Caratteristiche e Tipologie degli Strumenti Musicali in Palissandro

Cosa rende una chitarra in palissandro così speciale? Se sei un chitarrista, probabilmente anche tu hai partecipato a più di una discussione su quale sia il miglior legno per le chitarre acustiche. Ciò che è certo, è che il palissandro ha avuto sempre un ruolo di primo piano in questo dibattito. Nel corso degli anni, il palissandro si è rivelato il legno prediletto per determinati stili musicali. È un legno pregiato fornito da varie specie di papiglionacee appartenenti ai generi Dalbergia e Pterocarpus e adoperato per oggetti di lusso, strumenti musicali e intarsi.

Proprietà e Qualità Sonore del Palissandro

Il palissandro è un legno duro e pesante, caratterizzato da una colorazione che varia da tonalità marroni a rosse e viola scuro. È un legno con alburno e durame ben differenziati per l’ampia gamma di colorazione, che gli conferisce un aspetto estetico unico. Dal punto di vista sonoro, il palissandro è noto per produrre un suono caldo, ricco di armonici e con una buona risposta nei bassi e nei medi.

Il legno di palissandro è molto resistente e propenso alla sagomatura in presenza di vapore che lo ammorbidisce temporaneamente, rendendolo più elastico e lavorabile. Si lavora facilmente sia a mano sia a macchina, sebbene il palissandro indiano faccia eccezione: è difficile da lavorare poiché i depositi calcarei che si trovano in alcuni vasi conduttori possono causare il cosiddetto effetto blunting.

Le Diverse Varietà di Palissandro

È importante sottolineare come esistano diverse tipologie di palissandro (nome scientifico Dalbergia), come Violetta, Rosa di Bahia, Palissandro dell’India e del Brasile. Sono infatti questi ultimi due paesi a ospitare il maggior numero di questi esemplari. La specie brasiliana può raggiungere i 38 metri di altezza e tutti gli alberi sono dotati di un legno particolarmente duro e apprezzato nel mondo. Il palissandro dell’India e quello del Brasile, che sono le specie più diffuse, sono rispettivamente di colore porpora-marrone e marrone dorato.

La scelta della specie di palissandro è molto importante, poiché il colore e la densità possono variare notevolmente. Di seguito una tabella comparativa:

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Varietà di Palissandro Provenienza Densità (kg/m³) Colore Caratteristico
Violetta (Dalbergia Cearensis) Brasile 1200 Viola-marrone che sfuma sul nero
Rosa di Bahia (Dalbergia frutescens) Brasile 960 Giallo-rosa salmone
Palissandro Indiano (Dalbergia latifolia) India orientale Non specificato Porpora-marrone
Palissandro Brasiliano (Dalbergia nigra) Brasile Non specificato Marrone dorato, bruno o violetto porporino
Palissandro del Madagascar (Dalbergia greveana) Madagascar Non specificato Non specificato (simile ad altre Dalbergia)
Cocobolo (Dalbergia retusa) Messico meridionale, America Centrale Non specificato Molto colorato
Bubinga (Guibourtia demeusei) Africa occidentale Non specificato Venature ad "incastro" con sfaccettature contrastanti
Narra (Pterocarpus indicus) Sud-Est asiatico, Indonesia e Malesia Non specificato Non specificato
Palissandro d'Africa (Pterocarpus erinaceus) Africa Non specificato Alburno giallastro e durame bruno-nerastro

Il Palissandro nella Costruzione di Chitarre Acustiche

Quando si tratta di realizzare delle chitarre acustiche di qualità, la scelta del legno è sicuramente fondamentale nel dare forma al suono e al carattere di uno strumento. Tra le varie alternative a disposizione dei brand, il palissandro occupa sicuramente un posto d’onore in quanto è spesso considerato come uno dei legni più pregiati. Le chitarre in palissandro, considerato come gruppo, hanno un suono ricco di riverbero con molte sfumature e sustain. Il risultato è una fusione delle singole note in un accordo; questo effetto è meno evidente nelle chitarre che hanno dimensioni della cassa più piccole, ed è più evidente nei formati più grandi con una cassa più profonda come nelle dreadnoughts. Se ami un suono scuro, “chimey”, probabilmente ti piacciono le chitarre in palissandro.

Pro e Contro dell'Uso del Palissandro

Il palissandro offre numerosi vantaggi, ma presenta anche alcune sfide:

  • Pro:
    • Suono caldo ed equilibrato: la struttura del palissandro migliora la chiarezza delle note e consente allo strumento di esprimere al meglio tutte le sue sfumature.
    • Suonabilità e feeling: i manici e le tastiere in palissandro sono comodi da suonare e offrono un feeling di alto livello.
    • Versatilità: il suono bilanciato del palissandro consente alle chitarre di adattarsi a qualsiasi stile musicale.
    • Estetica: il colore e la presenza del palissandro rendono le chitarre acustiche più impattanti dal punto di vista estetico.
  • Contro:
    • Costo: il palissandro è uno dei legni più costosi e questo maggior prezzo viene spesso traslato sul consumatore.
    • Sostenibilità: alcune specie di palissandro sono protette ed è necessario adottare iniziative di approvvigionamento sostenibile per garantirne la fornitura.
    • Peso: il palissandro è un legno denso e pesante. Ecco perché le chitarre in palissandro sono mediamente più pesanti rispetto ai modelli con legni più leggeri.
    • Deterioramento: la densità rende il palissandro anche più soggetto al deterioramento nel corso del tempo.

Esempi di Chitarre Acustiche in Palissandro: La Serie Taylor 400

Nelle Taylor della serie 400, il palissandro ne è un assoluto protagonista. Vediamo tre esempi significativi.

Taylor 417e-R

La Taylor 417e-R fa parte della serie Grand Pacific, una forma che prende ispirazione dalle classiche dreadnought ma che presenta linee più arrotondate e armoniose. Il suo design è fluido e il contrasto tra binding bianco e la verniciatura scura accentua le curve eleganti della tavola armonica. Questa chitarra offre un volume notevole, soprattutto se suonata in strumming. Il carattere dello strumento si caratterizza da frequenze medie leggermente compresse ma con una dinamica controllata. La presenza del palissandro amplifica alcune frequenze specifiche, donando un suono bilanciato, perfetto sia per lo strumming che per il fingerstyle. Nonostante le sue dimensioni importanti e la cassa grande, la 417 è molto morbida e comoda da suonare. Le finiture sono di alta qualità, con una verniciatura sunburst che lascia intravedere le venature del legno. Il manico satinato è scorrevole, mentre il binding bianco e gli intarsi della tastiera sottolineano ancora una volta il pregio di questo strumento. La 417, quindi, si posiziona come una chitarra acustica versatile, eccellente per lo strumming, con un attacco deciso e un sustain notevole.

Taylor 414ce-R

La Taylor 414ce-R è un modello leggermente più piccolo e maneggevole che preserva la scala lunga e aggiunge un cutway veneziano. La sua forma è la Grand Auditorium, progettata da Bob Taylor nel 1994 ed è il perfetto mix di dreadnought e concert, risultando una chitarra estremamente versatile. Infatti, si rivela perfetta sia per il fingerstyle che per lo strumming, con una resa sonora che si caratterizza da frequenze medio-alte ben presenti. Il suono sembra avere un low-cut ideale per inserirsi facilmente in un mix con altri strumenti. Rispetto alla 417, la 414 ha melodie più presenti e più rotonde, con un’equalizzazione che privilegia le medie frequenze. Pertanto, il suono che se ne ottiene è compresso e ricco di armoniche, rendendola perfetta per situazioni musicali dal vivo e in studio. Questa chitarra, inoltre, si integra perfettamente in un contesto di band, non interferendo con altri strumenti. La 414, quindi, è uno strumento tuttofare, adatta a qualsiasi stile. Inoltre, è dotata di un sistema di amplificazione Taylor ES2 che sfrutta tre pickup dietro il ponticello.

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Taylor 412ce-R

In ultima analisi, la Taylor 412ce-R è il modello più piccolo, caratteristica che non inficia in alcun modo con il volume, il quale rimane sorprendente. Infatti, grazie al sistema di bracing V-Class di Taylor, questa chitarra sfrutta la sua costruzione che amplifica il volume e il sustain, garantendo un’intonazione eccezionale su tutta la tastiera. Il design tiene a bada le sovrarmoniche, mentre il palissandro offre un suono caldo e rende le note rotonde e piacevoli. Con una scala corta e un corpo compatto, la Taylor 412 è dotata di un manico leggermente più largo che agevola il chitarrista nel fingerstyle. Nel complesso, si rivela perfetta per le registrazioni in studio e per l’uso dal vivo, in quanto si inserisce nel mix senza prevaricare sugli altri strumenti. Tuttavia, quando si abbassa l’accordatura, è possibile che perda un po’ di presenza in termini di frequenze basse, anche se ciò si traduce in corde più morbide e più semplici da suonare.

Taylor 417e-R Tobacco Sunburst - Recensione e Test

Palissandro a Confronto con Altri Legni per Chitarre

Molti chitarristi hanno un’idea abbastanza concreta di come suonano le chitarre in mogano rispetto a quelle in palissandro, anche perché aziende come la Martin&Co. ci hanno fornito per decenni elementi di comparazione. Confrontando alcuni modelli della stessa epoca, come D-18 e 000-18 (in mogano) e D-28 e 000-28 (palissandro) si potranno sentire le differenze tonali fra le due tipologie di legno. Grazie anche a Taylor e Larrivèe sono possibili tali comparazioni, fra acero e mogano o palissandro. Per avere un’idea attendibile di come suonano legni diversi, è necessario comparare chitarre identiche tranne che per l’essenza utilizzata per il fondo e le fasce. Confrontare una small-body fatta in palissandro Indiano con una dreadnought fatta in Mogano non è molto utile perché i due strumenti sono molto dissimili.

Se si confrontano due Taylor GA, una con fondo e fasce in mogano e tavola in cedro e una con fondo e fasce in palissandro Indiano e tavola in Sitka, non si saprà riconoscere la differenza fra il mogano e il palissandro in quanto la tavola armonica è differente. Quando si paragonano chitarre di marche diverse, si è ancora più alla deriva perché i modelli adottano sistemi di incatenature diverse oltre ad avere altre differenze di progetto che contribuiscono al suono. Da non sottovalutare la differenza di suono che viene da diversi musicisti; anche due chitarristi che suonano con lo stesso plettro produrranno suoni differenti.

Sostenibilità e Alternative al Palissandro Tradizionale

La sostenibilità è una preoccupazione crescente: alcune specie di palissandro sono protette ed è necessario adottare iniziative di approvvigionamento sostenibile per garantirne la fornitura. Molta della ricerca verso legni duri tropicali è stata mossa dal desiderio di trovare delle valide alternative ai legni in via di estinzione, come il palissandro brasiliano.

Considerando i problemi ambientali riguardo il palissandro Brasiliano e quello del Madagascar (ambedue specie a rischio estinzione), e il miglioramento nei sistemi di raccolta delle polveri, il Cocobolo (Dalbergia retusa) è diventata una valida alternativa al palissandro Indiano (East Indian rosewood-Dalbergia latifolia), essenza molto più disponibile. Il Cocobolo è noto da tempo come una varietà di palissandro molto colorata, dura e dal bel suono, ma è stata evitata per decenni perché le polveri provocavano reazioni allergiche a molti lavoratori del settore. Anche se il Cocobolo e l'African Blackwood sembrano molto diversi, il suono che restituiscono è molto simile nonostante il fatto che l’African Blackwood è ancora più denso del Cocobolo.

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Il Bubinga (Guibourtia demeusei), a volte chiamato "palissandro Africano" (nonostante il fatto che la Didelotia africana non sia nella famiglia Dalbergia), è un ottimo esempio di legno denso e piuttosto pesante che si traduce in eccellenti chitarre dal suono particolare. Grazie in parte alle sue venature ad “incastro”, il bubinga mostra spesso sfaccettature contrastanti che riflettono alla luce regalando al legno una sensazione di movimento. "Waterfall Bubinga" è ora un termine riconosciuto, molto simile a "Fiddleback maple", e la popolarità dei legni con tale impatto visivo ha portato molti liutai, per attirare l’attenzione sui loro strumenti, a fare affidamento alla bellezza naturale del fondo e delle fasce piuttosto che ad intarsi e decorazioni. Il Bubinga e altri legni esotici con figurazioni inusuali a volte vengono descritti come “chatoyance”, una parola che veniva usata per le pietre preziose che cambiano colore a seconda di come sono volte verso la luce.

Altri Usi e Curiosità sul Palissandro

La sua resistenza e la bellezza di tale legno vennero apprezzate già dai tempi dell’Assolutismo, quando Luigi XV e Luigi XVI lo scelsero per la realizzazione dei mobili delle proprie dimore. Il palissandro si utilizza oggi per mobili e arredi su misura di elevato pregio, mentre con le specie più diffuse si realizzano anche strumenti musicali e piccole imbarcazioni.

Dal legno di palissandro si ricava un olio al profumo di rosa (non a caso in inglese l’albero di palissandro si chiama rosewood) ed è un ingrediente essenziale per il celeberrimo profumo n. 5 di Chanel.

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