Posa Corretta del Parquet: Spessore della Colla e Metodi di Installazione

Quando si parla di posa parquet, i principali metodi per la messa in opera di un pavimento in legno sono: posa incollata, posa inchiodata e posa flottante, conosciuta anche come galleggiante. La scelta del metodo e dei materiali appropriati è cruciale per la durata e la stabilità del pavimento. Se la scelta del tipo di parquet è importante e l'importanza di avere un bravo parchettista è fuori discussione, altrettanto lo è la scelta della giusta colla per un pavimento in legno.

La Posa Incollata del Parquet

La posa con colla è indicata soprattutto per il parquet classico in legno massello o i prefiniti da 10mm. Questo tipo di posa, adatta per sottofondi consistenti e ben livellati, prevede l'utilizzo di collanti bicomponenti o monocomponenti poliuretanici. La posa incollata del parquet si esegue applicando l’adesivo direttamente sul sottofondo, avendo cura di stendere una piccola quantità anche sulle testate degli elementi.

Su una base ben asciutta e livellata si passa uno strato di colla dove poi si appoggeranno i listelli. Per incollare al meglio i listoni si batte con un martello appoggiando un pezzo di legno sui listelli da fissare. Questa operazione è estremamente delicata perché ogni calpestio del pavimento non ancora asciutto può rovinare il perfetto livellamento del legno. I lati lunghi devono restare liberi per consentire i normali movimenti di assestamento del legno. La posa incollata è la più stabile nel tempo per il parquet. Grazie al fissaggio diretto al sottofondo, riduce i movimenti del legno e garantisce una maggiore aderenza.

Per l’installazione a colla, è necessario aggiungere circa +1-2 mm per l’adesivo all'altezza complessiva del pavimento. Solo se necessario, il livellamento aumenta ulteriormente l’altezza complessiva.

L'Importanza della Colla nel Parquet

Non occorre avere una lunga esperienza per immaginare quanto sia difficile tenere fermo un prodotto "vivo" come il legno su di un massetto cementizio. A differenza di altri prodotti, come marmi e piastrelle, il legno si muove, reagisce alla presenza di eccessi di umidità così come ad ambienti troppo secchi. Ebbene il collante deve avere il giusto equilibrio tra l'elasticità necessaria per ammortizzare questi movimenti e la tenacia per trattenere un pavimento "nervoso".

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Utilizzare il collante più corretto significa prolungare la vita al tuo parquet. La premessa è che, come per molte sostanze chimiche, vale la legge della quantità: a concentrazioni infinitesimali il botulino usato in cosmesi da esiti positivi, ma aumentandone la quantità può uccidere. Ebbene questo vale anche per le sostanze che vengono rilasciate dai collanti che non comportano rischi degni di nota dopo la consegna del parquet. La quantità di sostanze volatili che vengono emesse dopo la posa sono decisamente trascurabili, anche per soggetti sensibili quali bambini e/o allergici.

Tipologie di Colla per Parquet

Quando si parla di posa incollata del parquet, molti immaginano che esista “una colla per il legno” valida in ogni situazione. In realtà non è così: negli anni sono state sviluppate diverse tipologie di adesivi, ciascuna con caratteristiche specifiche, e scegliere quella giusta fa una grande differenza sulla durata e la stabilità del pavimento.

Colla Poliuretanica

Per molto tempo la colla più utilizzata è stata quella poliuretanica. È un adesivo molto resistente, capace di garantire un’ottima presa anche su supporti difficili e con parquet massello, cioè legno pieno. Proprio per questa sua forza è stata considerata a lungo lo standard di riferimento. Tuttavia ha anche alcuni limiti: è meno elastica rispetto alle tecnologie più recenti e contiene sostanze (come gli isocianati) che richiedono maggiore attenzione durante la posa. Oggi viene ancora utilizzata, ma in molti casi è stata affiancata o sostituita da soluzioni più evolute. Esiste anche la colla monocomponente poliuretanica da applicare sotto forma di cordoncini molto elastici.

Colla Silanica (MS Polymer)

Negli ultimi anni, infatti, si sono diffuse le colle cosiddette silaniche, spesso indicate anche come MS Polymer. Si tratta di adesivi più moderni, progettati per essere elastici e per accompagnare i naturali movimenti del legno senza creare tensioni. Questo è un aspetto fondamentale soprattutto nelle case di oggi, dove sono sempre più presenti impianti di riscaldamento a pavimento e condizioni ambientali variabili. Un altro vantaggio importante è legato alla salubrità: queste colle hanno emissioni molto basse di sostanze volatili e non contengono solventi o componenti particolarmente aggressivi. Per questo motivo sono diventate, nella pratica quotidiana, la scelta più diffusa per la posa del parquet prefinito.

Colla Vinilica

Esistono poi altre tipologie di adesivi, che però hanno un ruolo più limitato. Le colle viniliche, ad esempio, sono molto conosciute nel mondo del legno perché semplici da usare e a base acqua, ma non sono adatte per incollare parquet su un massetto. La loro resistenza all’umidità è ridotta e non hanno l’elasticità necessaria per sopportare i movimenti del legno: vengono utilizzate piuttosto per lavorazioni di falegnameria o incollaggi secondari. La colla per incollare tra loro gli elementi della pavimentazione in corrispondenza degli incastri perimetrali è normalmente una colla vinilica liquida (di solito fornita in bottigliette con beccuccio).

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Colla Epossi-Poliuretanica

Ci sono anche adesivi bicomponenti di tipo epossi-poliuretanico, che offrono prestazioni molto elevate in termini di adesione e resistenza. Sono prodotti più tecnici, utilizzati in situazioni particolari, ad esempio quando il supporto è critico o quando si richiede una presa molto forte. Di contro, sono meno elastici e più complessi da gestire in cantiere, motivo per cui oggi vengono impiegati solo in casi specifici. I due componenti sono costituiti da una resina liquida modificata con additivi vari e cariche rinforzanti e da un induritore in grado di reagire con la resina liquida. Esse sono esenti da acqua e contengono pochi solventi o ne sono esenti. Grazie a queste caratteristiche non deformano il legno.

Colla a Base Acqua

Infine, vale la pena citare le vecchie colle a base acqua utilizzate in passato anche per il parquet. Oggi sono considerate superate: introducono umidità nel legno e possono causare deformazioni o problemi nel tempo. Sono costituite da dispersioni acquose di resine sintetiche (per esempio: Acetato di polivinile), modificate con sostanze rinforzanti e plastificanti. Con le tecnologie attuali non ha più senso utilizzarle per la posa primaria del parquet.

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Indicazioni per l'Uso Corretto della Colla

È fondamentale utilizzare collante in quantità e qualità adatte alla posa di parquet secondo le indicazioni fornite dal produttore; tassativamente non impiegare adesivi all'acqua o che possono alterare la stabilità dimensionale degli elementi in legno.

Spessore del Parquet: Quale Scegliere

Qui di seguito si danno alcune indicazioni per orientare il consumatore non esperto verso una corretta decisione informata circa quale spessore di parquet scegliere. Il confronto qui si limita esclusivamente al parquet stratificato, che comunque rappresenta oltre il 90% dell’attuale mercato italiano del parquet.

Spesso, la scelta dello spessore è obbligata dallo spessore lasciato dal muratore nelle linee di separazione tra il parquet e altri pavimenti (ad esempio, il grés in bagno o in cucina) o dallo spessore libero sotto gli infissi o il portone blindato. Quando, invece, la scelta non sia vincolata, si può decidere basandosi sui pro e i contro che ciascuno spessore ha nei confronti dell’altro.

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  • Lo spessore di 10mm consente una maggiore trasmittanza termica ed è quindi preferibile in caso di riscaldamento a pavimento. La trasmittanza termica è direttamente proporzionale alla densità del legno ed inversamente allo spessore. Tuttavia, una tavola di spessore 10mm e di larghezza 250mm è maggiormente a rischio, a parità di altre condizioni, che si deformi.
  • Lo spessore di 15mm consente di aumentare notevolmente le dimensioni della tavola senza che ciò ne pregiudichi la stabilità. Questo vale soprattutto per la larghezza della plancia, mentre è meno rilevante sulla lunghezza. Questo spessore è anche ottimale per la posa flottante.

Le norme UNI indicano in 14mm lo spessore minimo per poter realizzare un pavimento con parquet stratificato con posa flottante, ovvero non incollata alla superficie su cui si appoggia. In realtà, però, le norme UNI, a parziale deroga, consentono ai singoli produttori di far testare il proprio prodotto di spessore inferiore per la posa flottante e autorizzarne in scheda tecnica la posa flottante.

Confronto Spessori del Parquet Stratificato

Spessore Vantaggi / Caratteristiche Considerazioni / Svantaggi Posa Consigliata
10mm Maggiore trasmittanza termica (ideale per riscaldamento a pavimento) Maggiore rischio di deformazione per plance di grande larghezza (es. 250mm) Incollata
14mm Spessore minimo indicato dalle norme UNI per posa flottante Flottante
15mm Ottimale per posa flottante; consente maggiori dimensioni della tavola senza pregiudicare la stabilità (specialmente in larghezza) Flottante
22mm (tradizionale) Per parquet tradizionali con lavorazione a maschio e femmina, garantisce stabilità elevata Richiede annegamento di magatelli nella caldana Inchiodata

Altre Metodologie di Posa del Parquet

Posa Flottante (o Galleggiante)

La posa flottante è la più veloce da eseguire per il parquet. Non richiede colle né tempi di asciugatura, permettendo un’installazione rapida e pulita. Questo tipo di posa è adatta a qualsiasi tipo di sottofondo ed è utile nel caso si voglia cambiare pavimento senza togliere o rovinare quello preesistente. Tra i vantaggi di questa montatura, oltre alla possibilità di recuperare i listelli di legno per un futuro pavimento in un altro locale si apprezza la velocità di montaggio che non soffre delle lunghe settimane di attesa per l'asciugatura della colla.

La posa avviene su superfici perfettamente livellate, sopra un materassino isolante che garantisce anche un buon isolamento acustico. Serve un materassino per la posa del parquet flottante, poiché migliora l’isolamento acustico e termico e compensa eventuali piccole irregolarità del sottofondo. Per l’installazione flottante, aggiungi circa +2-3 mm per il sottofondo all'altezza complessiva. È possibile posare il parquet su un pavimento esistente, soprattutto con la posa flottante.

I listelli di parquet vengono tra loro incastrati con una combinazione classica di 'maschio-femmina' di cui tantissime sono le variazioni ed i brevetti con cui le diverse case produttrici chiamano il tipo di incastro. Questi rivestimenti (materassini isolanti) aiutano a limitare la risalita di umidità, attenuano i rumori dei calpestii, e minimizzano i difetti di posa.

Posa Inchiodata

La posa chiodata viene effettuata per i parquet tradizionali spessi 22mm caratterizzati da una lavorazione a maschio e femmina. La posa inchiodata viene eseguita prevedendo l’annegamento nella caldana dei magatelli di abete (o altre conifere) a sezione trapezoidale, di lunghezza variabile e con spessore di almeno 2 cm. I magatelli sono normalmente disposti per file parallele ed equidistanti, orientate ortogonalmente o obliquamente alla direzione di posa del pavimento. Questo tipo di posa si effettua solo con pavimenti a tre strati perché la struttura garantisce una maggiore stabilità.

Preparazione e Considerazioni Specifiche

La sgrossatura è la prima e più importante delle operazioni, poiché dalla sua efficacia e precisione dipende il risultato finale della posa. La posa del parquet richiede in media da 1 a 3 giorni, a seconda della metratura, del tipo di posa scelta (incollata, flottante o inchiodata) e delle condizioni del sottofondo.

Per il riscaldamento a pavimento, è consigliabile incollare il parquet se possibile per migliorare il trasferimento di calore. Completata la stagionatura del massetto e dopo aver verificato la sua umidità, si procede al riscaldamento del massetto per almeno 2/3 settimane aumentando gradualmente la temperatura fino al raggiungimento della temperatura di esercizio. Anche il processo di raffreddamento deve avvenire riducendo gradualmente la temperatura.

Per i bagni, il teak, molto stabile dimensionalmente e insensibile all’umidità, è una buona scelta. In questo ambiente, è fondamentale incollare l'intera superficie, sigillare i bordi e assicurarsi una buona ventilazione. In generale, per i bagni, la posa è possibile solo con un’accurata protezione della superficie e un’accurata sigillatura.

È importante considerare che la posa può incidere fino al 40% sul costo totale del parquet. Il prezzo varia in base al tipo di posa, alla complessità dell’ambiente e ai materiali utilizzati.

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