Quando si tratta di scegliere una chitarra classica, uno degli elementi più importanti da considerare è il legno utilizzato per la tavola armonica. Questa parte della chitarra è il cuore dello strumento, responsabile della proiezione del suono e della qualità tonale. Siano essi violini, pianoforti o chitarre, molti strumenti musicali sono costruiti con un legno di rara qualità, appartenente a una specie molto diffusa, cioè con legno di risonanza di abete rosso. Decisiva è l'attitudine della cassa armonica di entrare in vibrazione anche quando l'energia prodotta da una sollecitazione è minima, ma che allo stesso tempo sia in grado di resistere alla pressione esercitata dal ponte. Per far questo è necessario un legno che possiede proprietà parzialmente incompatibili, come l'elasticità e la resistenza alle sollecitazioni.
Il Legno di Risonanza: Definizione e Proprietà
Viene chiamato legno di risonanza o legno risonante il legno che è idoneo per la costruzione di strumenti musicali. Chi ascolta il suono emesso da un violino o da una chitarra, in realtà non sente le corde, ma le vibrazioni della cassa armonica la cui parte frontale viene fabbricata con legno di abete rosso. È proprio questa cassa armonica che, vibrando come una membrana, trasmette i suoni all'aria circostante. Il riferimento generico all'abete rosso va specificato, facendo riferimento preferibilmente all'abete rosso "di risonanza", così chiamato per le sue caratteristiche acustiche, che risultano ottimali per detti strumenti. Esso è un particolare tipo di abete rosso (spesso designato, commercialmente e in liuteria, col termine "abete maschio"), il cui legno presenta anomalie di accrescimento degli anelli annuali (cosiddette "maschiature") e da secoli viene ricercato dai liutai e costruttori per realizzare la tavola armonica di svariati strumenti musicali a corda, tra i quali strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli...) nonché clavicembali, pianoforti, chitarre classiche. Il legno di abete rosso è quello che combina al meglio queste caratteristiche.
L'Abete Rosso: Provenienza e Caratteristiche di Qualità
Ma dove si trova questo particolare legno? Il legno di risonanza di abete rosso che viene tradizionalmente utilizzato nell'ambito della liuteria proviene da secoli dalle foreste montane dell'Europa centrale e occidentale. La distribuzione delle aree di produzione si estende dal Giura fino ai Carpazi rumeni. Esse includono territori boschivi che si trovano nei seguenti paesi: Francia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria, Italia, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Romania e Ucraina. Gli abeti rossi di risonanza della Val di Fiemme sono famosi da secoli. Già Stradivari costruiva i suoi violini con le tavole di questi abeti. Anche nei boschi della Germania si trovano ottimi abeti di risonanza.
Criteri di Selezione e Condizioni di Crescita Ideali
Un tronco di legno da risonanza ideale deve essere il più possibile rotondo e diritto ed assomigliare a un cilindro a base circolare perfettamente verticale. Esso è privo di lesioni, marciumi e tracce di rami visibili su almeno 5 metri di lunghezza. Esso deve avere almeno 55 cm di diametro, anche se per alcune componenti più piccole bastano 45 cm. Il legno deve essere cresciuto in modo assolutamente regolare, vale a dire deve essere caratterizzato da anelli di accrescimento di larghezza omogenea, che possono essere al massimo di 2 mm per il violino e di 3-4 mm per il violoncello. Il legno di risonanza deve essere costituito da fibre legnose diritte (quindi non ritorte), mentre la proporzione del legno estivo, di colore più scuro, deve essere minima.
Poiché la stagione di crescita nelle regioni montagnose dura solo dai 3 ai 5 mesi a causa delle basse temperature, gli alberi hanno a disposizione poco tempo per formare un singolo anello di accrescimento. Questo rimane proporzionalmente più sottile e possiede poco legno tardivo. Le stazioni di produzione più idonee sono quelle che assicurano agli alberi un rifornimento regolare di acqua durante la stagione di crescita e che quindi rimangono umide anche durante i periodi di siccità, premessa indispensabile per una crescita regolare del legno. Esse sono più o meno protette dal vento (nessuna formazione di legno da compressione, di cretti o di tasche di resina) e non sono situate su pendii troppo ripidi alfine di evitare il legno di compressione.
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I forestali più esperti e i commercianti di legname da risonanza sono in grado di riconoscere alcune caratteristiche favorevoli alla produzione del legno di risonanza già in bosco, sugli alberi ancora in piedi. Sui tronchi accatastati o depositati nei piazzali delle segherie risulta poi più agevole riconoscere se un tronco è idoneo o meno per la fabbricazione di strumenti musicali. Gli alberi idonei per la produzione di legno da risonanza di regola non sono specificamente ricercati e tagliati, ma vengono utilizzati durante i normali tagli di diradamento e di rinnovazione del bosco eseguiti annualmente. Durante questi interventi i forestali o i commercianti di legno di risonanza possono riconoscere le caratteristiche di qualità auspicate e quindi procedere alla selezione dei tronchi più adatti alla produzione di legno di risonanza per la fabbricazione di strumenti musicali.
Il legno di risonanza è tuttavia un assortimento raro: "Nelle migliori foreste del Giura o delle Alpi è già da considerare un buon risultato se l'1% dei tronchi di abete rosso soddisfa le esigenze dei commercianti di legname di risonanza", afferma l'ingegnere forestale e violinista Philippe Domont. "Il legno di risonanza deve sempre essere segato in direzione radiale, in modo che gli anelli di accrescimento della tavola armonica siano disposti verticalmente. Solo in questo modo la cassa armonica è in grado di sopportare la pressione esercitata dal ponte durante decenni o addirittura secoli, senza subire deformazioni" aggiunge Domont. Lavorandole in direzione radiale si preparano inoltre delle tavolette di legno che, anche in caso di variazioni dell'umidità, "lavorano" molto poco, cosicché l'intera cassa di risonanza dello strumento difficilmente si deforma.
La Struttura della Tavola Armonica negli Strumenti Musicali
La tavola armonica, indipendentemente dallo strumento, svolge un ruolo cruciale nell'amplificazione del suono. Nel violino è la parte superiore della cassa su cui poggia il ponticello. Nel pianoforte è la tavola su cui poggia il telaio. Ha la funzione di amplificare le vibrazioni prodotte dalle corde creando le onde sonore. È evidente che la massa d'aria messa in movimento da ogni singola corda è minima, di conseguenza il volume di suono generato sarà basso. La tavola armonica è costituita da un insieme di tavolette di abete (bianco o rosso a scelta del costruttore) di risonanza. Le tavolette di abete vengono incollate una di fianco all'altra fino a raggiungere un'ampiezza sufficiente per la tavola del pianoforte al quale è destinata. Tali tavolette sono di spessore variabile, generalmente oscillante fra i cinque e i dieci millimetri. Infatti la tavola armonica non presenta lo stesso spessore su tutta la superficie ma spessori variabili nelle diverse zone della tavola stessa. Tali differenze di spessore si ottengono con un accurato lavoro di pialla da parte di personale molto esperto ed è uno dei segreti che ogni costruttore si guarda bene dal divulgare.
Altra basilare caratteristica della tavola armonica è la cosiddetta curvatura che noi in italiano chiamiamo carica. La carica viene data per poter meglio contrastare la pressione delle corde ed accogliere le vibrazioni che dalle corde vengono trasmesse alla tavola stessa. Per ottenere che la carica si mantenga nel tempo sul dorso della tavola armonica vengono incollate le catene che hanno esattamente il compito di dare la carica alla tavola e di mantenerla il più a lungo possibile. Sull'altro lato della tavola armonica, cioè sul lato anteriore, si trova il ponticello sul quale appoggiano le corde e che ha il compito di trasmettere le vibrazioni dalle corde alla tavola. Il ponticello è sempre diviso in due parti per effetto dell'incrocio delle corde. Si intuisce che tutti gli incollaggi vanno eseguiti alla perfezione poiché dovranno durare tutta la vita del pianoforte.
La Crescita dei Boschi di Montagna Riprodottata nello Strumento: Il Caso del Violino
La maestria nella costruzione di una tavola armonica si manifesta anche nella sua composizione, come ben illustrato nel caso del violino. La tavola armonica di un violino è realizzata quasi sempre assemblando due tavolette di legno gemelle tagliate in modo perfettamente simmetrico, in quanto sono estratte dalla medesima sezione del tronco di una albero. In corrispondenza della metà dello strumento esse vengono assemblate in modo che gli anelli di accrescimento annuali più esterni di un albero, vale a dire il legno più giovane, vengano a trovarsi verso il centro dello strumento. Spesso gli anelli di crescita situati al bordo dello strumento sono più larghi rispetto a quelli situati in mezzo, poiché l'albero in quel momento era più giovane e cresceva quindi più rapidamente. È piuttosto facile contare gli anelli annuali dell'albero sullo strumento musicale. Una metà di un violino presenta in genere almeno 50 anelli di crescita, numero che non di rado sale anche a più di 100 e talvolta anche a 200. Per la costruzione di violini il legno di risonanza di abete rosso viene usato quale prima scelta pregiata per realizzare le tavole armoniche, ciò le coperture frontali provviste dei due tipici intagli chiamati "effe". Per il fondo del violino è invece usuale impiegare legno di acero. A volte anche altri legni sono definiti come legno di risonanza, anche se le loro caratteristiche acustiche non sono altrettanto ragguardevoli. Questo vale in particolare per il legno di acero "fiammato", le cui caratteristiche decorative e la sua rigidità lo fanno apprezzare dai liutai soprattutto per costruire i fondi delle casse armoniche e i manici di viole, violoncelli e chitarre.
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Legni per Chitarra Classica: Abete Engelmann e Cedro a Confronto
Nel mondo delle chitarre classiche, la scelta del legno per la tavola armonica è un punto focale per i musicisti, con due protagonisti principali: l'abete e il cedro. Ogni chitarrista classico si trova prima o poi di fronte alla scelta del legno per la tavola armonica: abete rosso o cedro. Sono i due legni di risonanza più comuni usati nella liuteria di chitarre classiche, e ciascuno offre caratteristiche acustiche distinte e risponde in modo diverso al tocco, al tempo e all’ambiente. Due delle opzioni più popolari tra i liutai e i musicisti sono l’abete Engelmann e il cedro. L’abete rosso, in particolare il tedesco e l’Engelmann, è apprezzato per la sua densità e rigidità, che permettono una risposta dinamica e una separazione superiore tra le voci. Il cedro rosso occidentale, più morbido e scuro nel timbro, offre un suono pieno e ricco di armonici sin dalle prime note.
Tavola Armonica in Abete Engelmann: Brillantezza e Dinamismo
L’abete Engelmann è un legno che si distingue per la sua capacità di produrre un suono brillante, chiaro e potente. Il timbro dell’abete Engelmann è chiaro e brillante, con una risposta dinamica eccellente che lo rende versatile per diversi stili musicali. L’abete produce armonici brillanti e si presta a opere contrappuntistiche come le suite per liuto di Bach. L’abete è noto per avere più “headroom” e maturare col tempo. Dal punto di vista tecnico, l’abete richiede maggiore partecipazione della mano destra per sviluppare il suono, offrendo un maggiore controllo espressivo. L’abete è più rigido e leggero, consentendo barrature più sottili e maggiore proiezione. Il legno viene selezionato anche in base all’invecchiamento. L’abete migliora col tempo, mentre il cedro si stabilizza presto ma resta costante. Chi viaggia spesso può preferire l’abete per la sua proiezione. L’abete mostra più facilmente l’usura e aiuta a valutare l’effetto della tecnica sul suono.
Tavola Armonica in Cedro: Calore e Profondità
Il cedro è un legno che si distingue per la sua capacità di produrre un suono caldo, ricco e avvolgente. Il cedro, al contrario, è caratterizzato da un timbro caldo e complesso, ideale per repertori classici che richiedono espressività e profondità. Il cedro, invece, valorizza il fraseggio espressivo e il calore lirico. Il cedro, al contrario, raggiunge il suo pieno potenziale sin da subito e mantiene nel tempo un carattere timbrico stabile. Il cedro, essendo più morbido, è più soggetto a urti se non conservato correttamente. Il cedro, più smorzato e flessibile, predilige barrature tradizionali a ventaglio. Il legno viene selezionato anche in base all’invecchiamento. Il cedro si stabilizza presto ma resta costante. Chi esegue brani espressivi fingerstyle può orientarsi sul cedro. I modelli in cedro sono più sensibili se non custoditi bene. Il cedro, più opaco, nasconde meglio i segni.
Confronto Dettagliato: Abete Engelmann vs. Cedro per Chitarre Classiche
La scelta tra abete Engelmann e cedro per la tavola armonica di una chitarra classica dipende in gran parte dalle preferenze individuali del musicista e dal genere musicale. Abete non è “meglio”, cedro non è “più caldo”. Ognuno offre qualcosa di unico. Molti chitarristi professionisti possiedono entrambi i tipi. Alcuni ordinano una chitarra in cedro per ambienti intimi e una in abete per il palco. Serie come la Córdoba Luthier offrono modelli con entrambi i top, mostrando il contrasto con costruzioni simili. È fondamentale che la scelta delle corde rispetti il top. Ecco una tabella comparativa delle loro caratteristiche principali:
| Caratteristica | Abete Engelmann | Cedro |
|---|---|---|
| Proiezione Sonora | Incisiva e brillante, ideale per grandi ambienti e situazioni dove la presenza sonora è fondamentale. | Più morbida, con calore avvolgente che riempie lo spazio. |
| Timbro | Chiaro, brillante, con eccellente risposta dinamica; versatile per diversi stili. Produce armonici brillanti, adatto a opere contrappuntistiche. | Caldo, complesso, ideale per espressività e profondità nei repertori classici. Valorizza il fraseggio lirico. |
| Risposta Dinamica | Altamente reattivo e dinamico, immediata al tocco. Richiede maggiore partecipazione della mano destra per sviluppare il suono. | Più smorzato e flessibile. |
| Invecchiamento | Migliora col tempo, offrendo più “headroom” e maturando acusticamente. | Raggiunge il pieno potenziale sin da subito, mantenendo un carattere timbrico stabile nel tempo. |
| Struttura / Rigidità | Più rigido e leggero, consente barrature più sottili e maggiore proiezione. | Più morbido, predilige barrature tradizionali a ventaglio. |
| Sensibilità Ambientale | Meno sensibile, ma mostra l'usura più facilmente, aiutando a valutare l'effetto della tecnica sul suono. | Più sensibile a urti, umidità e temperatura se non custodito correttamente; più opaco, nasconde meglio i segni. |
| Uso Tipico | Ideale per esibizioni, stili che richiedono dinamica, chiarezza e separazione delle voci. Preferito da chi cerca proiezione in viaggio. | Eccellente per repertorio classico che richiede profondità espressiva e calore lirico, per il fingerstyle e ambienti intimi. |
Altri Strumenti e Innovazione nel Suono
L'importanza del legno di risonanza non si limita alle chitarre, ma abbraccia un vasto panorama di strumenti, trovando nuove espressioni anche in innovazioni tecnologiche. Non solo nel violino o nella chitarra il legno di abete rosso dà la "tonalità sonora", ma anche in altri strumenti per i quali si è scelto di realizzare la componente risonante in legno: pianoforte, clavicembalo, viola, violoncello, contrabbasso, cembalo, arpa, cetra … oltre che per alcune parti degli organi. Se a questa lista si aggiungono anche altri strumenti musicali a fiato o a percussione costruiti con legni di latifoglie, risulta lampante che il bosco rappresenta la principale fonte di materie prime per chi produce musica!
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Opere Sonore: L'Innovazione del Legno che Suona
L'applicazione del legno di risonanza non si ferma alla creazione di strumenti tradizionali, ma si estende a nuove frontiere, come dimostrano i diffusori acustici Opere Sonore. Ci sono un modo giusto e un modo sbagliato per ascoltare la propria musica preferita. E se ti dicessimo che tutti, nelle proprie case, seguono il secondo? Solo con Opere Sonore il suono riprodotto è naturale, autentico e profondamente emozionante, come dal vivo. Grazie al miglior legno di risonanza della nostra magnifica valle, alle preziose conoscenze nel campo della liuteria artigianale e alla lunga esperienza nella lavorazione del legno armonico, abbiamo potuto innovare il mondo della fruizione musicale. Questi peculiari diffusori acustici mettono a nudo il legno che suona in tutta la sua naturalezza, con la tavola armonica che diventa di volta in volta la tela di un quadro, il corpo di una scultura.
I nostri diffusori acustici offrono un’esperienza completa: con Opere Sonore la musica si sente, si vede e si tocca. È sufficiente infatti appoggiare le dita sulla tavola di risonanza per percepire distintamente la vibrazione della membrana in legno, e quindi la musica pulsante e viva attraverso la quale questi dispositivi riescono a diffondere il suono. Come anticipato, è la vibrazione della tavola in legno di risonanza a diffondere il suono, arricchendo un ambiente con quelle stesse note che appagano il nostro orecchio quando ascoltiamo musica dal vivo. Le vibrazioni vengono trasmesse alla tavola da uno speciale trasduttore. Nel caso delle Opere Sonore della linea principale abbiamo due tavole armoniche, posizionabili liberamente nello spazio, stimolate attraverso il trasduttore da un affascinante amplificatore valvolare stereo, oppure da un più moderno amplificatore in classe D. Nel caso delle Opere Sonore in edizione limitata, invece, c’è una sola tavola armonica monofonica, che presenta due differenti trasduttori. Con i normali sistemi audio è necessario come noto stabilire una precisa triangolazione tra i punti di diffusione e il punto di ascolto. I nostri diffusori acustici naturali, invece, irradiano il suono in tutte le direzioni, così come avviene con le tavole armoniche di pianoforti, violini, chitarre, arpe e via dicendo. La disposizione delle Opere Sonore nella stanza può così essere scelta liberamente in base alle proprie esigenze di design d’interni e di arredo.
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Miti e Realtà: Il Legno di Risonanza e gli Stradivari
Nonostante l'eccellenza del legno di risonanza sia ampiamente riconosciuta, attorno ad esso e ai grandi maestri liutai, come Stradivari, si sono sviluppati miti e leggende che meritano di essere analizzati. Pochi prodotti sono circondati da tante leggende quanto i violini, soprattutto quelli di Stradivari (1644 -1737). Tuttavia, molte delle affermazioni non hanno alcuna base scientifica, soprattutto quelle riguardanti i "segreti" di fabbricazione del maestro. Test ciechi condotti scientificamente in presenza di musicisti e liutai esperti dimostrano regolarmente (ad esempio, Fritz, 2012) che, sebbene alcuni Stradivari siano eccellenti, i violini moderni sono preferiti in termini di timbro e di potenzialità esecutiva. Storicamente, innumerevoli libri hanno tentato di svelare i "segreti" della manifattura (origine del legno, trattamento del legno, verniciatura, forma ad arco, etc.), tutti basati su un falso presupposto di partenza - ovvero la "supremazia" dello Stradivari in termini di tono.
Inoltre, non c'è ragione di credere che la qualità del legno degli abeti montani sia cambiata negli ultimi secoli, anche se sono state osservate diverse ondate di freddo (piccola era glaciale tra il 1300 e il 1850 circa, con meno di 1°C di raffreddamento in media). In effetti, la scelta del legno di risonanza per la costruzione di violini è sempre stata sufficiente per i liutai di varie altitudini, coprendo tutte le condizioni di crescita in vari climi. I progetti per modificare le proprietà del legno rendendolo più leggero (ipotesi: Stradivari aveva legni migliori, più leggeri, grazie alla piccola era glaciale), non soddisfano realmente un'esigenza dei liutai, anche se portano nuove interessanti conoscenze sul materiale legnoso.