Il teak, con la sua inconfondibile bellezza e resistenza, è da sempre una scelta privilegiata nel mondo della nautica, in particolare per elementi come il tavolo del pozzetto. Comprendere le sue origini, le proprietà uniche e le pratiche di manutenzione è fondamentale per preservarne la durabilità e l'estetica nel tempo.
Il Teak: Origine e Proprietà Uniche
Il legno di Teak viene ricavato dalla pianta della Tectona, reperibile oggi solo in Africa e Asia, dove troviamo 4 diverse tipologie di piantagioni. Il Teak è un’essenza pregiata, rinomata sia per le sue caratteristiche estetiche sia per quelle meccaniche e fisiche.
La sua composizione unica, ricca di oli naturali, lo rende resistente all’acqua, agli sbalzi di temperatura, alla salsedine e persino agli insetti. La sua struttura interna è composta da fibre compatte e oli naturali che lo rendono impermeabile, resistente ai raggi UV e capace di conservare un colore caldo e dorato nel tempo. È un legno durissimo, adatto anche per la costruzione di fortini (resiste alle cannonate) ed è inattaccabile dai parassiti.
Il miglior teak da utilizzare per lavori strutturali o di falegnameria è quello birmano, mentre da un punto di vista estetico il teak migliore risulta essere quello indiano. Il legno è come il vino. Prima di capire come riportarlo a nuovo, dobbiamo cercare di capire che provenienza ha. Il teak naturale da foresta “morto in piedi” e poi segato. Il teak di recupero da demolizioni. I primi due legni sono più scuri. Quello naturale addirittura può contenere venature bronzacee o verdastre. Gli altri sono più chiari e uniformi dal colore paglierino dato il clima diverso nel quale crescono (e non raggiungono mai gli invecchiamenti dei primi tronchi naturali che arrivavano al diametro di 2 metri e ad un’altezza di 30 o 40). Tutti conservano la caratteristica del “pelo”.
Come abbiamo già detto, il teak viene coltivato anche in alcune zone africane e sudamericane, ma l’albero cresce generalmente più stretto, più basso e presenta un ridotto contenuto di resina oleosa: ciò comporta una minore impermeabilità, resistenza e durabilità del legno.
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Il Teak nel Mondo Nautico: Dal Ponte al Pozzetto
Il teak fu inizialmente utilizzato per le costruzioni navali, sia per il fasciame che per le pavimentazioni dei ponti. Da sempre, il teak legno è la scelta preferita per i ponti delle barche. Considerate le particolari caratteristiche di questo legno, esso è stato in seguito utilizzato anche per infissi, arredi da giardino, mobili, pavimenti, bordi piscina e strutture esposte all'esterno.
Il teak barca è un simbolo di eleganza e durabilità nel mondo nautico. Con l’avvento delle costruzioni in vetroresina, i legni, ormai diventati costosissimi, piano piano vengono eliminati e sostituiti da lamellari e compensati per poi essere quasi abbandonati. Il teak, il più famoso legno per imbarcazioni è diventato ormai un puro fattore estetico. Ma sappiamo anche che dona calore ed eleganza alla stanza da bagno, e che può essere abbinato a infiniti materiali per creare ambienti dagli stili diversi. Che si tratti di un ponte in teak legno naturale o di un rivestimento in teak sintetico per barca, prendersene cura è essenziale per preservarne bellezza e funzionalità.
Teak Naturale vs. Teak Sintetico: Vantaggi e Svantaggi
L’impiego di questo legno è andato aumentando nel corso degli ultimi decenni ma la disponibilità, soprattutto del teak asiatico, sta diminuendo sempre di più e proprio per questo motivo il suo costo è ormai piuttosto elevato. Secondo uno studio condotto dalla FAO nel 2010, l’area delle foreste di teak naturale si è ridotta di 385.000 ettari (l’1,3%) tra il 1992 e il 2010.
A causa di campagne di disboscamento selvaggio, nel 1989 in Thailandia venne imposto il divieto di taglio delle foreste naturali e il teak thailandese (conosciuto a livello commerciale come “Teak Siam”) oggi non viene più esportato in tronchi e tavole, ma soltanto sotto forma di manufatti. Anche il “Teak Burma” (proveniente dal Myanmar) si sta esaurendo, nonostante la politica ambientale di questo stato sia stata differente da quella thailandese. La crescita naturale di questi alberi non va di pari passo con la richiesta commerciale: per poter ricavare dal teak il tavolame per l’industria navale la pianta deve crescere per circa 60-70 anni. Così, per rispondere alle crescenti richieste del mercato, negli ultimi anni è stato creato anche il teak artificiale.
Negli ultimi anni, molti armatori scelgono anche il teak sintetico per barca, una soluzione più economica e meno impegnativa in termini di manutenzione, che riproduce fedelmente l’aspetto del legno naturale.
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| Caratteristica | Teak Naturale | Teak Sintetico |
|---|---|---|
| Origine | Legno tropicale dalla pianta Tectona | Materiale composito artificiale |
| Costo | Elevato, in aumento per scarsità | Più economico |
| Manutenzione | Richiede pulizia, oli, sigillanti specifici | Semplice, acqua dolce e detergenti neutri |
| Durabilità | Ottima, se ben curato, resistente ad acqua e UV | Buona, resiste a UV e agenti atmosferici |
| Estetica | Colore caldo e dorato, venature uniche | Riproduce fedelmente l'aspetto del legno naturale |
| Resistenza | Acqua, salsedine, insetti, sbalzi di temperatura | Agenti atmosferici, non richiede oli |
| Impegno | Maggiore in termini di trattamenti | Minore, non richiede oli né trattamenti complessi |
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Manutenzione del Tavolo in Teak: Filosofie a Confronto
Il teak esterno, esposto a sole, vento e salsedine, necessita di attenzioni particolari. Senza una manutenzione regolare, il legno tende a ossidarsi e a perdere il suo colore naturale. Per trattare correttamente il teak è consigliabile iniziare con una pulizia approfondita, seguita dall'applicazione di oli o protettivi specifici. Un teak marino ben curato non solo appare più bello, ma dura più a lungo. La manutenzione di fine stagione non è solo estetica: è un passaggio cruciale per proteggere la barca dall’inverno. Il teak legno può perdere oli naturali e scolorire, mentre il finto teak per barche rischia di accumulare muffa o aloni.
Teak al Naturale o Trattato: Il Dibattito tra Armatori
Ci sono diverse scuole di pensiero riguardo al trattamento del teak per un tavolo da pozzetto. Molti sostengono che il teak non vada trattato e vada lasciato grezzo, per evitare che invecchi rapidamente nei periodi in cui non usi la barca ricoveralo al riparo dall'acqua ma soprattutto dal sole, è quest'ultimo che col tempo lo schiarisce e gli riduce le sue belle venature. Alcuni proprietari preferiscono lasciare il tavolo naturale o al più dare una mano di olio specifico all'anno che protegge e valorizza la vena del legno. "Al naturale al naturale!"
Un altro approccio è quello di verniciare il tavolo. "Sarà che noi il tavolo esterno lo usiamo davvero, a volte olio, condimenti vari, taglio pomodori, salami, etc. anch'io ho preferito verniciarlo bene con vernice poliestere protettiva è così con una passata di straccio umido si lava." Fermo restando la considerazione per gli altrui pareri, è' proprio una adeguata verniciatura che mette in risalto le venature, peraltro un po banali del teck, è un tavolo non è una ribalta lombarda, è' un attrezzo e come tale per me deve avere la massima efficienza di utilizzo. Chi opta per la vernice afferma: "Vernicialo, sará bellissimo."
La questione si lega spesso all'uso pratico del tavolo. "Semplice curiosità ma allora perché comprare il teak che costa caro senza sfruttarne le sue qualità basta del multistrato con 2 mani di flatting per avere la stessa resa a metà prezzo. Il ponte in teak non lo verniciate mica..." Alcuni armatori amano la funzionalità e la facilità di pulizia di una superficie trattata: "In rada in Grecia si mangia e si cucina fuori caro mio, perché far rintanare la moglie sotto quando la cucina a freddo la puoi fare (quasi tutta) godendoti l'aria aperta? Mia moglie quando può non ci vuole andare ....cosa ti devo dire. Ma poi anche se non ci cucini, sei uno di quelli che schiaffeggia il bimbo perché ci rovescia la coca? O l'amico che fa traboccare il bicchiere di birra? . ci mangiamo in sei o sette, ognuno con il suo piatto di coccio, il suo bicchiere di vetro (quando c'è il prosecco) e a volte succedono fuoriuscite."
Altri invece enfatizzano il rispetto del materiale e l'educazione degli ospiti. "Mah.... io in Grecia ci vado da oltre 30 anni e la sera cuciniamo tranquillamente in barca per cenare poi in pozzetto. Di giorno invece vanno bene le insalate e frutta ma anche queste condite senza problemi in cucina interno barca per poi godere del pranzo comodamente in pozzetto. Capisco però che il caldo in barca possa rappresentare un problema per alcune persone. p.s. gli ospiti che si comportano da trogloditi, di qualunque età siano, sulla mia barca invece finiscono fuori bordo!" In ogni caso, l'approccio alla manutenzione deve bilanciare estetica, praticità e protezione del legno. "È vabbeh Flab, la mia barca invece è sempre stata un luogo dove "cum judicio" i figli e i rispettivi compagni, amiche etc HANNO sempre avuto la Max. Con amicizia!"
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Guida alla Manutenzione Dettagliata per il Teak
Pulizia Regolare del Teak Naturale
Dopo mesi di navigazione, il teak barca può apparire scolorito e consumato. Per riportarlo al suo splendore originale, il primo passo è sempre una pulizia accurata con detergenti dedicati e spazzole morbide, evitando prodotti aggressivi che potrebbero danneggiare il legno. La pulizia del teak legno richiede maggiore attenzione rispetto al sintetico. Il procedimento corretto prevede il risciacquo con acqua dolce, l’applicazione di un detergente specifico per teak e la spazzolatura delicata seguendo la direzione delle fibre.
Per una pulizia profonda invece, si può utilizzare un sapone neutro diluito in acqua tiepida. Oltre a risciacquare, è bene asciugare con cura la superficie dei mobili di Teak. Avrete senz’altro visto qualche film dove la ciurma, sotto le grida del comandante, strofinava i ponti dei velieri con spazzola e acqua di mare. Alcuni usano dopo il lavaggio, bagnare con acqua di mare le fibre nuove in maniera tale da rallentarne l’essicazione che come è noto scurisce la fibra. Presta attenzione alle scanalature: il sale accumulato può causare aloni e rendere le superfici scivolose. Ogni stagione una leggera passata di carta grana fine e ti durerà più di 10 anni senza perdere la sua bellezza e le sue qualità.
Trattamento e Protezione
Oltre alla pulizia di fine stagione, è importante effettuare lavaggi regolari, evitare detergenti aggressivi e idropulitrici, e applicare oli o protettivi specifici per prevenire l’ossidazione e il deterioramento. Dopo il lavaggio, il passo successivo è il trattamento. Per il teak legno, applica un olio o un sigillante specifico: questi prodotti penetrano nelle fibre, preservano il colore dorato e creano una barriera contro acqua e raggi UV. Successivamente, si applicano prodotti rigeneranti per il teak, capaci di ripristinare il colore e la morbidezza del legno.
In alternativa, la chimica ci viene incontro con una serie di prodotti specifici per il teak. Basta solo seguire le istruzioni per avere risultati eccellenti a dispetto comunque di una buona dose di fatica. Il Teak Wonder è uno dei migliori prodotti del mondo per la pulizia e la manutenzione del legno. Dalla ricerca dei laboratori è arrivato anche Semco Teak Sealer un prodotto unico. SEMCO Teak è, infatti, un sigillante a base solvente che contiene pigmenti, inibitori UV e protezione dall'umidità. Una volta applicato, il teak non diventerà grigio né permetterà alla muffa di crescere. "Faccio come Flab. Sul mio ogni anno, dopo averlo lavato leggermente con shampo detergente, passo semplicemente l'olio della teak wonder." Abbiate cura di usare i prodotti all’aperto in luogo ventilato (sono a base di derivati del petrolio e abbastanza tossici) e non vi abbassate troppo per controllare il vostro lavoro. Usate piuttosto una spazzola con prolunga.
Cura Stagionale e Conservazione
Con la fine della stagione nautica, settembre e ottobre diventano i mesi ideali per dedicarsi alla manutenzione del teak barca. In inverno è consigliabile rimuovere il tavolo per evitare qualche macchia di muffa. Altra possibilità è la predisposizione di una tenda copri timone che includa anche il tavolo in posizione verticale. Il primo passo è sempre il lavaggio. Per il teak naturale, utilizza un detergente specifico per teak e una spazzola morbida. La manutenzione di fine stagione è anche il momento ideale per ispezionare il ponte. Controlla eventuali crepe, graffi profondi o parti danneggiate. Questo protocollo non è solo un elenco di azioni: è una vera e propria strategia di manutenzione che ogni armatore esperto applica per preservare l’aspetto e la durata della propria barca.
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Manutenzione del Teak Sintetico
Il teak sintetico per barca è una soluzione molto pratica: non richiede oli né trattamenti complessi, ma ha comunque bisogno di cure regolari. La pulizia di fine stagione consiste principalmente nel rimuovere sale, sabbia e sporco accumulati durante l’estate. Per il teak sintetico, invece, bastano acqua dolce e detergenti neutri.