Guida Completa alla Posa dei Pannelli in Teak Sintetico per Imbarcazioni

Il rivestimento della coperta è un vero e proprio plus estetico per la barca. Oltre al suo fascino innegabile, il teak sintetico offre notevoli vantaggi pratici, migliorando l'esperienza a bordo e la funzionalità dell'imbarcazione. Garantisce maggiore sicurezza e durata a bordo, resistenza alle intemperie, facilità di manutenzione e proprietà antiscivolo naturali.

Perché Scegliere il Teak Sintetico?

Il rivestimento in teak sintetico per la coperta offre numerosi benefici che vanno oltre l'estetica. Questo materiale aggiunge sicuramente un tocco di eleganza all’imbarcazione e migliora l'isolamento termico e acustico, nonché l'aderenza sotto la suola, contribuendo al comfort della barca nel tempo e prevenendo incidenti a bordo. Il PVC utilizzato come base per questi disegni è graffiato, il che gli conferisce buone qualità antiscivolo. Inoltre, è economico rispetto al teak naturale e anche più rispettoso dell’ambiente.

Un altro vantaggio è il loro impatto sul peso dell'imbarcazione: ogni chilo fa la differenza, è meglio usare materiali leggeri. Questo materiale è realizzato da vari produttori con risultati anche molto differenti. Innanzi tutto dobbiamo ben documentarci sulla sua qualità, sia presso la fabbrica sia chiedendo il parere di chi lo installa e di chi già lo utilizza.

Il Processo Artigianale di Produzione dei Pannelli

La realizzazione dei pannelli in teak sintetico è un'arte che combina precisione moderna e tecniche tradizionali. Volevamo sapere come vengono realizzati i pannelli. La sorpresa è stata quella di scoprire artigiani che tagliano gli elementi uno per uno e li assemblano come facevano i falegnami di un tempo. L'officina Bonaventura Yachting, ad esempio, lavora con il Flexiteek, un PVC estruso da un'azienda svedese. Si presenta in strisce che vengono tagliate, incastrate e saldate per formare dei pannelli, che vengono poi incollati.

Gli Strumenti e le Tecniche

L'aspetto tradizionale di questo lavoro è sorprendente, nonostante la natura sintetica del materiale. Gli strumenti sono semplici e comuni: una fresa, una pialla, una pistola per saldare, pesi per tenere i pezzi in posizione. La saldatura viene effettuata con una torcia elettrica dotata di una punta speciale, che guida la perlina e la riscalda a 380°C. Il "giunto", un cordone di PVC, viene saldato in questa scanalatura. Il cordone viene poi rifilato con un coltello da rincalzo. Quando l'intero pannello è assemblato, viene girato e risaldato sul lato inferiore. La "fiamma" di rincalzatura viene utilizzata per livellare l'eccesso.

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Nessun rumore forte, nessun macchinario complicato. Intorno al gigantesco tavolo da taglio, una decina di operai sono impegnati a tagliare, regolare e saldare i pezzi per i rivestimenti del ponte. Questo processo garantisce pannelli solidi ed estetici. Il risultato è impressionante, sia in termini di estetica che di resistenza. Un piano di taglio e assemblaggio.

La Creazione dei Modelli: Un Passaggio Fondamentale

Tutto inizia con un attento disegno di sagome sulla barca, utilizzando fogli di plastica trasparente. Questi modelli sono la "miniera d'oro" del workshop! Tutto viene disegnato sulla dima: la forma del ponte, ovviamente, ma anche la posizione dei raccordi o dei coperchi dei boccaporti. Questi modelli sono conservati con cura ed evitano di ripetere ogni volta questo noioso lavoro per le imbarcazioni di produzione.

Per la creazione dei modelli è fondamentale la massima precisione. Tenete presente che il prodotto finale rispecchierà la qualità della sagoma. Consigliamo un film di marca per la creazione di modelli, che elimina lo stiramento e semplifica il processo di modellazione. Il kit include anche nastro biadesivo e un pennarello.

Indicazioni Dettagliate per le Sagome

  1. Prepariamo la sagoma di cartone del pannello che vogliamo realizzare. Se la superficie è grande procediamo a realizzare più sagome di misure ridotte.
  2. Queste (tranne che nei lati di eventuale unione) devono prevedere una doga di margine di larghezza maggiore (45/60mm).
  3. All’interno di tale doga, che delimita la sagoma, andiamo a disegnare le doghe successive con la relativa striscia di giunzione, a simulare la tipica gommatura (che potremmo scegliere tra vari colori, a partire dal classico nero).
  4. Prepariamo tutte le sagome con i disegni delle doghe e delle fasce di coronamento e con gli angoli di incrocio a 45 gradi, quindi provvediamo a riposizionarle sulle parti da rivestire per verificarne la precisione e, eventualmente, apportare le necessarie correzioni.
  5. In seguito iniziare con le aree più difficili. Il bordo e la sagoma sia uguale in tutta la sua lunghezza. Inoltre fare attenzione che il raggio di tutti gli angoli sia specificato nella sagoma o che tutti gli angoli siano esattamente ritagliati nella sagoma. Assicurarsi che tutti i raggi numerati concernenti, i portelloni, accessori, ecc. si seguano.
  6. Annotare le misure su ogni sagoma, indicando dove la misurazione è stata presa sulla sagoma in base alla mezzeria dello scafo, e annotare su ogni sagoma la direzione della prua, poppa e alto, tutte con i vari raggi. Tutto questo per evitare che le sagome siano danneggiate durante la costruzione che può portare ad un pannello con le curvature errate.

Attenzione: essendo il materiale flessibile, si consiglia di appoggiarlo sempre su una superficie perfettamente piana.

Preparazione del Substrato per un'Adesione Ottimale

Una posa duratura e stabile del nuovo rivestimento dipende in gran parte dalla preparazione del substrato. La pulizia è un fattore decisivo e importante per ottenere un risultato ottimale. Il substrato deve essere asciutto, pulito e liscio, libero da polvere, grasso e sporco. Agenti distaccanti, infatti, potrebbero compromettere l’adesione.

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Questo è un passaggio fondamentale. È necessario smontare tutti gli accessori inerenti alla superficie di incollaggio. Se necessario, carteggia il ponte della barca o prepara il substrato, levigandolo accuratamente. Per un rivestimento in PU, le superfici devono essere livellate per creare una superficie liscia. Si consiglia un’attenzione particolare per quanto riguarda la corrosione. Se presente, carteggiala o raschiala con una spazzola metallica e, dopo la pulizia, applica un primer antiruggine per prevenire l’ossidazione.

Synthetic teak boat decking installation

Metodi di Posa del Teak Sintetico

I pannelli in teak sintetico possono essere realizzati su misura e consegnati pronti per l'installazione, oppure il materiale può essere lavorato in loco partendo da rotoli o strisce.

Posa di Pannelli Prefabbricati (ISOTEAK PRO, Flexiteek)

Realizziamo pannelli secondo i vostri modelli. Riceverai un set di pannelli pronti per l'installazione che potrai incollare sul ponte del tuo yacht tu stesso o con l'aiuto di artigiani locali. La pratica dimostra che ordinando i pannelli ISOTEAK secondo i modelli per l'autoinstallazione, puoi risparmiare fino a 200 euro per 1 metro quadrato! Il processo non richiede abilità incredibili. Il ponte del tuo yacht o motoscafo sembrerà fatto da un professionista, poiché i pannelli secondo i tuoi modelli sono realizzati da veri professionisti. Possiamo offrire pannelli semplici o pannelli con telaio (design con margini).

  1. Misura il ponte e, se necessario, usa del nastro biadesivo per evitare che i pannelli si spostino.
  2. Fai una posa di prova per verificare che si adatti perfettamente, specialmente in aree complesse come le lande o la base dell’albero.
  3. Il pannello sarà parzialmente srotolato sulla superficie preparata e la colla distribuita con una spatola dentellata, evitando bolle d’aria.
  4. Garantire un’aderenza ottimale è fondamentale. Dopo aver posato il pannello, applica più pesi possibile, lasciandoli in posizione per tutta la fase di tiraggio, specialmente nei punti che riteniamo critici.
  5. Di genere si consiglia almeno un giorno di asciugatura, ma il tempo di asciugatura completo indicato dal produttore deve essere rispettato rigorosamente; non va calpestato o sottoposto ad altri movimenti.
  6. Infine, riposiziona i raccordi rimossi in precedenza e rifinisci con stuccatura e pulizia di eventuali residui.

Posa di Strisce di PVC dal Rotolo

Questa procedura è particolarmente indicata per le coperte a doghe lineari. Il processo è praticamente identico alla posa di un rivestimento per ponti in PU.

  1. Una volta sicuri delle sagome e del disegno, prendiamo il materiale in rotolo e svolgiamolo attendendo che si distenda in modo naturale (motivo per il quale la temperatura non deve essere eccessivamente fredda).
  2. A questo punto incominciamo a tagliare a misura la doga di riferimento, che diventerà la doga di partenza. Fissata questa con biadesivo, tagliamo le altre doghe posizionandole sulla dima, assicurandoti che la posa sia esatta per una posa precisa, specialmente in complessi come la base dell’albero o i raccordi.
  3. Completate tutte le parti lineari e verificati gli allineamenti, possiamo incominciare a incollare tra di loro (utilizzando il collante adeguato) le varie doghe, sul solo bordino laterale, mantenendole sempre posizionate sulla dima.
  4. Incollaggio delle doghe (tra loro) avvenuto, eliminiamo tutti i residui con uno straccio, procediamo con una leggera scartavetratura del fondo del “tappeto” seguendo il senso della venatura, e presentiamolo in loco.
  5. Se combacia come si deve, è giunto il momento di incollarlo sulla superficie. Puoi posare le singole strisce di PVC striscia per striscia, utilizzando un rullo per evitare bolle d’aria e garantire un’adesione uniforme su tutta la superficie, non solo puntuale.
  6. Di solito, il tempo di asciugatura varia tra le 24 e le 48 ore. Dopo l'asciugatura, puoi stuccare per ottenere bordi ben definiti. Elimina i residui di colla e di stucco in eccesso.
  7. A lavoro ultimato, è possibile rimontare i raccordi precedentemente smontati.

Considerazioni sui Rivestimenti in PU e Sughero

Per la posa di rivestimenti in PU, la pulizia e levigatezza del substrato sono cruciali, con una possibile applicazione di uno strato protettivo dall’umidità, poiché i rivestimenti in PU sono più sensibili all’umidità, allo sporco e ai raggi UV. La posa del sughero è esteticamente pregevole, ma richiede la massima precisione e una buona sigillatura, dal momento che è particolarmente soggetto a usura e tende a "sbriciolarsi".

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Colle e Sigillanti: Consigli Pratici

La scelta della colla è determinante per la durata del rivestimento. Molti si chiedono che tipo di colla o sika convenga utilizzare, e se serve un primer. Per i listelli uniti tra loro, si può usare colla da PVC tipo Tangit. L'incollaggio al gelcoat può essere fatto con la colla nera in salsicciotti da usare con l'apposita siringa. Non sempre è necessario un primer; per il teak sintetico, spesso non serve. Invece, per evitare errori, mescolare completamente entrambi i prodotti, se si tratta di colle bicomponenti. Per l'applicazione, spargere la colla con una spatola su una superficie superiore al metro quadro. Programmare l'incollaggio in modo da non chiudervi in un angolo. Iniziare l'incollaggio premendo un lato del pannello sulla superficie e continuare srotolando il pannello sulla colla. Assicurarsi che il pannello sia ben posato sulla colla.

Dopo aver nastrato i listelli adiacenti, si può siringare la colla a forza sotto il listello, coprire tutto con un normale telo di polietilene e poi metterci sopra dei sacchetti di sabbia che tengano in posizione il tutto. Quando è asciutto, togli il nastro e pareggi con carta vetrata. È consigliabile fare questo lavoro con un po' di caldo.

L'Importanza della Sigillatura

La necessità di un sigillante dipende dal materiale della coperta, ma un’adeguata sigillatura può aumentarne la durata e ridurre il lavoro di pulizia, prevenendo l’usura precoce. I rivestimenti in PU, ad esempio, sono più sensibili all’umidità, allo sporco e ai raggi UV, rendendo lo strato protettivo un trattamento aggiuntivo. Questo previene il rigonfiamento in caso di umidità e riduce i lavori di manutenzione, facendo sì che la superficie rimanga più a lungo come nuova. Alcuni materiali, invece, non richiedono sigillante, dal momento che sono già resistenti e idrorepellenti.

Manutenzione e Durata del Teak Sintetico

Il teak sintetico richiede una manutenzione minima rispetto al teak naturale, il che contribuisce alla sua popolarità. L'unica manutenzione richiesta, ogni 5 anni circa, per alcuni tipi è una levigatura grossolana per ridare un po' di rilievo. È importante adottare altre misure necessarie per garantirne la durata nel tempo. A differenza del teak naturale, per il quale prima o poi sarà inevitabile il restauro della coperta in teak della barca, una procedura molto costosa, il teak sintetico è progettato per resistere all’acqua e agli sbalzi di temperatura senza causarne il deterioramento, garantendo una lunga durata e richiedendo meno manutenzione.

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