La scelta di una tavola in legno, che sia per un ambiente interno o esterno, rappresenta un momento cruciale nella definizione dello stile e della funzionalità di uno spazio. Dall'eleganza del noce massello alla versatilità dell'abete, ogni essenza lignea porta con sé caratteristiche uniche. Questo articolo esplora le diverse opzioni disponibili, le finiture più adatte e le complesse tecniche di lavorazione artigianale che trasformano il legno in un'opera d'arte.
La Scelta del Legno per Tavoli da Interno: Essenze e Considerazioni
Quando si decide di acquistare un tavolo in legno, soprattutto se su misura, sorgono diverse domande riguardanti il tipo di legno, le dimensioni e la finitura. Spesso, le titubanze spingono a
decidere di farlo fare dal falegname, magari ispirandosi a modelli di design come Riva 1920 o Team7.
Essenze Nobili: Noce, Betulla e Castagno
Il noce massello è una delle opzioni più ricercate per la sua bellezza e durabilità. Ad esempio, è possibile richiedere un tavolo simile a Riva1920 modello Livingston oppure a Porada modello Kevin, con dimensioni di 140x90, allungabile a 220 o 240 cm.
La scelta dell'essenza incide notevolmente sul costo. Un falegname potrebbe chiedere 900 euro + IVA se si sceglie legno betulla, e 1400 + IVA se si opta per noce o castagno. Spesso, la scelta ricade sul noce per la sua estetica raffinata. Tuttavia, la differenza di prezzo rispetto a prodotti di marca è notevole.
Per quanto riguarda le dimensioni e la configurazione, è comune preferire un tavolo quadrato 110x110, allungabile a 220 cm, con gambe perimetrali e che non si apra in mezzo, evitando l'effetto che fa quando è chiuso. In altri casi, le dimensioni possono variare, come un tavolo di 130x90, allungabile a 210, in noce, verniciato opaco.
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Arredare il Soggiorno con il Legno
Dopo aver acquistato un tavolo, spesso sorge l'esigenza di completare l'arredamento del soggiorno. Il problema è che avendo fatto fare già il tavolo e avendo altri mobili, si è molto legati ai colori già presenti. Non si vorrebbe creare un effetto "accozzaglia".
In un soggiorno di circa 26mq, che funge da ingresso/soggiorno, con pavimento in parquet iroko e pareti bianche, si potrebbe desiderare una madia e una libreria contenitore. Spesso, i negozi propongono mobili laccati beige/panna, oppure in legno (MDF) e laccato. L'ideale sarebbe farlo fare dal falegname, ma potrebbe risultare un po' pesante tutto quel legno.
Finiture: Olio, Cera o Vernice per la Protezione del Legno?
Una delle decisioni più importanti per la durabilità e l'estetica di una tavola in legno riguarda la finitura. Le opzioni principali sono olio, cera o vernice, ognuna con i suoi pro e contro.
Il Fascino Naturale dell'Olio e della Cera
Molti desiderano una finitura ad olio per il proprio tavolo, per mantenere un aspetto il più naturale possibile. Tuttavia, sorge spontanea la domanda: è troppo delicato? La finitura a olio e cera, sebbene esteticamente gradevole, può essere meno protettiva rispetto ad altre soluzioni. Si usano per queste faccende spesso degli olii di lino lievemente "taroccati" che si possono dare anche con un semplice straccio ma non danno il grado di protezione dell'acrilico. Inoltre, l'aspetto spesso risulta untuoso, lucidetto, ben lontano dal legno levigato; spesso vengono fuori che sembrano più pezzi in teak prodotti in Indocina.
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La Robustezza della Vernice Acrilica
I falegnami spesso insistono con la vernice, magari proponendo un "gloss 0", ovvero una vernice completamente opaca. Si mette vernice acrilica trasparente sui 5 gloss o poco più, molto opaca e con basso residuo secco. Possibilmente, prima si fa spazzolare bene il poro (anche se il noce tutto sommato) per un aspetto naturale. Questa operazione lascerà il poro bello profondo aperto e un aspetto naturale al legno, proteggendolo dall'uso. Prima di ogni considerazione estetica, dobbiamo ricordarci che il legno va protetto se no si rovina. La vernice acrilica offre un grado di protezione superiore, rendendo il tavolo più resistente all'usura quotidiana.
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Legni per Esterni: Larice, Pino e Abete a Confronto
Quando si scelgono materiali per esterni, una delle domande più frequenti riguarda la scelta tra tavole da esterno in larice o pino. Le strutture esterne sono costantemente esposte a pioggia, sole, sbalzi termici e umidità, richiedendo legni con specifiche caratteristiche di resistenza.
Larice: Massima Resistenza per l'Esterno
Il larice è uno dei legni più apprezzati per utilizzi esterni grazie alla sua elevata resistenza naturale agli agenti atmosferici. Se cerchi la massima resistenza e una lunga durata nel tempo, il larice è spesso la soluzione migliore, in particolare per pavimentazioni esterne e decking, dove rappresenta generalmente la soluzione più performante.
Pino: Diffusione e Trattamenti Protettivi
Il pino è una delle essenze più diffuse nel settore delle costruzioni in legno. Sebbene naturalmente meno resistente del larice agli agenti atmosferici, sia il larice che il pino possono beneficiare di trattamenti protettivi periodici per migliorarne la durabilità.
Abete: Versatilità ed Economicità per Diversi Progetti
Il legno di Abete è una delle essenze più note e diffuse in tutto il mondo. L’Abete appartiene alla famiglia delle conifere sempreverdi ed è tipico delle zone montuose. Indipendentemente dalla specie dal quale proviene, il legno di Abete si presenta con un caratteristico colore chiaro tendente al bianco-giallino e con la presenza di striature più o meno marcate a seconda che si tratti di Abete rosso o Abete bianco. Un solo albero può fornire una grande quantità di tavole e anche per questo si tratta di un materiale piuttosto economico.
Il legno d’Abete è un legno dolce e tenero, facilmente lavorabile sebbene mostri una scarsa resistenza agli attacchi degli agenti atmosferici. L’Abete rosso è più resinoso del bianco.
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Una Vasta Selezione per i Tuoi Progetti
È possibile esplorare un mondo di possibilità creative con i listelli e le tavole in legno massello grezze disponibili sul mercato. Una vasta selezione di essenze offre la possibilità di scegliere tra una varietà, tra cui Abete, Bahia, Castagna, Faggio, Pino, Rovere, Noce e altre ancora. La versatilità dimensionale permette di trovare tavole e listelli in varie dimensioni per adattarsi alle esigenze specifiche di ogni progetto. Con i listelli e le tavole in legno massello grezze, si ha tutto ciò di cui si ha bisogno per dare vita a progetti di falegnameria e creare pezzi unici e personalizzati che riflettono lo stile e la creatività individuali.
| Legno | Colore Dominante | Durezza/Lavorabilità | Resistenza Esterno | Costo Indicativo | Usi Comuni |
|---|---|---|---|---|---|
| Noce | Marrone scuro | Duro, lavorabile | Media (con tratt.) | Elevato | Mobili di pregio, tavoli, impiallacciature |
| Betulla | Chiaro, biancastro | Medio-dura, lavorabile | Bassa | Medio | Mobili, compensato, oggetti torniti |
| Castagno | Marrone chiaro | Duro, resistente | Buona (con tratt.) | Medio-alto | Mobili, travature, infissi |
| Larice | Rosso-brunastro | Medio-duro | Elevata | Medio-alto | Decking, rivestimenti esterni, costruzioni |
| Pino | Chiaro, giallastro | Tenero, facilmente lavorabile | Media (con tratt.) | Basso-medio | Costruzioni, mobili economici, imballaggi |
| Abete | Chiaro, bianco-giallino | Dolce, tenero, facilmente lavorabile | Scarsa | Basso | Strutture, pannelli, mobili economici, falegnameria |
L'Arte della Lavorazione del Legno: La Tecnica della Filettatura
La lavorazione del legno richiede precisione, pazienza e strumenti affilati. Una delle tecniche più raffinate, spesso associata a lavori di alta ebanisteria e liuteria, è la filettatura, ovvero l'inserimento di un filetto.
Fasi della Filettatura: Dal Solco all'Incollaggio
La tecnica inizia dopo aver portato ad una profondità di 2 mm il solco con il filettatore. Successivamente, si inizia a rimuovere con il bedano la parte di legno in eccesso. Quest'operazione, a volte, deve essere eseguita in due passaggi: passare il filettatore ad una profondità di un mm, rimuovere con il bedano il legno, quindi ripassare il filettatore per un altro mm e nuovamente il bedano. Dopo aver tracciato a distanza di 2 mm, si inizia ad inserire a secco il filetto (utilizzando, in alcuni casi, quello pronto, con gran soddisfazione!) per verificare la giusta profondità dello scavo e per tagliarlo a misura. Infine, si procede all'incollaggio del tutto.
Un consiglio fondamentale è passare dell'acqua di colla lungo tutta la zona che doveva essere filettata, prima di incominciare il lavoro, e lasciare asciugare. Così si sarebbe formata sul legno una superficie relativamente dura ed uniforme con gran vantaggio per l'uso del filettatore e del bedano. In quella maniera riesce più stabile e sicura la leggera incisione iniziale, ed anche il taglio traverso delle linee anellari scure, quando si posizionano sulla tangente, riesce poi senza grandi difficoltà.
Gli Strumenti e la Loro Affilatura
Per queste lavorazioni, strumenti come il bedano e la sgorbia sono essenziali. Inizialmente, si possono riscontrare difficoltà con il bedano per due motivi: il primo per il fatto che non fosse ben affilato, il secondo per via dell'eccessiva larghezza. Il canale del filetto dovrebbe essere di 1,2 mm e se la lama del bedano è un po' più larga, va leggermente ristretta limandola. Un bedano ben affilato e della giusta dimensione "fila come un treno!"
L'affilatura è un'arte. In Giappone, gli apprendisti cuochi e carpentieri passano mesi e mesi a imparare solo questa prima di cominciare a usare questi arnesi. Gli strumenti affilati senz'altro cambiano il modo di lavorare. Una moletta elettrica con due pietre rotanti può aiutare tantissimo e il risultato è buono. Dopo la molatura, si forma una piccola sbavatura sul lato opposto che si può facilmente rimuovere passando una punta di trapano (dal lato dove la si inserisce nel mandrino) sul filo, mantenendo un'inclinazione adeguata per non rovinare il lavoro appena fatto.
Precisione e Stabilità: Le Sfide dell'Artigiano
Questa fase della sgusciatura è veramente difficile anche per esperti. Spesso, non si riesce a tagliare il canale pulito per paura di pasticciare, scavando di meno e finendo con la rasiera con tanta pazienza. È necessario acquisire stabilità con la mano, perché invece di produrre incisioni uniformi e continue, si può procedere a piccoli colpi con una sgorbia di piccola apertura. Questo può andare relativamente bene, perché si è nella fase iniziale. Ma attenzione poiché l'incisione deve comprendere lateralmente verso il bordo anche il filetto. Da quella parte ci si deve tenere leggeri e si deve realizzare un'incisione di scavo continua e non profonda, come invece lo deve essere maggiormente verso l'interno. È fondamentale procedere con grande tranquillità, senza fretta, proprio perché bisogna esprimersi di fino.
Effettivamente, si può provare paura di rovinare la tavola con un colpo di sgorbia troppo deciso, ecco perché tutti quei "colpetti" insicuri. Si teme che passando in un colpo solo si possa portare via più del dovuto. L'esperienza gioca un ruolo fondamentale in queste delicate operazioni.