Quando si entra nel mondo dell’arredamento, ci si imbatte in molti termini tecnici legati al legno che possono risultare di difficile interpretazione. Molte persone pensano ancora che i mobili siano realizzati principalmente in legno massiccio o massello, ovvero con pezzi veri e propri di tronchi dello spessore richiesto e della tipologia di legno specifica. Tuttavia, questa concezione non è più del tutto corretta.
Che cos'è l'Impiallacciatura?
Il termine “impiallacciare” significa rivestire una superficie con fogli di vero legno e si tratta di un’operazione di falegnameria applicata fin dai tempi del Rinascimento, periodo nel quale veniva definita con il nome di lastronatura. All'epoca, la procedura consisteva nel ricoprire legno di scarso valore con lastre di legno pregiato e di ampio spessore. L’impiallacciatura è un’operazione che viene eseguita in falegnameria e consiste nel ricoprire un legname non pregiato o un pannello con un sottilissimo tranciato di legno detto piallaccio, ovvero un sottile foglio di legno più pregiato.
Oggi, l’evoluzione tecnologica permette di arrivare ad alti livelli di rifinitura e tagli precisi che consentono di realizzare fogli di pochi decimi di millimetri adatti ad impiallacciare ogni superficie, anche quelle curve. L’evoluzione della tecnologia e l’introduzione di macchinari sempre più precisi hanno permesso di perfezionare le tecniche di taglio fino ad ottenere fogli di pochi decimi di millimetro, usati anche per impiallacciare superfici curve.
Truciolare, compensato, MDF, tamburato o multistrato, sono solo alcune tipologie di pannelli sui quali, oggi, è possibile impiallacciare. L'impiallacciatura può essere impiegata su pannelli di diversi tipi, come MDF o multistrato. Tale lavorazione consente di ottenere un prodotto più stabile ed ugualmente apprezzabile dal punto di vista estetico rispetto al legno massello.
Rientra tra i materiali più pregiati, conferendo al mobile quell’aspetto di naturalezza che solo il vero legno può dare. Il mobile impiallacciato ha le caratteristiche del legno come il calore al tatto e le venature naturali.
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Il Processo di Creazione del Legno Impiallacciato
Per impiallacciare un pannello i falegnami eseguono un metodo preciso, diviso in fondamentali step:
- La scortecciatura e il taglio: È la prima operazione di lavorazione del legno, in cui il tronco viene pulito dalla sua corteccia e smussato dalle eventuali irregolarità. Il blocco che si ottiene verrà diviso in più parti che saranno sottoposte ad una prima rifilatura, per poi subire un’operazione di vaporizzazione per ammorbidire le fibre e garantire così un taglio ottimale. Il legno viene vaporizzato per distendere le fibre e assicurare un taglio di qualità ottimale.
- La tranciatura e creazione del piallaccio: Questa è la vera e propria fase di creazione dei piallacci. I blocchi di legno subiscono un’operazione di taglio; la direzione di quest’ultimo (trasversale o longitudinale) definirà l’orientamento delle fibre. I blocchi di legno sono sottoposti ad un’operazione di taglio che può avvenire con lame o laser. Esiste anche la tecnica della sfogliatura, in cui il taglio avviene con un movimento rotatorio, talvolta su un tronco tondo. I piallacci sono più grandi, ma la loro qualità estetica è inferiore.
- L’essiccazione: Dopo il taglio, i piallacci dovranno esser essiccati, stirati e accorpati in più fogli. Vengono stesi, appiattiti e uniti insieme per formare dei pacchi, composti da più fogli.
- Impiallacciatura: È la vera e propria fase di creazione del legno impiallacciato. I piallacci verranno ulteriormente rifiniti per poi incollarli sugli appositi pannelli. I piallacci vengono ulteriormente rifiniti, accostati tra loro e incollati sul supporto di legno.
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Classificare le diverse tipologie di Impiallacciato
Per classificare le diverse tipologie di impiallacciato bisogna tener conto delle particolarità e caratteristiche che presentano. I legni impiallacciati si distinguono per diversi aspetti:
- L'orientamento delle fibre: Permettendo così di diversificarli tra piallacci fiammati, rigati e misti, con venature orizzontali o verticali.
- L'organizzazione dei tranciati: La disposizione dei tranciati è una caratteristica dell’impiallacciato che ci permette differenziarli e di creare diversi pattern accostando fiammature e venature parallele o asimmetriche.
- Le tinture e le laccature utilizzate: È possibile diversificare l’impiallacciato in base alla laccatura o tinteggiatura. Esistono impiallacciati naturali, verniciati, laccato oppure tinti.
- Il tipo di legno impiegato: Tra le essenze più comuni troviamo l'impiallacciato noce o l'impiallacciato rovere. Tra le essenze impiallacciate più diffuse ci sono il noce nazionale, il canaletto, l'ulivo, il mogano, il frassino, l'olmo, il rovere, il palissandro, l'eucalipto, il ciliegio, l’acero, la betulla, l’ebano, l'ontano, il tanganika. La materia prima viene trasformata per creare un prodotto unico nel suo genere.
- Le sfumature del legno: Possono essere chiare o scure.
Bisogna precisare che non tutti i piallacci sono fogli ricavati dal tronco degli alberi. Gli impiallacciati piuma sono ottenuti dalla tranciatura della porzione di tronco da cui dipartono i rami. La radica, invece, è una massa legnosa molto fibrosa, che si trova in prossimità delle radici.
Esistono anche tipologie di tranciato che non vengono ottenute riducendo un tronco di legno pregiato in fogli, ma attraverso l’incollaggio di vari fogli di legno colorato (di solito non pregiato) per ricreare un finto tronco, simulando gli anelli, le venature e le fiammature e successivamente tagliandolo in fogli. Questa forma di tranciato è chiamata precomposto e, come il tranciato e il legno massiccio, può subire variazioni di tonalità alla luce solare. Tuttavia, questo fenomeno naturale è notevolmente ridotto poiché i legni utilizzati nella produzione sono appositamente selezionati. Il tranciato precomposto consente inoltre di creare essenze di legno fantasiose o, più comunemente, di ricreare legni esotici, rari o protetti, utilizzando legni meno pregiati provenienti da piantagioni o foreste certificate.
Caratteristiche Tecniche e Vantaggi dell'Impiallacciato
Le caratteristiche che presenta il legno impiallacciato sono tante, tra le più importanti, è l’ecosostenibilità. Un mobile impiallacciato offre una buona stabilità e impermeabilità. Resiste ai graffi, alla luce e al calore.
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Altre caratteristiche sono:
- La manutenzione semplice e rapida di questo prodotto.
- La ricca gamma di essenze, colori e trame.
- Costi contenuti se paragonato al legno massello.
Invariabile nel tempo, difficilmente subisce variazioni di colore imputabili all’esposizione diretta del sole. Trattandosi di un rivestimento in vero legno, l'impiallacciato potrebbe presentare, nel corso degli anni, le tipiche e lievi variazioni che interessano i materiali naturali. Pregiato ed elegante, l’impiallacciato è diventato uno dei principali materiali utilizzati nel mondo dell'arredamento per la produzione di mobili di qualità eccellente.
Dove Viene Utilizzato il Legno Impiallacciato
Oltre all’utilizzo nelle cucine, l’impiallacciato, grazie ai suoi pregi, può esser utilizzato in svariati ambienti delle nostre abitazioni. Se volessimo arredare la nostra sala da pranzo con questo materiale, potremmo optare per un tavolo di design, o perché no, pensare di acquistare una credenza per il nostro soggiorno. Considerando che l’impiallacciato risulta resistente e stabile potremmo anche pensare di sceglierlo come piano per il lavabo in bagno oppure per elementi di arredo particolari come le mensole. Se desiderassimo una camera da letto che restituisca l’idea di eleganza ed accoglienza, è possibile scegliere tra varie proposte tra comò, cassettiere e letti. Possiamo dunque affermare che questo materiale è versatile anche sotto il punto di vista di arredo e design.
Tra gli arredi in legno impiallacciato possiamo annoverare anche mobiletti intarsiati, in cui piallacci di dimensioni ridotte sono utilizzati per creare disegni e motivi decorativi di forte impatto.
Come Distinguere il Legno Impiallacciato dal Legno Massello
Se ci stiamo accingendo a comprare un mobile e vogliamo valutare il materiale di cui è composto, è necessario fare una serie di verifiche. Per prima cosa bisogna verificare lo spessore dello strato nobile. Si dice che quando è lastronato, quindi impiallacciato, lo spessore è maggiore di 2-5 mm.
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Inoltre, possiamo controllare la presenza di eventuali venature su un lato del mobile. Se questo fosse composto da legno massello dovrebbero essere presenti anche sul lato opposto. Quindi se da un lato abbiamo un nodo o un disegno fiammato tipico del legno e dall’altro lato il disegno differisce, il legno del mobile che stiamo valutando è impiallacciato. Ma dobbiamo verificare con maggiore attenzione, in quanto se si ricorre esclusivamente a questo metodo di valutazione il rischio è di cadere in errore perché il mobile potrebbe essere anche ricoperto da un foglio di carta.
Per scegliere il legno più adatto a te, chiedi sempre consiglio ad un esperto. La nostra conoscenza e professionalità è a tua disposizione per trovare il miglior legno per ogni stanza della tua abitazione.
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Impiallacciato vs. Laminato vs. Laccato: Confronto
I mobili moderni offrono possibilità di personalizzazione infinite, è dunque fondamentale conoscere i materiali da utilizzare per progettarli e sceglierli al meglio. Vediamo quale può essere la differenza tra laminato, laccato e impiallacciato. Le caratteristiche, come si effettua la manutenzione e gli eventuali accorgimenti da adottare per ognuna.
Legno Laminato
Il legno laminato e il legno impiallacciato sono ampiamente utilizzati per l'arredamento domestico. Capaci di offrire praticità ricreando un ambiente elegante e sobrio, queste finiture possono essere applicate ai mobili di tutta la casa, dalla cucina alla camera da letto, dagli arredi dello studio alla parete attrezzata del soggiorno, e anche per pavimentazioni.
Il laminato per pavimenti e mobili è un rivestimento costituito da strati di carta impregnati di resine termoindurenti che viene inserito su un pannello di MDF, sottoposto ad alta pressione. Secondo lo standard, i fogli di laminato hanno uno spessore di circa 0,6/0,7 mm, anche se non è raro imbattersi in laminati di 1,2 mm o in pannelli autoportanti di 2 cm detti compatti. Di norma, i laminati sono composti da 3 strati.
Partendo dalla superficie verso l'interno del pannello, si trova:
- L'overlay: Un film di cellulosa pura impregnato di resina melaminica che fornisce protezione.
- Un foglio decorativo: Su cui vengono riprodotti i colori visibili sulla superficie del pannello.
- Il kraft: Che consiste in fogli di carta resistenti impregnati di resine fenoliche.
Ogni elemento svolge una funzione specifica e collabora alla definizione del materiale. Se il film di protezione è essenziale per resistere al calore, ai graffi e ai liquidi, il foglio decorativo è ugualmente fondamentale per migliorare l'aspetto estetico. Esiste anche il laminato polimerico, in cui del materiale sintetico (PVC) è applicato sul supporto di legno. Il foglio plastico viene riscaldato, stirato, adeso alla superficie e ripiegato lungo i bordi affinché il rivestimento interessi la totalità del pannello.
Dal punto di vista della lavorazione, si trova:
- Il laminato HPL (High Pressure Laminate): Un pannello che si ottiene tramite pressione elevata dei fogli con presse piatte e alte temperature. Questa tecnica permette la policondensazione delle resine, conferendo al materiale una grande resistenza.
- Il laminato CPL (Continuous Pressure Laminate): Sottoposto a pressione costante eseguita con delle presse a rullo.
- Il laminato CHPL (Continuous High Pressure Laminate): Una versione di nuova generazione sottoposta ad una pressione continua per giungere a un laminato simile a quello ad alta pressione.
Riguardo ai fogli decorativi utilizzati, si distinguono diverse tipologie di laminato:
- Il laminato melaminico.
- Il laminato polimerico.
- I laminati di nuova generazione, come il PET oppure il Fenix NTM. Quest'ultimo è un tipo di laminato ottenuto da lavorazioni nanotecnologiche e composto da resine acriliche fissate sul pannello con polimerizzazione a freddo. Il Fenix esiste anche nella variante stratificata, in cui lo spessore del laminato raggiunge il centimetro.
Infine, in base all'effetto estetico desiderato, è possibile trovare sul mercato il laminato bianco, disponibile in finiture lucide o opache, il laminato colorato, con una vasta gamma di sfumature, e il laminato effetto legno, noto anche come "finto legno", che comprende un'ampia selezione di essenze, incluso l'effetto laccato bianco, grigio o nero.
Come per tutti i materiali, le caratteristiche del laminato possono cambiare a seconda del tipo di pannello, ma i vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi. I laminati in PVC o PET sono applicati preferibilmente su superfici verticali che non subiscono particolari sollecitazioni. Il laminato HPL, invece, è in assoluto la scelta migliore per le superfici orizzontali sottoposte a sollecitazioni severe, come appunto il piano della cucina. Il laminato stratificato HPL ne rappresenta l'evoluzione.
Il laminato è un materiale resistente e duraturo, rapido da pulire e di facile manutenzione. Basta seguire pochissimi accorgimenti per garantire ai mobili in laminato una lunga vita e un aspetto sempre impeccabile. Per la pulizia ordinaria, è sufficiente utilizzare un panno morbido in microfibra imbevuto in acqua e sapone neutro e strofinare dolcemente il piano. L’importante è ricordarsi di strizzare il panno e asciugare bene la superficie trattata perché ristagni di acqua potrebbero, alla lunga, creare piccoli e antiestetici rigonfiamenti nei punti di giuntura. È utile rimuovere immediatamente anche macchie di vino o caffè, quando sono ancora liquide, per prevenire la formazione di aloni sul piano della cucina. Da evitare anche l’uso di acetone, trielina, ammoniaca o detergenti aggressivi che potrebbero danneggiare l’omogeneità e la lucentezza del colore.
Legno Laccato
Il laccato è generalmente composto da un pannello di legno o fibre di legno, verniciato su entrambe i lati. Essendo una verniciatura applicata, le possibilità di personalizzazione sono pressoché infinite. È possibile coprire la scala colorimetrica RAL, realizzando qualsiasi sfumatura di colore. Le migliori aziende di mobili italiani come Arrex, Lago, Meson’s Cucine… propongono prodotti laccati di qualità, dove lo spessore della laccatura è adeguato a garantire l’integrità della brillantezza negli anni. Essendo una verniciatura e non un foglio applicato, la laccatura necessita di alcune attenzioni particolari. Per effettuare la manutenzione e la pulizia, si consiglia di utilizzare un panno morbido inumidito con acqua e poco sapone neutro. Non utilizzare assolutamente spugnette abrasive, sgrassatori aggressivi, acidi, alcool o prodotti non adatti alla pulizia delle superfici laccate, che potrebbero alterarne il colore o addirittura rigare la superficie. Il mobile laccato è più delicato del laminato, va dunque effettuata la manutenzione con la dovuta cautela. Nel caso in cui il laccato dovesse scheggiarsi, pulite accuratamente la zona ed effettuate subito il ritocco con il botticino di vernice fornito all’atto dell’acquisto del mobile.
Differenze Essenziali tra Impiallacciato, Laminato e Laccato
Dopo aver fatto una panoramica generale su laminato ed impiallacciato è utile mettere in risalto le principali differenze tra i materiali. Nel valutare tra mobili in laminato e mobili impiallacciati, è possibile tenere in considerazione i seguenti fattori:
| Caratteristica | Impiallacciato | Laminato | Laccato |
|---|---|---|---|
| Rivestimento | Fogli sottili di legno pregiato autentico | Materiale sintetico (strati di carta e resine) | Verniciatura applicata su pannello |
| Aspetto | Caratteristiche autentiche del legno, venature naturali, calore al tatto | Imita l'effetto legno o altri materiali, con una vasta gamma di finiture | Superficie liscia e uniforme, possibilità di qualsiasi colore RAL |
| Resistenza | Buona stabilità, resistenza a graffi e calore, ma può variare nel tempo come il legno naturale | Maggiore resistenza (in particolare HPL) a graffi, calore, liquidi | Più delicato, suscettibile a scheggiature se non trattato con cura |
| Manutenzione | Panno morbido umido, prodotti specifici per legno, cera protettiva | Semplice e rapida, panno umido con sapone neutro | Panno morbido umido con sapone neutro, evitare detergenti aggressivi e abrasivi |
| Costo | Generalmente più costoso rispetto ai pannelli laminati | Più economico rispetto all'impiallacciato e al laccato | Costi variabili, può essere più elevato per laccature di alta qualità |
| Ecosostenibilità | Buona, permette di ottimizzare l'uso di legni pregiati | Variabile, dipende dai materiali e processi di produzione | Variabile, dipende dai tipi di vernice e processi |
Entrambe le soluzioni (impiallacciato e laminato) offrono prestazioni elevate e sono estremamente versatili. La varietà di gamma: entrambi i materiali presentano una gamma di colori e texture ricca e variegata. Per quanto riguarda il bilaminato, si riferisce ad un pannello di multistrato placcato su entrambi i lati con un laminato molto sottile. Questa è una soluzione ideale per le strutture delle cucine e per i ripiani interni, che vengono a contatto con sostanze e liquidi e devono quindi essere facilmente pulibili. Se si richiede resistenza, il bilaminato può essere utilizzato anche per le ante esterne di cucine, armadi e mobili.
Manutenzione del Legno Impiallacciato
La manutenzione dei mobili in impiallacciato è tanto semplice quanto quella del laminato. Trattandosi però di vero legno, è bene rispettare qualche accortezza in più per godere a lungo della sua qualità e della sua bellezza. Per la pulizia ordinaria è sufficiente munirsi di un panno morbido, inumidito con acqua e ben strizzato. Sono da evitare spugnette o panni abrasivi e detergenti non idonei. Pulire il piano nel senso delle venature, in modo da togliere più efficacemente lo sporco dai pori, e asciugare con cura alla fine dell’operazione.
Con cadenza regolare si dovrebbe utilizzare la cera protettiva, da stendere anch’essa con un panno morbido seguendo sempre il senso della venatura del mobile. Malgrado le vernici utilizzate conferiscano al legno un alto tasso di impermeabilità, potrebbe comunque assorbire olii o sostanze chimiche; consigliamo di rimuovere al più presto qualsiasi sostanza entri in contatto con il legno dell’impiallacciatura.
Normative e Certificazioni
Come per tutti i pannelli a base di legno, la produzione dei laminati e degli impiallacciati è controllata e certificata da normative europee. Per quando riguarda i laminati HPL o HPDL (sigla che sta per High-Pressure Decorated Laminates), sono due le norme di riferimento: ISO 4586 e EN 438. Ultima ma non meno importante, la celebre normativa UNI EN 13986 certifica che i pannelli a base di legno appartengano alla classe E1 (a bassa e limitata emissione di formaldeide, materiale che - allo stato gassoso - diventa nocivo per la salute).
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