La scelta del materiale giusto è fondamentale per realizzare progetti durevoli e di carattere. Il legno grezzo, con la sua bellezza naturale e versatilità, rimane uno dei materiali preferiti, soprattutto per le costruzioni tradizionali e per l'arredo esterno. In questo articolo, esploreremo le specificità delle tavole in legno grezzo, i consigli per il loro acquisto e il loro impiego nella storica costruzione di ruote per carri agricoli, come il biroccio, e per le possibilità creative moderne.
Consigli Utili per l'Acquisto di Tavole in Legno Massello Grezzo
Quando si tratta di acquistare tavolame grezzo, è essenziale essere preparati per fare la scelta migliore e ottimizzare il proprio investimento. Saper riconoscere e trattare di conseguenza le tavole che non sono perfettamente piane vi darà molta più flessibilità e possibilità nel lavoro che intendete fare.
Spessore e Stagionatura
Il tavolame grezzo viene misurato in spessore con incrementi di 10mm a partire da 30mm fino ad un massimo di 80mm per la maggior parte delle specie legnose. È molto difficile ottenere una tavola piallata bene su due facce con spessore finito maggiore di 23/24mm partendo da una grezza da 30mm. Considerate di perdere sempre almeno 6/7mm per una perfetta piallatura su entrambe le facce (3/4mm per faccia). Inoltre se acquistate legname stagionato dovrete tenere presente che la stagionatura comporta un ulteriore abbassamento di spessore. Una tavola che è stata segata inizialmente a 30mm dopo la stagionatura misurerà all’incirca 2 mm in meno. Questo perché quasi tutte le specie legnose, quando hanno raggiunto l’equilibrio igrometrico, ovvero sono perfettamente stagionate, perdono circa il 10% del loro volume iniziale. Il magazzino di legnami tiene sempre in pronta consegna gli spessori di normale vendita per ogni specie legnosa. In genere si trovano anche spessori intermedi ma è sempre bene informarsi prima della disponibilità onde evitare di fare un viaggio a vuoto.
Calcolo del Volume e del Costo
Siate preparati: Portatevi sempre dietro metro e calcolatrice quanto vi recate al magazzino di legnami così potrete farvi un’idea di massima di quanto andrete a spendere. Le tavole in legno grezzo hanno lunghezze e larghezze varie, nessuna è uguale all’altra. Verranno vendute a volume (a metro cubo). Il volume in metri cubi potrà essere calcolato con una semplice moltiplicazione. Ogni metro cubo rappresenta infatti il volume di un cubo di 1 metro x 1 metro x 1 metro. Ogni combinazione di spessore, larghezza e lunghezza in metri che produrrà risultato 1,000 sarà un metro cubo di legno che andrete ad acquistare. Alcune specie hanno un costo più alto di altre e, in linea generale, spessori più grandi comportano un costo a metro cubo più alto di quelli più sottili. Per calcolare il prezzo basta moltiplicare il volume in metri cubi del materiale che si intende acquistare per il prezzo a metro cubo.
Tavole Rifilate e Non Rifilate
Esistono tavole rifilate, che hanno bordi squadrati e tavole non rifilate che hanno bordi irregolari e smussati (la parte esterna del tronco). Nel primo caso la misurazione sarà immediata, nel secondo si dovrà invece misurare la larghezza della tavola al centro rispetto alle due estremità considerando anche metà dello smusso su entrambi i lati.
Leggi anche: Forni per Essiccazione Parquet
Acquistare Più del Necessario
Non aspettatevi di ottenere un pezzo buono lungo 2 metri da una tavola lunga 2 metri. Le tavole possono essere segate con un margine di più o meno 3cm per cui potrai trovarti ad acquistare tavole da 2 metri che misurano effettivamente anche un po’ meno. Inoltre ci potrebbero essere nodi, spacchi o altri difetti alle estremità che andranno tagliati. Per avere una tavola buona da 2 metri acquistatene una lunga almeno 2,50 se non 3. È un grosso errore comprare l’esatto quantitativo di legname necessario per il vostro progetto. Se lo fate potete stare sicuri che alla fine non vi basterà poiché il legname grezzo non è mai perfetto, neanche quello della migliore qualità. Una buona regola è quella di comprare circa il 15 - 20% in più di quello che vi serve. Alcune specie, come il rovere americano, hanno meno difetti quindi non si deve comprarne molto di più. Altre specie invece come il noce nazionale richiedono una maggior percentuale perché hanno più difetti. In alternativa, anziché fare i conti in percentuale potete pensare di acquistare il legname in più a “pezzi extra”. In pratica, se dovete fare un tavolo, potete prendere il necessario per fare 4 gambe più “una extra”. Se per fare il piano poi vedete che vi servono 7 tavole prendetene 7 più “una extra”.
Valutare l'Acquisto della Seconda Scelta
La seconda scelta è sempre una possibilità da valutare nel legname grezzo. È inferiore qualitativamente ma costa fino al 40% in meno su alcune essenze. La seconda scelta in genere contiene più difetti e quindi ci sarà più spreco nella lavorazione. Questo riduce il suo vantaggio di partenza ma dall’altra parte alcune tavole potrebbero essere perfette per quello che dovrete fare, solo troppo strette o corte per essere considerate di prima scelta. In effetti c’è una grossa area grigia che si estende tra il margine inferiore della prima scelta e quello superiore della seconda scelta. Non è difficile trovare tavole di seconda scelta che siano belle tanto quanto quelle di prima scelta o anche meglio.
Le Tavole Migliori Non Sono Sempre le Più Belle
Le tavole spettacolari contrariamente a quanto possiate pensare non costano più di quelle normali perché la qualità del legno dipende non tanto dall’aspetto ma dalla resa produttiva. La presenza di differenze di colore, alburno o venature irregolari non è rilevante ai fini della qualità. Le quattro tavole a destra vengono tutte dallo stesso pacco di prima scelta. Agli occhi di chi le classifica le tre tavole più strette sono identiche a quella più larga poiché contengono lo stesso quantitativo di materiale utilizzabile. Le tre tavole a destra hanno in pratica lo stesso prezzo di quella a sinistra.
Gestire il Legname Deformato
Il buonsenso direbbe di acquistare solo legname perfettamente dritto ed evitare quello deformato. Sfortunatamente, tavolame grezzo perfettamente dritto non è facile da trovare. Nel gergo del legno, una deformazione è definita come qualunque tipo di deviazione rispetto ad una superficie piana. Tavole deformate possono essere coppate, arcuate, imbarcate o avvitate. Ogni singola tavola può essere deformata anche in più modi contemporaneamente. Fortunatamente la maggior parte delle tavole anche se deformate possono essere sistemate se la deformazione non è troppo grave.
Tavole Coppate
Una tavola che si curva lungo la larghezza della sua faccia si dice “coppata”. Piallatele con il lato concavo in basso. Questo permette di tenere entrambi i bordi esterni in contatto col piano di lavoro della pialla a filo per una maggiore stabilità. Per piallare una tavola molto coppata senza sacrificarne lo spessore dividetela a metà per tutta la lunghezza e poi piallate le 2 tavole ottenute separatamente. Per il taglio non utilizzate la sega a banco, potrebbe facilmente darvi un contraccolpo che è pericoloso! Usate invece una sega a nastro. Incollate nuovamente i due pezzi insieme e poi date un’ultima leggera piallatura per rimuovere la colla in eccesso e rendere il tutto perfettamente planare.
Leggi anche: Caratteristiche tavole in legno
Tavole Imbarcate e Arcuate
Una tavola che si curva in lunghezza rispetto alla sua faccia si dice “imbarcata“. Perderete lunghezza quando vorrete raddrizzare tavole imbarcate poiché dovrete rimuovere più legno dalle estremità che dal centro. Se la tavola è leggermente imbarcata piallatela con il lato arcuato in basso senza premerla sul piano della pialla a filo. L’unico modo di trattare una tavola molto imbarcata invece è di tagliarla in pezzi più corti. I pezzi più corti saranno anch’essi imbarcati ma non così tanto. In questo modo saranno più facili da rettificare. Tavole leggermente arcuate sono molto comuni nelle latifoglie. Possono essere raddrizzate piallandole o rifilandole. Piallare o rifilare una tavola troppo arcuata sarebbe inutile, non rimarrebbe praticamente niente di utilizzabile. In questo caso meglio tagliare la tavola in pezzi più corti per ridurre l’arco e rifilare il tutto di conseguenza.
Tavole Avvitate
Una tavola che appoggiata su una superficie piana ha un angolo rialzato è una tavola “avvitata”. Sarebbe meglio lasciare le tavole avvitate a qualcun altro ma non sempre è possibile. Queste tavole sono le più difficili da raddrizzare, e anche se ci riusciste, l’avvitamento tende spesso a ripresentarsi nel tempo. Se proprio dovete utilizzare una tavola avvitata cercate di tagliarla in pezzi più corti possibile per ridurre la deviazione.
Utilizzare i Servizi del Magazzino Legnami
Il legname grezzo non è mai perfettamente dritto. Piallarlo e raddrizzarlo comporta un lavoro massacrante se fatto con strumenti da hobbistica, richiede molto tempo e produce grandi quantità di segatura e trucioli che dovrete smaltire. Perché non lasciare che il magazzino di legnami lo faccia per voi? È possibile farsi rifilare una tavola arcuata, piallare una a più facce e altre lavorazioni utili su richiesta. Il prezzo che pagherete per questo servizio sarà in base al tempo che sarà necessario per le varie lavorazioni, in genere tra i 60 e gli 80 centesimi al minuto. In linea di massima comunque non sarà un prezzo particolarmente alto visto l’impiego di macchinari sofisticati e rapidi che difficilmente voi potreste permettervi. Non conviene comunque farsi lavorare solo poche tavole perché piazzare una macchina per lavorare 1 tavola comporta lo stesso tempo di piazzatura che per 10 o per 100 quindi incide molto di più sul costo finale.
Attenzione agli "Ovali" e al Risegare il Legno
Una venatura a forma di ovale non chiuso sulla faccia di una tavola indica un cambio di direzione improvviso della fibra che potrebbe portare a qualche difficoltà di lavorazione. Ad esempio quando andrete a piallare la tavola che presenta questa figura comincerete con la venatura per un verso per poi trovarla improvvisamente contraria. Questo comporterà sicuramente qualche problema di piallatura come riccioli o sgranature. Invece di levigare come pazzi per ridurre questi difetti usate un raschietto o una pialla a mano. Controllate il bordo della tavola per capire il punto dove la fibra cambia direzione, poi lisciate l’ovale partendo dalle due direzioni secondo il verso della venatura. Anche se il tavolame più spesso costa in genere di più potete risparmiare utilizzandolo efficacemente risegandolo. Ipotizziamo che vi servano due pannelli porta da 15mm. Invece di piallare due tavole da 30mm, e sprecarne la metà, potete ricavare le due tavole risegando una tavola più spessa da 60 o 80mm. In questo modo vi avanzerà comunque una tavola di spessore utilizzabile per altri lavori e le due tavole che ricaverete avranno una venatura pressoché identica.
Piallatura a mano del parquet
La Costruzione Tradizionale delle Ruote per Carri e Birocci
Il biroccio è un carro agricolo con un lungo timone anteriore, al quale viene aggiogata una coppia di buoi. Ha due ruote grandi adatte per andare su strade sconnesse e nei campi. La costruzione di queste ruote richiedeva una maestria artigianale eccezionale, trasmessa di generazione in generazione.
Leggi anche: Caratteristiche e Prezzi del Parquet Listoncino
Il Mestiere del Birocciaio: La Storia di Guido Fiorelli
Nel documento che segue, attraverso il racconto di un vecchio birocciaio, cercheremo di seguire le fasi di costruzione del birocc e di analizzare le varie parti. Sarà così possibile comprendere il complesso lavoro artigianale che sta dietro alle parti in legno, a quelle in ferro e alla decorazione. Guido è l'ultimo dei biruciar, facocchi, carradori di Rosciano (frazione di Fano), dei Fiorelli che almeno dai primi dell'800 costruivano birocci, carri, carrette, barroccine, carriole e anche botti. Guido è nato nel 1901 e dopo aver fatto il garzone del maniscalco e ferrava le vacche, verso i dieci anni dopo le scuole, ha cominciato a lavorare nella bottega del nonno Domenico (nato nel 1831) e col padre Ruffo (nato nel 1867).
Le Fasi di Costruzione della Ruota
Il biroccio si comincia dalla ruota e più precisamente dal mozzo della ruota chiamato cép o barìl. Dopo averlo sgrossato con l'ascia e la scure da un tronchetto di olmo, lo si lavora e si modella al tornio. Il baril ha la parte interna più grande e quella esterna più piccola e viene bucato con un foro più largo all'interno e più stretto all'esterno che ospiterà l'asse. Anticamente si inserivano raggi di legno stagionato su un mozzo di legno verde in modo che, asciugando serrasse i raggi. Dopo aver preparato gli incassi si "ferra" il barìl con i cerchi messi a caldo (scaldandosi il ferro, preparato un po' più stretto del mozzo, si dilata, entra e raffreddandosi serra bene il legno) alle due estremità, e con due mezze boccole che permetteranno al mozzo di non consumarsi e alla ruota di scorrere bene sull'asse.
A questo punto, con sega, compasso, ascia e pialla viene preparato il cerchio di legno, generalmente in legno di noce, in settori chiamati gavi o gavèi, in italiano quarti ma anche gavelli. Montati i gavelli, i raggi e il mozzo, la ruota è pronta, resta solo da ferrarla col cerchione. Questo veniva preparato a mano, battendolo sull'incudine, unito a caldo controllato col compasso e con la ruota. Il cerchione veniva preparato due o tre centimetri più stretto della ruota, scaldato bene e poi dilatato, messo con pinze e cagnola sulla ruota (ci volevano almeno tre persone). Le ruote alte del carro erano più pratiche per le buche per andare nei campi, se la ruota è piccola si infossa facilmente.
Componenti della Ruota del Biroccio
La ruota ha un diametro di 110 cm. Si compone di sei gravéllus, pezzi di legno arcuati tenuti insieme da obbìbis arrabronàus (grossi chiodi ribaditi) e da un cerchione di ferro detto lamòni, che è la parte più esterna della corona circolare, in contatto col suolo. Ognuno dei sei gravéllus è fissato al mozzo della ruota, detto buttu, tramite due raggi, arràggius, convergenti verso il buttu, in cui si inserisce l'asse: il buttu è un solido di legno sagomato di forma ovoidale, tipo mezza botticella, e rinforzato da cerchietti di ferro allo stesso modo delle botti. All'interno del buttu si inserisce la bùshula, cilindro di ferro in cui si inserisce la parte finale cilindrica dell'asse.
Per una maggiore chiarezza, ecco una tabella riassuntiva dei componenti principali della ruota del biroccio e dei loro materiali:
| Componente (Nomi tradizionali) | Descrizione | Materiale Tipico |
|---|---|---|
| Cép / Barìl / Buttu (Mozzo) | Parte centrale della ruota in cui si inseriscono l'asse e i raggi. | Olmo (per il corpo), Ferro (per i cerchi di rinforzo) |
| Arràggius (Raggi) | Elementi che collegano il mozzo ai settori del cerchio. | Legno stagionato |
| Gavi / Gavèi / Gravéllus (Settori del cerchio) | Pezzi di legno arcuati che formano la circonferenza esterna della ruota. | Noce |
| Lamòni (Cerchione) | Banda di ferro che riveste esternamente i settori del cerchio. | Ferro |
| Bùshula | Cilindro di ferro inserito nel mozzo per ridurre l'attrito con l'asse. | Ferro |
Piallatura a mano del parquet
L'Uso, il Valore e la Decorazione del Biroccio
La decisione di fare un biroccio nuovo era importante e veniva presa dopo aver parlato in famiglia. Veniva il capoccia e ordinava il biroccio verniciato o no, più piccolo o più grande. Se uno stava in collina lo faceva più piccolo e più leggero. Un biroccio ben lavorato veniva a costare 40-50 scudi, cioè 200 lire e a quei tempi, prima della grande guerra ci volevano 200 lire per comperare un paio di buoi. Il grano andava 18 - 20 lire al quintale e il vino 4 soldi (20 centesimi) al litro. Per fare un biroccio ci voleva più di un mese in due. Come fabbro invece ero pagato un tanto all'anno in natura dopo la trebbiatura, la raccolta delle ulive, la raccolta delle ghiande e con alcune forme di formaggio. Il fabbro teneva gli attrezzi in ordine e i contadini gli davano un tanto. Questo sistema si chiamava a còtim.
Funzioni del Carro Agricolo
La carriola veniva usata soprattutto per trasportare il letame dalla stalla alla letamaia; la birucina serviva per il trasporto di piccole quantità di foraggio dal campo alla stalla. In campagna si usa ancora. Cinquant'anni fa, invece, era quasi un privilegio possederla. Era tutta di legno, dal letto, alle stanghe, alle ruote cerchiate di ferro. "Mettere alle stanghe" una persona significava sottoporla a duro lavoro o, se riferito a giovane scapestrato, mettergli giudizio. Per i campi ci si caricavano 10 - 12 quintali, su strada fino a venti; per il fieno si allargava il piano con le controscale fin sopra le bestie. Il carro infiocchettato si usava per portare l'uva nelle cantine del padrone (con due tinozze), o il grano. Qualche giorno prima del matrimonio si andava a casa della sposa a prendere la dote. Pezzo per pezzo la dote veniva stimata e, dopo la stima, caricata sul carro dentro la cassetta (cassapanca) assieme ai mobili: il carico veniva coperto con la coperta da letto buona. Un giorno i militi della stradale hanno fermato uno di qui detto Mistura che era sul biroccio senza targa. Il biroccio veniva usato anche come misura. "Si l'ultim com el vogul del birocc", "Sei l'ultimo come l'argano del biroccio", a uno troppo lento nel fare le cose. La treggia, interamente fatta di legno e senza ruote, è una specie di slitta trainata da buoi o da altri animali, usata dai contadini principalmente per il trasporto del fieno dai campi. È diffusa nelle zone di montagna, dove si impiega anche per trasportare legname o anche persone attraverso luoghi impervi.
La Decorazione Artigianale
Il biroccio terminato veniva decorato dallo stesso artigiano. Le scene più comuni che si dipingevano erano fiori o paesaggi; davanti un contadino con le bestie e S. Antonio in alto a destra, dietro una figura. Spesso si aggiungeva l'iscrizione "FATTO DA FIORELLI GUIDO DI ROSCIANO NEL 1911" oppure, se era riparato, "RIATATO DA FIORELLI G.". Nei primi tempi (prima della prima guerra mondiale) i colori si facevano in casa. Si acquistavano le pietre e si macinavano con una pietra rotonda su una pietra piana e levigata. I colori che si acquistavano in pezzi, di uso più comune erano: la biacca di Genova, il blù di Parigi, il turchino oltremare, il giallo cromo, il rosso cinabro, il nero d'avorio. Si usavano pennelli da decoratori per le immagini e le "codine" per i filetti (le riquadrature dei pannelli e le decorazioni delle varie parti). Prima di dipingere sulle tavole si preparava il disegno su un foglio di carta e matita, poi si cospargeva il retro del foglio di nerofumo e si ripassava il disegno sulla tavola.
Scelta e Disponibilità di Essenze di Legno Grezzo Oggi
Per coloro che desiderano intraprendere progetti di falegnameria moderni o restaurare elementi tradizionali, è possibile esplorare un mondo di possibilità creative con i listelli e le tavole in legno massello grezze. Una vasta selezione di essenze offre la flessibilità necessaria per ogni progetto: scegli tra una varietà di essenze tra cui Abete, Bahia, Castagna, Faggio, Pino, Rovere, Noce e altre ancora. La versatilità dimensionale è garantita, poiché le tavole e i listelli sono disponibili in varie dimensioni per adattarsi alle esigenze specifiche dei tuoi progetti. Con i listelli e le tavole di legno massello grezze, hai tutto ciò di cui hai bisogno per dare vita ai tuoi progetti di falegnameria e creare pezzi unici e personalizzati che riflettono il tuo stile e la tua creatività. Prendi il controllo della tua prossima creazione e lascia che il legno naturale sia la tela bianca per la tua ispirazione.