Ogni tanto alcuni clienti che vengono a trovarci ci chiedono di parlargli in generale del parquet in bambù e se ci sono delle differenze con il più comune parquet in legno. Scegliere il pavimento ideale significa bilanciare estetica, resistenza e sostenibilità. Tuttavia, ci sono alcune importanti differenze tra questi due materiali, sebbene molte più cose li uniscano rispetto a ciò che li differenzia. Il parquet in bambù è una delle scelte più intelligenti per chi cerca un pavimento resistente, sostenibile e bello.
Il Bambù: Un Materiale Unico
Il bambù è un materiale unico nel suo genere. Dal punto di vista botanico, esso è considerato un’erba, ma lo si può definire un materiale dalle proprietà lignee che deriva dall’omonima graminacea gigante sempreverde dall’eccezionale rapidità di crescita. Non è un albero, ma una “specie arborea” che si indurisce e cresce molto velocemente.
Nella stagione della crescita il “bambù gigante” cresce dai 30 ai 50 cm al giorno e può raggiungere un’altezza dai 15 ai 20 metri, con una circonferenza dei fusti (detti CULMI) di oltre 35 cm. Esistono più di 1300 specie di bambù al mondo. La pianta utilizzata per il parquet è una specie particolare, la Phyllostachys, che cresce nelle zone tropicali dell’Asia (soprattutto nel sud-est della Cina) pur riuscendo a svilupparsi anche in zone dal clima più temperato.
Contrariamente ad un normale albero, il bambù cresce in verticale, continuando a svilupparsi in altezza e non in larghezza. Il culmo, infatti, non varia le sue dimensioni perché sprovvisto dello strato di Cambio che permette la crescita di nuovo legno. Questa velocità nella crescita, assieme alle caratteristiche di resistenza, leggerezza e flessibilità, rende i fusti del bambù fin dall'antichità estremamente preziosi come alternativa al legno.
Confronto delle Proprietà tra Legno e Bambù
1. Comfort e Sensazione
I parquet si caratterizzano per il comfort d’uso; gran parte dei materiali naturali di origine vegetale utilizzati dall’uomo nei millenni risultano sempre confortevoli per le nostre abitazioni: tutti i tipi di legno, il bambù, il sughero, il cocco, sono tutti materiali isolanti (quindi caldi) e che trasmettono accoglienza e calore. Ci si può camminare a piedi nudi e sono più morbidi della pietra.
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2. Finitura Personalizzabile e Ripristino nel Tempo
Di entrambi può essere personalizzata la finitura: un parquet in legno o in bambù si può lasciare grezzo, oppure si può verniciare come il 90% dei parquet in circolazione; oppure si può oliare, o ancora dare la cera per parquet. Sia il legno sia il bambù si possono rilamare negli anni, se necessario. Questo aspetto è fondamentale per la longevità del pavimento, come evidenziato dalle esperienze di alcuni utenti: "il parquet di bambu' mi sembra molto piu' resistente del parquet normale (anche se, se uno ci si mette di impegno, si riga comunque; d'altra parte e' lamabile ...)".
3. Sostenibilità e Impatto Ambientale
Una delle maggiori minacce per l‘umanità è indubbiamente lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali della terra. Una di queste risorse è il legno, in particolare quello delle specie tropicali. Il bambù rappresenta un’eccellente alternativa. L'utilizzo delle risorse forestali di bambù e la produzione del parquet di bambù risultano certamente più “ecologiche” rispetto al legno. Non c’è una spiegazione breve; sotto questo aspetto un mondo separa questi due materiali.
Volendo sintetizzare all’osso e prendendo in esame solo due aspetti di sostenibilità, possiamo dire in primo luogo che un bosco di bambù non viene mai disboscato per intero nè eradicato, quanto piuttosto “sfoltito” di circa un 20% all’anno, tagliando giusto le piante che servono alla produzione del parquet; invece un bosco di legno viene nella maggior parte dei casi tagliato tutto, lasciando completamente disboscata l’area (non sempre, ma spesso); e questa è già una differenza importante.
In secondo luogo, la maturazione corretta del bambù utilizzato per parquet richiede cinque anni per crescere, quindi si sviluppa molto più velocemente di un legno e addirittura superandolo in durezza se paragonato alla maggior parte di questi; ciò determina una resa maggiore del bambù rispetto al legno in termini di tempo. Il bambù cresce rapidamente (raggiunge la maturità in soli 4-5 anni), rendendolo una risorsa altamente sostenibile rispetto agli alberi tradizionali, che impiegano decenni per maturare.
Un materiale può essere definito ‘sostenibile’ quando il suo ciclo di vita risulta rispettoso dell’ambiente. E da questa definizione, il bambù lo è sotto ogni punto di vista: coltivazione, crescita, lavorazione, produzione di oggetti e infine smaltimento. Diversi studi hanno inoltre registrato come una foresta di bambù, cresciuta molto più in fretta di qualsiasi altra, assorbe quattro volte più anidride carbonica, rilasciando il 35% di ossigeno in più. Un vero e proprio alleato contro l’inquinamento atmosferico! E come se non bastasse, non avendo radici, il bambù non erode il suolo in cui cresce e può svilupparsi anche in terreni più poveri o accidentati, rendendosi di fatto una materia prima di facile reperimento.
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È importante ricordare che l’impiego della specie Phyllostachys per la produzione di parquet non ha effetti negativi sulla salvaguardia del panda, che si nutre proprio delle foglie di bambù. Pur rinnovando ogni anno i propri germogli, attendere 4-5 anni prima della raccolta è infatti essenziale affinché la pianta del bambù giunga ad un punto tale di maturazione da consentire, mantenendo inalterata la vegetazione, una raccolta successiva.
4. Durezza e Resistenza all'Usura
Questa è certamente la caratteristica più ricercata e apprezzata da chi si appresta ad acquistare un pavimento in bambù. Di suo, il bambù standard classico lamellare, vanta un valore di durezza di 4.7 kg/mm2 secondo la scala Brinell. La durezza del bambù avente un’umidità del 12% è di 4,7 kg/mm2. Per dare un termine di paragone: rovere, teak e iroko hanno durezza di circa 3,5 kg/mm2, mentre doussiè, afrormosia e wengè 4,0 kg/mm2.
Durezza vuol dire resistenza alle botte, ai colpi, agli oggetti che cadono, in sostanza la durezza determina la resistenza alla penetrazione da impatto. Questo vuol dire che il parquet in bambù si bollerà e consumerà meno di altri parquet. Alcuni legni, come l’ulivo, hanno una durezza superiore a quella del bambù, l’ulivo per esempio ha una durezza di 6.08 kg/mm2, sempre secondo la scala Brinell.
Aggiungiamo che il bambù pressato, quello più ricercato da coloro che vogliono una resistenza “super”, ha una durezza di 11.9 kg/mm2, testato da noi in Italia presso il laboratorio Catas. Anche il Bambù Natura ha una durezza simile, 11.77. Il pavimento in bambù strand woven, grazie alla sua durezza superiore, è particolarmente indicato per contesti commerciali ad alto traffico, come negozi, ristoranti o uffici. La sua resistenza all’usura e ai graffi lo rende una scelta duratura.
Un utente esprime una preoccupazione comune: "la cosa che mi preoccupa di piu' e' l'usura perche' ho parecchi mobili con rotelle che vengono spostati quotidianamente e in piu' io sono una pasticciona." In questo contesto, l'elevata durezza del bambù, specialmente nella versione strand woven, offre una soluzione robusta.
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Ecco una tabella comparativa della durezza (Brinell) di alcuni legni e del bambù:
| Materiale | Durezza Brinell (kg/mm2) |
|---|---|
| Rovere | ~3,5 |
| Teak | ~3,5 |
| Iroko | ~3,5 |
| Doussiè | ~4,0 |
| Afrormosia | ~4,0 |
| Wengè | ~4,0 |
| Bambù standard lamellare | 4,7 |
| Ulivo | 6,08 |
| Bambù pressato (strand woven) | 11,9 |
5. Resistenza all'Umidità e Stabilità Dimensionale
Se sappiamo che l’abitazione in cui andrà posato il parquet si trova in un contesto ambientale o atmosferico umido, come può essere una laguna o posti vicino al mare, dovremo scegliere un parquet con caratteristiche di resistenza all’umido. Il parquet in bambù, per sua natura, preferisce un ambiente umido ad un ambiente secco. Alcuni legni patiscono l’umidità, o perchè sono teneri, o perchè non hanno di base oli naturali al loro interno che li aiutano a proteggersi dall’umido, oppure perchè non hanno dei trattamenti superficiali protettivi. In questo senso, il bambù è un materiale molto duro, quindi meno “penetrabile” dall’umidità; inoltre ha degli oli al suo interno che lo proteggono; e per sua natura vive in foreste umide e piovose. Addirittura quando nella foresta piove, il bambù all’interno si riempie d’acqua! Quindi questa essenza è abituata per natura al contatto con l’acqua, non solo da vivo quando è ancora nella foresta, ma anche quando è stato trasformato in parquet. Tutte queste caratteristiche permangono in parte nella plancia di bambù da pavimento.
Vediamo più in dettaglio, per chi è interessato alla struttura interna della pianta di bambù, perché è intrinsecamente più resistente all’acqua: il bambù è ricco di fibre; le fibre sono delle piccolissime aste tubolari cave con diametro pari a 0,03 mm, lunghezza massima di 3,5 mm e spessore della parete di 0,006 mm. Le pareti di questa fibra sono costituite da strati, dette lamelle; nel bambù queste lamelle sono sette, nel legno sono tre. Il maggior numero di lamelle fa sì che ci sia più superficie su cui può poggiare l’umidità, esattamente come un bosco più folto assorbe più acqua di un bosco rado: il bosco folto trattiene in sè più acqua, offre più superficie di appoggio all’acqua piovana, e quindi ne fa arrivare di meno al terreno. La stessa cosa avviene per le lamelle del bambù. Inoltre le fibre nel bambù sono messe longitudinalmente rispetto alla pianta, ciò che offre uno “scudo” protettivo maggiore, cioè l’acqua scivola via meglio. E in più il bambù è ricco di silice, un minerale simile al vetro, che aiuta la pianta a proteggersi dall’acqua.
La stabilità dimensionale del bambù, testata secondo i comuni standard di stabilità per pavimenti in legno, ha mostrato un coefficiente di cambiamento di 0,0144 che è 2,5 volte più stabile dei comuni legni per pavimenti. Il pavimento in bambù è noto per la sua resistenza all'umidità rispetto al legno tradizionale, rendendolo una scelta ideale per climi umidi. Tuttavia, in condizioni estreme, come ambienti molto secchi, potrebbe essere soggetto a piccoli cambiamenti dimensionali. Dovendo essere lavorato in listelli laminati e compressi, è meno soggetto alla deformazione e, presentando meno nodi, diminuisce la possibilità di avere un calo della qualità. La resistenza alla compressione è pari a circa 640 kg/cm2.
Un utente, preoccupato per un precedente allagamento con parquet in rovere, si chiedeva: "Cosa succede esattamente? si solleva? di tanto? su che tempi scala? non c'e' qualche accorgimento per evitarlo?" La naturale resistenza all'umidità e la stabilità dimensionale del bambù offrono una maggiore sicurezza in tali situazioni.
6. Estetica e Varietà
Qui più che di estetica parliamo di “varietà” di estetica. L’aspetto del bambù è molto bello, piace molto in genere, ma ha una varietà molto più limitata rispetto al legno. Quest’ultimo ha colori e trame diversissimi l’uno dall’altro, un rovere non c’entra nulla con un cipresso australiano, che sarà ancora molto diverso da un sucupira. Il bambù invece, per quante lavorazioni possa vantare, ha una decina di aspetti diversi, non di più. Dal punto di vista estetico, il bambù offre un risultato elegante e naturale, con venature sottili e una texture che si adatta perfettamente sia ad ambienti moderni che a spazi più classici.
Il parquet in bambù valorizza soprattutto soggiorni e camere da letto, dove il comfort visivo e la sensazione naturale sono prioritari.
Il parquet in bambù è la soluzione ideale per chi desidera un pavimento naturale con prestazioni superiori rispetto ai legni tradizionali. Le versioni in bambù orizzontale, ad esempio, mettono in risalto la struttura naturale della pianta con nodi visibili che conferiscono un aspetto autentico e decorativo, ideale per chi cerca il massimo calore materico. Di contro, le varianti in bambù strand rappresentano il livello più alto in termini di durezza: le fibre vengono pressate ad alta densità per creare un pavimento estremamente compatto e stabile. Il bambù in particolare, si presenta con una grana uniforme, più fine e più lineare rispetto al legno tradizionale.
7. Costo
Nella panoramica dei vari tipi di parquet (legno, bambù, sughero, ecc.) troviamo una enorme varietà di prezzi: si va dai 20 euro al metro quadro fino a svariate centinaia di euro al metro quadro per essenze particolarmente rare e pregiate. In generale però possiamo dire che, se parliamo di parquet multistrato (quindi quelli con strato nobile in bambù o in legno) i prezzi possono equivalersi, cioè non sarà difficile trovare una tavola di legno con prezzo pari ad una tavola di bambù.
Se invece parliamo di parquet massello tutto spessore, allora normalmente il bambù, a parità di qualità con un’asse in legno, costa di meno: vuoi per la grande abbondanza di materiale presente nelle foreste di bambù in Cina, vuoi per il costo del lavoro che in oriente è di molto inferiore al costo del lavoro in Europa, vuoi per le economie di scala che la politica industriale della Cina è in grado di mettere in piedi, in sostanza una plancia di bambù massello costa meno di una plancia in rovere massello o altro legno.
Il parquet in bambù è disponibile a prezzi di costo, poiché è in vendita direttamente dalla fabbrica. Questo permette il massimo controllo sui processi di produzione e lavorazione, garantendo una qualità superiore. Saltando il distributore, guadagni in qualità senza sacrificare il prezzo.
Parquet in Bambù Tradizionale vs. SPC Bamboo
Accanto al parquet tradizionale, l'SPC Bamboo rappresenta la versione più tecnologica e funzionale del pavimento effetto bambù. Si tratta di un materiale composto da un’anima rigida in SPC (Stone Plastic Composite) con una superficie decorativa che riproduce fedelmente le venature naturali. Il parquet in bambù e SPC Bamboo rappresentano una delle soluzioni più apprezzate nell’interior design moderno grazie alla loro combinazione di estetica naturale, resistenza e sostenibilità. Rinnovare gli ambienti di casa senza interventi complessi è oggi una delle priorità. Questi materiali permettono di creare ambienti eleganti, durevoli e facili da vivere ogni giorno.
Uno dei principali vantaggi di questa soluzione è il sistema ad incastro del pavimento SPC, che permette un’installazione rapida e pulita, rendendo l’intervento semplice anche per chi sceglie il fai-da-te senza l’uso di colle. La struttura rigida garantisce inoltre un’elevata resistenza a urti e graffi, mentre il materassino integrato IXPE contribuisce a migliorare il comfort acustico. Di contro, pur essendo esteticamente molto curato, lo SPC rinuncia alla morbidezza e al calore termico tipico del legno massiccio.
Il parquet in bambù e l'SPC Bamboo condividono lo stesso splendido effetto estetico naturale, ma rispondono a esigenze abitative differenti. Nel bilanciare i pro e contro di queste due tipologie di pavimenti emerge chiaramente come il parquet tradizionale sia la scelta ideale per chi cerca un materiale autentico, caldo e naturale al 100%. Al contrario, lo SPC Bamboo è pensato per chi privilegia la praticità estrema e la stabilità. Essendo più resistente alle variazioni di temperatura e umidità, si presta perfettamente ad ambienti moderni con utilizzi intensi o superfici difficili, come cucine e open space dinamici. In definitiva, se la versione classica vince sull'autenticità e sul comfort termico, l'SPC risponde meglio a chi cerca una manutenzione azzerata e una resistenza imbattibile agli urti.
Benefici per la Salute e il Benessere Abitativo
Sia il legno che il bambù, essendo materiali naturali, offrono vantaggi significativi per l'ambiente domestico. Vivendo per lo più chiusi in strutture, l’ambiente che viene a crearsi inciderà sulla nostra salute mentale e fisica. Un materiale naturale, sano e biocompatibile è sempre preferibile in quanto non rilascia nell’aria, spesso viziata, delle componenti chimiche e tossiche. Cosa che invece succede con materiali sintetici che rilasciano VOC (Composti Organici Volanti) che respiriamo continuamente.
La qualità dell’aria interna può essere migliorata con l’uso di pavimento in bambù, soprattutto se si opta per versioni con basse emissioni di composti organici volatili (VOC). Certificazioni come FSC (Forest Stewardship Council), LEED, e standard di qualità dell’aria interna assicurano che i materiali siano trattati con colle e vernici prive di sostanze chimiche nocive. Il pavimento in bambù si allinea perfettamente con i principi della bioedilizia, grazie alla sua sostenibilità e rapidità di crescita. I progetti certificati LEED possono beneficiare di crediti aggiuntivi utilizzando materiali come il bambù, che contribuiscono alla riduzione dell’impatto ambientale.
Il legno, come abbiamo già visto, è isolante e si distingue per la sua bassa conducibilità termica e assorbenza dell’umidità. Caratteristiche che si riflettono sull’ambiente interno agli edifici, migliorandone la qualità di vita e il benessere percepito. Oltre, ovviamente, ad un consistente risparmio economico nella regolazione delle temperature e nella sostituzione di materiali più deperibili. Il pavimento in bambù possiede buone proprietà termiche e acustiche, ma può variare a seconda della sua densità e del metodo di produzione. Rispetto ai pavimenti in ceramica o pietra, il bambù offre una maggiore capacità di isolamento termico, mantenendo la temperatura interna più stabile. Oltre all’aspetto ecologico, il bambù contribuisce anche al benessere abitativo.
Il Bambù: Un Materiale per Molteplici Applicazioni
Le proprietà meccaniche del bambù lo rendono estremamente versatile. Flessibilità e resistenza agli urti, repellenza a diversi liquidi e resistenza all’umidità e alle deformazioni dovute alle diverse temperature. La risposta migliore alla domanda "esiste qualcosa per cui il bambù potrebbe non essere un ottimo materiale?" è “potenzialmente tutto”. Uno dei settori maggiormente coinvolti è quello edile, per la precisione parliamo di Bioedilizia, dove si sfruttano le risorse naturali come il bambù per creare strutture antisismiche sfruttando l’elasticità e la flessibilità della pianta. Le applicazioni, infatti, sono infinite.
I germogli di bambù, che magari avete già sentito nominare in qualche menù di ristoranti di cucina orientale, sono per l’appunto utilizzati nel settore alimentare. Sono ricchi di proprietà nutritive e possono essere integrati a qualsiasi tipo di ricetta. In realtà solo 200 specie di bambù, tra le oltre 1000 presenti in natura, sono edibili. La scarsa malleabilità del bambù, però, lo porta ad essere difficile -ma non impossibile- da utilizzare per la creazione di mobili ed elementi di arredo. Il particolare processo di laminatura e lavorazione lo porta però ad assumere delle peculiarità di idrorepellenza e resistenza al fuoco. Come dicevamo, però, il bambù può essere utilizzato per la creazione di qualsiasi oggetto. Strumenti musicali, spazzolini, cotton-fioc, posate e utensili da cucina, e non solo! Lavorando la cellulosa della pianta di bambù è possibile ottenere anche dei fogli di carta 100% ecosostenibili o delle fibre che possono essere utilizzate nel settore dell’abbigliamento: cappelli, borse, scarpe e cinture, ma anche sciarpe, foulard, camicie e vestiti!
Questo bambù sembra proprio essere il materiale trainante della transizione ecologica. Il bambù piace perché è un’ottima alternativa al legno, che rimarrà sempre uno standard di eleganza impareggiabile, ma perché rischiare il disboscamento quando possiamo avvalerci di un materiale simile, se non qualitativamente migliore? Ciò che pensiamo noi è che il bambù non sia solamente il materiale del futuro.
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