In questo articolo descriviamo la fibra di cocco, detta anche coir o coir dust. Esplora il mondo dell’allestimento dei terrari e delle coltivazioni con questo versatile substrato.
Origine e Produzione della Fibra di Cocco
La fibra viene ottenuta dal mesocarpo della noce, che non è quindi propriamente il guscio ma l’involucro più interno e a contatto con la parte edibile bianca. Si tratta quindi di un materiale completamente organico, che naturalmente non può essere prodotto in Italia: il cocco (Cocos nocifera) viene infatti coltivato nei paesi a clima tropicale, soprattutto nello Sri Lanka.
Considerando che in media una palma da cocco produce una dozzina di noci all’anno, e vista la presenza così abbondante delle piante nei luoghi di origine, a crescita spontanea e coltivate, si può capire quanto materiale si possa ottenere ogni anno potenzialmente.
Inoltre troviamo prodotti a base di noce di cocco in molti settori industriali, dalla cosmetica all’alimentazione, dalla bigiotteria alle decorazioni d’arredo e in tanti altri ambiti.
Proprietà e Vantaggi della Fibra di Cocco
La fibra di cocco è uno strumento fantastico da usare. Per ottenere il massimo da questo substrato è necessario capire tutte le sfumature che la rendono così utile, e come la si può usare al meglio a nostro vantaggio.
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La capacità di ritenzione idrica è molto buona, e solitamente maggiore rispetto a quella della torba di sfagno e addirittura può arrivare a contenere acqua fino al 900% del proprio peso. La fibra di cocco ha le sue proprie e molto particolari proprietà fisiche, sia in termini di areazione/ritenzione idrica che di capacità a trattenere il nutriente o Capacità di Scambio Cationico (CSC).
Si tratta però di un substrato che non fornisce nutrimento alle piante coltivate, e pertanto se utilizzato per coltivazioni in vaso o indoor, bisogna mescolarla a dei fertilizzanti di origine naturale. La fibra di cocco non ha le stesse caratteristiche della torba e presenta dei problemi di salinità, che vanno bilanciati nel formulato dei terricci.
Tra tutti i substrati presenti sul mercato, possiamo affermare tranquillamente come la fibra di cocco sia la soluzione migliore per ricreare i terreni tropicali, adatti ad anfibi, rettili, tartarughe e altri piccoli animali. Il motivo? Questo materiale trattiene l’umidità, è naturale ed economico, elimina i cattivi odori, può essere riciclato come compost una volta esausto come humus.
Tipologie e Formati in Commercio
La fibra di cocco può avere qualità piuttosto eterogenea a seconda delle zone di produzione e della qualità della lavorazione. Il materiale viene asciugato fino a raggiungere il 25% di umidità e poi confezionato in sacchi oppure pressato in mattonelle o lastre.
Attualmente disponibile presso qualsiasi rivenditore che si rispetti c’è una serie di diverse marche di fibra di cocco. Per riuscire ad effettuare un acquisto oculato bisogna capire la differenza tra le varie marche e quali di queste hanno maggiori probabilità di funzionare al meglio per la vostra specifica stanza di coltivazione e il vostro sistema di irrigazione. Esistono tre principali tipologie di fibra di cocco che vengono utilizzate dai diversi marchi in commercio e naturalmente ogni marchio ha la sua speciale ricetta.
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Fibra di cocco fine (midollo)
- È composto da finissime particelle di polvere, chiamate midollo, cioè la parte che resta dopo il processo di lavaggio e di tamponamento.
- Ha un’ottima capacità di ritenzione idrica ed è una base perfetta per far germogliare i semi.
Fibra di cocco media
- È composto da una pezzatura leggermente più grande e con vari filamenti fibrosi, questa tipologia di fibra di cocco fornisce un’eccellente fonte di sacche d’aria e perciò presenta buone capacità di drenaggio.
Fibra di cocco grossolana (trucioli)
- È composto da grandi trucioli grossolani e fili fibrosi. Questi forniscono una gran quantità di sacche d'aria e un fantastico livello di drenaggio.
Una volta determinato un giusto equilibrio delle tre tipologie di fibra di cocco, questo mix viene mescolato e imbustato per la vendita. Molto frequentemente si trovano in commercio sacchi da 50 litri, che dovrebbero essere preparati rigorosamente secondo le norme EN.
Formati Speciali: Mattonelle e Lastre
La fibra di cocco in lastre offre la possibilità di utilizzare la stessa tipologia di coltivo in cui si utilizza le lastre di roccia, ma con il vantaggio di usare un substrato organico. L’uso della fibra di cocco in lastre è sorprendentemente efficace ed è un’alternativa naturale alla lana di roccia.
La fibra di cocco pressata in blocco è facilissima da trasportare. Niente borse enormi e pesanti da portare in giro, solo un bel blocco compatto e leggero. Se si acquista la fibra di cocco pressata in mattonelle, che è la soluzione più pratica e salva spazio, la prima cosa da fare è immergerla in acqua per imbibirla d’acqua.
In generale, i problemi che si riscontrano con i blocchi compressi è che normalmente sono composti da fibra di cocco scarsamente lavata/tamponata e quindi si deve impiegare un bel po' di tempo per ri-espanderla in maniera uniforme. Tuttavia, recentemente è possibile trovare fibra di cocco compressa in blocchi che ha esattamente la stessa qualità di quella che si trova nei classici sacchi da 50 litri; inoltre ci sono aziende che raccomandano metodi innovativi per una facile espansione del prodotto. Il prodotto è disponibile sia nella variante da 650 grammi (da ca. 7 a 9 litri di humus), sia nel formato da 5 chili.
Applicazioni nel Settore Agricolo e nel Giardinaggio
La fibra di cocco, utilizzata in purezza o in miscela, trova vari impieghi nel settore agricolo.
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Per Semenzaio e Germinazione
Per il semenzaio si utilizza il tipo di fibra di cocco più fine, composta prevalentemente da midollo o fibra in polvere, e privo di pezzi grossolani che potrebbero ostacolare la germinazione dei semi. Ha un’ottima capacità di ritenzione idrica ed è una base perfetta per far germogliare i semi.
Per Piante in Vaso e Coltivazioni Indoor
Per la coltivazione di piante in vaso può andare bene anche una fibra di cocco più grossolana, ovvero con fibre di pezzatura leggermente più grande, che in genere si acquista sfusa in substrati a pH tamponato.
Come Ammendante per Terreni
La fibra di cocco può essere miscelata direttamente al terreno come ammendante, e a questo scopo può migliorarne alcune caratteristiche. Allo stesso modo la fibra di cocco può essere usata con grande efficacia per migliorare diversi tipi di terreni poveri in ambiente aperto. Un terreno argilloso e compatto potrebbe trarre un enorme vantaggio dall’aggiunta di fibra di cocco. Un’altra possibilità è quella di usare la stessa fibra di cocco come ammendante.
La Fibra di Cocco nei Terrari: Un Habitat Ideale
Hai portato a casa una tartaruga, un rettile o un piccolo anfibio e stai allestendo il terrario che sarà la sua casa nei prossimi anni?
Utilizzo per Serpenti e Tartarughe
La fibra di cocco è un substrato ideale per serpenti e tartarughe, offrendo elevata assorbenza e mantenendo l’umidità nel terrario.
Habitat per Ragni e Tarantole
Scopri come la fibra di cocco contribuisce all’habitat perfetto per ragni, con la capacità di regolare l’umidità. Per tarantole, regola l’umidità nebulizzando la fibra di cocco o posizionando una ciotola d’acqua.
Preparazione e Manutenzione del Terrario
Scegli terrari in vetro, plexiglas o legno atossico con buona aerazione. Aggiungi piattini per cibo e acqua, tane e elementi decorativi. Impara a pulire regolarmente il terrario eliminando feci e residui di cibo. La sostituzione totale dipende dalla quantità di animali e dalla loro pulizia.
Coltivare in Cocco Indoor - Vantaggi/Svantaggi di questo substrato guida by Garden West
Modifica del Substrato: Miscelare la Fibra di Cocco
Mentre i risultati che si ottengono con l'uso del cocco puro come substrato non possono essere messi in discussione, naturalmente ci sono situazioni in cui la modifica della miscela può dimostrarsi vantaggiosa in base a particolari circostanze in cui si trova a lavorare il coltivatore. Capire quello che si sta facendo alle proprietà del prodotto durante la miscelazione è la chiave per ottenere miglioramenti.
Additivi per Drenaggio e Aerazione
Quando prodotti come la perlite, la vermiculite o le biglie di argilla sono aggiunti alla fibra di cocco, questi modificano principalmente il drenaggio e l'aerazione del substrato totale. Oltre alle naturali differenze di forma e dimensioni che influiscono su questo, ogni substrato ha la propria capacità di trattenere l'acqua.
In primo luogo, si nota che quando alla fibra di cocco viene aggiunta perlite o palline d'argilla espansa, il vaso si asciuga in maniera più veloce e perciò, di conseguenza, sarà necessario un aumento della frequenza di irrigazione. Questo avviene perché si riduce la capacità di ritenzione idrica complessiva del vaso e anche perché si “diluisce” la fibra di cocco presente nel vaso, riducendo così la sua resistenza alla perdita d'acqua sotto pressioni crescenti.
Quando si compiono queste modifiche, non si tratta quasi mai di modificare solo le proprietà meccaniche della fibra di cocco attraverso delle addizioni di perlite o argilla espansa, soprattutto con determinate marche di argilla espansa. Infatti molte tipologie di argilla espansa contengono alti tassi di sali che potrebbero danneggiare la naturale capacità di scambio cationico della fibra di cocco e in particolare il modo in cui è stata precedentemente tamponata.
Fibra di Cocco e Torba: Un Confronto e Miscele
Sebbene molti continuino a sostenere che la torba sia un substrato eco-sostenibile è sempre più comune trovare miscele di torbe che contengano anche un’alta percentuale di fibra di cocco. Con la fibra di cocco, se usata correttamente, si può fare un fantastico substrato a base di miscele di torba, naturalmente tenendo sempre in considerazione le diverse proprietà fisiche dei due materiali: normalmente non è presente più del 30% di fibra di cocco in questi substrati, che altrimenti avrebbe delle conseguenze sul funzionamento della miscela finale nel suo insieme.
Nel grafico si possono vedere come si comportano i quattro substrati di coltivazioni più comunemente usati. L’asse Y rappresenta il volume dell’acqua mentre l'asse X la pressione a diverse altezze in cm. A mano a mano che la profondità aumenta anche la pressione aumenta e ogni substrato mantiene una proporzione diversa della sua intera capacità di ritenzione idrica. Osservando la linea blu, che rappresenta la lana di roccia, si può vedere come questa inizialmente abbia una maggiore capacità di trattenere l'acqua rispetto al cocco, ma che poi abbia una capacita di far defluire l'acqua in maniera più rapida. Invece se confrontiamo la torba (linea azzurra) con la fibra di cocco, si nota come quest´ultima abbia una capacità iniziale di tenuta dell'acqua molto più alta della torba e che faccia defluire l'acqua ad un tasso più veloce, per poi ottenere un risultato finale quasi simile.
Gestione dei Nutrienti e Capacità di Scambio Cationico (CSC)
Generalmente questa è l´operazione più problematica quando si lavora con la fibra di cocco. Come detto precedentemente, la fibra di cocco non è un sostituto diretto di un substrato a base di torba e questo risulta ancora più evidente quando si tratta di aggiungerci fertilizzanti chimici o organici.
Non fatevi spaventare dai termini scientifici. In poche parole la CSC sarebbe la capacità totale di stoccaggio di nutrienti di un substrato. Invece tecnicamente sarebbe la misurazione delle quantità di siti carichi negativamente che un potenziale catione carico positivamente potrebbe assorbire. Sebbene la fibra di cocco abbia una CSC (capacità di scambio cationico) relativamente più alta rispetto alla torba, c’è poco di cui essere contenti. Ciò significa che se si ammenda la fibra di cocco con un fertilizzante chimico, la sua durata nel tempo potrebbe essere maggiore rispetto a quella a cui si è abituati con una miscela di torba.
Fertilizzanti Organici e pH
Gli ammendanti organici potrebbero sembrare una via più allettante da percorrere, in quanto avendo un rilascio più lento di sostanze nutritive, queste non saranno espulse dalle fibre così velocemente come avviene con un fertilizzante chimico, ma non dobbiamo essere così frettolosi nel percorrere questa strada. Gli ammendanti organici avranno il loro proprio ed unico valore di pH, a volte alto, a volte basso. L'apporto di questa tipologia di ammendanti alla vostra fibra di cocco di conseguenza aumenterà o abbasserà il pH complessivo del vostro substrato, spesso a livelli deleteri.
In secondo luogo, i nutrienti organici aggiunti alla fibra di cocco, oltre a non avere le stesse capacità di stoccaggio a lungo termine che hanno nella torba, hanno un secondo svantaggio: non si potrà mai essere del tutto sicuri di ciò che esattamente viene rilasciato alla pianta e a quale ritmo. Questo potrebbe facilmente avere un effetto a catena sul tampone naturale della fibra di cocco, ossia il calcio, che a sua volta potrebbe influenzare negativamente la disponibilità complessiva di elementi nella soluzione nutritiva che si fornisce alla pianta. In terzo luogo, gli ammendanti organici dipendono fortemente dalla condizione di salute dei diversi microrganismi presenti nel substrato stesso.
Considerazioni Finali per l'Uso
La fibra di cocco è già di per sé un fantastico substrato. La sua facilità d'uso e l'efficienza che ha non è seconda a nessun substrato di coltivo. Se scegli di modificare la tua fibra di cocco, probabilmente ti troverai di fronte a frequenti e mutevoli variazioni. Se in ogni caso volessi seguire questa strada, assicurati di prenderla con calma e fare un passo alla volta, analizzando di volta in volta i risultati ottenuti.
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