I nodi sono una caratteristica comune del legno. Sono noti e facilmente riconoscibili. I nodi del legno sono un’indicazione perfettamente naturale del processo di crescita del legno. I nodi sono imperfezioni dei rami che fanno crescere le venature del legno vivo intorno a loro. Come si formano i nodi? O sono la base di un ramo che ha smesso di crescere e si è staccato, oppure sono germogli da cui dovevano nascere rami che hanno smesso di crescere. Anche se il ramo scompare per vari motivi, la deviazione rimane e viene coperta nel tempo dalla massa legnosa che si materializza in anelli annuali. La deviazione delle fibre è quindi contenuta all'interno dell'albero e appare sotto forma di nodi quando l'albero viene tagliato e piallato.
La presenza del nodo è facilmente riconoscibile anche per il particolare disegno che le venature del legno creano attorno ad esso. Osservando una tavola infatti le fibre, che solitamente viaggiano parallele, in presenza del nodo si dipartono abbracciandone la forma per poi ricongiungersi una volta “aggirato l’ostacolo”. Queste imperfezioni sono solo una parte di ciò che rende il legno un bel materiale con cui lavorare, ma possono anche contribuire a possibili difetti di resistenza strutturale per il legame da costruzione.
Tipologie di Nodi
Si parla, quindi, di nodi sani (concresciuti o aderenti) e nodi cadenti. Molto raramente si parla di un terzo tipo di nodi: nodi marci (malsani) - si verificano quando i rami si spezzano durante i periodi di umidità molto elevata.
Nodi Vivi o Fissi
I nodi vivi o fissi si formano quando l’albero, aumentando di diametro, ingloba la base di un ramo vivo che diventa così parte del tronco stesso. Nell’albero in vita il nodo rappresenta la sede da dove si originano i nuovi rami. Quando l’albero viene tagliato esso viene allo stesso tempo privato anche dei rami e le loro sedi vengono ricomprese nel tronco. I nodi assumono un colore leggermente più scuro, si presentano con forma pressoché sferica e sono di consistenza più dura rispetto al legno circostante. I nodi vivi o fissi, che si originano dai rami giovani degli alberi, creano diverse problematiche se presenti in una tavola da lavorare. Il nodo, di per sé, essendo di maggior durezza, risulta di difficile lavorazione, è ostico da piallare, da spianare e da segare ed è a rischio fenditura e distacco. Generalmente le fibre, in presenza del nodo, creano delle sorte di pinnacoli, ovvero delle zone più alte rispetto al legno circostante, che ne rendono talvolta impraticabile la lavorazione con i normali utensili manuali. Nei nodi sani, durante l'asciugatura, possono comparire delle crepe dovute alle tensioni create dalla fuoriuscita dell'acqua. Le crepe devono essere stuccate prima della finitura.
Nodi Morti o Mobili
A differenza dei nodi vivi o fissi che si generano dalla segagione di un ramo vivo della pianta, i nodi morti o mobili si generano dal taglio di un ramo già secco. Il ramo può seccarsi per cause naturali, per stroncatura o per taglio che, nelle latifoglie, se non viene fatto aderente alla corteccia, con il passare del tempo può essere ricoperto dalla pianta in accrescimento e, non essendo più alimentato, destinato a marcire. Nelle conifere invece, per effetto della resina presente nel legno, il ramo non marcisce ma rimane estraneo al tronco. Questo fenomeno può dar luogo, una volta ridotto il tronco in tavole, alla fuoriuscita del nodo stesso lasciando il classico foro nel legno. Il nodo morto presenta un colore molto più scuro del legno circostante e in fase di essiccazione si comporta in modo diverso, contraendosi di fatto in misura maggiore, e dando luogo, anche in questo caso, al suo distacco. I nodi racchiusi si allentano durante l’asciugatura. Il nodo essiccato è più piccolo del nodo naturale e talvolta cade durante la manipolazione o la lavorazione poiché non è possibile fare nulla per impedire l’allentamento dei nodi morti durante l’asciugatura. Se il contenuto di umidità finale del legname viene mantenuto il più alto possibile prima della lavorazione, cadranno meno nodi morti. I rami morti cadono continuamente da alberi sani e vivi e nel tronco dove i rami sono morti compaiono nodi di legno. Come detto la presenza di nodi morti denota una tavola di scarsa qualità e pessima tenuta, oltre alla difficile lavorabilità. È facile immaginare quanto sia antiestetico un mobile realizzato con legno bucato! Un tempo si usava riempire il foro lasciato nel legno dalla caduta del nodo morto con dei cilindri di ugual misura e dello stesso materiale. Oggigiorno si preferisce evitare il problema selezionando tavole prive di nodi morti anche se spesso sono reperibili, specie nei bricocenter, tavole di terza fascia economiche con una consistente presenza di questa imperfezione.
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Impatto dei Nodi sulla Qualità e la Lavorazione del Legno
Un falegname, qualsiasi opera intenda realizzare, dovrà innanzitutto scegliere dove reperire la materia prima, ovvero il legname. La selezione della giusta tavola è una procedura che investe quasi tutti i sensi di cui siamo provvisti. Vista, tatto e olfatto sono indispensabili nella prima fase di scelta delle tavole, ma anche l’udito sarà determinante, soprattutto durante la seconda fase, quella della lavorazione manuale. La prima cosa che deve attrarre l’attenzione dell’artigiano è comunque l’aspetto complessivo esteriore della tavola.
Le proprietà tecniche del legno sono influenzate dalla presenza di nodi. I nodi del legno indeboliscono la forza del legno. In effetti, i nodi influiscono materialmente sul cracking (noto negli Stati Uniti come “checks”; noto nel Regno Unito come “shakes”), sulla deformazione e sulla facilità di lavorare il legname. Sono difetti che abbassano il valore del legname per scopi strutturali dove la resistenza è fondamentale. Francamente, possiamo dire che il nodo abbassa la qualità del legno. Per quanto riguarda il settore falegnameria il nodo è molto importante nella classificazione del legno.
La prima scelta viene ricavata da tavolame con pochissimi nodi sani e dimensioni piccolissime mentre se il nodo è di maggiori dimensioni si classifica la tavola come seconda scelta. Chiaramente non è solo il nodo a determinare prima o seconda scelta ma è molto influente. I produttori tengono conto della presenza di nodi di legno nella classificazione del legname e i nodi sono classificati in base alla loro forma, dimensione, solidità e fermezza con cui sono tenuti in posizione. I nodi influenzano il livello di qualità del legno attraverso il loro numero per metro quadrato, la loro forma, le dimensioni, la robustezza e il loro tipo (fisso o cadente). In commercio esistono tavole di prima, seconda e terza scelta (o qualità) ma, alla luce di quanto appena detto, la decisione dovrebbe ricadere su legname di prima qualità, lasciando il resto per realizzazioni di minor pregio e senza particolari pretese.
La maggiore o minore presenza di nodi dipende essenzialmente dalla tipologia di legno, differenziandosi così da essenza ad essenza. La quantità dei nodi presenti in una tavola di legno dipende dal tipo di albero dal quale la tavola è stata ricavata. L’Abete, tanto per citare un’essenza comunemente usata in Italia, risulta essere un legno particolarmente nodoso. Legno di resinoso ha un numero maggiore di nodi a causa della specificità degli alberi. I rami sono più densi, la luce fatica a penetrare alla base e i rami alla base si seccano e cadono man mano che l'albero cresce. La presenza di nodi nelle conifere è un altro problema. Attraverso i nodi, la resina del legno può affiorare anche dopo che il legno è stato finito. Il processo può richiedere mesi o addirittura anni.
Classificazione del Legno in Base ai Nodi
In base a quanto riportato si possono avere diverse classificazioni in base alla tipologia di scelta:
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| Tipologia Scelta | Descrizione |
|---|---|
| AB prima scelta | venatura mista, presenza sporadica di occhi di pernice, no spaccature, colore omogeneo. |
| NATUR | presenza di piccoli nodi sani oppure stuccati, venatura mista, no spaccature, ammesse naturali variazioni di colore. |
| RUSTICO | presenza di nodi sani, pieni, spaccati anche a stella o bucati e stuccati. Venatura mista, spaccature stuccate, possibile piccola traccia di alburno, marcata variazione di colore. |
| KARACHTER | presenza senza limiti di nodi sani, pieni, spaccati anche a stella o bucati e stuccati. Venatura mista, presenza di spaccature, possibile piccola traccia di alburno, ammesse statalizzazioni di colore senza limite. |
Secondo normativa UNI EN 13489.
Il Ruolo dei Nodi nella Resistenza Strutturale
D’altra parte, i costruttori esperti comprendono le circostanze in cui i nodi del legno possono avere un impatto sulla resistenza del legno nell’intelaiatura strutturale. Innanzitutto, la presenza dei nodi all’interno del legno è fisiologica e inevitabile. Se il materiale, come una trave o un listello, è destinato a un utilizzo strutturale, si deve essere consapevoli che le prestazioni meccaniche possono venire meno. A seconda del tipo di segato, il comportamento meccanico in presenza di nodi è diverso, quindi per il legno strutturale tale comportamento è di fondamentale importanza.
Invece, nel caso sia posto in “zona tesa” il nodo influisce sul comportamento a rottura della struttura con perdite di resistenza se posto in zona tesa, mentre non incrementa la portata se posto in “zona compressa”. Eppure, in un’asse di legno compresso o teso, i nodi vengono sottoposti a una sollecitazione in senso trasversale rispetto all’andamento direzionale delle fibre del nodo stesso. Questo significa che i nodi non possono compromettere significativamente la resistenza o deformabilità dell’asse di legno.
In altri casi, invece, il nodo del legno può rivelarsi anche utile e assolvere pienamente a una funzione meccanica. Prima di tutto sottolineiamo che il primo impatto importante di un nodo lo si ha in caso di fessurazione di una trave di legno massello per una costruzione blockhouse, in quanto il nodo tende ad interrompere tale fessurazione, quindi contribuisce a fermare longitudinalmente la fessurazione. La struttura altamente densa e dura del nodo non è in grado di variare a resistenza o la deformabilità della trave, né a compressione, né a trazione.
Troviamo nodi su qualsiasi tipo di asse in legno: tondame, tavolame, travi uso Fiume e uso Trieste e lamellare e la loro presenza, quindi, non rappresenta nè un vizio nè un danno del legno. Per quanto riguarda il blockhouse che utilizza legni masselli o glulam (lamellari) la discussione di carattere scientifico su un tema del numero dei nodi e della loro dimensione nelle travi in legno, è ancora molto incerto.
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Legno per uso strutturale
Valore Estetico dei Nodi
Da un punto di vista estetico non sempre i nodi sono percepiti come un difetto. Ad esempio, mobili rustici è ancora più apprezzato se ha dei nodi. Grenzile, toppaI pali sono ancora più naturali quando hanno i nodi. Talvolta però, ad essere particolarmente apprezzato è il legno massello con caratteristiche specifiche come nodi e venature marcate. Il legno di abete o di pino che presenta dei nodi, è molto apprezzato anche nel mondo dell’arredamento e del bricolage, tanto che viene utilizzato nel rivestimento degli interni per le venature e i disegni creati da questi “difetti” naturali. Talvolta però, proprio a causa di questa imperfezione, sono comunque ricercate, per la particolare bellezza che le venature assumono attorno al nodo, ulteriormente magnificabile in fase di finitura del manufatto. Questo articolo non è un appello contro i nodi, al contrario. Questo straordinario materiale che è il legno trasforma i difetti in qualità. Venature contorte, colorazioni, difetti di crescita sono solo alcuni esempi.
Altre Malformazioni e Patologie del Legno
Molto spesso gli alberi sono soggetti a malformazioni e patologie che si ripercuotono inevitabilmente sulla qualità finale del legname. Talune di queste malformazioni e patologie sono visibili ad occhio nudo come i nodi, le sacche di resina, gli imbarcamenti e le fessurazioni. Molte altre non sono rilevabili, né osservando la tavola esteriormente né tantomeno osservando esternamente l’albero, in quanto si manifestano soltanto nella fase di segagione. Le malformazioni congenite sono quelle che si rivelano durante la vita della pianta. Non sono dovute a particolari cause esterne ma sono vere e proprie anomalie legate alla sua crescita. Anche le patologie sono malattie che colpiscono la pianta durante la sua vita ma si originano a seguito di eventi esterni, siano essi di origine naturale, climatica, vegetale, animale o umana.
Le Fessurazioni
Le fessurazioni sono spaccature dovute al gelo o al ritiro stagionale del legno. Tali fessurazioni possono essere presenti sia longitudinalmente sia in testa alla tavola ed allargandosi provocano danni spesso irrimediabili alla struttura del legno.
Le Sacche di Resina
Sono molto comuni nelle conifere. Trattasi di cavità negli anelli del legno originatesi dall’improvvisa interruzione dei canali che trasportano la resina e che danno luogo alla continua fuoriuscita di questa sostanza anche in manufatti già lavorati.
Le Fibre Irregolari
Le fibre irregolari risultano visibili solo a segagione avvenuta. In questo caso le fibre non corrono in modo parallelo all’asse del tronco ma si contorcono, avviluppandosi su se stesse in forme spiraliformi o elicoidali, talvolta molto evidenti. Le cause di tale anomalia non sono del tutto chiare ma ne sembra comunque accertata la sua ereditarietà. Talvolta le condizioni climatiche come il vento e la tipologia di terreno, oltre che la vecchiaia dell’albero stesso ne determinano la malformazione.
Il Cuore Multiplo o Doppio Midollo
Il cuore multiplo è un’altra patologia che non è visibile ad occhio nudo ma solo a taglio del tronco avvenuto. Questa malformazione si manifesta quando due o più germogli, o getti, si sono sviluppati dallo stesso seme e con la crescita sono rimasti conglobati in una sola corteccia, creando un unico albero. Si chiama cuore multiplo perché osservando il tronco segato orizzontalmente si osservano due o più cuori in base al numero di germogli che con il tempo si sono fusi in un’unica pianta. Il cuore multiplo viene denominato anche doppio midollo, anche se in realtà quest’ultimo si genera in modo diverso, ovvero quando due piante, inizialmente separate ma molto vicine, si uniscono dando origine ad un tronco unico continuando tuttavia quest’ultimo a preservare, al suo interno, un doppio midollo. Tale fenomeno è conosciuto anche con il nome di concrescimento. La differenza tra cuore multiplo e doppio midollo può quindi rilevarsi nel momento in cui si genera la malformazione: alla nascita, dal germoglio, nel caso del cuore multiplo e durante la crescita per unione di due piante nel caso del doppio midollo. Anche in questo caso così come detto per le fibre irregolari, il legno che presenta tale malformazione è di difficile lavorazione, incontrando nella stessa tavola diverse venature contrastanti e di andatura irregolare. La piallatura non risulterà scorrevole e spesso si incorrerà nello strappo delle fibre, inconveniente che si verifica quando si lavora il legno non seguendo correttamente l’ andamento della venatura o addirittura lavorandolo contro vena (c.d. tear out).
Il Cuore Spostato
Sempre parlando del cuore del legno un’altra malformazione è la presenza del cuore spostato. Sezionando il tronco trasversalmente infatti è osservabile il cuore in posizione non centrale ma spostato verso l’esterno. Questo difetto è dovuto essenzialmente al luogo ed alle condizioni climatiche dove l’albero è cresciuto. Se l’albero si è sviluppato su un terreno scosceso presenterà il cuore spostato verso la montagna, così come se l’albero è cresciuto vicino ad un muro o ad un qualsivoglia ostacolo, presenterà il cuore spostato dalla parte dove l’albero poteva essere raggiunto dai raggi solari. Tale difetto è riscontrabile anche in quelle piante che non hanno potuto sviluppare in modo armonioso le proprie radici a causa di un impedimento (cemento, rocce, ecc.). Lo sviluppo degli anelli, nelle piante affette da questo tipo di problematica, risulterà non omogeneo. Questi evidenzieranno infatti una maggior ampiezza da un lato e risulteranno più stretti dall’altro, mostrando la caratteristica andatura ellittica.
Il Doppio Alburno o Lunatura
Gli alberi, come qualsiasi organismo vivente, sono particolarmente sensibili al clima dove vivono. Condizioni climatiche estreme come il troppo caldo, il troppo freddo, l’azione del vento e della pioggia possono talvolta interferire sul normale sviluppo causando alterazioni visibili sul tronco stesso o in una fase successiva, a segagione avvenuta. Quando le temperature sono troppo basse le piante gelano e si può generare l’alterazione del doppio alburno o lunatura. Il doppio alburno o lunatura viene determinato dalla morte delle cellule dell’alburno in seguito alle basse temperature. Questa zona priva di vita viene in seguito racchiusa dagli anelli esterni che non hanno risentito dell’azione del freddo e che hanno creato a loro volta un secondo alburno.
La Cipollatura
Il troppo caldo, il troppo freddo e il vento intenso possono provocare anche l’alterazione detta cipollatura. La cipollatura consiste nel distacco degli anelli della pianta che può essere totale o parziale. Il distacco parziale è meno grave, quello totale è più grave e provoca la creazione nello stesso tronco di due fusti, uno cilindrico interno e uno cavo esterno. Difficilmente è possibile accorgersi esternamente della presenza di tale difetto. Talvolta però, se il distacco si è verificato negli anelli più esterni, è possibile accertarne la presenza prima del taglio del tronco operando la pratica del martellamento della corteccia.
Aggressioni da Parassiti Animali, Vegetali e dall'Uomo
Le aggressioni che subisce un albero provengono spesso dallo stesso mondo naturale al quale esso stesso appartiene. Abbiamo già parlato dell’influenza, talvolta negativa, che può avere il clima nelle sue forme estreme di troppo caldo, troppo freddo, vento, piogge intense ecc. Talvolta l’albero viene attaccato dai funghi, che sono parassiti vegetali del legno. I funghi possono essere già presenti nell’albero in vita ma anche attaccare il tavolame già tagliato e messo a dimora. Sono dannose alla pianta anche tutte le specie vegetali che talvolta ricoprono il fusto dell’albero come l’edera, i muschi, i licheni ed il vischio. Oltre alle aggressioni vegetali, l’albero, ma soprattutto il tavolame già segato ed i mobili, possono essere oggetto di attacchi da parte di animali parassiti del legno.
Molto spesso trattasi di piccolissimi insetti, come gli xilofagi (comunemente conosciuti come tarli del legno) che, scavando lunghi cunicoli nelle vecchie masserizie e nelle vecchie travi (specialmente quando non trattate), ne diminuiscono la stabilità. In commercio esistono sostanze chimiche che combattono questi parassiti (come ad esempio la Permetrina) e rimedi pratici come lo stucco di legno con il quale è possibile chiudere gli antiestetici forellini tipici del legno tarlato. Il sistema comunemente usato consiste nell’applicazione sulla superficie da trattare della sostanza antitarlo tramite spennellatura e/o siringatura all’interno dei cunicoli ed alla successiva messa a dimora in luogo buio (meglio se dentro ad un sacco nero ben chiuso in modo da privare i tarli dell’ossigeno necessario). Potrebbe rivelarsi opportuno ripetere l’operazione più volte prima di poter ottenere il risultato desiderato. Molto spesso il legno tarlato è sinonimo di mobile antico ma occorre diffidare di taluni antiquari che cercano di “invecchiare” il mobile ad arte praticando dei forellini nel legno simulandone così la loro presenza.
Il tarlo appartiene alla famiglia dei coleotteri ma non è l’unico insetto che si nutre di legno. Anche le termiti, anch’esse xilofagi appartenenti alla famiglia degli isotteri, si nutrono della cellulosa presente nel legno ed attaccano spesso i mobili più vecchi. La loro opera di distruzione è invisibile, a differenza del tarlo che lascia un piccolo cumulo di polvere alla base del legno. Nelle zone marine temperate e tropicali anche altri tipi di insetti come le teredini distruggono il legname. Il tarlo e le termiti sono i più conosciuti parassiti animali del legno ma in natura ne esistono molti altri, meno noti ma ugualmente dannosi alla sua stabilità. Anche l’uomo con la sua azione può causare danni agli alberi. Non è il caso di trattare in questa sede il rapporto conflittuale tra uomo e natura.
Il Cuore Rosso
Il cuore rosso è una grave alterazione che ha luogo nella parte centrale del tronco. È riconoscibile dal colore più intenso che assume il cuore rispetto al resto della pianta (da qui la derivazione del suo nome).
La Stellatura
Le stellature sono provocate da tensioni interne al legno e si verificano lungo i raggi del tronco, dove il tessuto risulta più debole.
La Carie del Legno
La carie del legno si origina a causa dell’attacco di spore, conidi e frammenti di micelio, praticamente dei funghi che, penetrando all’interno del legno attraverso potature, insetti e ferite naturali, ne provocano lo strutturale indebolimento.