L'arte delle icone, con la sua storia religiosa e politica, continua a suscitare fascino e reverenza. Questo articolo esplora il lavoro di artisti come Mats Bergquist, le terrecotte figurate della Lomellina e le collezioni di musei come il Museo Archeologico San Lorenzo, offrendo uno sguardo approfondito su diverse forme di espressione artistica e artigianale.
Icona di Cristo Pantocratore
Mats Bergquist: Un Artista Svedese alla Ricerca della Spiritualità
Mats Bergquist è un artista svedese che crea non-immagini, icone contemporanee senza figure, presenze rarefatte che riflettono scelte difficili e significati immateriali. La sua metodologia antica e ascetica richiama le sue esperienze giovanili in Russia, Polonia e Cina, e i suoi studi di zen giapponese.
Bergquist crea opere attraverso un processo faticoso di trattamento dei materiali, utilizzando sostanze tradizionali come legni pregiati (pero, ciliegio) fissati con incastri a coda di rondine, tela di lino belga, olio di lino, colla di coniglio, gesso e pigmenti. Le superfici lignee vengono trattate a mano e ricoperte da quattordici strati di colla, gesso e formalina, per poi essere dipinte con tempera ad encausto.
Per le sue opere, Bergquist predilige colori primari come il bianco e nero, che richiamano il rigore e la purezza dell'immaginario protestante, e il celeste, simbolo di sogno e realtà intangibile. Le superfici lievemente concave o convesse del supporto aggiungono una dimensione tattile al monocromo assoluto.
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Opere modulari come Le Guide, ispirate a Stalker di Tarkovsky, rappresentano viaggi tra Svezia e Russia e metafore del percorso della vita. La fiducia nella spiritualità dell'opera è essenziale nella sua pratica, in linea con il modernismo che da Malevich a Mies van der Rohe ha influenzato l'astrattismo.
L'architettura è un'altra fonte di ispirazione, così come gli effetti di bombatura e usura dei materiali. I richiami ai maestri della storia dell'arte sono sottili ma persistenti, dalla luminosità di Rothko al rigore di Donald Judd e Barnett Newman.
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Le Terrecotte Figurate della Lomellina
In Lomellina, nei corredi funebri di tombe di età romana, si rinvengono statuette fittili raffiguranti personaggi di genere intenti nelle occupazioni quotidiane, figure divine o mitologiche e animali. Questi manufatti costituivano un legame simbolico con il mondo terreno per il defunto.
Le terrecotte figurate, realizzate a stampo con ritocchi a stecca, sono tipiche della Lomellina e di aree limitrofe. Il ristretto ambito di diffusione suggerisce l'esistenza di centri di produzione locale attivi tra l'età augustea e la metà del I secolo d.C.
Un esempio significativo è la statuetta del Vignaiolo, rinvenuta nel 1978 in una tomba della necropoli di Gropello Cairoli. Questo raffinato manufatto rappresenta un vignaiolo con abbigliamento da lavoro, roncola in una mano e grappolo d'uva nell'altra.
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Statuetta del Vignaiolo
Il Vignaiolo è esposto nella terza scuderia del Castello Visconteo Sforzesco, attribuita a Leonardo da Vinci, a Vigevano.
Il Museo Archeologico San Lorenzo a Cremona
La collezione del Museo Archeologico San Lorenzo è composta da una ricca varietà di materiali provenienti da Cremona e risalenti all'età romana. Questi reperti offrono un'immagine di una città ricca e vivace, aggiornata sulle mode e sui costumi provenienti da Roma.
La bellezza degli edifici pubblici e privati è testimoniata da pavimenti mosaicati e intonaci dipinti. La magnificenza degli edifici pubblici si riflette in un imponente capitello ornato da leoni e nei frammenti di una statua in terracotta che decorava il frontone di un tempio.
La collezione include anche oggetti in bronzo, vasellame in vetro e terracotta, anfore e opere in marmo. Di particolare interesse sono gli ossi lavorati che rivestivano i letti funebri della necropoli di San Lorenzo.
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Prima dell'apertura del museo nel 2009, la collezione era ospitata presso il Museo Civico "Ala Ponzone". Nel 1993, i locali furono sgomberati per una ristrutturazione e la basilica romanica di San Lorenzo fu recuperata per ospitare il museo.
"Viaggio Pittorico e Storico al Monte Spluga"
Intorno al 1824, Friedrich Lose realizzò per l'editore milanese Francesco Bernucca il volume "Viaggio pittorico e storico al Monte Spluga". Il museo di Campodolcino espone la rara serie di stampe che componeva l'album.
Le 16 tavole presentano vedute dell'itinerario della via dello Spluga, lungo la strada carrozzabile inaugurata nel 1822. Il "viaggio pittorico" era un tipo di pubblicazione diffuso nell'Ottocento, a metà strada tra la guida turistica e il libro d'arte.
Le stampe sono realizzate con la tecnica dell'acquatinta e colorate a mano, raffigurando luoghi e panorami lungo il percorso da Chiavenna a Coira attraverso il passo dello Spuga.
| Opera | Artista | Tecnica | Anno |
|---|---|---|---|
| Icona di Cristo Pantocratore | Sconosciuto | Pittura su tavola | XI secolo |
| Statuetta del Vignaiolo | Sconosciuto | Terracotta | I secolo d.C. |
| Viaggio pittorico e storico al Monte Spluga | Friedrich Lose | Acquatinta | 1824 |