Le conseguenze del cambiamento climatico sono ampiamente riconosciute, e le pubblicazioni più recenti sottolineano l'urgenza di adottare modalità di vita più sostenibili. Secondo il rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C o 2 °C richiede una riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) del 45% rispetto ai livelli del 2010, da raggiungere entro il 2030. Il Green Deal Europeo mira a rendere l'Europa il primo continente climaticamente neutrale, con una riduzione delle emissioni di GHG del 55% entro il 2030. A tal fine, la revisione della Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD) del 2022 richiede il calcolo del Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) per il ciclo di vita degli edifici a partire dal 2030. Ciò implica una maggiore attenzione ai materiali a base rinnovabile e riciclabile.
In tema di riqualificazione energetica degli edifici, un ruolo centrale è giocato dall’isolamento termico. L'isolamento termico riduce lo scambio di calore tra interno ed esterno di un edificio, migliorando l'efficienza energetica e il comfort abitativo. Utilizzando materiali isolanti efficaci si riduce il consumo di energia per riscaldamento e raffreddamento, diminuendo i costi e le emissioni di gas serra. Un buon isolamento mantiene una temperatura interna stabile, migliorando la qualità della vita e la salute degli occupanti.
Tra i diversi materiali oggi a disposizione ce ne sono alcuni che possiamo definire “naturali”. La bioedilizia è una forma di edilizia che ha a cuore l’uso di materiali quanto più naturali e l’utilizzo di energie rinnovabili con un duplice obiettivo: promuovere l’eco-sostenibilità dell’edilizia e virare verso un futuro più eco-friendly.
Quando si parla di prestazioni, l’isolamento termico è un elemento da trattare con il massimo riguardo. Quando una casa è ben isolata, infatti, non si ha una dispersione del calore in inverno o della frescura in estate, andando quindi a dosare l’energia impiegata per il riscaldamento/raffrescamento con una conseguente efficienza energetica.
Esistono diverse tipologie di isolamento a cappotto, tra cui il cappotto esterno (per nuove costruzioni e riqualificazioni energetiche) e il cappotto interno (utile quando non è possibile intervenire all’esterno, anche se comporta una riduzione della superficie interna). La scelta del materiale influisce sulla conduttività termica, la traspirabilità, la durata e la sostenibilità del sistema. Un buon sistema di isolamento termico consente di ridurre sensibilmente i ponti termici, migliorando al contempo la prestazione energetica degli edifici esistenti. Questo si traduce in un incremento del comfort abitativo e in una maggiore durabilità delle strutture edilizie.
Leggi anche: Isolamento Naturale: OSB e Sughero
Vediamo quali tipologie di sughero sono disponibili sul mercato a questo scopo, quali sono i pro e i contro e quali sono i costi e le difficoltà di messa in opera. Vediamo anche se è adatto a case umide e a climi rigidi.
Cappotto interno in sughero BioVerd
Sughero: Un Materiale Naturale per l'Isolamento
Spesso, si pensa al sughero come il materiale prediletto per la realizzazione dei tappi per le bottiglie e poco altro. Iniziamo questo articolo spiegando cos’è il sughero. Si tratta di un tessuto vegetale, che ricopre il fusto e le radici di alcuni alberi. Il più comune in questo senso è una pianta sempreverde chiamata sughera, o quercia da sughero.
Il suo colore giallo-bruno è dovuto alla presenza di tannini e resine (suberina) nelle sue cellule. Le principali sugherete da cui si estrae il sughero si trovano intorno al bacino del Mediterraneo occidentale. L’estrazione del sughero avviene di solito manualmente da parte di operai specializzati, chiamati estrattori o scorzini, che usano speciali accette per effettuare tagli netti e precisi.
Il sughero è uno strato che si forma subito sotto la corteccia dell’albero per proteggere i più delicati strati interni. Le cellule vegetali del sughero sono fondamentalmente cellule morte: si formano, maturano e poi muoiono, svuotandosi del loro contenuto e riempiendosi di aria. Si ottiene quindi una cellula riempita di aria e con un involucro esterno su cui si depositano sostanze come suberina e lignina.
Fin da secoli, il sughero è noto per le sue ottime proprietà isolanti: non lascia passare il calore e l’aria da una parte all’altra. Sono gli elementi che compongono le cellule del sughero a dare vita a un materiale particolarmente compatto ma elastico e leggero al tempo stesso.
Leggi anche: Vantaggi dei pannelli in fibra di legno per controsoffitti
In particolare, il sughero è composto al 45% da suberina che gli dona elasticità, e dal 27% da lignina che gli conferisce indubbie proprietà isolanti. Sotto l’aspetto qualitativo, il sughero si distingue in sughero biondo naturale e sughero bruno.
Sughero biondo naturale: il pannello realizzato con questo tipo di sughero subisce un trattamento più o meno naturale. Dopo che il sughero è rimosso dalla pianta, viene messo a stagionare all’aperto per almeno un paio di anni, poi bollito e macinato.
Sughero bruno (o sughero espanso): si ottiene tramite un processo di tostatura, il quale porta alla fusione della suberina contenuta nel sughero. Fondendosi, la suberina ingloba aria e funge da collante naturale, andando così a creare un pannello dalle elevate capacità di coibentazione e isolamento. La tostatura deve avvenire in ambienti e con modalità controllate, per evitare la formazione di eventuali sostanze volatili dalle proprietà cancerogene.
Entrambe le tipologie di sughero possono essere impiegate come materiale isolante: ognuna ha le proprie caratteristiche e la scelta di una o dell’altra dipende dalle singole situazioni. In generale, si può dire che il sughero biondo mantiene al meglio le proprietà naturali del sughero.
Il sughero per l’edilizia è disponibile sul mercato anche in granuli. In questo senso, il sughero espanso è la versione del materiale più adatta per realizzare un cappotto per l’isolamento termico.
Leggi anche: Applicazioni nell'Edilizia Sostenibile
Vantaggi del Sughero
- È un materiale totalmente naturale e, dunque, biocompatibile, biodegradabile e facilmente riciclabile.
- È leggero e compatto, perché composto di aria per l’80% del suo volume totale, caratteristica che lo rende molto facilmente trasportabile.
- Non è tossico ed è anallergico, cosa che assicura la protezione dall’inquinamento indoor su più fronti.
- Resiste al fuoco.
- Dura nel tempo.
- È traspirante e isolante: un binomio di vantaggi, questo, che rende il sughero il materiale adatto per realizzare qualsiasi isolamento termico, evitando la formazione di muffe o condense, tipica di quegli edifici isolati senza pensare alla traspirabilità.
- È fonoassorbente e questo lo rende adatto a essere impiegato come isolante acustico per assicurare privacy e tranquillità.
Come si è già potuto evincere da questo articolo, il sughero presenta numerosi benefici quando impiegato come materiale isolante nella bioedilizia. Il sughero è un materiale naturale ed ecologico al 100%, perfetto quindi da inserire in un contesto di casa votata all’eco-sostenibilità. Promette ottime prestazioni isolanti, proteggendo la casa dal caldo o dal freddo. In quanto materiale naturale, se per la sua produzione in pannelli non vengono utilizzate colle particolari, il sughero è un materiale totalmente atossico e anallergico.
Tra i materiali naturali più apprezzati per l’isolamento termico e acustico il sughero è una risorsa preziosa ottenuta dalla corteccia della quercia da sughero. Questo materiale, utilizzato da secoli in edilizia, oggi vive una seconda giovinezza grazie alla crescente attenzione verso l’ambiente e la salubrità degli edifici. È una scelta particolarmente adatta a chi desidera migliorare il comfort della propria casa in modo ecologico, senza rinunciare all’efficienza. Una delle principali caratteristiche del sughero è la sua capacità di isolare termicamente gli ambienti, mantenendo il calore dentro casa in inverno e impedendo al caldo di entrare in estate. Questo avviene grazie alla sua struttura interna composta da milioni di micro-cellule piene d’aria, che agiscono da barriera naturale al passaggio del calore.
Oltre al comfort termico, il sughero offre anche buone prestazioni acustiche, assorbendo i rumori provenienti dall’esterno e riducendo quelli interni. In più, si tratta di un materiale resistente all’umidità e immune da muffe e parassiti, il che lo rende adatto anche a zone della casa più soggette a condensa o sbalzi termici. Un altro aspetto importante è la sua resistenza al fuoco: non brucia facilmente e tende piuttosto a carbonizzare in superficie, rallentando la propagazione delle fiamme.
Usare il sughero per l’isolamento della casa offre numerosi benefici: è naturale, traspirante, sicuro per la salute e durevole nel tempo. Tuttavia, ci sono anche alcuni aspetti da considerare prima di sceglierlo. Ad esempio, rispetto ad altri materiali isolanti di tipo sintetico, il sughero può avere un costo iniziale più elevato. Inoltre, per ottenere prestazioni elevate, può essere necessario utilizzare spessori maggiori, il che potrebbe non essere sempre possibile, soprattutto se si lavora all’interno.
Il sughero non è sempre la scelta ideale in ambienti troppo umidi, a meno che non venga abbinato a una buona barriera al vapore. In queste condizioni, infatti, il rischio di accumulo di umidità all’interno delle pareti può causare problemi. In genere, è importante valutare caso per caso, magari con il supporto di un tecnico esperto.
Realizzare un cappotto interno con pannelli di sughero non è particolarmente complesso, ma richiede precisione. Il primo passaggio consiste nella preparazione della parete, che deve essere asciutta, pulita e priva di muffa o polvere. I pannelli vengono quindi fissati alla parete utilizzando colle specifiche o malte naturali compatibili con il materiale. Nei casi in cui l’umidità interna sia elevata, si può prevedere l’applicazione di un foglio antivapore, che impedisce alla condensa di infiltrarsi all’interno del pannello isolante.
Una volta posati i pannelli, si procede con una rasatura armata: si stende una malta traspirante sopra una rete in fibra di vetro, che serve a garantire stabilità e resistenza nel tempo. Infine, si completa il lavoro con una finitura decorativa a base di intonaci naturali o pitture traspiranti.
Il costo del sughero varia in base allo spessore e alla tipologia scelta. In linea generale, il prezzo dei pannelli si aggira tra i 20 e i 40 euro al metro quadro, mentre il costo complessivo, comprensivo di manodopera e materiali per la finitura, può arrivare anche a 50-90 euro al metro quadro.
La posa può essere effettuata anche in autonomia per interventi di piccola entità, ma in caso di cappotti completi o ambienti complessi, è consigliabile rivolgersi a un professionista esperto, per garantire la corretta installazione e la massima efficienza del sistema isolante.
In teoria sì, ma nella pratica è fortemente sconsigliato, almeno per quanto riguarda il cappotto termico esterno. La rasatura armata - ovvero lo strato di malta con rete in fibra di vetro applicato sopra i pannelli - serve a proteggere il cappotto dagli agenti atmosferici, evitare fessurazioni dovute a sbalzi termici, e migliorare l’adesione del rivestimento finale. Il sughero resta esposto a pioggia, vento e raggi UV, che col tempo lo degradano.
Quindi: per il cappotto esterno la rasatura armata è necessaria, anche se usi un sughero espanso ad alta densità (tipo 120-160 kg/m³), molto resistente. È un investimento nella durata e nella sicurezza dell’intervento.
Se cerchi una soluzione semplice e veloce da applicare solo con barriera al vapore, senza rasature, intonaci o pitture, esistono pannelli appositamente progettati per uso interno “a vista”. I migliori sono:
Pannelli in sughero naturale precompresso con finitura superficiale: Sono pannelli in sughero a vista, già levigati o con trattamenti superficiali decorativi. Alcuni hanno una finitura liscia, altri effetto rustico, in base allo stile. Ideali per ambienti rustici, pareti divisorie o locali tecnici. Si incollano con colle naturali e, se necessario, si abbinano a una barriera al vapore in foglio o liquida applicata direttamente alla parete.
Pannelli in sughero rivestiti: Alcuni pannelli sono già accoppiati a strati funzionali, come barriera al vapore o pellicole in alluminio. Perfetti per pareti perimetrali interne fredde, in case poco isolate. Possono essere montati senza intonaco, magari con cornici o profili decorativi in legno.
Per evitare condensa interstiziale (cioè all’interno della parete), è fondamentale calcolare bene il punto di rugiada e usare una barriera al vapore efficace. Altrimenti rischi muffe e degrado nel tempo.
La barriera al vapore è uno strato impermeabile al passaggio del vapore acqueo che si applica all’interno delle pareti (o dei soffitti) per evitare che l’umidità dell’aria calda interna penetri nei materiali isolanti e causi condensa interstiziale. Immagina che in inverno l’aria calda e umida dentro casa (dove cucini, respiri, fai la doccia…) cerchi di uscire verso l’esterno freddo: se questa umidità attraversa i materiali isolanti e incontra una superficie fredda (come un muro mal isolato), l’acqua condensa all’interno della parete, come fa il vapore sul vetro freddo.
Questo è pericoloso perché: rovina l’isolante (come il sughero), crea muffe e cattivi odori, danneggia l’intonaco o il rivestimento. La barriera al vapore impedisce che tutto questo accada, mantenendo l’umidità all’interno dell’ambiente dove può essere smaltita con la ventilazione.
È difficile calcolare a mano il punto di rugiada, ma esistono strumenti online gratuiti (come i calcolatori di Glaser o software come WUFI) che, inserendo i dati dei materiali e dell’umidità interna, ti dicono se e dove avverrà condensa nella parete. In alternativa, puoi seguire una regola pratica: se isoli dall’interno in una casa esposta al freddo, serve quasi sempre una barriera al vapore tra il muro e l’isolante, soprattutto nei bagni, cucine o camere da letto.
Il metodo più semplice è quello a fogli. Prima di procede con pulizia del muro, poi si incollano con colla specifica i fogli in polietilene o alluminio sovrapponendo i bordi di almeno 10 cm. Una volta sigillate tutte le giunture si installano i pannelli di sughero.
Se vuoi un sistema più rapido, puoi usare una barriera al vapore liquida (tipo pittura bituminosa o resine impermeabilizzanti) da stendere a rullo o pennello direttamente sulla parete, lasciandola asciugare prima di applicare il sughero. Sì, alcuni pannelli accoppiati hanno già una barriera al vapore inclusa.
Svantaggi del Sughero come Isolante
A fronte di moltissimi vantaggi, il sughero presenta anche qualche piccolo svantaggio, sia in termini assoluti, sia in fatto di isolamento. Essendo isolante termico e traspirante al tempo stesso, naturale e fonoassorbente, il sughero sembra, quindi, rispondere perfettamente alle esigenze di un’edilizia che guarda sempre più alla sostenibilità e al benessere.
Compatto, leggero e arioso, ma anche molto resistente. tra gli svantaggi del sughero bisogna segnalare che, per quanto esso sia un materiale naturale ed eco-sostenibile, spesso la sua installazione prevede processi di lavorazione e trasporto poco sostenibili. Il sughero viene infatti estratto e lavorato solo in alcune selezionate zone d’Italia, come la Sardegna, la Sicilia o la Maremma, e in altre zone d’Europa (Spagna, Portogallo, Francia meridionale e Corsica) o dell’Africa settentrionale (come l’Algeria).
Il sughero, per quanto versatile, non è sempre la scelta giusta. Ad esempio, se l’edificio si trova in una zona con clima molto rigido, potrebbe essere necessario affiancare al sughero un materiale con maggiore potere isolante, oppure utilizzare pannelli molto spessi. Allo stesso modo, se si desidera una soluzione economica e si ha un budget limitato, potrebbe essere utile valutare altri isolanti meno costosi, pur tenendo presente che questi spesso non offrono lo stesso livello di traspirabilità e sostenibilità.
Fibra di Legno: Un'Alternativa Naturale
Tra i materiali isolanti comunemente utilizzati per il cappotto termico delle case in legno in bioedilizia, troviamo principalmente la lana di roccia e la fibra di legno. La lana o fibra di legno viene prodotta pressando scarti di legno non trattato (solitamente abete o pino), un sottoprodotto dell'industria del legname. È disponibile in pannelli rigidi, semirigidi, rotoli o in fiocchi.
Questi scarti di legno devono essere triturati in particelle fini, miscelati con leganti naturali (come lignina) o colle ecocompatibili, compattati e formati in pannelli o altri formati mediante processi di pressione e calore.
Comportamento al fuoco: La fibra di legno è combustibile, ma grazie a trattamenti specifici o additivi può raggiungere buone classi di resistenza al fuoco.
Un buon isolamento riduce le dispersioni termiche in inverno, garantendo un ambiente più caldo con un consumo energetico ridotto. Questo è regolato dal parametro trasmittanza termica U (W/m²K), che misura il flusso di calore che attraversa un materiale.
Negli ultimi anni, le normative energetiche si sono concentrate sempre di più sul comfort estivo. L’inerzia termica, ovvero la capacità di un materiale di accumulare e rilasciare calore lentamente, gioca un ruolo cruciale. Secondo i dati di ENEA, il consumo medio per il raffrescamento estivo nelle abitazioni italiane è aumentato del 20% tra il 2015 e il 2023, complice il riscaldamento globale. Oggi, la spesa per il raffrescamento incide tra il 15% e il 25% del consumo annuo di energia elettrica di una famiglia media.
Ogni materiale presenta vantaggi e svantaggi in termini di costo, prestazioni ed ecosostenibilità. La scelta deve bilanciare le esigenze di isolamento termico e acustico con l’impatto ambientale del prodotto.
Materiali e le loro caratteristiche
Di seguito una tabella comparativa di materiali isolanti:
| Materiale | Caratteristiche | Ecosostenibilità |
|---|---|---|
| EPS (Polistirene Espanso Sinterizzato) | Leggero, economico, facile da posare. | Materiale derivato dal petrolio, non biodegradabile. |
| Poliuretano (PUR) | Più denso e resistente dell’EPS, con ottima impermeabilità. | Come l’EPS, è derivato dal petrolio e non biodegradabile. |
| Lana di Roccia | Eccellente isolamento acustico e resistenza al fuoco. | - |
| Lana di Vetro | Simile alla lana di roccia, ma meno densa. | - |
| Fibra di Legno | Naturale, traspirante, eccellente per l’inerzia termica. | Materiale rinnovabile, biodegradabile e con bassissimo impatto ambientale. |
| Sughero | Naturale, altamente traspirante e con buona inerzia termica. | - |
| Materiali ad alte prestazioni (es. Aerogel) | Materiale ad alte prestazioni con bassa trasmittanza termica. | - |
| Isolanti sottili multistrato (es. Materassini) | Isolante leggero e ad altissime prestazioni termiche. | Materiale sintetico, non biodegradabile. |
La scelta del materiale isolante giusto richiede una valutazione attenta delle esigenze specifiche dell’edificio e delle condizioni climatiche. Scegliere di costruire o ristrutturare un edificio secondo i principi della bioedilizia significa investire in un modo di abitare più sostenibile, efficiente e salubre. Tuttavia, come ogni scelta progettuale, anche la bioarchitettura presenta vantaggi e svantaggi da valutare attentamente.
GWP dei principali materiali isolanti
La conducibilità termica dei principali materiali isolanti