Nel settore delle costruzioni, le travi in legno rappresentano un elemento fondamentale, in particolare quando si tratta di realizzare strutture con geometrie complesse o coperture a falde inclinate. La scelta del tipo di trave, il metodo di giunzione e il sistema di fissaggio sono aspetti cruciali per garantire stabilità e durabilità. In questo articolo esploreremo le caratteristiche delle diverse tipologie di travi in legno, le tecniche per unirle e come valutarne la capacità di carico, prestando particolare attenzione alle applicazioni che coinvolgono travi inclinate.
Le Categorie Principali di Travi in Legno
Le travi in legno si suddividono in due categorie principali: in legno massiccio e in quello lamellare.
Le Travi in Legno Lamellare: Flessibilità e Stabilità
Oggi parliamo di travi lamellari e vediamo assieme cosa sono, quali sono le loro caratteristiche e perchè preferirle alle classiche travi massicce. Partiamo con il dire che le travi lamellari si definiscono “GL”, ovvero “glued laminated”, in italiano “a lamelle incollate”. Le lamelle sono delle tavole di spessore 40mm, perfettamente essiccate, piallate e refilate che vengono incollate assieme per formare, appunto, la trave lamellare della sezione desiderata. Solitamente si utilizzano travi in abete ma, su richiesta, sono disponibili anche in larice o a micro-lamelle in faggio per lavori particolari. Questo materiale, creato artificialmente da una base naturale, è noto per la sua stabilità e per la sua struttura omogenea. È privo delle caratteristiche imperfezioni del legno massiccio e questo potrebbe farlo apparire meno distintivo esteticamente.
Non c’è un limite di sezione o lunghezza, si possono avere anche travi curve o a boomerang. Le nostre travi lamellari sono incollate con colle poliuretaniche prive di formaldeide e con un umidità media del 12%. Tutto il processo di lavorazione, dalla selezione del tronco fino alla trave finita, è regolato e controllato da sofisticati sistemi computerizzati che sorvegliano la qualità del materiale dall’origine fino al prodotto finito.
La Qualità e la Portata delle Travi Lamellari
Esistono diverse qualità di travi lamellari, dove per qualità si intende il grado di resistenza, portata, della trave. Quelli che si usano solitamente sono i GL24H, dove: “24” indica la resistenza della trave (alla flessione) ed è definita dalla Normativa Europea di riferimento. Esistono, però, anche delle classi superiori (28, 30 e 32), che indicano travi che, a parità di sezione, hanno una portata maggiore e che quindi resistono maggiormente alle sollecitazioni. Come detto solitamente si utilizza il GL24H, mentre le classi superiori vengono usate saltuariamente e solitamente per lavori particolari. “H”, che sta per “homogeneous” (omogeneo), indica che le lamelle utilizzate per realizzare quella trave hanno tutte la stessa portata (nel nostro esempio 24). Esistono infatti anche travi GL24C (es.) dove “C” sta per “combined”, (combinato) ovvero per realizzare la trave sono state utilizzate lamelle di classi (portata) differenti ma la cui media da comunque 24. La qualità delle lamelle viene valutata in base ai nodi, spaccature, fenditure, difetti. Meno difetti presenta la lamella, maggiore sarà la sua portata. La classe di resistenza del legno massiccio definisce anch'essa le proprietà meccaniche del materiale.
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La normativa europea che definisce la classificazione delle travi, fissa unicamente lo standard qualitativo per quanto riguarda la resistenza/portata che devono avere. Non valuta l’estetica della trave (che è intrinseca nella qualità) a meno che i difetti di quest’utlima non ne compromettano la portata. Ciò nonostante esistono due tipologie di travi lamellari: vista o industriali.
- Le travi lamellari qualità “vista” non devono presentare macchie, nodi scappati al disopra di un determinato diametro. Sono tollerate lievi fenditure, ma solo di pochi millimetri (non devono inficiarne la resistenza).
- Le travi lamellari qualità “industriale”, invece, devono semplicemente soddisfare i requisiti di legge relativamente alla portata.
Perché Preferire una Trave Lamellare a una Trave Massiccia
La trave lamellare è qualitativamente e staticamente maggiore e migliore di una trave massiccia di pari sezione. Una trave lamellare non avrà spaccature (al massimo qualche piccola fenditura) nè nel breve, nè nel lungo periodo. Non ci saranno cali, torsioni, curvature, fenditure tipiche di una trave massiccia e, se inserita in un muro, nel tempo non si avrà un antiestetico e antiperformante distacco (come avviene nelle travi massicce) dovuto al restringimento della trave. La trave lamellare è stabile nel tempo, facile da lavorare e posare in opera.
Noi commercializziamo e lavoriamo unicamente travi lamellari di produzione austriaca e qualità “a vista”. Il nostro fornitore, Weinberger, è un’azienda storica, sul mercato da oltre 160 anni, sinonimo, non solo di qualità, ma anche di innovazione e rispetto ambientale. Le loro travi lamellari sono in abete rosso di provenienza alpina, le lamelle sono a fibra fine in modo da garantire un’ottima qualità “vista”. Una qualità elevata che riescono a mantenere costante tutto l’anno. Come potete vedere le travi lamellari non sono tutte uguali e, da un punto di vista puramente estetico, differiscono molto da fornitore a fornitore. Noi cerchiamo di offrire sempre la migliore scelta possibile in modo da garantire al cliente un lavoro finito a regola d’arte. E per farlo sono necessarie attrezzature che non solo siano precise, ma anche all’altezza di sopportare grandi quantità di lavoro.
Le Travi in Legno Massiccio
Le travi in legno massiccio sono un’opera d’arte naturale. Il legno massiccio è noto per la sua bellezza e la sua resistenza. Ogni pezzo è unico, ma presenta alcune limitazioni dimensionali. Implica una inclinazione delle fibre rispetto all’asse longitudinale della tavola, su una parte o tutto il pezzo.
Elementi Architettonici di Coperture e Strutture Incline
Nell'ambito delle costruzioni in legno, specialmente quelle con falde inclinate, esistono numerosi termini specifici per descrivere i vari componenti:
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- Pannelli OSB (Oriented Strand Board): sono pannelli in materiale di legno realizzati con resine sintetiche e con impiallacciature sottili (strand).
- Puntone: Elemento inclinato in una capriata o trave posta tra il colmo ed i muri perimetrali.
- Banchina: Trave posta al piede dei puntoni, atta a sostenere i puntoni stessi.
- Colmo: Trave posta alla sommità del tetto.
- Capriata: Elemento architettonico tradizionalmente realizzato in legno, formato da una trave reticolare piana posta in verticale ed usata come elemento base di una copertura a falde inclinate.
- Linea di convergenza: Trave posta sulla linea di convergenza di due falde inclinate.
- Linea di divergenza: Trave posta sulla linea di divergenza di due falde inclinate.
- Falda: Ciascuna delle superfici piane o inclinate del tetto.
- Membrana impermeabilizzante bituminosa: Utilizzata per la protezione contro l'umidità.
- Sporto di linda: Trave atta a sostenere il puntone su sporto di linda.
- Doghe: Elemento stretto e lungo di forma parellelepipeda, utilizzato come rivestimento interno per pareti o piani inclinati.
Giunzione Longitudinale delle Travi in Legno Inclinato
Le travi si possono unire longitudinalmente utilizzano il giusto utensile. L'esempio applicativo mostra come poter unire longitudinalmente le travi in un nuovo taglio. Per farlo si utilizzano seghe circolari portatili, trapano avvitatore a batteria e levigatrice orbitale. L'esempio applicativo che segue illustra la situazione nel caso di un nuovo taglio.
Nel caso di una sostituzione parziale in un vecchio edificio, è ovvio che l'esatta procedura per realizzare la giunzione longitudinale di travi in legno dipende fortemente dalle condizioni locali, dallo spazio disponibile e dalle sezioni del legno.
L'esempio applicativo spiega esattamente quali passaggi sono necessari per realizzare una giunzione longitudinale, dal taglio all'esecuzione di denti fino al montaggio di perni filettati.
- Tracciatura: Prima di poter unire longitudinalmente le travi, è necessario anzitutto tracciarle. Il disegno della faccia inclinata con gancio deriva dallo spessore del legno. Per la lunghezza della sovrapposizione longitudinale si è scelto uno spessore del legno triplo (3xh).
- Taglio con Sega Circolare: Ora è possibile effettuare il taglio con la sega circolare.
- Realizzazione della Dentatura: Per realizzare la dentatura vengono anzitutto eseguiti intagli sulle linee di limitazione. Questo lo si può realizzare molto facilmente con la sega circolare abbinata al binario per tagli diagonali.
- Appiattimento della Zona Centrale: La zona centrale della dentatura può essere rapidamente appiattita con il disco di regolazione scanalatura. A tale scopo è necessario smontare la lama e montare il disco di regolazione scanalatura seguendo le istruzioni d'uso.
- Fresatura della Dentatura: Adesso, dopo aver impostato la profondità di fresatura, abbinando il binario per tagli diagonali si può fresare la dentatura.
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Staffe per Travi in Legno: Fissaggio e Capacità di Carico
Le staffe per travi in legno con ali sono estremamente utili per montare rapidamente travi, ad esempio per una pensilina o per un sottotetto. Una struttura robusta è molto importante in questo caso. Ma quanto sono effettivamente resistenti le staffe per travi in legno con ali di Wovar? Qual è la capacità di carico?
In questo articolo ti parleremo di tutto ciò che riguarda la capacità di carico delle staffe per travi in legno con ali esterne di Wovar, prendendo il modello da 5 x 15 cm come esempio.
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Le Diverse Direzioni di Carico
La capacità di carico di una staffa per travi in legno con ali è suddivisa in tre direzioni. La capacità di carico verso il basso (DR), la capacità di carico lontano dal muro (T) e la capacità di carico laterale (DW). Per rendere più chiara la situazione, abbiamo indicato le direzioni di carico nell'immagine a fianco.
Inoltre, il numero di fori per le viti varia anche per ciascuna staffa per travi in legno con ali. Anche questo influisce sulla capacità di carico. Queste informazioni sono chiaramente indicate anche per ciascuna staffa per travi in legno con ali nelle singole pagine dei prodotti.
Portata delle Staffe Formato 5 × 15 cm
La capacità di carico è stata testata utilizzando un totale di 28 viti zincate da 5 × 35 mm. Si consiglia di utilizzare viti con un diametro minimo di 4,0 mm. La capacità di carico per il fissaggio con chiodi è stata testata con 28 chiodi da 4x40 mm con filettatura.
La capacità di carico indicata nella tabella si riferisce alle connessioni a T legno su legno. Per il fissaggio con viti, si consiglia di utilizzare viti con un diametro minimo di 4,0 mm*.
| Direzione | con chiodi | con viti |
|---|---|---|
| DR | 1062 KG | 3633 KG |
| DW | 1468 KG | 3603 KG |
| T | 130 KG | 2682 KG |
Sapevi che le staffe per travi in legno con ali sono dotate del marchio CE e quindi sono state testate per la loro capacità di carico? Questo ci consente di fornire informazioni precise sulla capacità di carico delle staffe. Al contrario, le staffe standard senza ali non dispongono di un marchio CE. Di conseguenza, la loro capacità massima di carico non è nota. Per conoscere le differenze tra le staffe per travi in legno con ali e quelle senza, puoi leggere il nostro altro articolo sul blog!
Altre Lavorazioni e Tipologie di Travi Specifiche
Esistono diverse lavorazioni e tipologie di travi che meritano attenzione per la loro applicazione specifica in strutture in legno:
- Bilama: Realizzata con lamelle di abete, giuntate a pettine sulle teste e incollate con colla incolore. La portata statica del bilama raggiunge quella delle tradizionali travi lamellari.
- "Uso Trieste": Procedimento di lavorazione simile a quello della trave "Uso Trieste". Squadrata e con musso fino alla punta, si distingue da questa per la sezione costante, rilevata dalla base fino alla punta.
- "Uso Fiume": Trave caratterizzata da squadratura continua dalla base fino alla punta, con smusso per tutta la lunghezza. La squadratura intacca solo superficialmente le fibre, determinando una più elevata resistenza meccanica. Viene utilizzato solamente legno resinoso di conifera, abete rosso e bianco, con conicità non accentuata (5-6 mm/mtl).
- Fresata: Lavorazione di abbellimento effettuata all'inizio e/o alla fine della trave. Fresata con lo scopo di far appoggiare in modo ottimale il puntone col colmo-banchina.