Un tetto che protegge, ma anche capace di isolare e offrire comfort, inizia dalla linea di gronda. Per questo, accanto al laterizio è necessario utilizzare gli accessori che sono più adeguati per ottenere comfort e risparmio energetico. Un tetto adeguato ed in linea con i più elevati standard costruttivi fa sì che si possa godere di un maggior comfort all’interno degli ambienti di casa, ottenendo un vantaggio considerevole in termini di isolamento, e quindi, di temperatura e di risparmio energetico. Affinché tale operazione sia efficace è tuttavia necessario che chi la pensa, come il progettista insieme al termotecnico, e chi la esegue concretizzino un insieme di strati differenti che interagiscono tra loro e concentrano in un “pacchetto” tutte le funzioni di protezione, di sicurezza, di isolamento e di salubrità.
L'Orditura del Tetto e la Terminologia
Quando il tetto in legno è in fase di costruzione, è naturale che ci si confronti con tanti dettagli costruttivi. La terminologia usata può sembrare complicata. Questa parola deriva dalla trama dei tessuti, l’ordito determinato dall’intreccio dei fili; richiama quindi l’intreccio creato con le travi e altre parti lignee minori, che andranno a creare delle linee ben precise. Per questo, può essere utile offrire qualche termine del glossario dei tetti in legno, con gli elementi dell’orditura che puoi trovare negli edifici. Le diciture dell’orditura e le loro funzioni possono variare anche a livello regionale. Essere seduti in auto, inginocchiati sul tetto o rintanati in ufficio non ci impedisce di comunicare - anche in gruppo e in qualsiasi momento. Se parliamo la stessa lingua ci possiamo capire meglio, e più in fretta: non dico di accomodarci tutti sui banchi per lo studio dei termini, dico solo di sforzarci (io compreso eh!) ad usare una terminologia appropriata per tutti gli elementi che compongono il tetto in legno.
Tra gli elementi fondamentali troviamo gli Arcarecci: sono le travi secondarie, parallele alla linea di gronda, che poggiano sulle capriate principali o sui puntoni e sui muri (alla lombarda). Questa lista di termini utili per il tetto in legno, seppur certamente incompleta, non voleva vantarsi di essere un glossario per ingegneri, ma un modo per spiegarsi bene quando si parla di qualche nodo costruttivo!
La Linea di Gronda e la Posa della Listellatura
La posa dei manti di copertura prevede sempre il posizionamento del primo elemento in corrispondenza della gronda in basso a destra o sinistra, in funzione del prodotto che si sceglie di posare, e di proseguire verso la linea di colmo seguendo una direzione diagonale. Vediamo quali accorgimenti utilizzare e applicare sulla linea di gronda.
Per la posa delle tegole è generalmente utilizzata la listellatura detta “alla lombarda” ossia listelli in legno o metallo disposti parallelamente alla linea di gronda. Le grandezze dei listelli devono essere dimensionate in funzione della struttura alla quale vengono fissati e in funzione dell’orditura delle travi portanti, in caso di tetti in legno. È possibile utilizzare una listellatura in metallo, ad esempio in acciaio, trattato per la corrosione. Quando si utilizzano listelli in legno è necessario prevedere un’interruzione di 3-4 cm ogni 1,5 - 2 ml.
Leggi anche: Applicazioni Travi Lamellari
Altezza e Dimensionamento dei Listelli
Per quanto riguarda l’altezza del listello, deve sempre essere usato un listello più alto rispetto a quelli usati lungo la falda. L'esempio di corretto dimensionamento e distanza dei listelli, e corretta sporgenza in gronda, è fondamentale per un risultato ottimale. In alternativa, il rialzo del primo listello può essere ottenuto anche con un sovra-listello di circa 2 cm da fissare sopra le staffe che accolgono il canale di gronda al fine di vincolarle meglio. Un esempio può essere un primo listello in legno con sezione 4x4 e un sovra-listello di 2 cm, oppure un primo listello in legno con sezione 4x4 abbinato a un listello metallico aerato/parapassero.
| Tipo di tegola | Altezza minima del listello alla gronda (rispetto a quelli di falda) |
|---|---|
| Tegole in cotto | Almeno 2 cm più alto |
| Tegole in cemento | Almeno 2,5 cm più alto |
Sulla linea di gronda si realizza come fermo un listello di legno o un cordolo di fermo in malta di spessore pari a quello dell’isolante. La larghezza del fermo verrà calcolata in modo da far sporgere la prima fila di tegole della misura desiderata sul canale di gronda. Suggeriamo l’utilizzo di un pettine parapasseri o di un listello di aerazione in corrispondenza della linea di gronda, per favorire la microventilazione sottotegola e l'isolamento termico senza ponti termici.
Fissaggio degli Elementi di Copertura
Il fissaggio degli elementi varia in funzione della pendenza delle falde, della zona geografica, della zona carico di vento e delle condizioni climatiche localizzate. Il fissaggio meccanico con appositi ganci dei coppi di coperta è essenziale; diverso è se si posano i coppi. È possibile facilitare il fissaggio della prima fila di coppi grazie all’impiego di appostiti ganci di dimensione 50x16 / 50x20.
Grondaia montafacile, la grondaia facile da montare
Costruzione di un Tetto in Legno Lamellare: Un Processo Dettagliato
Costruire un tetto in legno lamellare non è un'operazione improvvisata; è un processo che parte dal tavolo da disegno e arriva in quota, con ogni fase che dipende dalla precedente. In questo articolo ti spieghiamo nel dettaglio come avviene il montaggio di un tetto in legno: dalla progettazione strutturale fino alla posa dell'ultimo elemento in copertura. Per la realizzazione di qualunque tipologia di costruzione in legno, compreso quindi i tetti, deve obbligatoriamente essere utilizzato legno strutturale ovvero legno la cui qualità può essere classificata secondo i dettami delle Norme UNI. Rispetto al massello, il lamellare garantisce maggior stabilità, grazie alla sua struttura omogenea.
Perché scegliere un tetto in legno lamellare?
Il legno lamellare è oggi uno dei materiali più utilizzati per le strutture di copertura, e non per caso. Offre un rapporto eccellente tra resistenza e leggerezza, si lavora con grande precisione grazie alla prefabbricazione, e restituisce ambienti dal carattere caldo e autentico. Rispetto a una copertura tradizionale, il montaggio di un tetto in legno lamellare richiede meno tempo in cantiere, perché la maggior parte degli elementi viene prodotta e pre-assemblata in officina. Ciò riduce i rischi legati alle condizioni meteorologiche e migliora la qualità del risultato finale.
Leggi anche: Acquista travi in legno a Primiero
Fase 1: Progettazione strutturale
Tutto inizia dal progetto. Prima di tagliare una singola trave, il team tecnico analizza la geometria del tetto (falde, pendenze, campate), i carichi strutturali (neve, vento, peso proprio), le connessioni con la muratura o la struttura portante esistente e le esigenze estetiche del cliente. Il progetto strutturale viene sviluppato in BIM (Building Information Modeling), che permette di simulare il comportamento della struttura prima ancora di entrare in cantiere. Ogni elemento viene numerato, dimensionato e schedulato: niente viene lasciato al caso. Il software utilizzato è SEMA 3D SOFTWARE.
Fase 2: Produzione e prefabbricazione in officina
Una volta approvato il progetto, la produzione avviene in stabilimento. Le travi in legno lamellare vengono tagliate, fresate e trattate con le esatte geometrie previste dal disegno esecutivo. In questa fase vengono realizzati travi principali (arcarecci, capriate o travi a doppia falda), elementi secondari di orditura, connettori metallici personalizzati ed eventuali pannelli di copertura coibentati. La prefabbricazione garantisce tolleranze millimetriche che rendono il montaggio in cantiere più rapido e preciso.
Fase 3: Preparazione del cantiere
Prima dell'arrivo delle travi, il cantiere deve essere pronto. Questo significa: muretti di appoggio o cordoli in quota realizzati e verificati, piastre di ancoraggio installate e posizionate con precisione, accesso garantito per la gru o il mezzo di sollevamento e disposizione in sicurezza dell'area di lavoro. Una buona preparazione del cantiere è spesso ciò che distingue un montaggio fluido da uno problematico. Noi effettuiamo sempre un sopralluogo pre-cantiere per verificare che tutto sia pronto.
Fase 4: Trasporto e scarico delle travi
Le travi in legno lamellare vengono caricate su camion specializzati e trasportate direttamente in cantiere, solitamente nelle prime ore del mattino per ottimizzare i tempi. Lo scarico avviene con una gru o un autocarro con gru, posizionando gli elementi in ordine di montaggio: le travi principali per prime, poi gli elementi secondari. Ogni pezzo è etichettato con il codice corrispondente al disegno esecutivo.
Fase 5: Montaggio in quota
Questa è la fase che più colpisce chi la vede per la prima volta - e che nel nostro time-lapse si trasforma in pochi secondi di pura magia costruttiva. Il montaggio segue un ordine preciso: posa delle travi principali sugli appoggi metallici, assemblaggio delle connessioni (bulloni, piastre, staffe), posa dell'orditura secondaria (arcarecci, correnti) e installazione dei pannelli di copertura o del tavolato. Tutta la lavorazione in quota avviene con l'ausilio di piattaforme di lavoro elevabili e nel pieno rispetto delle normative sulla sicurezza cantieri (D.Lgs. 81/08).
Leggi anche: Comfort abitativo con cartongesso
Fase 6: Completamento e controllo finale
Una volta posata l'intera struttura, si procede con il controllo di tutti i giunti e le connessioni, l'applicazione di eventuali protettivi o impregnanti, la posa della membrana impermeabilizzante e il passaggio del direttore dei lavori per la verifica strutturale. Solo dopo questi passaggi il tetto è considerato completato e consegnato al cliente.
Le Capriate: Elementi Strutturali Fondamentali
Come strutture tetto in legno le capriate sono nate in epoca tardo-antica, con le basiliche cristiane, anche se alcune ipotesi pensano che fossero già state utilizzate nei templi greci e in alcune architetture romane. In ogni caso, è dal Medioevo in poi che le capriate in legno sono state adottate in molte coperture civili oltre che religiose. In entrambi i casi, sia per i tetti lombardi che quelli piemontesi, mancano i muri di appoggio alla distanza necessaria per gestire le spinte statiche. Sono elementi rigidi “non spingenti” appoggiati ai muri perimetrali, ai quali trasmettono solo carichi verticali. Le varie aste delle capriate sono collegate tra loro con giunti di carpenteria (intagli), di facile costruzione. Le unioni o connessioni dei vari elementi si ottengono mediante intagli, opportunamente rinforzati con ferri piatti. Le capriate hanno la funzione di formare un punto di supporto al centro dell’edificio per l’installazione della trave di colmo.
Spesso per ragioni statiche si creano delle capriate complesse, per esempio quando sono presenti luci (finestre) maggiori di 20 metri oppure quando la catena deve sostenere dei carichi elevati. In altri casi, diventa utile dare vita a capriate miste con legno e ferro. Le funzioni di questi elementi si completano per garantire resistenze maggiori all’orditura e un peso inferiore alla capriata. Si sostituiscono gli elementi tesi con cavi metallici sottili (catene in ferro, tiranti, etc.), di frequente per creare strutture adatte agli edifici con aperture molto estese.
La Realizzazione di Tetti in X-Lam
Quali sono le fasi di realizzazione di un tetto in legno? Per Casa Arcobaleno, al posto della classica soluzione a travetti e perline, abbiamo optato per una soluzione con copertura a vista in X Lam. Abbiamo così ottenuto una struttura scatolare, realizzata interamente in pannelli X Lam di grosso spessore, restituendo allo stesso tempo un aspetto più minimale e moderno ai soffitti del primo piano. Come per gli altri, anche per questi elementi abbiamo deciso di sovradimensionare gli spessori con lo scopo di irrigidire la struttura.
Le operazioni iniziano con l’arrivo e lo scarico dei pannelli X Lam in maniera ordinata. Mentre si procede con lo scarico la squadra inizia le operazioni di montaggio delle travi di colmo in legno lamellare. La trave, tagliata in pendenza, viene sollevata e posizionata sopra i pilastri precedentemente fissati. A questo punto la trave di colmo viene fissata alle pareti perimetrali e ai pilastri centrali, utilizzando viti tutto filetto, barre filettate e resina epossidica. Per ultimo viene fissato il colmo della zona uffici.
Una volta completato il fissaggio delle travi di colmo si procede con la seconda fase della procedura: il posizionamento e fissaggio dei singoli pannelli X Lam di copertura. Si segue l’ordine di montaggio determinato dalla numerazione dei pannelli, procedendo molto velocemente. I pannelli vengono rigorosamente fissati tra loro e alle pareti perimetrali mediante viti torx di dimensione e passo definite dal progetto strutturale. Nella foto qui sopra si può notare il dettaglio del sopra foro e la precisione con cui è stato progettato e realizzato al fine di garantire l’inserimento del blocco termico contenente il serramento e l’oscurante. Il ritmo di posa della copertura è velocissimo e in poco meno di 5 ore viene posata e fissata l’intera struttura.
Le lastre X-FOAM® EASY TEGOLA vanno posate una accanto all’altra da destra verso sinistra e procedendo dalla linea di gronda verso il colmo del tetto utilizzando collanti a base d’acqua e privi di solventi che possano danneggiare le lastre di polistirene estruso. La posa in opera avviene posizionando la larghezza della lastra (630 mm) parallela alla linea di gronda. La lastra ha quindi due scanalature per la ventilazione che sono parallele al lato lungo mentre le scanalature per l’aggancio tegola sono parallele al lato corto. Si possono posare le tegole direttamente sulle lastre X-FOAM® EASY TEGOLA con il dente di arresto inserito nelle apposite scanalature trasversali, garantendo versatilità e rapidità della posa in opera.
Manutenzione e Vantaggi Fiscali per i Tetti in Legno
In alcuni casi il restauro delle vecchie travi del tetto è preferibile alla loro sostituzione, mentre in altre non è possibile. A prescindere dal costo, è utile sapere che per il rifacimento di tetti in legno esiste un ecobonus che ti permette di accedere a vantaggiose detrazioni fiscali, che si possono ottenere in due modi diversi.
Detrazione del 50% per la ristrutturazione di un tetto
È previsto uno sgravio fiscale del 50% per tutti i lavori che rientrano nell’ambito della manutenzione della casa. L’ecobonus per il rifacimento del tetto dura per 10 anni e prevede uno sgravio fiscale per tutti i lavori di ristrutturazione edilizia straordinaria. Si può chiedere all’agenzia delle entrate, compilando i moduli di riferimento.
Detrazione fiscale al 65% per la ristrutturazione di un tetto
Se la ristrutturazione di un tetto prevede il miglioramento della classe energetica, l’ecobonus ti permette di avere uno sgravio fiscale del 65% delle tasse che dovresti pagare.
Contattaci se cerchi dei professionisti in grado di realizzare o ristrutturare i tetti in legno. Possiamo fornire opere di realizzazione con capriate o altre soluzioni per qualsiasi progetto: rifacimento del tetto, ampliamenti, nuove costruzioni, ristrutturazioni residenziali o commerciali.