In questo articolo scoprirai la differenza fondamentale che passa tra uno scalpello e una sgorbia. Potrai così avere le idee più chiare su come intagliare il legno.
Spesso si scambia lo scalpello con la sgorbia e viceversa. Ma pur essendo attrezzi simili hanno una fondamentale differenza. La differenza tra scalpello e sgorbia sta tutta nel profilo della lama. Gli scalpelli hanno la lama, detta anche per l’appunto tagliente, piatta. Le sgorbie invece hanno il profilo tagliente curvo.
Oltre allo scalpello, infatti, uno degli attrezzi da taglio base per il restauratore è la sgorbia. Gli scalpelli da falegname hanno il tagliente dritto e squadrato rispetto alla lama, e quindi sono capaci per lo più di tagli geometrici lineari. Quando si vuole modellare il legno in forme più plastiche e dalle linee curve, per una sagoma decorata o un fregio, o per scolpire figure in rilievo, si usano utensili specifici. Il classico strumento dello scultore, non è altro che uno scalpello con il tagliente a sezione curva, che gli permette di scavare velocemente dei solchi arrotondati nel legno. La curvatura del tagliente è definita da un numero progressivo da 2 a 11, dove 2 è un tagliente praticamente piano e 11 è fortemente incurvato, a forma di “U”.
Tipi di Sgorbia per Intaglio
Dopo gli articoli sul banco e gli scalpelli, oggi parliamo delle sgorbie. Sono gli attrezzi che si usano dal vero durante i corsi di falegnameria a Milano. Le lame delle sgorbie, degli scalpelli e dei coltelli sono realizzate in acciaio temperato.
La B&B Artigiana di Olgiate Molgora ci aveva già stupito per la caparbietà con cui si era imposta nel settore delle raspe fabbricate a mano. Ora il suo catalogo si è ampliato includendo numerosi altri strumenti dedicati a intaglio e scultura. Noi, come appassionati e fautori del Made in Italy non potevamo esimerci dal testare le loro sgorbie. Il set che presentiamo qui comprende cinque pezzi:
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| Tipo di Sgorbia | Numero | Larghezza | Funzione Tipica |
|---|---|---|---|
| Da media asportazione e finitura | n°5 | 30mm | Versatile per rimuovere materiale e rifinire |
| Da media asportazione e finitura | n°4 | 15mm | Ideale per lavori di dettaglio e finitura |
| Da asporto | n°9 | 10mm | Per la rimozione rapida di materiale |
| A V | - | 5mm | Per incisioni precise e dettagli |
| Da dettaglio | n°8 | 6mm | Per lavori minuziosi |
Le sgorbie da intaglio sono disegnate per lavorare superfici concave e in genere difficili da raggiungere, e per gli sfondi delle figure in rilievo. Alcune sono delle piccole lame sottili montate su manici di dimensioni ridotte, sono ferri pensati per essere usati con una sola mano mentre l’altra tiene fermo il pezzo.
Sgorbie da Tornitura
Nessun tornitore può fare a meno di una Sgorbia. Questi strumenti sono essenziali per la lavorazione del legno longitudinale e per tornire una superficie pulita e forme allungate. Alcune sono particolarmente adatte, soprattutto all'inizio, per sgrossare o arrotondare un quadrato. Altre sono pratiche per scavare il legno di punta, per la tornitura di stampi o cilindri, da piccoli a grandi.
I coltelli da tornitura devono essere affilati regolarmente, a volte è necessario farlo più volte all'ora. Molti sono ferri che rientrano sotto al bordo del pezzo, e la loro famiglia è una delle più amate ed odiate di tutta la tornitura.
La sgorbia ad unghia è ottima per la tornitura di dettagli anche molto piccoli. Per la tornitura di stampi, un mandrino con affilatura Escoulen è molto apprezzato.
Tornitura legno: il corso base, cilindrare, tori e gole. sgorbia da sgrosso, profilare e troncatore.
Caratteristiche Costruttive e Materiali
Osservando attentamente le lame si percepisce l’artigianalità della produzione. Tutte sono realizzate partendo da una barra che viene prima appiattita, poi sagomata alla pressa e in ultimo rifinita a mano prima di avviarla alla tempra. Le sgorbie nascono da una barra. La battitura prima e la pressatura in forma poi, hanno il merito di migliorare le qualità del metallo. La molatura della parte interna viene eseguita a mano. È un’operazione delicata poiché può compromettere l’omogeneità dello spessore e la simmetria della lama. L’interno di alcuni esemplari reca le tracce della lavorazione alla mola.
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Le lame misurano dai 12 ai 13,5cm. Una lunghezza che potremmo definire standard per le sgorbie professionali. Quelle del nostro set sono risultate diritte e mediamente ben rifinite. All’interno rimane qualche traccia della sagomatura effettuata con la mola sotto forma di microsolchi. Ciò sembra tuttavia non influire sulle prestazioni e questo è forse da attribuire alla buona tempra dell’acciaio che lo porta ad una durezza di 59-61 hrc. Alcuni acciai possono risultare talmente duri da rompersi sotto sforzo, sottolineando l'importanza della qualità.
I manici sono proporzionati alle misure dei ferri. Più robusti quelli delle sgorbie da fatica e più snelli per gli esemplari da finitura. Sono di forma ottagonale in legno di faggio non verniciato. Una caratteristica quest’ultima che li rende più confortevoli e sicuri da maneggiare.
Affilatura e Manutenzione
Le ultime osservazioni di rito, prima di passare alle prove d’uso prolungato, si sono concentrate sulla regolarità dei canali. È un particolare molto importante poiché influisce sulla possibilità di affilare il bisello in modo regolare. Se le pareti di una sgorbia fossero di spessore disomogeneo, il filo risulterebbe più lungo dove c’è più metallo e più corto dove esso manca. Siffatte lame producono un tagliente con gobbe e avvallamenti talvolta impossibile da usare. In genere questo esame si compie sulle sgorbie a V e su quelle da U in quanto richiedono una lavorazione più impegnativa. Le pareti delle sgorbie sono risultate regolari in forma e spessore. Il fondo della gola del modello a V è lievemente stondato.
L’angolo di affilatura di fabbrica è all’incirca di 25°; un buon compromesso tra robustezza e capacità di penetrazione che tuttavia richiede un poco di attenzione coi legni più duri. Per chi li predilige in assoluto il consiglio è di portare l’angolo ad almeno 30°. Anche la sagomatura del fronte (la forma che ha il filo visto dall’alto) ci è parsa ben fatta; ad eccezione della n°4 che presentava una certa concavità. Il problema è stato comunque risolto riaffilandola per ottenere la classica forma lievemente panciuta.
Circa la durata della capacità di taglio abbiamo potuto constatare che il grado di durezza comunicatoci dal fabbricante è attendibile. A dire il vero questa durezza ci ha un poco allarmati facendoci presagire sessioni di affilatura faticose e prolungate. In realtà, quando è stato il momento di usare le pietre, la lavorazione ha richiesto tempi normali. La manutenzione del filo, stante la durezza del metallo, non richiede lunghe lavorazioni. Per l’affilatura ordinaria, quella che si fa mentre si intaglia, può bastare una pietra da finitura di grana 2000 e una passata sulla pelle intrisa di pasta abrasiva.
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È fondamentale che gli strumenti siano affilati e pronti all'uso per garantire un lavoro di qualità. Una buona affilatura prolunga la durata nell’uso e garantisce che la sgorbia "non raschia, taglia". Esistono diverse pietre per affilatura sagomate (comunemente dette “multiform”) per ogni applicazione specifica.
Consigli per l'Uso e Sicurezza
La prima prova ha riguardato delle incisioni traverso vena su uno scarto di tiglio. Il tiglio si presta bene ad essere intagliato, questo è vero, ma è anche un legno morbido e nei tagli traverso vena denuncia chiaramente la presenza di difetti sul filo degli utensili. La prestazione offerta da tutti e cinque gli esemplari è stata più che buona e siamo riusciti ad ottenere trucioli lunghi, puliti e compatti. Queste “chiocciole” in legno sono la prova migliore dell’efficienza di una lama. Il legno si arriccia e rimane integro se la sgorbia non fa sforzi durante la lavorazione. Un’altra prova sono i bordi dei tagli.
Per queste sgorbie non abbiamo fatto i classici esperimenti ma ci siamo limitati ad impiegarle nelle ordinarie lavorazioni d’intaglio per diversi mesi. I legni usati sono stati molti e con differenti caratteristiche: morbidi come tiglio e toulipier; duri come noce, mogano e tasso; ostici come castagno e frassino. Questa particolare mostra la rifinitura di una scultura in tasso; un legno mediamente duro con una discreta tendenza a scheggiare.
È importante che il luogo di lavoro sia ben illuminato per prevenire qualsiasi tipo di incidente. Un'inclinazione un poco eccessiva può causare un impuntamento, compromettendo la lavorazione e producendo una superficie non accettabile, a volte anche pessima, che richiederà lunghe operazioni di carteggiatura e finitura. Per questo è fondamentale rimanere sempre all’altezza dell’asse del tornio quando si usano certi tipi di sgorbie, come il bedano, che si “tuffa all’asse”.
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