di lembi di ferro in controluce in modo da poter vedere lo spazio tra l'aletta e il ferro. Se si nota una leggera fessura tra il ferro e il bordo del rompitruciolo, l'aletta non è in piano e deve essere rilavorata. Se i rompitruciolo non sono posizionati correttamente, durante la piallatura i trucioli vengono spinti tra il ferro e l'aletta. Può anche accadere che il bordo anteriore dell'aletta sia deformato. In questo caso, anche l'aletta deve essere rilavorata.

Anche se la vite di montaggio esercita una pressione su di esso, il bordo anteriore dell'aletta deve poggiare saldamente sul lato dello specchio. La superficie di contatto dell'aletta deve quindi essere leggermente rettificata. A tale scopo, l'aletta deve essere spostata su una pietra dentata o, meglio ancora, su un blocchetto diamantato in modo che l'estremità posteriore dell'aletta sia leggermente più bassa del bordo di taglio. Affilare fino a quando il bordo anteriore dell'aletta non è di nuovo in piano. Il bordo anteriore del rompitruciolo è rettificato in rilievo. Il "bordo di taglio" del rompitruciolo è rettificato con un angolo di circa 30-40°. Questa superficie smussata spesso non è diritta, ma è arrotondata nella superficie. Alcuni lucidano questa superficie in modo che il truciolo possa scivolare facilmente su di essa. Il bordo anteriore dell'aletta non deve essere affilato. Al contrario, viene molato uno smusso molto sottile di circa 80°. A tale scopo, posizionare l'aletta in verticale sulla pietra abrasiva e inclinarla leggermente verso lo smusso. A questo punto, tirare il rompitruciolo sulla pietra per quattro o cinque volte. Questa superficie deve essere molto stretta in modo da rompere il truciolo in modo pulito, ma senza che si attacchi a questa superficie. Il controferro va inserito sul dorso della lama e non dalla parte del bisello. Quindi serriamo lama e controferro per mezzo della vite centrale.

Montaggio e Regolazione Finale della Pialla

Una volta che il ferro è di nuovo affilato e l'aletta è pronta, si possono riavvitare i due pezzi. Il bordo rompitruciolo deve essere il più vicino possibile al bordo di taglio, l'ideale è una volta e mezza o due lo spessore del truciolo. Poniamo la pialla sul banco e inseriamo il gruppo tagliente così formato usando come inserti la vite centrale e lo slot a forcella presente sul frog che va ad inserirsi nel foro superiore presente sul controferro. Il gruppo va montato sul frog in modo tale che il bisello si trovi verso il basso (pialla in posizione bevel down). Quindi inseriamo il lever cap nella vite centrale e facciamolo scivolare verso il basso. Infine abbassiamo la leva del lever cap per bloccare il tutto in posizione. Se la chiusura risultasse troppo difficoltosa allentiamo leggermente la vite centrale superiore con un cacciavite. Se invece non serrasse abbastanza stringiamo la vite. Procediamo per tentativi sino a quando non otterremo una chiusura che opponga un po’ di resistenza ma non così tanto da sforzare. Una chiusura troppo rigida infatti renderà difficile ruotare agevolmente la rotella che comanda il movimento avanti e indietro della lama mentre una chiusura troppo debole non manterrà fermo in posizione il gruppo lama.

Arretriamo la lama facendo in modo che questa non esca dalla bocca, afferriamo la pialla capovolta, quindi con la suola rivolta verso l’alto, tenendola con il pomello anteriore nella mano sinistra mentre con la mano destra ruotiamo la rotella zigrinata che comanda il movimento della lama agendo verso destra fino a quando non vedremo fuoriuscire il tagliente dalla bocca della suola. Per questa operazione è consigliabile mettersi in favore di luce e traguardare la suola con un solo occhio così da poter migliorare la messa a fuoco. L’obiettivo è quello di far fuoriuscire il tagliente in modo uniforme dalla bocca della suola. Se dovessimo notare che il tagliente fuoriesce più da un lato rispetto all’altro agiamo sulla leva laterale spostandola nella stessa direzione di quella dove il tagliente fuoriesce maggiormente. Quindi se il tagliente fuoriesce maggiormente sulla destra spostiamo la leva che comanda lo spostamento laterale della lama verso destra. Questo movimento è possibile grazie alla terminazione della leva di spostamento laterale che, inserendosi nell’apertura della lama, ne permette lo spostamento. Quando saremo soddisfatti del corretto allineamento del tagliente rispetto alla bocca della suola ritraiamo la lama fino al di sopra della bocca. La preparazione di una pialla necessita di tante accortezze. Quelle di cui ho parlato sono basilari e sono quelle che ci permettono di cominciare a lavorare il legno.

Tecniche di Piallatura Manuale

La piallatura eseguita a mano è senza dubbio la lavorazione che ci mette più intimamente a contatto con il legno. Occorrono sensibilità, pazienza e attenzione ma alla fine il risultato, così ottenuto, è di grandissima soddisfazione. Prima di mettere in uso la pialla è indispensabile assicurarsi che la lama sia affilata con precisione e opportunamente regolata. La regolazione della pialla è molto importante per la buona riuscita di questo intervento. La lama deve essere perfettamente affilata ed asportare un truciolo senza strappare il legno. Un buon fai da te fa pratica e acquisisce una tecnica perfetta!

Comprendere la Vena del Legno

La venatura non è mai uniforme e ciò rappresenta un problema perché quando usiamo una qualsiasi pialla è necessario conoscere la direzione della vena. Non sempre è facile individuarla: qualche volta è continua da un lato all’altro della tavola, altre volte cambia senso a metà strada, costringendoci a piallare dalle due estremità verso il centro. Uno degli errori più comuni che si possono commettere è piallare contro vena. Agire così, vuol dire danneggiare inevitabilmente il piano, perché in questo caso il truciolo rischia di essere strappato. Individuare la giusta direzione non è difficile. Qualsiasi tipo di legno, purché non sia stato pennellato di vernice, porta sulla superficie dei peli finissimi. Basta accarezzarlo e se si procede dalla parte sbagliata, questi si rizzano anche su tavole già ben levigate.

Esecuzione della Piallatura: Le Quattro Fasi

Quando si usa la pialla è bene tenere le gambe ben allargate, per poter dare la giusta forza mantenendo il migliore equilibrio. Vediamo ora nel dettaglio come fare per spianare perfettamente una tavola. Il lavoro si divide in 4 fasi.

  1. Iniziamo con una pialla di legno passata a 90° e poi a 45° rispetto alla venatura, per rimuovere le parti più alte della tavola. Intervalliamo le passate con controlli a vista per vedere dove insistere maggiormente.
  2. Con il piallone eseguiamo passate, prima a 45° e poi lungo la venatura fino a rendere piana la tavola. Ci vogliono molti passaggi, sempre intervallati dal controllo al suolo del piallone stesso.
  3. Ora è necessario allentare i morsetti che tengono la tavola durante la piallatura, per liberare le tensioni che si sono create nel legno.
  4. Appoggiamo adesso la pialla di finitura sulla tavola e giriamo la vite di regolazione posta sul retro della lama, finché questa non fa presa sul legno. Poi eseguiamo passate lungo la venatura sino a creare trucioli uniformi in larghezza e lunghi quanto la tavola.

La pialla manuale in legno deve essere impugnata con due mani: una spinge dal retro, l’altra afferra l’impugnatura e guida l’utensile sul legno. Non bisogna premere con troppa forza ed il pezzo va immorsato in modo fermo e sicuro. È altresì importante saper sistemare la lama nel ceppo: non deve mai sporgere eccessivamente. Le passate vanno date con calma, senza lasciarsi prendere dalla foga. È noto, infatti, che a fine corsa la pressione esercitata dalle mani sulla pialla tende a diminuire e con essa diminuisce per conseguenza anche la profondità della passata; perciò al centro del piano rimangono dei solchi più accentuati.

La guida DEFINITIVA alla scelta delle pialle manuali con Giacomo Malaspina

Tabelle delle Tipologie di Pialle e Utilizzi

Ecco una tabella riassuntiva delle diverse tipologie di pialle e dei loro utilizzi:

Tipo di Pialla Utilizzo
Piallone Sgrossatura di tavole grezze
Piallino Rifinitura di pezzi prossimi al montaggio
Sponderuola Levigatura in costa, rifinitura degli spigoli e superfici limitate

tags: #vecchia #pialla #spessore #restaurato