Introduzione alla Colla di Coniglio
La colla di coniglio, detta anche colla lapin, è un collante di origine animale realizzata con i residui di lavorazioni in altri ambiti. Si presenta in forma di grani o perline. La colla di coniglio in grani viene detta anche colla lapin ed è un collante tradizionale. È costituita principalmente da collagene, il che la rende una colla leggera, ma dall’alto potere adesivo, morbida e reversibile, per questo è utilizzata da secoli per la preparazione di stucchi e come legante in diverse ricette.
Questo prodotto ha un alto potere adesivo e indurente, ed è ottenuta dalle pelli di coniglio (cascami). È, dunque, un prodotto totalmente naturale. La Colla coniglio in grani è un prodotto naturale, solubile in acqua e biodegradabile, innocuo per la salute dell’operatore. Solubile in acqua e biodegradabile, la colla di coniglio non è pericolosa per la salute e non irrita la pelle.
La colla di coniglio è un collante in scaglie di origine animale, utilizzato come elemento base per la preparazione di vari prodotti per la doratura, tra cui la “colletta” per la tecnica a guazzo.
Perché Scegliere la Colla di Coniglio: Vantaggi nel Restauro
Nel vasto panorama dei collanti moderni, la colla di coniglio mantiene un ruolo di primaria importanza, soprattutto nel restauro e nelle tecniche tradizionali. All’invenzione delle colle viniliche, nel dopoguerra, sono seguiti costanti miglioramenti e messa a punto di ottimi collanti di grande tenuta come le colle epossidiche, le colle poliuretaniche e cianoacriliche. Tuttavia, le colle usate nel restauro dei mobili antichi devono avere caratteristiche che non sono solo la capacità di incollaggio e tenuta nel tempo.
La reversibilità della colla consente di poter staccare agevolmente l’incollaggio e di poterlo rifare. Magari perché nel frattempo sono cambiati i criteri di restauro oppure perché vogliamo sostituire un pezzo di legno con del legno d’epoca. Le colle che meglio rispondono a questo criterio di reversibilità sono le colle naturali. Si tratta di una colla animale chiamata in moltissimi modi: “colla a caldo”, “colla forte”, “colla garavella” oppure “colla cervione” sono solo alcuni dei nomi. Si tratta di una colla di origini antichissime e usata in falegnameria praticamente da sempre per incollare incastri o lastronature.
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La colla a caldo è stata praticamente l’unica usata in falegnameria fino al primo dopoguerra quando entrarono in uso le colle viniliche. Io uso la colla a caldo quando restauro mobili antichi o mobili lastronati. Questo tipo di colla infatti permette un perfetto incollaggio delle lastronature consentendo, in caso di errore, di staccare il lastrone e riposizionarlo. Per sciogliere la colla a caldo quando ha fatto presa, bastano impacchi o infiltrazioni con alcool etilico, è il metodo che usiamo quando dobbiamo ad es. aprire vecchi mobili.
Per un uso efficace di questa colla bisogna attenersi a regole ben precise. Sono importanti la quantità di colla e la sua diluizione, la temperatura nell’ambiente di lavoro e la temperatura delle parti da incollare. Anche la preparazione delle parti da incollare è molto importante. La pulizia e la ruvidità di queste è fondamentale per un ottenere una tenuta, nel tempo, dell’incollaggio. Come vedi le variabili per un buon incollaggio con le colle naturali sono molte, temperatura dell’ambiente, diluizione, temperatura del materiale.
Tuttavia, è importante notare che per determinati restauri o incollaggi con garanzia di tenuta e flessibilità, ad es. per l’incollaggio delle sedie, io consiglio ai miei allievi la colla vinilica a scapito della reversibilità.
Preparazione della Colla Madre (Colletta)
La preparazione della colla di coniglio, nota anche come “colletta” o “colla madre”, richiede pochi passaggi ma precisione per garantirne l'efficacia e le migliori prestazioni dal prodotto.
Reperire l'occorrente
Per preparare la colla di coniglio è necessario munirsi di un contenitore per il bagnomaria. Anche la colla di coniglio si prepara a bagnomaria con il pentolino apposito.
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Diluizione e Ammollo
La colla in grani infatti va diluita con acqua distillata o acqua di rubinetto. La ricetta più classica per la preparazione della colletta è quella di un rapporto 1 parte di colla di coniglio a 10 di acqua. In pratica 100 gr di colla ogni litro di acqua distillata. È possibile utilizzare anche l'acqua del rubinetto tenendo conto che quest'ultima ha un peso maggiore, per cui occorrerà mettere un po' di acqua in più. C'è anche chi utilizza una diluizione di 1 a 15: 100gr di colla per 1,5 litri di acqua. Volendo definire un rapporto volumetrico e non di peso, consigliamo un rapporto 1 a 7: 1 parte di colla con 7 parti di acqua. La ricetta base si ottiene mettendo una parte di colla in grani a bagno in 10 parti d’acqua.
Per la preparazione mettere 100 gr. di colla di coniglio in un recipiente per il bagnomaria, aggiungere 1 litro di acqua e lasciar riposare per circa 12 ore, finché la colla non si gonfia per effetto dell'assorbimento dell'acqua. Qualsiasi sia il rapporto tra acqua e colla si lascia a bagno per una notte. Per ottenere le prestazioni migliori dal prodotto si consiglia di lasciare a bagno per una notte la quantità di colla che si vorrà utilizzare.
Rapporti di Diluizione Consigliati per la Colla di Coniglio Uso Specifico Rapporto Colla : Acqua (Peso) Note Colletta generale / Imprimitura 1:10 (100g di colla per 1L d'acqua) Con acqua distillata. Se si usa acqua di rubinetto, potrebbe essere necessario aggiungerne un po' di più. Colletta per gesso di Bologna (iniziale) 10g di colla per 180cc d'acqua Per tele grandi, 30g di colla per 540cc d'acqua. Possibile aggiunta di antifermentativo per conservazione. Incollaggi con forte tenuta 1:2 (1 parte di colla per 2 parti d'acqua) Per incollaggi specifici che richiedono massima aderenza. Diluizione alternativa (più leggera) 1:15 (100g di colla per 1.5L d'acqua) Per usi che richiedono una consistenza meno densa. Riscaldamento a Bagnomaria
Il giorno seguente si scalda la soluzione a bagnomaria. Trascorso questo periodo, la colla avrà riassorbito l'acqua e si potrà procedere a scioglierla a bagnomaria, aggiungendo un po’ di acqua. Successivamente scaldare il recipiente contentente acqua e colla a bagnomaria, a fuoco lento, per circa 30 minuti, o più se necessario, avendo cura di mescolare il composto con un bastoncino di legno. La colla va riscaldata finché non diventa tutta liquida senza più tracce di granelli. È importante non far bollire l'acqua. Durante questa fase si raccomanda di mescolare continuamente la colla per omogeneizzare il collante.
Filtraggio e Raffreddamento
Una volta sciolta, si filtra per eliminare eventuali impurità. In questo modo si ottiene l'acqua di colla detta anche colla madre o colletta. Ovviamente occorrerà lasciar raffreddare la colla madre prima di utilizzarla. Da sciogliere a bagnomaria (100 gr di colla in 1 lt d’acqua) per ottenere la colletta con il bolo e il gesso, fino a raggiungere alte temperature ma sempre sotto l’ebollizione.
Conservazione della Colla Preparata
La colla madre rimarrà liquida per molto tempo, poi pian piano inizierà a diventare gelatinosa. È possibile conservare la colla madre in frigo per alcune settimane se riposta in un contenitore di plastica ermeticamente chiuso, con tanto di rigoroso giro di pellicola trasparente per alimenti in aggiunta. Una volta preparata è possibile conservare quella avanzata in frigorifero ben chiusa in un barattolo per qualche giorno. Da conservare in un barattolo di vetro chiuso. Se viene aggiunto mezzo cucchiaino di antifermentativo, la colla non utilizzata si conserverà molto più a lungo.
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Colla di coniglio come si usa - dosi, preparazione e conservazione-
Applicazioni Specifiche della Colla di Coniglio
La versatilità della colla di coniglio la rende adatta a diverse applicazioni, in particolare nel campo del restauro, della doratura e della falegnameria artistica.
Per la Doratura e l'Ammanitura
La colla di coniglio è utilizzata per la doratura, per il restauro e per l'imprimitura delle tele. Risulta tutt’oggi insostituibile nel restauro e nella tradizionale doratura a guazzo per la preparazione dell’ammanitura, dell’appretto di bolo e della colletta.
L’ammanitura è la tecnica usata per la preparazione del fondo per la doratura a foglia d’oro. Si tratta di ripetute sovrapposizioni di gesso di Bologna e colla di coniglio opportunamente miscelate. Si ottiene così un impasto morbido che ne permette la stesura con il pennello. Una volta steso sulla parte da dorare e indurito il composto viene carteggiato per renderlo liscio. L’ammanitura è utilizzata prima della stesura del bolo.
Preparazione del Gesso con Colletta di Coniglio
La preparazione del gesso di Bologna richiede una colletta di coniglio opportunamente dosata e lavorata.
Pesare 10 grammi di colla di coniglio in grani o macinata, e metterla alcune ore a rigonfiare in 180 cc di acqua (per tele molto grandi 30 grammi di colla e 540 cc di acqua), è bene aggiungere mezzo cucchiaino di antifermentativo, la colla non utilizzata si conserverà molto più a lungo.
Scaldare il composto a bagnomaria, quando è sciolto togliere entrambi i contenitori dal fuoco e aggiungere lentamente del gesso da doratori setacciato fino a vedere la polvere del gesso galleggiare in superficie, continuare cioè ad aggiungere gesso sino a saturare completamente tutta la colla.
Girare bene con un pennello e aggiungere fino a 90 cc di acqua calda per rendere il composto meno denso e del miele per renderlo più elastico.
Nel Restauro di Mobili e Falegnameria
È possibile utilizzare la colla nel restauro di mobili e particolari architettonici intarsiati, per lavori di falegnameria. Per gli incollaggi che devono fare tenuta la proporzione è di una parte di colla di coniglio in 2 parti di acqua.
La colla di coniglio costituisce anche il legante per la tempera a colla. Nella pittura a secco su muro può essere il legante per alcuni colori.