Caratteristiche del Legno Stagionato: Un Elemento Fondamentale per Costruzioni Durature

Il legno, in tutte le sue forme, dai pannelli alle travi, è un materiale ricavato dai fusti di piante e arbusti. La maggior parte delle lavorazioni avviene su fusti di alberi che, in base alla specie, hanno differenti composizioni e conseguenti utilizzi.

In botanica esistono due grandi specie legnose: conifere e latifoglie. Le conifere sono facilmente riconoscibili: fanno parte di questa famiglia gli alberi che al posto delle classiche foglie hanno aghi (da qui il termine aghiformi) come il pino, l’abete, il cipresso.

Conifere e Latifoglie

Il primo passaggio è il taglio del tronco, che avviene in foresta e dà il via al processo di trasformazione. Grazie a queste lavorazioni vengono tagliati i rami ed eliminata la corteccia. Una volta che il tronco è “pronto” viene studiato singolarmente per ottenere il maggior numero di tavole, listelli e travi. Le moderne attrezzature consentono di limitare lo spreco ed avere tagli pressoché perfetti.

L'Importanza dell'Essiccazione del Legno

Nel settore delle costruzioni in legno, uno dei problemi tecnici più ricorrenti riguarda strutture che, dopo alcuni mesi dalla posa, mostrano giunzioni allentate, travi imbarcate e fessurazioni eccessive. Questo fenomeno evidenzia una verità fondamentale: l’essiccazione del legno non è un dettaglio tecnico secondario, ma il fattore che determina il successo o il fallimento di un progetto.

Il legno appena abbattuto contiene grandissime quantità di acqua. Quando si taglia una trave fresca di castagno, si vede letteralmente l’acqua sulla lama. Il legno, lasciato all’aria, non si asciuga “completamente”. Per applicazioni strutturali secondo NTC 2018, il legno deve essere fornito a 12% ±2% di umidità. Non tutte le essenze si comportano allo stesso modo durante l’essiccazione.

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Il castagno è un legno a porosità diffusa (a differenza di rovere e frassino che sono a porosità anulare). Il castagno contiene 6-10% di tannini (acido tannico e ellagico), concentrati soprattutto nel durame.

come è fatto - lavorazione del legno

Metodi di Stagionatura del Legno

Esistono due approcci principali per ridurre l’umidità del legno:

  1. Stagionatura Naturale: È una lavorazione che non prevede l’intervento umano se non nell’accatastamento iniziale. Le tavole vengono ammassate con spessori che permettono all’aria di passare fra l’una e l’altra.
  2. Stagionatura Artificiale: Prevede l’impiego della tecnologia.

Un dato poco noto: in Italia, gli impianti di essiccazione del legno sono relativamente pochi, concentrati soprattutto in determinate zone (Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli). Per i professionisti che specificano legno nei loro progetti - architetti, ingegneri, costruttori - sapere che il fornitore controlla l’intero processo, inclusa l’essiccazione, è garanzia di qualità.

Un legname essiccato naturalmente “più o meno” al 15-16% non può essere marcato CE come legno strutturale. Il castagno essiccato a 12% è ottimale per classi 1 e 2. Un pergolato fatto con castagno essiccato vs uno con castagno verde? L’umidità 12% è perfetta per pavimenti interni. L’umidità 12% è indispensabile per lavorazioni di precisione.

Si può usare legno verde? In conclusione, quando si parla di qualità nel legno, l’essiccazione è il primo fattore determinante. Un castagno essiccato correttamente a 12% ±2% con processo controllato è un materiale completamente diverso dallo stesso castagno usato verde a 20-25% di umidità.

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Essiccazione Legno

Il castagno italiano ha tutte le carte per competere con essenze più blasonate. Ma solo se essiccato correttamente, solo se certificato, solo se proposto con la consapevolezza tecnica che merita.

Travi in Legno di Abete Massello Piallato

La trave in legno di Abete massello piallato è un elemento strutturale di qualità, ideale per una vasta gamma di applicazioni sia da interno che da esterno. Ricavata interamente in legno massello di Abete, direttamente dai tronchi migliori, questa trave si distingue per la sua robustezza e durabilità, garantendo prestazioni eccellenti nel tempo. Rappresenta inoltre una valida alternativa all'utilizzo delle travi di Abete lamellare, grazie all'ottimo rapporto qualità/prezzo e alla struttura priva di giunzioni o incollaggi. La trave infatti è composta da un unico pezzo di legno massello piallato, che ne aumenta il pregio.

Grazie alla sua versatilità, facilità di taglio e sagomatura, questa trave è un prodotto ideale per svariati progetti fai-da-te, utilizzabile sia da professionisti che da hobbisti. Il legno di Abete è inoltre molto apprezzato per la sua adattabilità a diversi stili di arredamento. Per applicazioni in ambienti esterni si consiglia di trattare il legno con impregnanti e vernici protettive per aumentarne la durata e la resistenza agli agenti atmosferici. Il prodotto è inoltre certificato PEFC dalla segheria di produzione.

Caratteristiche principali:

  • Resistenza e durabilità: il legno massello di Abete è un materiale robusto e dotato di ottima resistenza meccanica e strutturale, caratteristiche che rendono la trave un prodotto ideale per diverse applicazioni.
  • Aspetto naturale: il legno di Abete massello, con la sua tonalità chiara e le venature naturali, conferisce un aspetto caldo e accogliente a qualsiasi ambiente. Ogni trave è piallata su tutti i lati con spigoli smussati, per una superficie liscia e uniforme, garantendo una facile lavorazione e un gradevole risultato estetico.
  • Facilità di lavorazione: la trave può essere tagliata e sagomata agevolmente consentendo di realizzare progetti su misura.
  • Facile manutenzione: la trave è fornita allo stato grezzo non trattato e necessita di manutenzione periodica in modo da rendere il legno più duraturo nel tempo e proteggerlo all'esposizione degli agenti atmosferici.

Spesso utilizzata per:

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  • Strutture da esterno come recinzioni, pergole, gazebo e soppalchi.
  • Elementi decorativi o elementi di design, grazie al suo aspetto naturale e caldo.
  • Restauro, ad esempio per la sostituzione di travi danneggiate o per interventi di recupero conservativo in edifici storici.

Legno Lamellare: Un Materiale Composito di Alta Qualità

Il legno lamellare è un materiale strutturale prodotto incollando delle lamelle di legno a loro volta già classificate per uso strutturale. È quindi un materiale composito, costituito essenzialmente di legno naturale, di cui mantiene i pregi (tra i principali ricordiamo l’elevato rapporto tra resistenza meccanica e peso ed il buon comportamento in caso di incendio), ma è anche un prodotto nuovo, realizzato su scala industriale, che attraverso un procedimento tecnologico di incollaggio a pressione riduce i difetti propri del legno massiccio.

Le fasi della produzione consistono nella riduzione del tronco in assicelle - dette per l’appunto lamelle - generalmente di larghezza non superiore ai 20 cm (per prevenire eccessive deformazioni causate dal fenomeno del ritiro) e nella loro ricomposizione tramite incollaggio. È possibile produrre elementi di forma e dimensione volute, senza i limiti derivanti dalla dimensione dell’albero, inoltre il limite in lunghezza di una trave in legno lamellare è dato principalmente dalla possibilità di trasporto e messa in opera della stessa.

Pur essendo realizzate con un materiale combustibile, le strutture in legno lamellare possono avere una resistenza al fuoco pari o superiore a quella di strutture in acciaio o in calcestruzzo armato. Infatti, nel legno lamellare la combustione avviene lentamente grazie al buon isolamento termico realizzato dallo strato superficiale carbonizzato.

Ad un aumento molto lento della temperatura corrisponde una variazione quasi trascurabile della resistenza meccanica delle fibre di legno della sezione non carbonizzata e la struttura cede o crolla solo quando la parte della sezione non ancora carbonizzata è talmente diminuita da non riuscire più ad assolvere alla sua funzione portante. La resistenza al fuoco di un elemento strutturale in legno lamellare dipende dalla velocità di carbonizzazione che è possibile calcolare sperimentalmente o analiticamente per diverse specie legnose.

Sulla creazione e gli impieghi del legno lamellare è stato creato un vero e proprio scibile, che ha rivoluzionato il mondo delle costruzioni. Ma tutto questo patrimonio conoscitivo non sarebbe esistito senza l’essiccazione. Se infatti riportiamo tutta la questione su un piano puramente pratico, il processo di stagionatura è basilare per ottenere una trave in legno lamellare: le sue componenti, per essere incollate l’un l’altra e resistere nel tempo, devono contenere specifici livelli di umidità, a cui solo l’essiccazione può condurre.

Il legno lamellare è un materiale strutturale composito, che è costituito essenzialmente da legno naturale, di cui conserva i pregi più rinomati (elevato rapporto tra resistenza meccanica e peso, lenta combustione in caso di incendi), ma che, allo stesso tempo, derivando da un procedimento tecnologico di incollaggio a pressione, elimina i difetti più compromettenti del legno massiccio.

Si ottiene dalla riduzione del tronco in lamelle, ovvero tavole di legno concepite per uso strutturale, dalla larghezza massima di 20 mm, che vengono poi incollate l’una sull’altra con venatura contrapposta (stratagemma che conferisce alla trave una certa uniformità nella distribuzione della resistenza). Il risultato del processo industriale di incollaggio, che dà origine a tutti gli effetti al legno lamellare, è una trave dalle sezioni rettangolari, in cui il rapporto tra base ed altezza è decisamente sbilanciato verso la seconda.

È evidente che, con tutte queste peculiarità, il legno lamellare si presenti come un materiale capace di fare la differenza sotto molteplici punti di vista. In particolare, i principali impieghi a cui è destinato sono quelli edilizi: in quest’ambito riesce a sostituire pure il cemento armato, abbinando, alla resistenza coriacea, una leggerezza che consente un ingente risparmio sui costi di trasporto (pesa l’80% in meno rispetto al cemento armato!).

Il legno lamellare, per approdare alle strepitose finalità che riesce a garantire, inizia il proprio percorso dallo stesso punto da cui lo comincia qualsiasi tipologia di legno usata dall’essere umano: l’essiccazione. Questo processo - è sempre bene ricordarlo - rappresenta il vero motore del mercato ligneo, perché il legno, così come viene reperito in natura, non può essere utilizzato per scopi antropici: prima deve essere rimossa gran parte dell’acqua contenuta al suo interno, altrimenti insorgono gravi problematiche inerenti a resistenza e durabilità.

In questo senso, è evidente che gli essiccatoi, macchinari in grado di concretizzare artificialmente l’essiccazione in tempi molto minori rispetto a quelli della stagionatura naturale, acquisiscano un ruolo fondamentale. Nel caso del legno lamellare, al fine di realizzare delle lastre che presentino i requisiti strutturali necessari a consentire il successivo processo di incollaggio industriale, gli impianti devono trattare il materiale in modo da condurlo a valori di umidità interna compresi tra il 7 e il 16%.

Tabella: Confronto tra Essiccazione Naturale e Artificiale

Caratteristica Essiccazione Naturale Essiccazione Artificiale
Intervento Umano Minimo (accatastamento) Elevato (controllo del processo)
Tecnologia Nessuna Impiego di macchinari e impianti
Tempi Più lunghi Più brevi
Controllo dell'Umidità Meno preciso Più preciso (7-16% per lamellare)
Costo Inferiore Superiore

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